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USA, organizzazione di suprematisti bianchi condannata a risarcire con 2,4 milioni di dollari un uomo gravemente ferito durante il raduno neonazista di Charlottesville

7 Maggio 2021 3 min lettura

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USA, organizzazione di suprematisti bianchi condannata a risarcire con 2,4 milioni di dollari un uomo gravemente ferito durante il raduno neonazista di Charlottesville

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Un giudice federale ha condannato il National Policy Institute, un think-thank di destra guidato dal suprematista bianco Richard Spencer, al pagamento di 2,4 milioni di dollari a un uomo dell'Ohio rimasto gravemente ferito durante un raduno neonazista e suprematista che si è tenuto quattro anni fa a Charlottesville, Virginia.

Il 12 agosto 2017 Bill Burke, di Athens, Ohio, fu infatti investito da un'auto guidata dall'allora ventenne James Alex Fields Jr. in un attacco che travolse e uccise la manifestante 32enne Heather Heyer e provocò il ferimento di 35 persone.

Già il giorno precedente gruppi e singoli legati all’estrema destra avevano sfilato in centinaia nel campus dell’università della Virginia, durante una fiaccolata, urlando slogan razzisti.

La situazione è poi degenerata quando, nel giorno del raduno organizzato per protestare contro la decisione della città di Charlottesville di rimuovere la statua del Generale confederato Robert Lee, suprematisti bianchi e dimostranti antirazzisti e antifascisti, tra cui Burke, si sono scontrati. L'1 aprile scorso la Corte suprema dell Stato della Virginia ha disposto la rimozione della statua.

Ancora oggi i danni fisici di Burke, lesioni alla testa e al ginocchio più la rottura del braccio sinistro, richiedono cure e rischiano di diventare permanenti. “Gravi sofferenze psicologiche ed emotive” sono state appurate nel corso della causa federale intentata da Burke nel 2019.

L'uomo ha querelato diversi soggetti ricevendo negli ultimi anni un risarcimento di 5.000 dollari dall'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke, e un altro di 10.000 dollari dal Partito tradizionalista dei lavoratori, un gruppo neonazista di estrema destra.

Nella causa del 2019, Burke ha accusato il National Policy Institute, guidato da Spencer, di aver contribuito a organizzare e promuovere la manifestazione di Charlottesville. Nella sentenza di martedì scorso il giudice federale Michael Watson ha intimato all'organizzazione il risarcimento di 2,4 milioni di dollari (217.613 dollari per spese mediche passate e future, 350.000 dollari per risarcimento danni, 500.000 dollari per danni morali e 1 milione di dollari per stress emotivo).

Il giudice Watson ha osservato che Burke si è separato dalla moglie all'indomani dell'incidente, è rimasto senza lavoro per più di un anno, non può più fare esercizio fisico e soffre di depressione, disturbo da stress post-traumatico e sindrome del sopravvissuto nei confronti di Heyer.

«Il peso emotivo che questo attacco insensato ha avuto sulla parte lesa è estremo», ha detto Watson. «Ha avuto un impatto praticamente su ogni aspetto della vita quotidiana del querelante che merita di essere risarcito per danni».

La sentenza è stata comunicata telefonicamente e via e-mail al National Policy Institute che non è mai stato rappresentato in tribunale durante la causa.

«È importante che il giudizio sia soddisfatto non solo per risarcire Bill per i danni subiti, ma anche per bloccare e smantellare un'organizzazione che tenta di dipingere il suprematismo bianco come impegno intellettuale», ha detto in una dichiarazione l'avvocato di Burke, Michael Fradin.

Nel dicembre 2018, James Alex Fields Jr. è stato condannato all'ergastolo, per l'omicidio di primo grado di Heather Heyer e per le molteplici lesioni causate per esserci lanciato contro la folla con l'auto, e a una pena di 419 anni per crimini d'odio.

Fields, nato a Maumee, Ohio, sta scontando un altro ergastolo per crimini d'odio dopo aver accettato un patteggiamento in un caso federale separato, riguardante gli stessi avvenimenti, che ha evitato la possibilità che venisse applicata la pena di morte.

«Non ho mai augurato a nessuno la pena di morte e rimango di questa idea», aveva detto la madre di Heather Heyer, Susan Bro. «Mi piacerebbe vederlo cambiare nel tempo: da suprematista bianco a persona impegnata ad aiutare gli altri ad allontanarsi dal suprematismo bianco».

Foto anteprima via ACLU of Virginia

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