Premio Troll 2013


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Premio Troll dell'anno: le larghe-strette intese. Devono durare fino al 2015. Non si discutono. Non c'è alternativa. Se falliscono, l'Italia è a rischio (invece adesso, è tutto a posto).

Premio Troll al giornalista: Oscar Giannino. In dodici mesi è stato candidato Premier, laureato sputtanato, urlatore. E adesso è tornato giornalista come se niente fosse. Italia, <3

Premio Troll al politico: Pier Luigi Bersani. Per non dimenticare quei 40 giorni tra fine febbraio e metà aprile in cui provò a formare un governo con lo 0% di possibilità di riuscirci.

Premio Troll al Ministro: Anna Maria Cancellieri e Angelino Alfano ex aequo. Sarebbero stati cacciati in qualsiasi altra democrazia avanzata. Sono ancora lì, in nome della stabilità. Josefa Idem prenda appunti.

Premio Troll alla frase: "Stiamo per agganciare il treno della ripresa". Neanche l'armamentario di battute sulla lentezza delle Ferrovie italiane può giustificare il ricorso sistematico a questo capolavoro.

Premio Troll sportivo: Mauro Icardi. In nomination anche per il Calciobidone 2013. In compenso le tette della fidanzata, ex moglie di un compagno di squadra, fanno egemonia.

Premio Troll al quotidiano: Il Corriere della Sera. Ha vinto il giorno dello sciopero per la vendita della sede di Via Solferino, dopo che per anni ha (velatamente?) criticato chi scioperava.

Premio Troll donna: Daniela Santanché. Ha guadagnato non meno di 100 mila euro (da parlamentare) passando il tempo a urlare in TV e a farsi insultare online. Vince lei, non noi.

Premio Troll uomo: Matteo Renzi. Vince per la querelle estiva "bandana o mutanda?" su una foto scattata e per le annesse riflessioni sociologiche sul post-berlusconismo.

Premio Troll animale: Dudù. Ha appassionato le grandi firme del giornalismo italiano che ci hanno raccontato tutto ma proprio tutto del cane di S&F. Correte in edicola!

Premio Troll inanimato: i commenti ai post di Beppe Grillo. Gli unici che riescono a finire come seconda o terza notizia sui quotidiani. Eppure insultano pure sulla bacheca di Gianfranco Rotondi.

Premio Troll internazionale: Vladimir Putin. Trolla Obama al G8 e il mondo sulla Siria, ora libera gente a caso. Fa indignare tutti, poi parla di energia e torna la pace nel mondo.

Premio Troll nella televisione: Le ospitate di Giuliano Ferrara. È riuscito a dire che Grillo non è andato bene alle politiche, si è fatto mandare al diavolo da Mentana in diretta. Eroe del situazionismo.

Premio Troll nella musica: Miley Cyrus. Ha sculettato un po' troppo, ha fatto un video nuda su una palla da demolizioni, si è masturbata nell'ultima clip. (vi ricordo che canta)

Premio Troll alla carriera: Articolo 18. Pensi che dopo una vittoria così netta di Renzi alle Primarie certi argomenti non sarebbero più stati oggetto di discussione. E invece...

Premio Troll rivelazione: Davide Vannoni. Un semiotico e docente di psicologia generale che millanta un metodo non certificato per curare malati gravi è un talento naturale.

Premio Troll al fatto politico: la legge elettorale, con la stessa motivazione del 2012. La cambieremo, sì, la cambieremo. Ha ragione Napolitano. Hanno ragione gli italiani. Hanno tutti ragione. Ciao eh.

Premio Troll online: l'Ego del Giornalista. Una garanzia che toglie il sonno (si fa per dire) ai grandi giornalisti. La speranza è che nel 2014 arrivi l'Ego dell'Ego del Giornalista.

Premio Troll delusione: Massimo D'Alema. Ci ha provato, ha lottato, è tornato in gran forma, diciamo. Ma non puoi perdere il primo congresso e sparire così, subito dopo! Ci manchi.

Premio Troll verso il 2014: il verbo "fare". Se il Governo non fa le cose cade, ma se si parla del Governo che non fa le cose, quando riusciranno a fare le cose? Prevedo epistassi.

 

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