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Parlami della scuola e della DAD durante la pandemia

28 Giugno 2021 19 min lettura

Parlami della scuola e della DAD durante la pandemia

18 min lettura

Nella prima parte di questo progetto di studio culturale abbiamo riportato le risposte fornite da 72 intervistati con età dai 6 ai 17 anni e per il 75% maschi alle domande sulle loro esperienze con i videogiochi. In questa seconda parte ci occupiamo del contesto nel particolare periodo storico attuale e quindi di quanto i partecipanti ci hanno scritto o raccontato sulla scuola e sulla didattica a distanza, delle loro eventuali preoccupazioni e dei commenti aggiuntivi.

Anche in questa sezione abbiamo elencato nei paragrafi a tendina, corrispondenti alle ultime 6 domande dell'intervista, un numero variabile di risposte fornite dalle persone intervistate in base alla rilevanza e all’approfondimento. Ogni paragrafo contiene alcuni dati descrittivi e le risposte testuali aggregate per contenuti. A garanzia dell’anonimato, abbiamo mantenuto il nome che ogni partecipante ci ha indicato per identificarsi, specificandolo ad ogni citazione, assieme all’età al momento dell’intervista.

Le risposte a questa seconda parte di domande offrono una prospettiva straordinaria sulle esperienze e sulle riflessioni che bambini/e e adolescenti si sono trovati ad affrontare durante la pandemia di SARS-CoV-2, con i grandi cambiamenti che ha comportato nelle loro vite quotidiane, nelle relazioni, nello studio e nell’uso rinnovato delle nuove tecnologie.

A questa domanda, arriva inesorabile il richiamo di Lentuno 10 anni “non dovevamo parlare di videogiochi? stiamo parlando della didattica a distanza” e di Picatchu 9 anni “cosa c'entra con i videogiochi?”. Ne abbiamo approfittato, è vero, ma solo per raccogliere più informazioni sul periodo vissuto, oltre all’interesse principale per le loro esperienze con i videogiochi.
Circa la metà delle persone intervistate ha espresso un giudizio positivo come New York 11 anni “bene perché io ho il mio computer personale e quindi non ci sono stati problemi”, fabioski 11 anni “abbastanza bene”, IlBaroneRosso 14 anni “mi trovo bene”, Papaya 13 anni “mi trovo molto bene per diversi motivi, ad esempio mi sveglio più tardi la mattina, non devo portare quintali di libri sulle spalle e poi perché non essendo insieme ai miei compagni non possono vedere i voti che prendo e gli errori che faccio”, mentre il 30% ha espresso un giudizio negativo, ad esempio Anonimo(267) 9 anni “male l’anno scorso, malino quest’anno anche se abbiamo fatto i collegamenti (è meglio essere a scuola)”, Ratufa 12 anni “male, preferisco stare a scuola“, Johnnygroot 9 anni “io male perché molte volte non riuscivo ad entrare nella chiamata oppure molte volte non funzionava il microfono, quindi non riuscivo a parlare e i maestri mi mettevano un brutto voto perché ad esempio pensavano che non volevo parlare”, Piede 12 anni “non molto bene perché mi veniva alcune volte da non ascoltare sempre, fare altro e quindi non è stata una bellissima cosa, a causa della didattica io molte cose non le conosco perché non le ho capite bene”. Viserion 011 10 anni precisa “Per me è stato come essere in classe ma un po' mi mancavano i compagni”.

La restante parte degli intervistati ha bilanciato il giudizio rispetto alle materie e alle attività: Sabrina 16 anni “così così, molte materie, come ad esempio fisica, sono difficili da capire a distanza senza l’uso di una lavagna oppure di esempi pratici. Però ci sono molti altri vantaggi, a casa posso alzarmi durante le pause mentre a scuola sono costretta a rimanere seduta per 6 ore consecutive, inoltre ho molto più tempo per studiare e per i miei hobby”, Ariosto 14 anni “per l’apprendimento bene ma per la comunicazione tra gli insegnanti e gli studenti un po’ male”, NiceMoon 12 anni “mi sono trovata bene anche se in certi ambiti no ma non troppo male, diciamo che quando mi sono trovata male era per consegnare i compiti in tempo alcune volte”, Marzio 14 anni “lati negativi: non apprendi bene (anche per motivi di connessione), lato positivo: ti alzi più tardi (comodità). Ma riguardo l’apprendimento non mi sono trovato bene. E non si può nemmeno copiare bene, come invece si pensa”, Karategirl 12 anni “abbastanza bene, mi piace essere interrogata a distanza perché non c'è tutta la classe ad ascoltarmi... invece nelle spiegazioni mi perdo”, Alpha Wolf 10 anni “era strana, anche se facevamo solo 3 ore mi annoiavo di più che stare in classe 8 ore perché non potevo parlare con i miei vicini di banco”. Abete Mugo 17 anni racconta “non ho avuto grandi problemi, non l'ho trovata stressante o stancante, ero comunque abituato a usare un computer e a non uscire di casa ogni giorno, per me era anche abbastanza normale rimanere a casa intere giornate magari semplicemente uscendo in giardino. Un aspetto che la DaD ha peggiorato è stata l'organizzazione perché comunque andando a scuola, ad esempio, i compiti ci venivano detti a voce e io li scrivevo sul diario, sapevo un po' quali erano i miei impegni e riuscivo a gestire meglio gli orari, mentre stando a casa tutto il giorno con i compiti che arrivavano sul registro online spesso mi dimenticavo di farli o comunque ero più perso in altre cose e mi dimenticavo dei miei impegni spesso”.

Ci sono state esperienze di didattica a distanza complicate da problemi tecnici come quelle di Virgilian 11 anni “sinceramente ho fatto molta fatica a capire perché tra tutti i problemi della connessione, esci e rientra, chiudi il microfono apri il microfono, un po' in confusione sono andato”, di Demon 11 anni “non ho avuto troppi problemi però qualche difficoltà tipo con gli altri compagni, qualcuno non riusciva a collegarsi o a sentire bene oppure dei compiti non si trovavano, non si sapeva dove erano scritti o non venivano scritti per sbaglio” e di Cavaliere laser 9 anni “scomodissimo perché mi piacciono di più le sedie della scuola e mi addormento, allora non voglio”.

Alcune risposte rivelano le difficoltà di interazione con gli/le insegnanti e, se Chungus 17 anni dice che si è trovato “abbastanza male perché già i miei professori non sono interessantissimi da ascoltare, in più ascoltare dietro uno schermo in camera tua cioè seguire diventa difficilissimo”, Checco 16 anni aggiunge alcune riflessioni nel raccontare che è andata “bene, dal punto di vista teorico molto bene; ma con i miei compagni di scuola abbiamo avuto diversi problemi con i professori. Molti di loro sembrano impreparati, ma non solo dal punto di vista tecnico, soprattutto a loro manca la capacità di mettersi nei nostri panni. Diffidano sempre. Ci trattano come automi, o addirittura mostri. Una docente chiese a una compagna di bendarsi durante l’interrogazione, lei non avrebbe voluto perché si vergognava e al termine è scoppiata a piangere. Ci chiedono rigore sull’isolamento in stanza, ma i loro telefoni squillano e i loro coniugi e figli interrompono le lezioni; non è giusto imporre delle regole ed essere i primi a non rispettarle. Alcuni di loro sembrano sfogare su di noi le loro frustrazioni. Ci sono quelli che ci puniscono con continue verifiche e quelli che si accaniscono con qualcuno di noi pensando di essere simpatici e far ridere la classe”.

Per un piccolo gruppo di intervistati le esperienze di didattica a distanza sono migliorate da un anno scolastico all’altro: Pit 11 anni “nel primo lockdown poco bene però nel secondo eravamo più organizzati e mi son trovato molto bene”, Anonimo (44) 11 anni “male l’anno scorso; bene quest’anno (ma è durato molto meno)”, Ucra 13 anni “quando inizi ti trovi un pochino male perché non sai fare le cose però quando ti abitui ti potresti trovare molto meglio però io preferisco la presenza, è molto più facile anche se stiamo molto più tempo a scuola”. Tuttavia, per Delhi 8 anni è andata “all’inizio benissimo perché era la prima volta, perché era un'esperienza nuova anche se è brutto stare sempre a casa, adesso non mi piace proprio più” e erkebabbaro 14 anni scrive “a mio agio ma alla lunga penso che manchi il coinvolgimento”.

Sono stati anche apprezzati i benefici secondari della didattica a distanza, oltre a quelli di continuare a fare scuola, come raccontano Whiskey 13 anni “onestamente stavo sempre in chiamata con i miei amici pure durante le classi perciò non mi ero sentito affatto distante dai miei amici anzi mi ero sentito pure più vicino”, Noah 9 anni “c'erano meno ore di lezione da fare ed ero brava a usare Classroom”, Polpo_10 12 anni “non è come stare a scuola però comunque l'unica cosa positiva è che devi stare senza mascherina però comunque sarebbe meglio stare a scuola”, Bibbo 10 anni “mi trovavo bene: finivamo a mezzogiorno e mezzo invece delle quattro e mezzo, ogni ora c’era una pausa di dieci minuti, ecc...” e Gatta Stellata 9 anni “non mi dovevo svegliare superpresto e alzarmi, prepararmi in tutta fretta, poi c'era del cibo buono non come quello della mensa che è davvero schifoso, pessimo, lo pensa tutta la scuola e anche tutte le scuole del mondo che hanno questa mensa secondo me”.
Infine, Dante 14 anni aggiunge che “la scuola non è soltanto studio, la scuola è anche attività alternative: la nostra scuola ha una quantità di lab e di attività che sono diverse dallo studio e che sono veramente molto interessanti e che io quest'anno non ho potuto sperimentare. Cioè io mi son giocato il mio anno di I liceo classico purtroppo”.

Ha usato un computer fisso o portatile circa il 90% degli intervistati, esclusivamente o in combinazione con tablet o telefono, come fabioski 11 anni “un portatile”, Procione12 9 anni “il mio portatile”, Johnnygroot 9 anni “dal tablet non riuscivo a collegarmi quindi l'ho dovuto fare dal computer”, Powerly 11 anni “alcune volte il portatile perché si è rotto il computer”, Checco 16 anni “il PC per la DAD, ma ho sempre la chat di classe di WhatsApp attiva sul cellulare” e Rocky 13 anni “il computer, il modo più facile”.

In 5 hanno usato esclusivamente il telefono o il tablet e tra questi Barney 13 anni “il mio ipad. A volte l'applicazione non funzionava non so perché e mi trovavo abbastanza bene perché potevo spostarmi tranquillamente in qualsiasi zona della casa” e Delhi 8 anni “all'inizio il telefono e poi il tablet”.

In alcuni casi sono stati usati diversi dispositivi, più o meno per necessità, a leggere le risposte di IlBaroneRosso 14 anni “tablet della scuola, PC”, Bibbo 10 anni “nel 2020 usavo il computer, ma ora uso il telefono perché il computer si è rotto”, di Papaya 13 anni “il mio computer fisso. Quando si blocca, uso il tablet” e a sentire Gatta Stellata 9 anni “per la DaD di 2 mesi ho usato il tablet, per quest'altra DaD ho usato a volte il tablet e a volte il computer”.

Il numero di settimane trascorse in classe si riduce passando dalla scuola primaria e secondaria di primo grado alle scuole superiori ed è anche in relazione alle diverse zone rosse decretate nelle diverse regioni. In 46 (64%), con età compresa tra i 6 e i 14 anni sono stati in classe per 15 settimane o più, nel periodo che va da settembre ai giorni intorno a metà aprile in cui abbiamo ricevuto le risposte. Karategirl 12 anni scrive “circa 15 settimane. Sono andata a settembre, ottobre, poi a novembre non sono andata perché avevo il covid, poi sono andata dall'otto dicembre al 5 marzo”, Fulmine 9 anni “circa 19 settimane in presenza. Poi 2 in quarantena per un compagno positivo in autunno. E nelle scorse settimane per la nuova zona rossa. Di nuovo in presenza da dopo Pasqua”, Procione12 9 anni “sempre tranne a novembre perché ero in quarantena perché ero malato e tutto il mese di marzo sono stato a casa per zona rossa”, Billy 11 anni scrive “solo due settimane di zona rossa prima della Pasqua non siamo stati a scuola”, Aragorn 11 anni “sempre a scuola tranne tre giorni” e NiceMoon 12 anni dice “a novembre due settimane in dad causa isolamento fiduciario della classe per alcuni casi positivi”.

In 16 (22%) con età compresa tra 11 e 17 anni sono stati in classe da un minimo di 4 settimane a un massimo di 12 settimane, come raccontano erkebabbaro 14 anni “circa 5”, Checco 16 anni “una decina, ma sempre con metà classe. Per ragioni di spazio la classe è stata divisa in due gruppi che si alternano settimanalmente nella didattica in presenza” e Dante 14 anni “a settembre abbiamo fatto un giorno in cui ci hanno presentato la scuola e poi dalla settimana dopo siamo andati inizialmente al 75% , ci han diviso in tre gruppi e una settimana andava il gruppo A e il gruppo C, poi il gruppo B e C e il gruppo A a casa e così via per 4-5 settimane poi ci han chiusi. A gennaio hanno riaperto e siamo andati un mesetto, abbiamo fatto 50 e 50, poi ci han chiusi di nuovo e adesso stiamo tornando 50 e 50 e poi in teoria tra due settimane torniamo tutti al 100% in classe [dal 26 aprile]”.
In dieci non hanno fornito una risposta a questa domanda.

Il 67% riferisce cha a scuola va bene o abbastanza bene. Whiskey 13 anni ci tiene a precisare che va “bene, i videogiochi non mi distraggono affatto” e Ragionier Ricola 15 anni con tono autoironico dice “bene; sono un fenomeno”. P4nd4 13 anni aggiungendo un sorriso ha scritto “come al solito, nella media. Comunque, deve andare bene perché se no il computer sparisce :-D”. Per Powerly 11 anni “bene dai, abbastanza bene, l'unico problema è che gli esperimenti di scienze bisogna farli in classe e non in laboratorio con tutti gli attrezzi”, per Zeus09 12 anni “bene perché ho trovato dei bravi prof e un'ottima classe”, per Sabrina 16 anni “abbastanza bene, nonostante tutto riesco a mantenere il passo con le interrogazioni e con i compiti”, Karolus09 11 anni “bene bene è anche bello ritrovare gli amici, conoscere anche altri amici, è bello e va bene”. Aggiunge Johnnygroot 9 anni “un po' tutto più complicato comunque bene ... è stato molto difficile abituarmi alla mascherina all'inizio però poi a forza di metterla mi ci sono abituato, poi è stato difficile perché noi abbiamo cambiato molte classi durante il virus ... molte aule” e Polpo_10 12 anni dice “con i miei amici mi diverto, in classe gli argomenti sono interessanti, è bello stare a scuola perché a ricreazione puoi parlare con gli amici e puoi ascoltare e apprendere gli argomenti e poi da grande hai un futuro migliore”.

In 7 dicono che va “così così” come Nessuno08 12 anni o “male” come Sofocle 15 anni che aggiunge “la didattica al 50% in presenza e 50% a distanza non funziona bene perché quando siamo in presenza si concentrano verifiche e interrogazioni. È molto pesante” e Chungus 17 anni “abbastanza male, alcune materie ce le ho sotto però non sono gravi”.

Va benissimo per 8 degli intervistati come Papaya 13 anni “il rendimento è sempre alto, ma quando sono in DAD la scuola va molto bene perché mi sento più tranquillo. In presenza, invece, non va proprio bene”. Checco 16 anni ha avuto “un netto peggioramento negli ultimi mesi. Avevo una media tra l’otto e il nove, adesso sono tra il sei e il sette” e anche Atreyu 11 anni ammette “abbastanza bene però da quando sto in dad sto un po' peggiorando”, mentre Barney 13 anni dice “sto prendendo 7, 8, soprattutto nel secondo quadrimestre, nel primo quadrimestre prendevo 6 massimo 7, dovevo prendere il via e l'ho preso con l'inizio del secondo quadrimestre” e anche Marzio 14 anni è soddisfatto “nonostante le difficoltà e la nuova scuola (un po' spaesato) meglio delle mie aspettative. A parte qualche intoppo, comunque bene. Mi sento un’altra persona rispetto alle medie, più cresciuto. E vanno sempre considerate le maggiori difficoltà date dalla DAD”.

Abbiamo raggruppato le preoccupazioni espresse nelle risposte a questa domanda in tre insiemi relativi alla scuola, alla pandemia e a temi più generali. In 15 (21%) su 72 hanno confidato di non avere particolari preoccupazioni e un intervistato non ha risposto, mentre chi ha ammesso di essere preoccupato/a lo ha fatto in modo più o meno dettagliato come leggiamo dall’elenco delle risposte in ciascun insieme.

Preoccupazioni legate alla scuola

Per Pit 11 anni, Kamakura 12 anni e Stick 12 anni “ritornare in DAD” e anche Rubens 11 anni scrive “si, la DAD perché non posso vedere i miei amici”. Il numero di verifiche è causa di apprensione per Karolus09 11 anni “un po' mi preoccupano le verifiche ma ce la faccio”, NiceMoon 12 anni “forse le verifiche perché alcune volte soprattutto per le materie che mi stanno un po' sulle scatole non è che stia molto attenta in classe”, Karategirl 12 anni “tornare in presenza con tutte le verifiche da fare”, Artemisia 15 anni “si, la troppa quantità di verifiche che si accumula durante la settimana a scuola, infatti andiamo a scuola al 50%, una settimana sì e una no”, Ariosto 14 anni “la fine del primo anno di superiori che ci sono interrogazioni che mi mettono in ansia” e Dante 14 anni constata “purtroppo non posso fare a meno di preoccuparmi delle migliaia di verifiche che ci hanno assegnato in una settimana però siamo alla fine dell'anno, manca un mesetto neanche alla fine dell'anno e anche se prendo un'insufficienza non mi cambia la vita, quello che conta è il voto di maturità e ovviamente anche il comportamento e quindi voglio viverla con calma non voglio viverla con l'ansia addosso che debbo studiare che il giorno dopo ho la verifica, o la va o la spacca, tento di fare il mio meglio però non voglio farmi il fegato marcio per colpa di un professore che decide di assegnarti una verifica il giorno dopo” e infine Mangoz 12 anni confida “un po’ di ansia per le verifiche che si accumulano, ma tutto sommato sono felice”.

Altre preoccupazioni legate alla scuola sono espresse da Picatchu 9 anni “che possiamo fare ricreazione solo 15 minuti al giorno”, Ucra 13 anni “le materie, italiano e un pochino storia”, Spokyj 8 anni “sì, i colloqui”, Lentuno 10 anni “i voti, no gli invalsi”, Rocky 13 anni “l'esame dell'ultimo anno”, da Sofocle 15 anni “fatta in questo modo ha aumentato il mio stress e la mia ansia”, Piede 12 anni “soltanto il fatto di poter essere bocciato e quindi di mettermi sotto con lo studio” e da Powerly 11 anni “sì ma più che preoccuparmi mi fa venire la tristezza, in questo momento, è che vorrei andare in vacanza, senza compiti per le vacanze, in vacanza così a rilassarmi, vorrei un sacco ma non posso”.

Preoccupazioni legate alla pandemia

I timori di contagio da virus SARS-CoV-2 per sé e per le proprie persone care sono i più frequenti a essere riportati. Tamù 10 anni infatti teme “che magari potrei risultare positivo”, Papaya 13 anni “che si ammalino i miei familiari e parenti”, El Greco 12 anni “che i nonni muoiano anche se adesso hanno fatto tutti e 4 il vaccino”, Aragorn 11 anni “che i miei parenti e soprattutto i miei nonni prendano il covid”, KaiaMimì 7 anni “che io, papà, mamma o mio fratello possiamo prenderci il Covid”. Per Erginio Massoru 11 anni “il pensiero che mi preoccupa è prendere il covid” e così per Magic 6 anni “non molto, a parte prendere il coronavirus” e per Spider 7 anni “che prendo il covid, mi ammalo, è una cosa che mi spaventa molto”, mentre per Euripide 8 anni “che i miei compagni prendano il Coronavirus” e per Bibbo 10 anni “che il covid contagi molte più persone”. La paura di Uma2011 10 anni, Billy 11 anni e P4nd4 13 anni è “il covid”, quella di Ragionier Ricola 15 anni è “il prolungarsi della pandemia, senza una fine di questo periodo di isolamento”, condivisa da Anonimo(267) 9 anni “a volte la pandemia che non è ancora finita” e da Noah 9 anni “penso che potrà finire tra molto molto molto tempo la pandemia”, Atreyu 11 anni “la cosa che mi preoccupa di questo periodo è che non finisca”, Ratufa 12 anni “la pandemia, mi piacerebbe tornare a vivere normalmente” e da Saturno 14 anni “penso il fatto che di sto passo non usciremo più dalla pandemia”.

Hanno preoccupazioni più specifiche Delhi 8 anni “farmi il tampone mi fa un po' paura, per fortuna almeno la puntura del vaccino non la devo fare”, Cecio 7 anni “tenere la mascherina e stare lontano dagli altri”, Mia 10 anni “le persone che non tengono la mascherina, e prendermi il virus”. Il procedere delle vaccinazioni ha rassicurato Zeus09 12 anni “prima sì perché c'erano i nonni e i miei prozii che erano vecchi e potevano ammalarsi e morire però adesso hanno fatto il vaccino e quindi no” e Gatta Stellata 9 anni “in realtà mi preoccupava la cosa del vaccino che poteva succedere la trombosi ma mo lo hanno eliminato agli under 60 e quindi i miei genitori non rischiano più trombosi quindi va bene”.

Hanno più apprensioni Sabrina 16 anni “ho paura di ritornare in presenza, di ammalarmi e di ritornare alle vecchie abitudini alle quali ormai non sono più abituata”, Fulmine 9 anni “devo dire che in questo periodo mi preoccupa che ci vorrà tanto tempo per tornare a non usare la mascherina e il distanziamento. E poi mi preoccupa che ci siano tante che persone che prendono il COVID-19” e Sweet Unicorn 09 11 anni “sinceramente sono un po' preoccupata, le preoccupazioni di ogni giorno ormai, che i contagi non diminuiscano”. Infine, Barney 13 anni raccomanda che “non dobbiamo lasciarci andare, dicono che è finita ma non è finita secondo me, anzi questo è il momento peggiore perché siamo in bilico tra il tornare indietro o andare avanti, tornare indietro sarebbe zona rossa, tornare avanti sarebbe zona gialla o addirittura bianca. Adesso non dobbiamo lasciare la presa, stare più sicuri di sempre secondo me, non dobbiamo non seguire le regole, è il momento migliore per seguirle questo. Se non ci comportiamo bene ora poi andrà tutto dopo, come a novembre”.

Preoccupazioni generali

Le altre preoccupazioni riferite hanno a che fare con fatti personali, come nel caso di Polpo_10 12 anni “no non mi preoccupa niente se non magari non poter ritornare a giocare a calcio”, Checco 16 anni “sono un po’ pessimista sul mondo che mi circonda. Personalmente soffro perché avevo una ragazza con cui uscivo e ci siamo lasciati”, Sbamz 14 anni “mi preoccupo per tutto tipo la scuola e quando i miei amici visualizzano e non rispondono su Whatsapp o visualizzano e rispondono tanto tempo dopo”, Abete Mugo 17 anni “il mio futuro, quello che vorrei fare finite le superiori e successivamente finita l'università anche se non ci penso troppo, però mi capita spesso di pensarci, se le opzioni siano ancora quelle che avevo qualche mese fa. Forse sono un po' preoccupato da quello che succederà con l'avanzare della pandemia, quando le cose si staranno sistemando, cioè se ci sarà una crisi per anni avanti, se le cose torneranno com'erano un tempo o cambieranno radicalmente, quando potrò tornare a incontrare i miei amici, a uscire, a mettermi un po' in gioco” e Marzio 14 anni “a inizio anno le interrogazioni (storia dell’arte e italiano) ma ora meno, anche se l’ansia rimane. Preoccupazione soprattutto per italiano (unica materia al momento sotto la sufficienza). Più in generale penso che a inizio febbraio ho comprato la moto, e praticamente non l’ho mai potuta usare. Chiuso in casa con una cosa che attendevo da tanto senza poterla usare, senza neanche vedere gli amici e fare una vita normale. Più che preoccupato mi mancano queste cose”. Derivano da ulteriori riflessioni le paure di Chungus 17 anni “l'incertezza, però penso per tutti, non sai mai cosa pensano, cosa hanno nella testa il governo”, di Cavaliere laser 9 anni “che forse il mondo non esisterà più” e di Anonimo (44) 11 anni “da sempre la questione climatica, che comunque potrebbe essere una delle cause anche delle pandemie”.

Alcuni intervistati hanno accettato di fare un commento finale. Di seguito sono riportati tutti i commenti nell’ordine di arrivo delle interviste.

Whiskey 13 anni “penso che ogni bambino deve provare a giocare a un videogioco perché può diventare un tuo hobby e può diventare utile nella vita. Non solo i bambini giocano ai videogiochi ma pure gli adulti per fare dei soldi”.

Fulmine 9 anni “io non lo faccio e non mi piace ma alcuni miei compagni di scuola parlano di videogiochi per quasi tutto il tempo dell’intervallo”.

Virgilian 11 anni “non lo so, voglio aggiungere che in quasi tutti i videogiochi a cui gioco mi diverto. Ciao, è stato molto divertente fare quest'intervista”.

P4nd4 13 anni “durante il periodo di DAD ho fatto un server Discord con un mio amico e due bot Discord: uno che serve per contare i membri e dare il benvenuto o l’addio a chi entra/esce nel server e l’altro per regole, ban, ecc.”.

Abete Mugo 17 anni “secondo me i videogiochi sono una bell'attività da fare perché ti metti un po' in gioco e c'è molto lavoro dietro, di realizzazione a cui spesso non si pensa e c'è molta gente che mette l'anima nel creare i videogiochi e a suo modo è comunque un'arte”.

Papaya 13 anni “mi è piaciuto fare questa intervista, l’ho trovata interessante, bella e approfondita”.

Rubens 11 anni “a me piace giocare alla playstation e ai videogiochi”.

Delhi 8 anni “mi piacciono gli unicorni, ho molta fantasia e dentro Minecraft questa fantasia la utilizzo per costruire le cose che mi servono per giocare”.

Bottas 11 anni “so che finirà tutta questa cosa e ho fiducia in queste persone”.

Spider 7 anni “mi piacciono molto non la DAD ma stare a scuola in questi giorni [rientrato da una settimana] e adesso posso studiare e sono contento così”.

Aragorn 11 anni “questa intervista mi è servita molto perché mi ha fatto pensare ed ho detto la mia opinione personale”.

Gatta Stellata 9 anni “sì, voglio mandare un messaggio agli adulti, il mio messaggio agli adulti è: che loro non capiscono i videogiochi però quando poi si mettono a farli si attaccano ai videogiochi o troppo o troppo poco, il meglio è la perfetta via di mezzo”.

Marzio 14 anni “il tempo ora è completamente diverso. Finisce la lezione, rispetto a quando vai a scuola hai troppe più comodità. Però mi sto rendendo conto dell’importanza della scuola, sono più responsabile, non penso solo a giocare come invece succedeva alle medie. Crescendo ti annoi anche a giocare (prima tantissimi giochi, ora solo due). Anche la situazione stressa, però riesci a sfogarti”.

Ariosto 14 anni “penso che i videogiochi se usati responsabilmente non fanno male e che gli adulti potrebbero provare ad avvicinarsi ad essi o almeno provarci”.

Polpo_10 12 anni “i videogiochi possono far del bene che magari i grandi li prendono male, quindi, dovrebbero magari a volte affidarsi ai loro figli e capire come stanno le cose veramente da una persona che gioca e non da una persona che fa delle supposizioni che magari sente le notizie peggiori al telegiornale di persone che sono un caso su 20 milioni e poi si montano anche di cose non vere”.

New York 11 anni “i dispositivi come anche i videogiochi possono creare dipendenza ma sapendosi controllare nell'uso ci si può divertire e per quanto riguarda i dispositivi ti semplificano il lavoro o la scuola e sono utilissimi per fare didattica”.

Barney 13 anni “non so chi ascolterà, se avete dei figli o voi stessi siete dei figli, cercate di divertirvi sempre con i vostri genitori anche non soltanto con i videogiochi ma anche. Ai genitori, cercate di coinvolgere i vostri figli di farvi coinvolgere dai vostri figli nei loro divertimenti, in questo caso nei videogiochi ma come potrebbe essere qualsiasi altra cosa, è molto importante”.

Foto anteprima Elf-Moondance via Pixabay

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