In diretta dall’Egitto: col fiato sospeso…

Diario di una rivoluzione: il racconto di Jasmine, mamma di due bambini, in piazza per la democrazia.


Jasmine Isam 
@valigiablu - riproduzione consigliata 
Jasmine Isam è nata a Roma da padre egiziano e madre italiana. Dal 1997 vive al Cairo con il marito archeologo col quale gestisce un’AGENZIA DI VIAGGI. Mamma di due bambini sostiene la Rivoluzione alla quale partecipa in piazza e attraverso un suo BLOG che stiamo ospitando.   
Questo post è stato scritto ieri, 24 maggio 2012, all’inizio dello spoglio elettorale
Col fiato sospeso…
Mentre vi scrivo i canali egiziani
trasmettono in diretta lo spoglio dei voti dai seggi,
con controllori internazionali e tutto il Paese attaccato alla
tv.
Non ci sono, naturalmente, ancora risultati ufficiali, ma
finora, sembra, che quasi tutti e cinque i super candidati abbiano avuto
la maggioranza in qualche città, con un plus naturalmente per i due
favoriti delle presidenziali: Morsi e Shafik (parlammo di entrambi
QUI)

Stamani mi sono recata ai seggi prima dell’apertura.

votoegitto1.jpg

Sveglia dalle 5.30, sono arrivata
davanti alla scuola alle 7.45 e vi ho trovato circa 300 persone in
sei file differenti.. Fortunatamente, dopo il panico iniziale della
folla e delle porte ancora chiuse, i militari hanno organizzato le
file ed in meno di un quarto d’ora avevo già il mio bel dito
marchiato di blu. Prima di entrare, durante l’attesa, mio marito ha
avuto un’accesa discussione con dei salafiti che, a suon di versetti
del Corano, lo accusavano di essere del “Folol” (ovvero i
resti del vecchio regime) perché non ammetteva ed accettava che la
religione e la politica possono e devono essere un tutt’uno. Mentre
lui discuteva, una ragazza che era in fila mi ha raccontato come il
giorno prima nel suo quartiere fossero arrivati esponenti del gruppo
dei Fratelli (non) Musulmani a distribuire bustoni contenenti riso,
tè, olio, sapone e zucchero. Il tutto accompagnato da una foto
dell’ormai celebre Morsy, che sorridente ricordava che dopo Dio,
sulla terra, solo loro potevano aiutarli (riferito ai Fratelli non
Musulmani). Molta gente del quartiere, mi ha detto la ragazza, ha
preso la roba ma non li ha votati. ”Che hanno fatto di concreto
finora per questo Paese? Perché dobbiamo votarli di nuovo?” Ha
affermato alla fine.

votoegitto2.jpg

Stessa tattica usata anche da Shafiq che,
nelle chiese copte, è stato più volte consigliato come unico
protettore dei diritti dei cristiani come il suo
predecessore ed idolo Moubarak.

Tra l’altro, ieri, sono stati
segnalati cinque giudici dei seggi che segnavano le cartelle
elettorali contrassegnando Morsy, sostituendosi a persone portatrici di
handicap.

Fuori dai seggi, sono state sorprese persone che
compravano voti al modico costo di 300 lire egiziane (meno di 30
euro) e tante persone hanno trovato i nomi dei loro cari defunti
nella lista dei votanti.

Siamo in moltissimi a temere che il
ballottaggio sia proprio tra loro due, Morsy e Shafik, e, credetemi,
se fosse così credo che mi asterrei dal votare.

Per il momento
rimaniamo positivi e speranzosi ed aspettiamo i risultati finali che
saranno dati martedì prossimo.

votoegitto3.jpg

Ieri ed oggi, in molti seggi,
l’inchiostro blu (il marchiatore) è stato messo in contenitori
ricoperti dalle foto dei Martiri, per ricordare ai votanti che le
loro dita sono intinte del sangue dei ragazzi che hanno perso la vita
durante la Rivoluzione e che quindi, votare con coscienza e
consapevolezza, è l’unica maniera per onorare e non dimenticare
queste morti.




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