Yemen, in tre anni 85mila bambini morti di malnutrizione

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Potrebbero essere circa 85.000 i bambini sotto i cinque anni ad essere morti per malnutrizione acuta negli ultimi tre anni, nel corso della guerra in Yemen tra Houthi e il governo del paese internazionalmente riconosciuto.

A dirlo è Save the Children che ha aggiunto, inoltre, che il numero corrisponde all'intera popolazione al di sotto dei cinque anni di Birmingham, seconda città del Regno Unito.

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Per l'organizzazione non governativa con sede a Londra è difficile definire il numero esatto delle morti. Gli operatori umanitari in Yemen affermano che molti decessi non vengono denunciati perché soltanto metà delle strutture sanitarie del paese è ancora funzionante e molte persone sono troppo povere per accedervi.

Nusair - nella foto - ha 13 mesi ed è uno dei bambini affetti da malnutrizione acuta grave. Le sue condizioni sono precipitate ad ottobre, nonostante fosse in cura da agosto. Con la sua mamma, Suad, è stato costretto a trasferirsi a causa dei combattimenti e non può sostenere il lungo viaggio in ospedale.

«Non posso dormire, è una tortura, e sono preoccupata per i miei figli, non potrei vivere se gli accadesse qualcosa», ha raccontato Suad a Save the Children.

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I dati diffusi da Save the Children si riferiscono a quelli raccolti dall'ONU che, secondo stime al ribasso, ha calcolato che circa 84.701 bambini potrebbero essere morti tra aprile 2015 e ottobre 2018.

Tra le cause che hanno contribuito a raggiungere questi numeri spaventosi l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e il calo della valuta del paese a seguito della guerra civile, insieme al blocco dei rifornimenti che con i continui e pesanti combattimenti intorno al porto di Hudayda aggrava ulteriormente una situazione già molto difficile. Nelle ultime settimane, in quella zona, gli attacchi aerei hanno messo a rischio la vita di 150.000 bambini. Non ultimo quello di lunedì scorso con i bombardamenti della coalizione a guida saudita, a sostegno dei gruppi progovernativi.

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Il porto, che è in mano agli Houthi e che importa il 90% del cibo del paese, ha visto una diminuzione delle importazioni commerciali di oltre 55.000 tonnellate al mese, secondo le informazioni raccolte da Save the Children.

In base a situazioni analoghe precedenti, quando non si pone rimedio alla malnutrizione acuta circa il 20-30% dei bambini è destinato a morire ogni anno.

«Per ogni bambino ucciso da bombe e proiettili, decine muoiono di fame ed è tutto prevenibile», ha dichiarato il direttore di Save the Children Yemen, Tamer Kirolos.

«I bambini che muoiono in questo modo soffrono immensamente mentre le funzioni degli organi vitali rallentano e alla fine si fermano, i loro sistemi immunitari sono così deboli che sono maggiormente predisposti ad infezioni con alcuni di loro troppo fragili perfino per piangere. I genitori sono costretti a testimoniare il deperimento dei figli, senza possibilità di poter intervenire».

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In Yemen non è stato ancora dichiarato ufficialmente lo stato di carestia. Proprio il mese scorso, l'ONU ha avvertito che metà della popolazione del paese devastata dalla guerra stava affrontando "condizioni pre-carestia".

Per dichiarare lo stato di carestia un paese deve rispondere ai seguenti criteri:

  • Almeno una famiglia su cinque è costretta a soffrire un'estrema mancanza di cibo.
  • Oltre il 30% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione acuta.
  • Almeno due persone ogni 10.000 muoiono ogni giorno.
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    Basandosi sui dati raccolti lo scorso anno l'ONU ha dichiarato che le prime due soglie erano state superate o erano pericolosamente vicine in 107 dei 333 distretti dello Yemen. La terza, relativa al numero di morti, è più difficile da confermare.

    Lunedì scorso il Regno Unito ha presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'ONU per chiedere alle parti interessate nel conflitto di rilanciare i negoziati e adottare misure urgenti per affrontare la peggiore crisi umanitaria da sempre, proponendo il cessate il fuoco nell'area che include il porto di Hudayda. La bozza invita inoltre le parti "a cessare tutti gli attacchi nelle zone civili densamente popolate dello Yemen" e a fermare gli attacchi missilistici e i droni lanciati "contro i paesi della regione e le zone marittime".

    Intanto oggi, mentre continuano i combattimenti, è previsto a Sana'a un incontro tra l'inviato speciale dell'ONU Martin Griffiths e alcuni ufficiali Houthi.

    Foto anteprima MOHAMMED AWADH/SAVE THE CHILDREN

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