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Cosa dobbiamo sapere se decidiamo di usare la mascherina

7 Aprile 2020 5 min lettura

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Cosa dobbiamo sapere se decidiamo di usare la mascherina

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“Sembra che alcuni paesi abbiano raccomandato o stiano prendendo in considerazione l’uso delle mascherine sia mediche che non mediche per tutta la popolazione per prevenire la diffusione di COVID-19”, ma al momento “le mascherine mediche sono raccomandate per i malati, i familiari che li assistono e il personale ospedaliero” ed è impensabile estenderne l’uso a tutta la popolazione.

Con queste parole, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato il 6 aprile le nuove linee guida sull’utilizzo delle mascherine come strumento di difesa dal contagio dal nuovo coronavirus. “Sappiamo che a livello globale la disponibilità di queste mascherine è scarsa”, ha aggiunto il direttore dell’OMS, e per questo motivo “siamo preoccupati che l’uso di massa di mascherine mediche da parte della popolazione in generale possa aggravare la loro carenza e mettere in serio pericolo gli operatori sanitari che ne hanno davvero bisogno”.

L’OMS ha, poi, precisato che l’utilizzo delle mascherine potrebbe essere preso in considerazione da quei paesi in cui la pulizia delle mani o il distanziamento sociale sono più difficili a causa della mancanza d’acqua o di condizioni di vita anguste.

Inoltre, ha aggiunto al Guardian David Heymann, professore alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e a capo del gruppo di consulenza scientifica e tecnica dell'OMS per i rischi infettivi, «le maschere potrebbero creare un falso senso di sicurezza che finirebbero per esporre le persone a rischi maggiori. Anche con la bocca e il naso completamente coperti, il virus può entrare attraverso gli occhi. Gli operatori sanitari, oltre alle maschere, indossano anche visiere per proteggere gli occhi».

Da sole – ha spiegato il dottor Ghebreyesus – le mascherine non mediche non possono fermare la pandemia, l’unica strada è fare i tamponi, isolare i casi positivi, tracciare i loro contatti e curare i malati: “Mascherine o non mascherine, per proteggere noi stessi dobbiamo continuare a restare a distanza di sicurezza dagli altri, lavarci le mani, tossire o starnutire nel gomito ed evitare di toccarci il viso”.

La conferenza stampa dell’OMS arriva a mettere un po’ di chiarezza sull’utilizzo delle mascherine dopo la confusione sulla loro utilità generata in seguito alla decisione di alcune Regioni di renderne obbligatorio l’utilizzo. Quali maschere usare? Quando e dove è obbligatorio indossarle? Ogni quanto tempo vanno cambiate?

Leggi anche >> “Il virus circola nell’aria”: da dove nasce la notizia, cosa dicono gli studi e la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

In questi giorni, come spiega Il Sole 24 Ore, ogni Regione è andata per conto suo. In Lombardia (dove si possono usare anche sciarpe o foulard per coprirsi la bocca) sono obbligatorie ovunque fuori casa. In Toscana, negli spazi chiusi (anche taxi e trasporto pubblico) in presenza di più persone e negli spazi aperti quando, come si legge nell'ordinanza, "è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale". In Veneto l’obbligo vale solo per accedere a supermarket e mercati. In Friuli Venezia Giulia mascherine (ma anche copricollo, sciarpe o foulard) e guanti (anche quelli monouso per scegliere frutta e verdura) sono necessari per entrare nei negozi alimentari. In Liguria ed Emilia Romagna non ci sono obblighi ma è stata predisposta una distribuzione praticamente a tappeto.

Altro Consumo ha dedicato un approfondimento molto utile e ben fatto al tema della mascherine.

È bene ricordare che un buon livello di protezione si ha solo quando si adottano l’insieme delle misure, uscendo solo se indispensabile, mantenendo la distanza di almeno un metro tra le persone e mantenendo una buona e costante igiene delle mani. La mascherina non è la bacchetta magica che da sola è in grado di salvarci dal contagio. Tanto più che quelle più diffuse, cioè quelle cosiddette chirurgiche, siano di stoffa o di carta monouso, nascono per proteggere gli altri dai nostri fluidi e non viceversa.

Le mascherine attualmente in circolazione sono di tre tipi:

  • Mascherine semplici, a uso igienico, adottate in alcuni contesti aziendali/industriali. Si tratta di prodotti generici, non pensati per l’utilizzo sanitario.
  • Mascherine chirurgiche (per uso medico). Sono quelle mascherine rettangolari fatte di tre strati di tessuto-non-tessuto plissettato che si indossano sul volto grazie a un nasello, elastici o lacci. Per come sono pensate, questo tipo di mascherine non proteggono chi le indossa, ma le altre persone.
  • Maschere filtranti, dette anche filtranti facciali per la protezione individuale (da cui FFP). Si chiamano filtranti perché sono realizzate in modo da bloccare il passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole, dell’ordine del mezzo micron, impedendo a chi le porta di inalarle. Sono dispositivi che bloccano a tutti gli effetti eventuali aerosol infetti da virus, ma anche fumi pericolosi, fibre e polveri. Sono di tre tipi (FFP1, con una una capacità filtrante di almeno l’80% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore del 22%, non idonee per la protezione da agenti patogeni che si trasmettono per via aerea; FFP2, con una capacità filtrante di almeno il 94% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore dell’8%; FFP3, con una capacità filtrante di almeno il 99% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore dell’2%).
    Possono essere con o senza valvola. La valvola non ha alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo ma permette all’aria calda di fuoriuscire dal dispositivo, facilitando la respirazione, riducendo l’umidità e il calore all'interno, evitando la formazione della condensa e prevenendo, ad esempio, l’appannamento degli occhiali. Proteggono chi le indossa ma non viceversa, perché l’esalazione non è filtrata. Quelle senza la valvola proteggono sia in entrata che in uscita ma, come sottolinea Dataroom del Corriere della Sera, hanno delle controindicazioni: "possono essere mal tollerate da chi li indossa, perché si accumula all’interno della mascherina l’aria espirata, inumidendo il materiale della maschera e rendendo complessivamente più faticosa la respirazione. Inoltre, l’umidità della maschera ne riduce il potere filtrante in entrata e, pertanto, devono essere cambiate frequentemente".
    Per le loro particolari caratteristiche le maschere filtranti facciali sono consigliabili da destinarsi all’uso sanitario nei reparti dove sono ricoverati casi infetti per la protezione degli operatori.

Come ha dichiarato il direttore generale dell’OMS, “se decidiamo di indossare le mascherine, usiamole in modo corretto”. In questa infografica su Instagram, Vice Italia mostra come indossare la mascherina in modo corretto secondo le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

via Vice Italia

Anche la virologa Ilaria Capua, intervistata durante la trasmissione "Di Martedì" su La7, ha spiegato che «in un mondo dove il distanziamento sociale è diventato la parola chiave, le mascherine costituiscono una barriera fisica anche se i virus sono tanto piccoli e quindi possono passare lo stesso pur essendo un po' frenati dalle mascherine chirurgiche. Poi ci sono altre mascherine, quelle con i filtri, ma per favore lasciamole al personale sanitario».

In questa infografica, ispirata a un thread su Twitter dell’epidemiologo Craig Spencer, direttore del Global Health in Emergency Medicine presso il Columbia University Medical Center, mostriamo alcune indicazioni da seguire. 👇


Foto anteprima via Ansa

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