Lo smalto sulle unghie di Josefa e la ripugnante propaganda razzista

[Tempo di lettura stimato: 3 minuti]

In seguito alla sua ultima operazione di salvataggio nel Mediterraneo, durante la quale sono stati trovati i resti di un'imbarcazione con due cadaveri e una donna ancora viva a 80 miglia dalle coste libiche, la ONG Proactiva Open Arms ha denunciato un'omissione di soccorso da parte della Guardia costiera libica. L'ipotesi è che la Guardia costiera libica abbia lasciato volutamente alcune persone in mare perché non volevano ritornare in Libia. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha definito questa ricostruzione una "fake news" e ha promesso che avrebbe fornito le prove della sua falsità. Al momento, però, queste prove non sono state ancora esibite.

Salvini ha inoltre insinuato che la decisione della ONG di fare rotta verso la Spagna dopo il salvataggio di Josefa, la camerunese sopravvissuta al naufragio, sarebbe sospetta. "Non sarà che hanno qualcosa da nascondere???", ha scritto su Facebook mercoledì scorso.

Nonostante la nostra disponibilità di porti siciliani, la nave Ong va in Spagna, con donna ferita e due morti...Non sarà che hanno qualcosa da nascondere???

Pubblicato da Matteo Salvini su Mercoledì 18 luglio 2018

Questa posizione apertamente cospirazionista ha trovato terreno fertile tra i sostenitori della Lega ed è stata amplificata online da complottisti e razzisti, fino a evolvere nell'ennesima bufala razzista sui migranti. Per cui, secondo molti, la decisione della ONG di andare in Spagna sarebbe la prova che si è trattato solamente di una messa in scena. Nessun naufragio, nessuna omissione di soccorso, sarebbe stata proprio Proactiva Open Arms a organizzare tutto. E, sempre secondo le fantasie complottistiche, Josefa non sarebbe altro che un'attrice reclutata dall'ONG per inscenare il salvataggio.

Un altro "tassello" a conferma di questa teoria è arrivato questo fine settimana sotto forma di "prova definitiva": un video e una foto di Getty Images posteriori di qualche giorno al salvataggio nei quali si vede Josefa con lo smalto sulle unghie.

Lo smalto sulle unghie dimostrerebbe che si tratta di "un'attrice" e non di una "vera" migrante, inoltre sarebbe la prova che non c'è stato nessun naufragio perché lo smalto è "intatto dopo 48 ore in acqua". Altri invece sposano una versione contraddittoria secondo la quale il fatto che Josefa si sia fatta lo smalto sulle unghie dopo il naufragio proverebbe che non ha vissuto l'esperienza traumatica "come vogliono farci credere". E quindi si ritorna al punto di partenza, all'ABC del complottismo: "è stata tutta una messa in scena", "la solita fake news dei buonisti".

Sarebbe bastato guardare le foto scattate al momento del salvataggio per vedere che la donna non aveva smalto sulle unghie e le sue mani presentavano segni evidenti di essere state in acqua per molto tempo.

Marc Gasol, campione della NBA e volontario sulla Open Arms: “È inumano, criminale. Queste persone devono essere...

Pubblicato da Valigia Blu su Mercoledì 18 luglio 2018

La spiegazione del perché Josefa appaia con le unghie smaltate in quelle immagini è molto semplice, come scrive su Twitter Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale che al momento del salvataggio si trovava a bordo dell'Astral, l'imbarcazione di Open Arms: "Josefa ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa. Serve dirlo?"

Eppure, si sa, il razzismo non conosce ragioni. Ecco una raccolta di alcuni dei commenti razzisti più ripugnanti sull'argomento:

(Foto: Reuters / Getty Images)

Iscriviti alla nostra Newsletter

  Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding.
Come revocare il consenso: Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it.
Segnala un errore

LINEE GUIDA AI COMMENTI