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Coronavirus, il video delle persone svenute per strada e il rischio di diffondere contenuti non verificati

29 Gennaio 2020 5 min lettura

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Coronavirus, il video delle persone svenute per strada e il rischio di diffondere contenuti non verificati

5 min lettura

Oggi alle 11,30 i canali social de La Stampa hanno pubblicato un video preso dal canale Instagram di Benedetta Paravia, presentata come "PrincessBee, star tv negli Emirati Arabi". Nel lancio del video sia su Facebook che sul sito della testata giornalistica torinese si legge: "Il video pubblicato sull'account Instagram di Benedetta Paravia, alias PrincessBee, star tv negli Emirati Arabi, mostra alcune persone in Cina collassate a terra che potrebbero aver contratto il Coronavirus". Successivamente il post su Facebook è stato rimosso mentre, nel momento in cui pubblichiamo l'articolo, il video continua a essere presente sul sito anche se è leggermente cambiato il testo a commento. Ora si legge: "Un collage di video postati sui social cinesi, e poi rimossi, mostrerebbe persone collassate a terra che secondo gli autori del filmati potrebbero aver contratto il Coronavirus".

Un altro video, praticamente identico, era stato pubblicato ieri da IlTempo.it, insieme a un approfondimento dal titolo "Quello che la Cina non ci dice sul virus", e con questo testo a commento: "All'improvviso gli ammalati svengono e cadono sulla metropolitana, per strada, in uffici pubblici creando il panico fra chi sta intorno anche se tutti quelli che ancora escono di casa portano rigorosamente le mascherine ma spesso non sanno se avvicinarsi a chi si sente improvvisamente male. Gli operatori sanitari che scendono dalle ambulanze per i soccorsi invece sono protetti da una tuta simile a quella degli astronauti".

Il filmato mostra in sequenza una serie di persone che collassano in diversi luoghi pubblici, da sale d'aspetto ai vagoni della metro o in fila all'aperto. Su Instagram, alcuni hanno chiesto la provenienza di questi video. Paravia ha risposto di averli ricevuti da amici cinesi e di essersi sentita in dovere di pubblicarli.

Senza aver verificato uno per uno i video montati in sequenza tra di loro, La Stampa ha deciso di prendere il contenuto multimediale dal canale Instagram di Paravia, di caricarli sul proprio sito web e di diffonderli accompagnati dal titolo "Coronavirus, in un video sui social persone collassate a terra in Cina", derogando al compito di verifica delle informazioni.

Leggi anche >> La disinformazione sul Coronavirus e cosa sappiamo finora

Dopo la pubblicazione del video su Facebook, alcuni utenti sono intervenuti nei commenti chiedendo conferma della veridicità dei video, non accontentandosi evidentemente che a diffonderli fosse stata "la star della tv negli Emirati Arabi", e segnalando che in alcuni casi le immagini pubblicate non avevano connessione provata con il Coronavirus "2019-nCoV", segnalato per la prima volta il 31 dicembre a Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei, la più popolosa città della Cina centrale.

E, in effetti, alcuni dei video mostrati nel post di Paravia, de La Stampa e Il Tempo, sono stati usati come esempio di contenuti che potrebbero generare panico sulla base di informazioni non verificate.

A uno di quei video fa riferimento Alexis Madrigal su The Atlantic per spiegare come sia facile per gli utenti cadere nella disinformazione credendo e poi ricondividendo video decontestualizzati che diventano virali e generano confusione.

"Mentre i ricercatori della salute pubblica stanno facendo del loro meglio per diffondere informazioni scientificamente fondate, discussioni virali su Twitter, video senza contesto e persino teorie della cospirazione stanno raggiungendo molte più persone", scrive Madrigal. Fa riflettere che a dare una mano alla disinformazione sia nel nostro caso una testata giornalistica che dovrebbe contribuire all'ecologia dell'informazione.

Un altro video contenuto nel post di Paravia era stato diffuso su Twitter come evidenza che le persone in Cina stiano morendo per strada. Ma, come ha spiegato Jane Lytvynenko, giornalista di BuzzFeed News, in un lungo thread su Twitter che invitiamo a seguire, le affermazioni contenute nel Tweet qui di seguito sono totalmente false.

In un articolo su BuzzFeed Lytvynenko ha poi raccolto le principali informazioni non verificate che hanno circolato in Rete.

Gran parte dei video presenti nella carrellata rilanciata da La Stampa e Il Tempo – ultimo quello che mostra una persona all'aperto collassare all'improvviso – sono stati utilizzato da CBS News in un servizio sui pericoli della disinformazione sul Coronavirus. "I social media in questi giorni sono pieni di video non verificati che mostrano persone collassare colpiti apparentemente dal Coronavirus in modo tale che chi li guarda pensi che tutti siano infetti. Ma non ci sono evidenze a sostegno di tali affermazioni o che confermano altre informazioni infondate ampiamente condivise sui social. La diffusione di notizie non verificate può suscitare paure non giustificate. La cosa migliore da fare è verificare le fonti prima di condividere", dice la voce fuoricampo che ha curato il servizio.

CBS ha dato un consiglio utile e doveroso per gli utenti dei social network, svolgendo quel ruolo di servizio pubblico che ci si aspetta dal buon giornalismo. Quello che evidentemente hanno disatteso La Stampa e Il Tempo, diffondendo sui propri canali un video che conteneva informazioni non verificate. Anche il Daily Mail – che ha deciso di pubblicare i video – ha avvisato i lettori di non essere stato in grado di verificare dove e quando sono stati girati i filmati.

Come scrivevamo in questo pezzo, consigliamo di consultare fonti fidate: al momento per conoscere i dati affidabili è consigliabile tenere monitorati i siti web e i relativi profili Twitter dell’ECDC e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre un team della Johns Hopkins University americana ha messo a punto una piattaforma che mappa la situazione in tempo reale.

Anche il Ministero della Salute, ha aperto un sito web dedicato al Coronavirus che, tanto per precisarlo subito, parla chiaro: “Infondati tutti i casi sospetti finora segnalati in Italia”. Il 22 gennaio il ministero ha inoltre coordinato una task force per fare il punto sugli interventi messi in campo, e nello stesso giorno si è tenuto un incontro fra il ministro Speranza e i rappresentanti delle Regioni al fine di gestire il coordinamento sul territorio delle disposizioni adottate.

Un altro modo per essere aggiornati è tenere monitorata la letteratura scientifica attraverso la piattaforma PubMed. Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso l’Università Statale di Milano, e il Gruppo San Donato hanno pubblicato un’intervista sotto forma di domande e risposte, anche in lingua cinese, consultabile qui.

Continueremo a seguire questo caso e aggiorneremo l'articolo man mano che si avranno informazioni più precise su questi video.

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