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Il reddito di cittadinanza a 12mila abitanti di Pomigliano e i 654 navigator da stabilizzare in Campania. Un caso di disinformazione mainstream

5 Novembre 2019 6 min lettura

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Il reddito di cittadinanza a 12mila abitanti di Pomigliano e i 654 navigator da stabilizzare in Campania. Un caso di disinformazione mainstream

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“I delusi del reddito di cittadinanza:«Stanchi di non avere nulla da fare»”. Domenica in un articolo pubblicato su La Stampa, Niccolò Zancan ha raccolto le storie di alcuni dei tanti cittadini di Pomigliano d'Arco, in Campania – città natale dell'ex ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio – che, pur avendo ottenuto il reddito di cittadinanza, non hanno ancora ricevuto alcuna offerta di lavoro.

Nel pezzo, Zancan riporta alcuni dati che testimonierebbero come il reddito di cittadinanza, in provincia di Napoli (con oltre 100mila domande accolte, l'area con più persone coinvolte in Italia), almeno a Pomigliano d'Arco (dove, stando ai dati raccolti dal giornalista de La Stampa, 1 cittadino su 3 godrebbe della misura), non sia mai entrato a regime.

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"A Pomigliano d'Arco, il paese natale di Luigi di Maio, su 39mila abitanti in 12mila ricevono un sostegno economico, ma dopo 6 mesi nessuno di loro ha ottenuto una proposta di lavoro", si legge nell'articolo. "In Campania nessuno dei 471 navigator che hanno vinto il concorso è stato assunto. Ma il governatore Vincenzo De Luca finora non ha mai voluto assumerli per un motivo pratico. Nei centri per l'impiego della Campania ci sono già 654 precari che aspettano di essere regolarizzati: i navigator con il loro contratto a termine si aggiungeranno a questa situazione disastrata. Ma dopo mesi di proteste e scioperi della fame, l'accordo è stato trovato. Verranno messi sotto contratto".

Dati che non sembrerebbero lasciare spazio a dubbi. Ma – come precisa in un tweet il ministero del Lavoro – sono errati.

I 12mila percettori del reddito di cittadinanza di cui parla Zancan non si riferiscono alla sola Pomigliano d'Arco, ma ai 6 Comuni che fanno riferimento al Centro per l'Impiego di Pomigliano d'Arco. E pertanto, spiega il ministero del Lavoro, il dato deve essere rapportato a 208mila abitanti, un bacino molto più ampio dei 39mila cittadini di Pomigliano d'Arco. A ricevere il reddito di cittadinanza sarebbe così il 6% (e non il 33%) della popolazione.

Anche i dati raccolti dall'INPS nell'Osservatorio sul Reddito di Cittadinanza non supportano quanto riportato da Zancan. Secondo l'ultimo rapporto trimestrale luglio-settembre 2019, i nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza in provincia di Napoli sono 98.477 (su 108.916 domande accolte) per un totale di 317.077 persone coinvolte.

Per quanto riguarda i singoli Comuni, i dati messi a disposizione dall'INPS sono raccolti per nucleo famigliare e non consentono di rilevare il numero dei singoli cittadini che percepiscono la misura. Secondo l'ultima rilevazione, a luglio 2019, a Pomigliano d'Arco i nuclei percettori erano 935. Una cifra, in ogni caso, molto distante dalle 12mila persone di cui parlava Zancan. In totale, sommando i dati di tutti i Comuni che, come spiegato dal ministero del Lavoro, fanno parte del Centro per l'Impiego di Pomigliano d'Arco – Acerra (2.129), Casalnuovo di Napoli (1.770), Castello di Cisterna (242), Pomigliano d'Arco (935), Sant'Anastasia (814), Volla (665) – i nuclei famigliari coinvolti sono 6555.

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Inoltre, prosegue il ministero nella sua nota, l'articolo de La Stampa riporta informazioni ormai superate anche per quanto riguarda i navigator. La loro situazione è stata sbloccata lo scorso 17 ottobre quando è stata raggiunta un'intesa tra Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e Regione Campania per la contrattualizzazione di 471 navigator.

Come ricostruisce RaiNews, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e l’Assessore al lavoro e alle risorse umane, Sonia Palmeri, avevano bloccato la selezione perché la tipologia contrattuale, prevista dalla convenzione Anpal, "avrebbe fatto ricadere gli aspiranti candidati in stato di disoccupazione al termine dei 2 anni stabiliti". A luglio, De Luca aveva chiesto che i navigator fossero assunti a tempo indeterminato dall'Anpal e che venissero stabilizzati i precari che già lavoravano per l'agenzia.

Una volta raggiunta l'intesa, il presidente della Regione Campania aveva annunciato un nuovo concorso «per 650 nuove assunzioni stabili nei Centri per l'impiego».

È inesatto, infine, anche il dato sul numero dei precari Anpal che lavorano nei Centri per l'Impiego in Campania: "Sono 54 e non 654", precisa sempre il ministero del Lavoro. Sentito da Valigia Blu, l'ufficio stampa di Anpal ha spiegato che 654 è il numero delle persone con contratto a tempo determinato o di collaborazione che lavorano per l'Agenzia Nazionale di Politiche Attive del Lavoro in tutta Italia. Anche Marco Filippetti del Coordinamento Nazionale Precari Anpal ha confermato a Valigia Blu che i precari che lavorano nei Centri per l'Impiego in Campania sono 54 mentre il dato riportato da Zancan è relativo a tutta l'Italia.

ANPAL, Di Maio, De Luca, precari, reddito di cittadinanza
Personale ANPAL per tipologia contrattuale – "Le politiche attive, i servizi del Reddito di Cittadinanza e la precarietà degli operatori di Anpal Servizi"

La mancata stabilizzazione dei precari Anpal – spiega Filippetti – è uno dei fattori dei ritardi sull'avviamento della cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza che prevede l'inserimento nei programmi di ricerca per l'impiego di chi ne ha i requisiti. Ma con il decreto "salva-Imprese", approvato in Senato con voto di fiducia lo scorso 23 ottobre, ci sarà un percorso di stabilizzazione su scala nazionale: «Per le assunzioni è previsto un doppio canale: l'ingresso diretto a tempo indeterminato per chi ha prestato servizio con un rapporto a termine determinato e un concorso riservato per i collaboratori in forze al 28 gennaio 2019 e che abbia maturato entro il primo gennaio 2019 specifiche esperienze professionali presso ANPAL Servizi e Italia Lavoro».

Fino a ieri, l'articolo de La Stampa – rilanciato da Libero nonostante la precisazione del ministero del Lavoro – non era stato modificato. A chi chiedeva di rettificarlo, Zancan ha risposto che i suoi dati risultano tutti confermati oltre a quello più importante: "zero posti di lavoro trovati".

Parole replicate in serata anche in un tweet de La Stampa:

A due giorni dalla sua pubblicazione, La Stampa ha rettificato l'articolo per quanto riguarda i dati relativi al Centro per l'impiego di Pomigliano d'Arco:

Ma ormai la "storia di Pomigliano d'Arco dove 12mila abitanti su 39mila ricevono il reddito di cittadinanza" ha cominciato a diffondersi e a diventare artificio argomentativo come nel caso di Marco Bentivogli, segretario FIM Cisl, che, intervenuto a Omnibus su La7 per parlare di politiche industriali del Movimento 5 Stelle, ha detto che a Pomigliano d'Arco "quasi la metà della popolazione percepisce il reddito di cittadinanza. Sono dati de La Stampa". Le sue dichiarazioni, non corrette in diretta, sono state poi rilanciate sui canali social di La7:

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