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La pandemia e le conseguenze devastanti per l’economia. Le misure dei principali paesi europei

21 Aprile 2020 17 min lettura

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La pandemia e le conseguenze devastanti per l’economia. Le misure dei principali paesi europei

16 min lettura

di Claudia Torrisi, Andrea Zitelli

La pandemia da COVID-19 potrebbe portare una crisi economica ben peggiore di quella del 2009, avverte il Financial Times

Via ISPI

Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), pubblicate martedì 14 aprile, l’economia mondiale entrerà in recessione, con una contrazione del 3% nel 2020, mentre nel 2021 si avrà una crescita del 5,8%. Gita Gopinath, capo economista dell’FMI, scrive che la recessione generata dalla pandemia sarà la peggiore dalla Grande Depressione del 1929 e che l’incertezza su ciò che verrà dopo resta enorme: “Molti paesi stanno affrontando molteplici crisi che interagiscono in modo complesso: sanitaria, finanziaria e un crollo dei prezzi delle materie prime. (...) La perdita cumulata in termini di Pil tra il 2020 e il 2021 potrebbe essere di circa 9mila miliardi di dollari, più grande delle economie di Giappone e Germania messe insieme”.

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Per capire come si stanno muovendo l'Italia e quattro tra le più grandi economie in Europa – Francia, Germania, Spagna e Regno Unito – abbiamo cercato di riassumere le principali misure messe in atto finora. In generale, tra le principali linee in comune seguite ci sono ad esempio il sostegno del reddito dei lavoratori e delle famiglie, il mantenimento dei flussi di liquidità alle imprese, attraverso la concessione di garanzie statali sui prestiti bancari, e la proroga dei versamenti erariali e contributivi, spiega la nota di aprile del Servizio studi del Senato, in cui si fa il punto su provvedimenti in ambito sanitario e socio economico presi in Unione europea. Nel lavorare a questa panoramica abbiamo utilizzato anche le informazioni presenti nel progetto Country Policy Tracker – uno strumento di ricerca delle misure nazionali – dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e quelle raccolte in un report – Policy Responses to COVID-19 – elaborato dal Fondo monetario internazionale (FMI). 

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A metà marzo il governo italiano ha approvato il decreto (formato da 127 articoli) "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (ribattezzato "Cura Italia"). Vengono stanziati 25 miliardi di euro, reperiti con nuovo debito, per fronteggiare la criticità nel paese connesse alla pandemia.

Varie sono le misure previste, come si può leggere nel dossier del Parlamento.

Per quanto riguarda la sanità viene disposto un aumento di 250 milioni di euro per il 2020 per il "fondo per la retribuzione delle condizioni di lavoro" della dirigenza medica e sanitaria e per il"fondo condizioni di lavoro e incarichi" del personale sanitario. Risorse destinate per pagare lo straordinario del personale sanitario durante l'emergenza. Il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard viene incrementato di 1 miliardo e 410 milioni di euro per l'anno in corso, per potenziare il Servizio sanitario nazionale e permettere le assunzioni previste nel comparto sanitario.

Riguardo agli aspetti fiscali e finanziari, vengono sospesi i versamenti, scadenti nel periodo dal 21 febbraio al 31 maggio 2020, "di somme derivanti da cartelle di pagamento e da accertamenti esecutivi, da accertamenti esecutivi doganali, da ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e da accertamenti esecutivi degli enti locali". Viene inoltre differito sempre al 31 maggio 2020 "il termine per il pagamento delle rate relative alle definizioni agevolate e al saldo e stralcio dei debiti tributari". Il decreto prevede poi ulteriori interventi fiscali che puntano a tutelare i lavoratori e il sistema produttivo. È stato inoltre anche potenziata l'operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, con l'estensione della sua operatività anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2019 per via della pandemia.

Per le imprese, il decreto prevede, tra le altre cose, anche la garanzia dello Stato fino all'80% sui prestiti bancari richiesti da quelle aziende che hanno avuto una riduzione del fatturato. Un provvedimento che punta ad attivare fino a 350 miliardi di euro di finanziamenti. Il 6 aprile, poi, con un ulteriore decreto – "Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonche' interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali" (ribattezzato "decreto liquidità") – vengono previste garanzie (tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato e a determinate condizioni) da parte dello Stato per 200 miliardi di euro in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione, spiega il Ministero dell'Economia. Ulteriori 200 miliardi vengono liberati per il potenziamento dell’export.

In totale, quindi, ha affermato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri vengono mobilitati 750 miliardi di euro.

Riguardo al lavoro, le misure si concentrano principalmente su ammortizzatori sociali (come lo stanziamento di 4 miliardi di euro per la cassa integrazione in deroga) e riduzione dell'orario di lavoro, "con la previsione di appositi congedi ed indennità, nonché lo svolgimento del lavoro agile". Inoltre, a diverse tipologie di lavoratori (partita IVA, lavoratori autonomi, stagionali, ecc) viene riconosciuta un'indennità di 600 euro per il mese di marzo. Si istituisce il 'Fondo per il reddito di ultima istanza' che ha lo scopo di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che, per via di COVID-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività lavorativa. Viene anche prevista la sospensione o la proroga dei termini connessi a determinate prestazioni. È poi sospesa, per aprile e maggio, l'avvio delle procedure di impugnazione dei licenziamenti. In questo modo, in questo periodo di tempo, il  datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può licenziare un dipendente per giustificato motivo oggettivo, fra cui il licenziamento per motivi economici.

Alle famiglie sono dedicate diverse norme come la possibilità di un bonus (fino a 600 euro) per l’acquisto di servizi di baby-sitting, dopo la decisione di sospendere i servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. I lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto anche a utilizzare per i figli con un'età non superiore a 2 anni un congedo specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione.

Entro aprile è prevista, infine, l'approvazione di un nuovo decreto con ulteriori stanziamenti e nuove misure.

Francia

In Francia, a marzo, sono state approvate definitivamente la legge che modifica le finanziaria per il 2020 e quella per il contrasto all’epidemia COVID-19. Questi due provvedimenti, spiega il Servizio Studi del Senato, hanno introdotto “un pacchetto di misure economiche del valore di 45 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Prodotto interno lordo (PIL)”: “Rispetto alla legge finanziaria per l'anno 2020, la spesa pubblica è rivista al rialzo a causa dell'aumento delle spese legate alle misure di sostegno al reddito e di quelle legate agli interventi d'urgenza adottati per fronteggiare la crisi epidemica. Queste ultime saranno trattate come misure una tantum e non incideranno, quindi, sul calcolo del saldo di bilancio strutturale, previsto al 2,2% per il 2020, con un aggiustamento nullo rispetto al 2019”.  

Le spese maggiori riguarderanno il settore statale (+6,25 miliardi di euro rispetto a quanto previsto dalla finanziaria iniziale per il 2020) e quello sociale (+2 miliardi di euro per le spese supplementari in ambito sanitario). 

Tra le principali misure messe in atto ci sono: l’accelerazione e l’incremento dell’assicurazione sanitaria per i malati e i familiari che li assistono; l’aumento della spesa per i dispositivi sanitari; il supporto in termini di liquidità tramite la proroga dei versamenti erariali e contributivi per le imprese; il sostegno ai salari dei lavoratori occupati a orario ridotto; l’istituzione di un "fondo di solidarietà" di un miliardo di euro per fornire assistenza alle piccole imprese indipendenti con un fatturato inferiore a un milione di euro che hanno perso il 70% (poi portato al 50%) del loro fatturato tra marzo 2019 e marzo 2020; la proroga del versamento di canoni di locazione e utenze per le PMI coinvolte.

La legge che modifica la finanziaria per il 2020 stabilisce inoltre che lo Stato può accordare delle garanzie sui crediti concessi dalle banche alle imprese tra il 16 marzo 2020 e il prossimo 31 dicembre 2020: “Si tratta in particolare di tre schemi di garanzia – continua il Servizio Studi del Senato –. Due di questi consentono alla banca di investimento pubblica francese Bpifrance di fornire garanzie di Stato sui prestiti commerciali e sulle linee di credito concesse alle imprese con un numero massimo di dipendenti pari a 5.000. Il terzo schema fornirà una garanzia di Stato alle banche sui portafogli di nuovi prestiti concessi a imprese di ogni tipo". Questi aiuti consentiranno alle banche di sostenere la liquidità delle imprese colpite dall'emergenza. Una garanzia esercita sul capitale, sugli interessi e sulle spese accessorie che può arrivare a coprire fino a 300 miliardi di euro

Riguardo poi al lavoro sono state previste diverse norme: la limitazione ai licenziamenti; il favorire le attività a tempo parziale e la formazione professionale; la modifica della disciplina per le ferie pagate; la deroga alla legislazione in tema di orario di lavoro, il riposo settimanale e festivo per imprese di settori particolarmente necessari per la sicurezza della Nazione; l’aumento dei rimborsi per il congedo per malattia per i lavori interessati e per quelli che devono organizzarsi a causa della chiusura delle scuole;l’utilizzo di un regime di disoccupazione parziale secondo il quale le aziende che sono costrette a ridurre o sospendere la propria attività pagano ai propri dipendenti un compenso pari al 70% della retribuzione lorda (quelli con un salario minimo o inferiore riceveranno una compensazione del 100%), successivamente lo Stato rimborserà l’intera cifra.

Norme sono state redatte anche per la sicurezza sociale, come la modifica delle regole sul monitoraggio dello stato di salute dei lavoratori e le procedure di informazione e consultazione degli organi di rappresentanza del personale o l’adattamento della normativa sui termini e gli obblighi a carico dei datori di lavoro. 

Inoltre sono state introdotte disposizioni di legge in ambito sociale: sono stati posticipati i pagamenti degli affitti, delle bollette dell’acqua, del gas e della luce per quanto riguarda i locali professionali e commerciali. A beneficio delle microimprese è stata stabilita la rinuncia a sanzioni, interruzioni o riduzioni delle forniture in caso di mancato pagamento. È stato garantita la concessione di prestiti e anticipazioni alle organizzazioni che gestiscono un regime obbligatorio complementare di sicurezza sociale.

Per un aiuto alle famiglie è stato stabilito in via eccezionale, nel caso dei genitori che devono andare al lavoro, l'estensione del numero dei bambini che possono essere accolti contemporaneamente nei servizi per l'infanzia. Sono stati anche sviluppati diversi adattamenti nell’organizzazione dei servizi sociali per le persone con handicap, quelle in situazione di povertà e per agli anziani.

Il governo francese ha annunciato che il piano di emergenza del governo per far fronte alla crisi in atto sarà raddoppiato, passando dai 45 miliardi iniziali a 110 miliardi. Risorse che, spiega Le Monde, andranno a rafforzare gli strumenti messi in campo per imprese, lavoratori, famiglie e persone in difficoltà.

Germania

Il governo federale tedesco ha adottato il “Corona-Krisenpaket” il 23 marzo 2020, successivamente pubblicato in gazzetta ufficiale il 27 marzo. Si tratta di un pacchetto di misure – composto da 6 leggi – contro gli effetti della diffusione del contagio di COVID-19 in Germania. 

Come spiega il Servizio Studi del Senato “le prime due leggi (...) – Legge per l’istituzione di un addendum al Bilancio federale per l’esercizio 2020 e la Legge istitutiva di un Fondo per la stabilizzazione economica – disegnano, nel loro insieme, un intervento complessivo del valore stimato di circa 1.100 miliardi di euro”. “In particolare, la manovra aggiuntiva, – si legge ancora – destinata a finanziare i costi delle misure necessarie a fronteggiare la crisi determinata dalla pandemia, autorizza il Governo federale a ricorrere all’indebitamento netto per un totale di 156 miliardi di euro (pari a 4,5% del PIL). Con le spese già previste dalla legge di bilancio per il 2020, la manovra suppletiva farà aumentare le uscite del Governo federale sino a circa 485 miliardi di euro. La legge, con la quale si supera il vincolo costituzionale del pareggio di bilancio, (...) copre la cifra di 122,5 miliardi di euro di maggiori spese (per il finanziamento degli aiuti destinati alle imprese, al servizio sanitario federale e al sostegno dell’occupazione) e 33,5 miliardi di euro in termini di mancate entrate fiscali”.

Tra i settori coinvolti dalla misure ci sono:

Sanità: acquisto di attrezzature e aumento della capacità ospedaliera. Per il sistema sanitaria la Germania ha stanziati 58,5 miliardi di euro e 3,5 miliardi di euro per la ricerca e l'acquisto di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario. Inoltre, ulteriori 55 miliardi di euro sono stati programmati in caso di necessità per il contrasto alla diffusione del contagio.

Lavoro e imprese: viene ampliato l’accesso ai sussidi per il lavoro a breve termine e semplificato l’accesso per i lavoratori autonomi al reddito base. Sono poi garantiti 50 miliardi di euro in sovvenzioni ai titolari di imprese di piccole dimensioni (con un massimo di 10 dipendenti) e ai lavoratori autonomi colpiti dagli effetti della pandemia. 

Inoltre, per diverse tipologie di imprese, il nuovo ‘Fondo per la stabilizzazione economica’ (WSF) e il KfW (cioè l’Istituto di Credito per la Ricostruzione o Banca di sviluppo pubblica), fornirà garanzie sui prestiti pubblici sino a circa 822 miliardi di euro. Nel dettaglio, si legge sempre nella nota del Centro Studi del Senato, questo fondo “stanzia un totale di 600 miliardi di euro per il sostegno delle grandi aziende, di cui: 400 miliardi di euro di garanzie per i debiti di imprese colpite dalla crisi; 100 miliardi di euro per prestiti o investimenti azionari nelle imprese e altri 100 miliardi di euro per sostenere il KfW”. Inoltre, se sarà necessario, le grandi aziende potranno essere nazionalizzate (ndr, questo significa che lo Stato diventerà l’azionista di maggioranza) con parte delle somme stanziate accantonate come parte di un ‘fondo di disponibilità’ generale.

Con un’ulteriore legge lo Stato interviene anche sul diritto fallimentare, sospendendo l’avvio di procedure fallimentari nei confronti delle aziende entrate in difficoltà o divenute insolventi a causa della pandemia. 

Famiglia: vengono allargate le prestazioni di assistenza all'infanzia per i genitori a basso reddito.

Nei confronti di famiglie con figli, cittadini in difficoltà e lavoratori autonomi maggiormente colpiti, la Germania ha previsto anche un ‘Pacchetto protezione sociale’. Queste norme prevedono, tra le altre cose, delle procedure semplificate "per l’accesso alle prestazioni sociali di base per le persone in cerca di occupazione; la promozione dell’occupazione, introducendo disposizioni speciali temporanee in relazione al lavoro a orario ridotto; speciali misure per i lavoratori autonomi in difficoltà e per i soggetti costretti dalla crisi a limitare le proprie prestazioni lavorative; l'aumento significativo del limite di reddito da lavoro oltre il quale è prevista la riduzione del reddito pensionistico sino al 31 dicembre 2020; uno specifico regime transitorio per l’assistenza sociale". Vengono anche introdotte eccezioni per l'orario di lavoro a livello nazionale per garantire lo svolgimento delle attività necessarie al mantenimento della sicurezza e dell'ordine pubblico, come l'assistenza sanitaria, i servizi di interesse generale o la fornitura di beni esistenziali alla popolazione. Inoltre, si interviene anche sugli affitti stabilendo che i proprietari non saranno più in grado di sfrattare gli affittuari che rimangono indietro nei pagamenti a causa della crisi legata al nuovo coronavirus.

Oltre a queste misure del governo federale, molti governi federati della Germania (i Länder) hanno annunciato dei propri provvedimenti a sostegno delle loro economie, che ammontano a 48 miliardi di euro in sostegno diretto e 63 miliardi di euro in garanzie di prestito a livello statale, spiega il Fondo monetario internazionale (FMI).

Spagna

Il 14 marzo la Spagna ha dichiarato lo stato di allarme nazionale, prorogato successivamente dal Congresso dei deputati. Con tre decreti legge reali, adottati dal governo e convalidati dall’Assemblea del Congresso, sono state approvate misure complessivamente per 8,9 miliardi di euro, circa lo 0,7% del Pil del paese.

Il Real Decreto 463/2020 – che ha dichiarato lo stato di allarme – prevede le prime misure di contenimento tra cui la limitazione della libertà di movimento delle persone, la possibilità di requisizione temporanea dei beni necessari, la sospensione delle attività educative in presenza, delle attività commerciali al dettaglio (salvo eccezioni) e di quelle sportive, la chiusura di musei e luoghi di cultura. Viene inoltre attribuito tutto il coordinamento del sistema sanitario al Ministero della Salute, che può esercitare tutti i poteri necessari per garantire un’equa fornitura dei servizi, con la possibilità anche di ridistribuire sul territorio le risorse tecniche e di personale, intervenendo sugli istituti privati – dei quali può stabilire anche l’occupazione temporanea o la requisizione, e ai quali può imporre prestazioni obbligatorie.

Al Ministero della Salute è stato destinato 1 miliardo di euro – proveniente da risorse di un fondo di bilancio per le emergenze – mentre 2,8 miliardi di euro vanno alle regioni per sostenere i servizi sanitari locali. Per la ricerca per un vaccino o trattamenti contro COVID-19 è previsto un finanziamento di 110 milioni di euro. Il governo può anche stabilire un tetto massimo per medicinali e determinati prodotti, in situazioni eccezionali riguardanti la salute pubblica. Sono state inoltre semplificate le norme in materia di appalti pubblici e assunzioni nel settore sanitario. Venticinque milioni serviranno per i pasti dei bambini più poveri colpiti dalla chiusura delle scuole.

Una parte delle misure riguarda i lavoratori colpiti dall’emergenza sanitaria, attraverso l’attribuzione di sussidi di disoccupazione relativi all’Expedientes Temporales de Regulación de Empleo – ERTE: un meccanismo equiparato a un “licenziamento temporaneo”, che permette alle imprese di mettere “in pausa” le proprie strutture produttive. I lavoratori di un’impresa che decide utilizzare questo sistema riceveranno il sussidio di disoccupazione e saranno incorporati nuovamente ai loro posti di lavoro quando terminerà lo stato d’allarme proclamato dal Governo. Le ultime stime parlano di circa 3,5 milioni di lavoratori.

Un provvedimento approvato il 30 marzo prevede che i lavoratori colpiti dalla sospensione delle attività non essenziali riceveranno l’intero stipendio in quel periodo, e dovranno compensare le ore di lavoro perdute entro dicembre 2020. Questa misura, così come la sospensione delle attività non essenziali, ha avuto la durata di due settimane e non è più valida.

I licenziamenti per ragioni legate a COVID-19 non saranno considerati giustificati dal 27 marzo fino alla fine dell’emergenza sanitaria. Allo stesso modo non potranno essere annullati i contratti a termine: possono essere interrotti durante la crisi, ma devono essere ripristinati dopo la fine del lockdown.

È stato inoltre deciso un aumento dal 60 al 75% della quota di retribuzione di malattia per i lavoratori che si sono ammalati di COVID-19 o che sono in quarantena, carico del bilancio del servizio di assistenza sociale. Come in Italia, è stato approvato un bonus per gli autonomi colpiti dalla sospensione delle attività ed è previsto un sussidio temporaneo per i lavoratori a tempo determinato i cui contratti – di durata di almeno due mesi – scadono durante lo stato d’emergenza.

Per quanto riguarda le aziende, quelle colpite dalla crisi che mantengono i posti di lavoro facendo ricorso alla ERTE sono esentate dal pagamento dei contributi sociali, mentre le piccole e medie imprese è prevista una proroga di 6 mesi delle scadenze dei versamenti erariali (stessa cosa per gli autonomi). Per i datori di lavoro di lavoratori a tempo indeterminato con contratti discontinui nel settore del turismo, i contributi sociali dovuti per il periodo febbraio-giugno 2020 sono ridotti del 50%.

In ambito finanziario, sono state ampliate fino a 100 miliardi le garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese (sia PMI che di grandi dimensioni) e ai lavoratori autonomi. In tutto, secondo il governo spagnolo, in futuro potrebbero essere mobilitati fino a 200 miliardi di euro di liquidità a supporto delle imprese attraverso il settore finanziario privato.

Altri provvedimenti finanziari riguardano: uno stanziamento di dieci miliardi di euro per le linee di credito dell’Istituto di credito ufficiale (Instituto de Crédito Oficial – ICO); l’introduzione di una linea di credito speciale in favore del settore turistico attraverso l’ICO; una moratoria della durata di un mese per il pagamento delle rate dei mutui dei debitori più vulnerabili; una proroga dei versamenti di rimborso dei prestiti concessi alle imprese dal Ministero dell’industria, commercio e turismo; una sospensione delle vendite allo scoperto sul mercato spagnolo fino al 17 aprile; un'autorizzazione per un monitoraggio di natura eccezionale degli investimenti diretti esteri.

Misure di tutela sociale sono quelle mirate, ad esempio, a evitare gli sfratti di persone particolarmente vulnerabili (allargando la platea di chi può usufruirne) e a garantire soluzioni abitative a vittime di violenza domestica, persone senza tetto e altri soggetti in situazione di necessità.

Per ultimo, il governo ha annunciato che nel mese di maggio approverà attraverso un decreto legge il cosiddetto “reddito minimo”, una misura il cui l’obiettivo è combattere l’esclusione sociale di persone in situazione di estrema necessità e senza nessun ingresso. Nel loro accordo di governo, PSOE e Podemos avevano inserito l’approvazione di un “reddito minimo universale” entro la fine della legislatura, che non corrisponde però alla misura che si sta discutendo ora.

Regno Unito

Il Regno Unito ha approvato un pacchetto di misure fiscali per contrastare gli impatti del Coronavirus stimato dall’OCSE in 401,5 miliardi di sterline (18,1% del PIL), a cui si aggiungono il “Coronavirus Job Retention Scheme” e il “Self-Employed Income Support Scheme”. Al livello sanitario il piano economico comprende 5 miliardi di sterline a supporto del National Health Service (NHS) e altri servizi pubblici impegnati nella lotta al virus. Il governo, inoltre, rinuncia ai dazi doganali e all’IVA sulle importazioni di strumentazioni mediche extra UE, inclusi ventilatori, tamponi e indumenti protettivi al fine di migliorare l’approvvigionamento di forniture mediche essenziali.

Le misure per i lavoratori riguardano sia i dipendenti che gli autonomi. Il “Coronavirus Job Retention Scheme”, approvato il 20 marzo, prevede che per i prossimi tre mesi tutti i datori di lavoro possono fare domanda per una sovvenzione per coprire l’80% degli stipendi trattenuti dei lavoratori fino a un massimo di 2.500 sterline per lavoratore al mese. Secondo il Financial Times, il costo sarà di 3,5 miliardi di sterline per un milione di richieste.

Il “Self-employment Income Support Scheme” del 26 marzo invece è diretto agli autonomi, i quali possono accedere a una sovvenzione fino all’80% dei guadagni negli ultimi tre anni con un limite di 2.500 sterline al mese per ciascuno. Il fondo è aperto ai lavoratori autonomi con profitti inferiori a 50mila sterline nel 2018-2019. La prima tranche sarà pagata a giugno, e il programma sarà attivo per almeno tre mesi. I freelance potranno anche richiedere di accedere al sussidio dello Universal Credit, che è stato incrementato per l’occasione. 

Per i lavoratori è prevista un’indennità di malattia obbligatoria in caso di quarantena, dal primo giorno di assenza – invece che dal quarto come accadeva in precedenza.

Per quanto riguarda le aziende, sono stanziati 330 miliardi di sterline per prestiti statali temporanei e garanzie compresi nel “Coronavirus Corporate Financing Facility” e nel “Coronavirus Business Interruption Loan Scheme” (CBILS). Quest’ultimo programma integrativo, promosso dalla British Business Bank, prevede prestiti fino a 5 milioni di sterline per piccole e medie imprese e per un periodo massimo di sei anni. In aggiunta a questo, il “Coronavirus Large Business Interruption Loan Scheme” (CLBILS), fornirà una garanzia del governo dell'80% per consentire alle banche di concedere prestiti fino a 25 milioni di sterline a grandi imprese con un fatturato annuo compreso tra 45 e 500 milioni di sterline. I prestiti garantiti da una garanzia ai sensi di CLBILS saranno offerti a tassi di interesse commerciali.

Le imprese che operano nel settore delle attività ricettive del commercio al dettaglio potranno usufruire di pacchetti di aiuti tra 10mila e 25mila sterline ciascuno. Le imprese dei settori più colpiti sono inoltre esentate dagli oneri fiscali immobiliari. Sono stati inoltre decisi rinvii dei pagamenti delle tasse per 30 miliardi.

Foto in anteprima via Ansa

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