Australia: il primo ministro gli chiede di restare in classe, gli studenti in massa manifestano per nuove misure sul cambiamento climatico

[Tempo di lettura stimato: 4 minuti]

Venerdì 30 novembre, durante l'orario scolastico, migliaia di studenti dai 5 ai 18 anni di più di 200 istituti hanno manifestato nelle principali città australiane contro le politiche inadeguate del governo sul clima e per chiedere interventi immediati.

Secondo il New York Times, in base alle stime degli organizzatori, Melbourne e Sydney hanno visto la partecipazione di circa 8.000 studenti, mentre centinaia di ragazzi hanno protestato in numerose altre città. All'inizio della settimana, in differenti zone del paese, avevano già manifestato circa 1.700, inclusi gli 200 studenti che si sono presentati presso la sede del parlamento a Canberra.

La "Strike 4 Climate Action" ha riunito in tutto il paese bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole primarie e secondarie che massicciamente hanno respinto la richiesta del primo ministro Scott Morrison di essere “meno attivisti” e rimanere nelle classi.

Leggi anche >> Cambiamento climatico: siamo l’ultima generazione che potrà combattere l’imminente crisi globale

«Ogni giorno mando i miei figli a scuola e so che i figli degli altri membri [del parlamento] dovrebbero fare altrettanto. Non appoggiamo la trasformazione delle nostre scuole in parlamenti», aveva detto Morrison, durante il question time di lunedì 26 novembre sulla protesta, replicando al deputato dei Verdi Adam Bandt che gli aveva chiesto se avesse intenzione di incontrare e ascoltare le richieste dei ragazzi. «Quel che vogliamo è più apprendimento e meno attivismo nelle scuole».

Della stessa opinione è il ministro delle Risorse Matt Canavan che ha dichiarato che l'unica cosa che i ragazzi avrebbero imparato dalla protesta è come ottenere sussidi dal governo.

«Uscendo da scuola e protestando, non imparano niente», ha commentato Canavan intervistato dall'emittente radiofonica Sydney 2GB. «La cosa migliore che si impara andando a una protesta è come unirsi alla coda per ottenere il sussidio». «Voglio che i bambini rimangano a scuola per imparare come si costruisce una miniera, per studiare geologia, come si trivella per ottenere petrolio e gas, che è una delle imprese scientifiche del nostro paese più notevoli al mondo», ha poi aggiunto. «Questo è il genere di cose che entusiasma i bambini».

«Saremo noi a subire le conseguenze delle decisioni che [i politici] prendono oggi», ha dichiarato alla BBC Jagveer Singh, studente di 17 anni.

La protesta a Melbourne via School Strike 4 Climate

«Il nostro primo ministro pensa che adesso dovremmo essere a scuola e forse è vero», ha urlato alla manifestazione di Sydney la tredicenne Shiniva Esera, come riportato da Deutsche Welle. «Ma come possiamo sederci e non fare nulla per proteggere il futuro di questo pianeta?».

Nonostante le opinioni del capo del governo e dei suoi ministri, martedì 27 novembre il Senato ha approvato una mozione che sostiene gli studenti nella loro decisione di scioperare per organizzare una serie di proteste nazionali.

Soltanto lo scorso 27 novembre le Nazioni Unite avevano dichiarato che l'Australia (insieme a Arabia Saudita, Argentina, Canada, Corea del Sud, Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica e i paesi dell'UE) non sta compiendo passi significativi per raggiungere gli obiettivi posti nel 2030. Il paese, infatti, si è impegnato a ridurre le emissioni del 26-28%, rispetto ai livelli registrati nel 2005, entro il 2030, in base all'accordo sul clima di Parigi.

Leggi anche >> Climate Change. Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: la sfida che non possiamo perdere

La “Strike 4 Climate Action” è nata da un'idea di Harriet O'Shea Carre e Milou Albrect, due ragazzine quattrordicenni che vivono nello stato di Victoria e frequentano la Castlemaine Steiner School, ispirate dalla quindicenne svedese Greta Thunberg, che ogni venerdì protesta da sola a Stoccolma, davanti al parlamento del suo paese, saltando le lezioni.

«L'emergenza per il cambiamento climatico è qualcosa su cui abbiamo riflettuto a lungo», ha raccontato Harriet alla BBC.

«Abbiamo scritto lettere e organizzato iniziative diverse che, però, sembravano non riuscire a fare mai la differenza: in realtà, l'istruzione è il nostro unico potere, sacrificarlo è una cosa importante».

https://twitter.com/mkcully/status/1068292876654665728

«Vogliamo che il nostro governo riconosca pubblicamente la crisi del cambiamento climatico. Bisogna smettere di scavare per il carbone, smettere di creare nuove miniere e passare alle energie rinnovabili», ha aggiunto Milou.

Sull'esempio di Harriet e Milou, Jean Hinchcliffe, 14 anni anche lei, ha deciso di organizzare la protesta a Sydney, sua città natale.

La protesta a Sydney via School Strike 4 Climate

«Non posso limitarmi a stare ferma finché non sarò abbastanza grande per poter votare», ha detto alla BBC.

«Tutti noi giovani possiamo renderci conto che il cambiamento climatico è un problema reale. Siamo veramente stanchi dell'inerzia dei politici».

«È davvero spaventoso vedere come tutto questo avrà un impatto sul nostro futuro», ha proseguito Jean, riferendosi ai timori sull'innalzamento del livello del mare e ai fenomeni meteorologici estremi.

«Questo è il nostro primo sciopero, La nostra prima iniziativa. Ed è solo l'inizio. Continueremo fino a quando qualcosa non sarà fatto», ha poi concluso.

Lucie Atkin-Bolton, 11 anni, rappresentante della scuola di Forest Lodge di Sydney, ha raccontato al Guardian di essere stata delusa dai politici. «Vorrei non dover essere qui oggi. Sono la rappresentante della mia scuola elementare. Ci è stato insegnato cosa significa essere un leader, pensare alle altre persone. Quando i bambini creano disordine gli adulti ci dicono di mettere a posto ed è giusto. Ma quando lo fanno i nostri leader toccherà a noi, poi, sistemare».

Ogni volta che, durante le manifestazioni, è stato citato il nome del primo ministro dalla folla sono partiti fischi fragorosi. «Se Scott Morrison vuole che i ragazzi smettano di comportarsi come se stessero in parlamento allora, forse, è in parlamento che dovrebbero smetterla di comportarsi come ragazzini», ha detto al Guardian Manjot Kaur, 17 anni, studente di un istituto di Ravenswood.

Ruby Walker, 16 anni, ha deciso di organizzare la protesta nella sua città, Inverell, dopo aver letto su Facebook delle altre manifestazioni, fortemente motivata anche dall'attivismo degli studenti negli Stati Uniti sia per quanto riguarda l'ambiente sia il controllo delle armi.

«Penso che i social giochino una parte importante. Aiutano a renderti conto che queste cose accadono costantemente in tutto il mondo e che gli studenti resistono per le stesse cose in cui credi», ha dichiarato.

Leggi anche >> Uragani, inondazioni, alluvioni: cosa c’entra il cambiamento climatico e perché dobbiamo occuparcene

Già mercoledì 28 novembre gli studenti di Canberra avevano manifestato all'esterno del parlamento incontrando deputati laburisti, verdi, indipendenti e appartenenti a gruppi politici minori.

Tutte le proteste sono state organizzate anche a causa delle ondate di calore senza precedenti e delle inondazioni avvenute nel paese che gli scienziati sostengono siano determinate dal cambiamento climatico - così come gli incendi divampati nello stato del Queensland - e hanno fatto seguito all'annuncio della compagnia mineraria indiana Adani dell'approvazione del progetto e del finanziamento da parte della società madre Adani Group per la realizzazione della controversa miniera di carbone Carmichael che sarà costruita nel nord-est del paese e che per gli ambientalisti metterà a serio rischio il fragile ecosistema della Grande Barriera Corallina.

Foto anteprima School Strike 4 Climate

Iscriviti alla nostra Newsletter

Segnala un errore

LINEE GUIDA AI COMMENTI