Fuori da qui In breve Post

Turchia, la protesta di migliaia di studenti contro la nomina del nuovo rettore dell’Università Boğaziçi di Istanbul voluta da Erdogan: “È in pericolo la nostra libertà”

7 Gennaio 2021 3 min lettura

author:

Turchia, la protesta di migliaia di studenti contro la nomina del nuovo rettore dell’Università Boğaziçi di Istanbul voluta da Erdogan: “È in pericolo la nostra libertà”

3 min lettura

Migliaia di studenti stanno manifestando in Turchia per protestare contro la nomina di Melih Bulu a rettore dell’Università Boğaziçi di Istanbul da parte del presidente Recep Tayyip Erdogan. Nel 2015, Bulu era stato candidato al parlamento per il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), fondato da Erdogan.

Dal 4 gennaio, quando sono iniziate le proteste, sono state arrestate 36 persone dopo scontri con la polizia in tenuta antisommossa. Per i manifestanti, la nomina di Bulu è un tentativo di limitazione delle libertà accademiche. 

Bulu sarebbe il primo rettore a essere scelto al di fuori della comunità universitaria dal colpo di stato militare del 1980. Dagli anni ‘90 fino al 2016, infatti, i rettori dell'Università Boğaziçi sono stati nominati tramite elezioni. Ma dal 2018 Erdogan ha assunto il potere di nominare i rettori delle università pubbliche. 

L'Università Boğaziçi, che prende il nome dallo stretto del Bosforo su cui si affaccia il campus, è stata fondata nel 1863 ed è ritenuta una delle università più prestigiose della Turchia. È nota per aver promosso cause progressiste e per la libertà di pensiero. Nel 1997 è stata l’unica istituzione accademica a sfidare il divieto di indossare il velo nei campus universitari, mentre nel 2018 molti suoi studenti sono stati arrestati dopo le manifestazioni contro il coinvolgimento militare della Turchia in Siria.

I manifestanti, che hanno riempito le strade con le bandiere arcobaleno a sostegno dei diritti LGBT e hanno urlato slogan come “Melih, dimettiti” e “AKP, giù le mani dalla nostra università”, chiedono il diritto di poter eleggere il rettore universitario e il rilascio dei 36 detenuti. 

In un'intervista alla televisione turca, Bulu ha detto che non si sarebbe piegato alle pressioni e non di non aver intenzione di dimettersi perché la sua nomina “rispettava gli standard globali”. Inoltre, ha rivelato di essere un fan dell'heavy metal e dei Metallica, e così gli studenti hanno fatto della canzone della band “Master of Puppets” la colonna sonora delle proteste. 

Il direttore del partito ultranazionalista MHP e partner della coalizione di governo di Erdogan, Devlet Bahceli, ha chiesto un giro di vite, dicendo che le manifestazioni “devono essere represse” prima che si espandano. “Coloro che stanno cercando di danneggiare la Turchia usando come scusa la nomina di questo rettore sono pedine dei terroristi e dei separatisti mascherati da studenti”. Secondo Bahceli l’obiettivo dei manifestanti sarebbe “creare una nuova Gezi Park”, riferendosi alle proteste del 2013.

Erdogan non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche. Intanto, il governatore di Istanbul, Ali Yerlikaya, ha vietato “tutti i tipi di incontri, manifestazioni e marce” nella parte europea della città, dove si trova l’università. Yerlikaya ha giustificato il divieto come misura per frenare la diffusione del nuovo coronavirus. Le autorità turche hanno recintato il campus universitario per impedire nuove manifestazioni. Secondo l'agenzia di stampa francese AFP, più di mille manifestanti si sono radunati lungo il fiume Bosforo, prima di attraversare la parte asiatica di Istanbul.

È improbabile che le proteste universitarie, sebbene inaspettate, possano avere alcun effetto in un paese in cui la repressione delle manifestazioni pacifiche sono diventate la norma, scrive Bethan McKernan, corrispondente dalla Turchia per il Guardian. Dal fallito colpo di Stato del 2016, migliaia di accademici, avvocati, giornalisti, funzionari pubblici e militari sono stati arrestati o detenuti per presunti legami con il terrorismo.

Leggi anche >> Media in Turchia: un laboratorio di censura e controllo

“Avevamo qualche speranza di poter cambiare le cose democraticamente, spiegando quello che vogliamo, ma oggi tutti gli elicotteri volano sopra di noi, ci sono poliziotti ovunque. Non accadrà”, ha detto al Guardian Ömer, appena laureato in economia aziendale.

Immagine in anteprima: frame video via yahoo.com

Iscriviti alla nostra Newsletter

  Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding.
Come revocare il consenso: Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it.
Segnala un errore