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USA, milioni di persone in marcia: questa è la democrazia

22 Gennaio 2017 5 min lettura

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USA, milioni di persone in marcia: questa è la democrazia

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Non erano passate neanche 24 ore dall'elezione di Donald Trump a 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America che l'idea di una marcia delle donne su Washington già circolava in rete con una pagina Facebook dedicata.

La necessità di proteggere diritti, sicurezza, salute, indipendentemente da razza, religione, estrazione sociale aveva spinto tre giovani donne, Tamika Mallory, Carmen Perez e Linda Sarsour, provenienti da diverse comunità, a costruire un progetto che in queste ore sta dimostrando tutta la sua forza e determinazione in moltissime città americane e non solo.

Il bisogno di opporsi a quanto ascoltato in campagna elettorale che da adesso potrebbe tramutarsi in realtà non lascia spazio alla paura, all'incertezza, all'indecisione. Bisogna attivarsi, protestare, dar vita a movimenti che non lascino spazio a soprusi, abusi, razzismo, ingiustizie.

Il messaggio che la marcia delle donne lancia è chiaro: in nome della democrazia e di chi ha combattuto in passato per affermare diritti umani, dignità e giustizia, le diversità devono diventare un punto di forza e non di debolezza perché fino a quando non ci sarà uguaglianza per tutti, in maniera indistinta, non potrà esserci pace.

Nessuno però si sarebbe aspettato una partecipazione andata oltre ogni più rosea immaginazione, non solo nelle principali città americane (in alcune c'è stato bisogno di modificare il percorso stabilito per l'enorme affluenza), ma in tutto il mondo. (Aggiornamento 24 gennaio, 11:18 - in un articolo pubblicato domenica 22 gennaio, Quartz riporta che il numero totale dei manifestanti in tutto il mondo, in almeno 500 città, si aggira intorno a 3.700.000. I dati sono stati calcolati dal professore Jeremy Pressman, dell'Università del Connecticut, e dalla professoressa Erica Chenoweth, dell'Università di Denver, che li hanno raccolti qui)

https://twitter.com/bMunch/status/822879592893521920

Qui il racconto di quello che è accaduto ieri attraverso una raccolta di foto, video e tweet.

Washington era già piena fin dalla prima mattinata, ma le persone sono aumentate durante il corso dell'intera manifestazione

Uno dei primi interventi sul palco è dell'attrice America Ferrera: "Il presidente non è l'America.... noi siamo l'America."

Washington gremita. 500.000 manifestanti

Washington. La protesta di una bimba di 10 anni: "Sono un po' contrariata perché Trump sarà il nostro presidente. Sono contrariata perché non potrà essere l'esempio di come gli uomini dovrebbero comportarsi con le donne e di come bisognerebbe comportarsi con le persone con disabilità, invece di prenderle in giro. Sul mio cartello c'è scritto: "I miei diritti e il mio corpo non sono fatti per essere sottratti."

"Trump, non prendere in giro chi è diverso. Sii disponibile, sii gentile. Come me!"

Intanto, in Europa e nel mondo, proseguivano le marce organizzate a sostegno di quella americana

Barcellona
Manu Fernandez/Ap
Bruxelles
Geert Vanden Wijngaert/AP
Berlino
Michael Sohn/AP
Londra
Jack Taylor/Getty Images
Roma
AFP/TIZIANA FABI
Cape Town
Bernard Chiguvare
Mexico City
Reuters/Henry Romero
Melbourne
AAP Image/Tracey Nearmy

A Parigi

Donald Trump è talmente impopolare che le donne marciano contro di lui anche in Antartide

A Nairobi

A Lilongwe, Malawi

A Mosca ❤️

La marcia a San Diego vista dal Civic Center

A Boston. Democrazia in azione

A Los Angeles. Solo una piccola parte della marcia in corso

A Chicago. Veduta aerea

Ad Austin. Il capo della polizia Art Acevedo twitta di non essersi mai trovato, negli ultimi dieci anni, dinanzi a una presenza massiccia come quella di oggi

A New York, una fiumana di persone

Ad Anchorage, nonostante la neve. In 33 anni, mai vista una folla simile

Ad Oakland. Un agente della polizia solidarizza con i manifestanti

A Washington, c'è chi indossa il velo avvolto nella bandiera americana....

...chi, come questo bambino di Seattle, festeggia il decimo compleanno chiedendo come regalo ai genitori di poter partecipare alla marcia di Washington. Sul suo cartello c'è scritto: "Quando gli uomini sono oppressi è una tragedia, quando le donne sono oppresse è tradizione"...

...e chi ha - finalmente! - la possibilità di incontrarsi, dopo aver provato il pezzo da cantare esclusivamente online

Intanto, dal palco di Washington, dove si alternano organizzatori, attivisti per i diritti civili e personalità del mondo dello spettacolo, Madonna non le manda a dire a chi ritiene che la marcia non serva a niente. Giusto un paio di parole

Due immagini a confronto: a sinistra, il giuramento del 45esimo presidente degli Stati Uniti, a destra la marcia delle donne. Pochi dubbi sull'affluenza maggiore

Ovunque, la presenza dei manifestanti è stata notevolmente superiore al previsto: a Los Angeles si attendevano 80.000 persone. Ne sono arrivate 750.000

Eppure, c'è chi parla di "migliaia" di donne che hanno partecipato alle manifestazioni in tutto il mondo, non di "milioni": Fox News

A fine manifestazione la polizia di Washington ha dichiarato al Guardian che durante la marcia non si sono verificati arresti o incidenti.

Centinaia e centinaia i cartelloni che hanno tappezzato le strade delle città. Moltissimi lasciati, per protesta, all'ingresso della casa Bianca.
Questa l'immagine che gli organizzatori della marcia hanno scelto per chiudere una bellissima giornata con una straordinaria partecipazione.

Ed è solo l'inizio.

p.s. Uno dei nostri cartelli preferiti

 

Immagine apertura via Washington Post

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