Se l’artista crea la musica insieme ai fan


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È stata la settimana di Sanremo, quindi non ne parleremo, tanto ne parlano tutti. Anzi, diremo solo che non solo l'abbiamo guardato e commentato su twitter praticamente tutto, ma ne critichiamo anche il podio. Più Marta sui tubi, Alma, Gazzè, Silvestri e meno Modà e Mengoni. Stop. Abbiamo dato. Parliamo d'altro, anzi torniamo a bomba su un argomento che in qualche modo (e in parte involontariamente) sta crescendo di settimana in settimana.

Un paio di settimane fa, infatti, parlammo del progetto “citizen” di Beck, ovvero quella di fare un album solo scritto, fatto a mo' di libro con spartiti, e mettere a disposizione un sito su cui caricare tutti i video dei fan che avessero voluto cimentarsi a dar voce a quelle canzoni. Mi era sembrato, oltre che un bel colpo di marketing, anche un bel modo per dialogare con la propria base fan. Insomma l'idea del musicista era quella di mettere la propria musica nelle mani dei fan per vedere come avrebbe suonato. E l'esperimento sembra sia riuscito, anzi stia riuscendo, visto che va ancora avanti. E così si passa dal musicista alle prime armi ai due anziani che con pianoforte e percussioni ci danno dentro, fino ai professionisti che si cimentano con l'intero album e lo mettono su iTunes. 

Nei due appuntamenti successivi era stato il crowdfunding musicale l'argomento principale qui su Valigia Blu (pezzi qui e qui). E, ovviamente, anche in questo caso l'idea partiva da quello, ovvero cercare di capire come si stava evolvendo il rapporto tra i musicisti e la propria base (e dalla fiducia che quest'ultima deve avere verso il proprio artista preferito). Certo, prima o poi arriveremo anche ai social, benché ormai l'argomento sia abbastanza inflazionato, nel campo musicale come in tutti gli altri. Sappiamo bene che ormai twitter o facebook sono due canali privilegiati – spesso prima di una dichiarazione ad un'agenzia o a un comunicato stampa – per parlare coi fan o coi giornalisti, insomma per comunicare tout court.

Quello che succede da un po', però, a parte chiedere un aiuto economico al proprio pubblico, come nel caso del crowdfunding, è proprio la richiesta di un aiuto materiale. Proprio poche settimane fa leggevo del lancio del nuovo singolo di Jovanotti “Terra degli uomini”, il secondo tratto da “Backup”, il best uscito a novembre, e della conseguente idea di lanciare una specie di contest - che poi vero e proprio contest non è – per raccogliere i video, di chiunque volesse cimentarsi, del nuovo brano. È a questo punto che m'è tornato alla mente Beck. In pratica Lorenzo ha messo a disposizione dei fan il proprio canale Youtube per ospitare tutti questi video. Un'idea che, mi ricordava un amico, pochi mesi fa era venuta in mente anche ai mitici Primus di Les Claypool che nei mesi scorsi avevano lanciato l'HOINFODAMAN video contest che prevedeva – qua sì – un vero e proprio contest che metteva in palio 5.000 dollari per il miglior video inviato. Il gruppo avrebbe scelto i migliori tre e i fan avrebbero scelto, invece, il vincitore. 

Insomma, probabilmente gli esempi si sprecano, ma la coincidenza di questi giorni mi aveva colpito. Sembra che, improvvisamente, ci sia stata un'accellerata del "fenomeno 2.0" musicale. La socialnetworkizzazione del lavoro del musicista e il concorso di idee issato a modello ineluttabile. Che, sia chiaro, non è detto come critica negativa, ma semplicemente come inutile riflessione quotidiana (quante ne farete anche voi ogni giorno?). Non è un caso che anche i Linea 77 - gruppo heavy rock, nu metal, o come vi pare, torinese - non abbiano disdegnato un contest per decidere la band che avrebbe aperto la loro tappa milanese (al Forum d'Assago) del tour che si è tenuta il 9 febbraio.

Una voglia matta di confrontarsi sempre più col pubblico, un po' perché ormai sembra che se non lo fai sei out, un po' perché coi social è cambiato – no, non abbiamo scoperto nulla, sia chiaro – il rapporto artista fan, che non si poggia più sulla mediazione del giornalismo musicale, ad esempio (ma di questo, forse ne parleremo più in là). Un po' ovviamente, è marketing (in fondo si crea un piccolo fenomeno di cui parlare – e infatti stiamo qui a farlo – e si mettono da parte idee dai fan accrescendo il “data base” e capendo anche quali sono i gusti di chi ti segue). 

Insomma questa voglia di capire sempre più - e sempre meglio - come interagire al meglio coi fan sembra non fermarsi e si declina in svariati modi. Ovviamente i social ne sono il punto di partenza (e tornando per un attimo a bomba su Sanremo vi linko, anche solo per curiosità, un grafico, fatto da PopTopoi sul modo in cui i Big interagiscono su twitter), ma le strade sono varie e forse non ancora tutte esplorate. Ovviamente anche questa volta ci rifacciamo a voi chiedendovi, nel caso abbiate esperienze o segnalazioni da fare, di inviarcele. 

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