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Come Bill Gates è diventato il Soros dei vaccini e della pandemia

6 Giugno 2020 9 min lettura

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Come Bill Gates è diventato il Soros dei vaccini e della pandemia

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A gennaio, quando il coronavirus ha iniziato a diffondersi in Cina, la Bill & Melinda Gates Foundation ha stanziato 10 milioni di dollari per aiutare il personale sanitario in Cina e in Africa. A Febbraio Gates aveva lanciato un allarme, in un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, dicendo che la COVID-19 si stava comportando come una possibile pandemia, di quelle che capitano una volta ogni cento anni. Oggi Gates e la sua fondazione, che è il finanziatore privato più importante dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), stanno focalizzando i propri sforzi unicamente sulla COVID-19.

L'interesse del magnate americano per la sanità e la lotta alla pandemia ha fatto sì che Bill Gates prendesse il posto di George Soros nell’immaginario collettivo dei complottisti e dell’estrema destra. Il filantropo, multimilionario, cofondatore di Microsoft è stato oggetto di falsità da parte di antivaccinisti, membri dell’alt-right e sovranisti europei, con accuse infamanti che vanno dall’aver creato il coronavirus per guadagnare soldi con il vaccino, all’aver orchestrato un piano diabolico per sterminare milioni di persone con lo scopo di risolvere il problema del sovrappopolamento del pianeta. Ancora una volta, quando parliamo di teorie del complotto, il limite è dettato dalla fantasia umana.

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Secondo un'analisi pubblicata dal New York Times, tra febbraio e aprile, le teorie del complotto legate al cofondatore di Microsoft sono state citate 1,2 milioni di volte sui social. E da quando ha criticato Donald Trump per aver ritirato il sostegno americano all'OMS, la sua figura è stata fortemente attaccata dall'estrema destra.

È però interessante scoprire qual è l’origine delle teorie della cospirazione attorno alla figura di Bill Gates e per farlo bisogna tornare indietro ad almeno 10 anni fa e spostarci in Africa.

Quando nasce la cospirazione

Nel 2010 i tabloid ghanesi diedero ampio spazio alla denuncia di Mame-Yaa Bosumtwi, ex impiegata di un progetto organizzato dal governo del Ghana e dalla Columbia University e parzialmente finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation. La donna, che ricopriva il ruolo di communications officer, dopo essere stata licenziata, senza fornire alcuna prova, accusò pubblicamente l’organizzazione per cui aveva lavorato di aver testato un farmaco contraccettivo sulle abitanti di un villaggio in Navrongo, come parte di un esperimento illecito per il “controllo della popolazione”.

Il progetto, in realtà, consisteva nel fornire telefoni cellulari per migliorare l’accesso alla sanità per donne e bambini delle zone rurali. Botsumtwi aveva avuto attriti con un altro membro del team, James Phillips, un demografo della Columbia University. E quando il suo contratto non venne rinnovato, presentò una denuncia milionaria per danni contro la Columbia University, ma questa fu respinta. Allora decise di rivolgersi ai tabloid locali con un’accusa molto più succulenta: disse che il progetto di Phillips consisteva in realtà nel somministrare il farmaco contraccettivo Depo-Provera su donne africane a loro insaputa, e incolpò l’organizzazione di abusi e in alcuni casi di aver causato la morte di alcune donne.

Non è mai esistita alcuna prova a sostegno di queste accuse, ma la storia pubblicata sulla stampa ghanese fu sufficiente per mettere alla gogna il progetto e le persone che ci lavoravano. Per tutto il paese apparvero poster con la faccia di James Phillips e la scritta “Wanted”. Ci furono anche proteste davanti alla sede della Columbia in Navrongo e le ripetute minacce di morte obbligarono due membri del team di Phillips ad abbandonare il paese attraversando il confine con il Burkina Faso.

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Nel 2011 un’organizzazione per i diritti delle donne negli Stati Uniti, chiamata Rebecca Project for Human Rights, pubblicò un rapporto intitolato “Non-Consensual Research in Africa: The Outsourcing of Tuskegee”. Il rapporto, ancora una volta senza presentare alcuna prova, riprendeva le accuse di Mame-Yaa Bosumtwi e sosteneva che dei ricercatori americani, tra i quali citava espressamente Phillips, avevano condotto esperimenti medici non etici in Africa. “I ricercatori avrebbero iniettato un contraccettivo di Pfizer a migliaia di donne ghaniane analfabete, e somministrato altri contraccettivi orali non identificati, durante un esperimento su esseri umani per la riduzione della popolazione”, si poteva leggere nel report scritto da Kwame Fosu, responsabile finanziario e policy director del Rebecca Project.

Un dettaglio, però, era rimasto nell’ombra. Kwame Fosu, autore del report del Rebecca Project, è anche il padre del figlio di Mame-Yaa Bosumtwi. Questa connessione, come è facile immaginare, non è stata resa pubblica in quel momento perché avrebbe tolto qualsiasi credibilità al rapporto della ONG.

Nel 2013 Fosu pubblicò un secondo report intitolato “Depo-Provera: Deadly Reproductive Violence Against Women”. In questo secondo documento si denunciava l’esistenza di una maxi-cospirazione che coinvolgeva organizzazioni internazionali (tra cui Gates Foundation, United States Agency for International Development, UN Population Fund e la farmaceutica Pfizer) per sperimentare un pericoloso contracettivo su donne africane che vivono nella povertà. L’accusa che veniva mossa in questo secondo documento era quella di razzismo.

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Negli Stati Uniti questo documento ha avuto grande visibilità tra gruppi di estrema destra cristiana antiabortista secondo i quali, in quel caso, l’aborto era da intendersi come “una forma di genocidio” ai danni della popolazione africana.

Ed è così, che senza nessuna prova né indizio, nasce la storia del progetto scientifico finanziato da Bill Gates che aveva come obiettivo il genocidio in Africa. Questa accusa è strettamente legata, nella mitologia antiabortista e di estrema destra, al piano malefico di Bill Gates di ridurre la popolazione mondiale servendosi di un virus o di un vaccino assassino.

Un piano infallibile per conquistare il pianeta terra

In un TED Talk del 2015, Gates aveva messo in guardia sul fatto che il rischio più grande per l’umanità non fosse una guerra nucleare ma un virus che potrebbe mettere a rischio la vita di milioni di persone. Il video di questo discorso è stato visto circa 25 milioni di volte nelle ultime settimane, ma le parole del filantropo, che durante quei circa 9 minuti si limitava a divulgare nozioni scientifiche di pubblico dominio che preoccupano migliaia di scienziati e ricercatori da anni, sono oggi viste da moltissime persone come una sorta di “premonizione”.

E se i meno informati si limitano a commentare con stupore che “Bill Gates aveva previsto tutto”, esiste una schiera di persone che utilizza questo video come “prova” del fatto che Gates abbia orchestrato la pandemia per prendere il controllo del sistema sanitario mondiale e per ridurre la popolazione del pianeta. Avete presente quei film dove il cattivo rivela i suoi diabolici piani di conquista del pianeta un attimo prima di realizzarli? Ecco, Gates secondo alcuni avrebbe fatto lo stesso, ma invece di aspettare all’ultimo minuto avrebbe scoperto le sue carte cinque anni prima. Di quelle persone che non riescono proprio a mantenere un segreto, insomma.

È completamente falso che la Gates Foundation stia tentando di ridurre la popolazione mondiale attraverso genocidi e cospirazioni internazionali. È vero, semmai, che la fondazione affronta problematiche che sono legate al sovrappopolamento mondiale. La Bill & Melinda Gates Foundation fu creata nel 2000 ed è la più grande fondazione privata del mondo e dal 2008 Bill Gates dedica il suo tempo esclusivamente ai programmi e ai finanziamenti assegnati dalla fondazione, con obiettivi come: migliorare la sanità, ridurre la povertà estrema, trovare soluzioni alla scarsità di acqua potabile in alcune zone, favorire l’educazione ed espandere l’accesso all’informazione e alle telecomunicazioni.

Le teorie della cospirazione attuali su Gates girano tutte attorno alla credenza che il multimilionario stia utilizzando i suoi soldi e la sua influenza per prendere il controllo del pianeta. In realtà, a pensarci bene, è la stessa storia di sempre: un frullato di Illuminati, complotto giudaico massonico e nuovo ordine mondiale, nel quale il ruolo di "burattinaio supremo" un tempo impersonato da Rockfeller o da Soros passa oggi a Bill Gates.

Le bufale più clamorose sul cofondatore di Microsoft

Gates è accusato di aver "brevettato" il vaccino contro il SARS-CoV-2. Questa bufala è giunta in Italia sotto forma di meme e come traduzione di un video più volte eliminato da YouTube, nel quale un uomo promette di "mostrare i brevetti reali che smascherano il Coronavirus". Il video contiene anche la testimonianza di un medico, che resta anonimo, secondo cui per uccidere il virus basterebbe "bere acqua calda", "assumere vitamina C" ed "esporsi al sole", come spiega il sito di fact-checking Facta. L'accusa del video è che il vaccino contro il virus Sars-CoV-2 esisterebbe già e sarebbe stato brevettato addirittura in due diverse occasioni. La prima negli Stati Uniti, nel 2006, e la seconda volta in Europa. Nel secondo caso, sebbene la pratica di brevetto fosse iniziata nel 2014, questo è stato concesso a novembre 2019 (pochi mesi prima del focolaio di Wuhan) al Pirbright Institute, finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation. Tutte le informazioni contenute nel video sono false, inclusi i "rimedi" proposti per curare la malattia.

Gates avrebbe "ammesso" che i vaccini servono a sterilizzare e di ridurre la popolazione mondiale. È una delle tesi sostenute da teorici della cospirazione No Vax, che interpretano alcuni discorsi del filantropo sul sovrappopolamento mondiale in maniera distorta. In realtà la soluzione che propone Bill Gates per "ridurre la popolazione mondiale" è quella di ridurre al minimo il tasso di mortalità infantile. Sotto una certa soglia di mortalità, spiega il magnate in un'intervista a Forbes, la crescita della popolazione tende a stabilizzarsi. Dove la mortalità infantile è più elevata, i genitori decidono di procreare frequentemente non per avere famiglie numerose ma per essere sicuri che almeno una percentuale dei propri figli sopravviva. Si tratta di una dibattuta teoria esistente dagli anni settanta e nota come "the child survival hypothesis", spiega ancora Facta, secondo cui "una mortalità infantile ridotta contribuirebbe ad aumentare le motivazioni a mettere in atto una pianificazione familiare e conseguentemente a far calare il tasso di crescita della popolazione".

I "suoi vaccini" avrebbero provocato la paralisi di 496 mila bambini in India. Come spiegato da diversi siti di fact checking (qui, qui, qui e qui), si tratta di una notizia falsa, parte di in una teoria del complotto sostenuta da gruppi contrari alla vaccinazione obbligatoria e da Robert F. Kennedy Jr., nipote dell’ex presidente John F. Kennedy e tra i principali finanziatori di pubblicità antivaccinista su Facebook. Vediamo i fatti: a partire dal 2000 la Bill & Melinda Gates Foundation ha finanziato una campagna per sconfiggere la poliomielite in India, questo obiettivo è stato raggiunto nel 2014. Tra le possibili reazioni avverse del vaccino poco frequenti (1 caso ogni 2,7 milioni di dosi) ci sarebbe l'insorgenza di poliomielite paralitica. Tra il 200 e il 2017, a fronte di milioni di vaccinazioni, i dati ufficiali dell'Organizzazione mondiale della Sanità parlano di 17 casi derivati da vaccino tra il 2000 e il 2017 in India.

E poi c'è la "grande ipocrisia": Gates si sarebbe "rifiutato" di vaccinare i propri figli. È una speculazione nata negli Stati Uniti e arrivata in Italia due anni fa. Sia Africa Check che PolitiFact hanno verificato che si tratta di una notizia priva di fondamento, smentendola.

Tutti questi "crimini" avrebbero spinto il governo italiano a chiedere l'arresto di Bill Gates. Per quanto possa sembrarci ridicola, si tratta di una bufala che ha avuto grande visibilità all'estero. Gira assieme al video (reale) dell'intervento alla Camera della deputata Sara Cunial, durante il quale la politica ha accusato il magnate americano, diffuso falsità e citato come vere e "testuali" delle dichiarazioni false attribuite a Gates. È falso che il governo italiano abbia chiesto l'arresto di Gates.

C'è poi una bufala, quasi speculare a quest'ultima, che racconta invece di una complicità tra Giuseppe Conte e Bill Gates per "iniettarci mercurio" (un grande classico dei "No Vax") in modo da "collegarci al 5G" e "controllarci come robot". Questa dietrologia fantasiosa nasce da una telefonata (realmente avvenuta) tra Gates e Conte. Il 4 maggio con un video il presidente del Consiglio ha annunciato che l’Italia avrebbe donato 140 milioni a tre organizzazioni: «10 milioni a CEPI per accelerare nella ricerca di un vaccino, 10 milioni all’OMS per continuare a sostenere i Paesi più vulnerabili nella risposta alla COVID-19 e 120 milioni nei prossimi 5 anni all'alleanza GAVI per l’immunizzazione globale dalla COVID-19». Tra i fondatori e finanziatori di CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) e GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunizations) c'è anche la fondazione di Bill e Melinda Gates. L'annuncio di Conte non è però piaciuto a un'esponente dei cosiddetti "Gilet Arancioni", che durante la manifestazione del 2 giugno a Roma ha espresso con forza il proprio disaccordo: «Quando Conte telefona a Bill Gates sulle nostre spalle prendendo 140 milioni decide di iniettarci il mercurio nelle nostre vene collegate ai 5G e diventeremo dei piccoli robot. Se tu vuoi ammazzarmi basta alzare la temperatura del mio corpo e io muoio».

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Bill Gates si è facilmente trasformato in un meme sulla pandemia perché è una persona nota al grande pubblico, spiega Whitney Phillips, assistant professor presso la Syracuse University ed esperta di cultura digitale e disinformazione. È la figura perfetta per ricoprire il ruolo di “burattinaio”, il capro espiatorio ideale.

Queste teorie della cospirazione sulla figura di Gates possono avere conseguenze pericolose sull’opinione delle persone riguardo a un futuro vaccino, sostiene Claire Wardle intervistata dal New York Times, executive director di First Draft, organizzazione senza scopo di lucro che combatte la disinformazione online. Secondo Wardle la narrazione anti-Gates potrebbe essere il punto di partenza di future campagne No Vax per dissuadere le persone dall’uso di un vaccino della COVID-19.

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