Papa Puccy I soggiogherà la Terra


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Ho una sceneggiatura in testa. Eccola: è un film, si chiama "Papa Puccy I" e parla di un papa (Puccy I) dai modi vistosamente generosi, un catalizzatore dell'attenzione mondiale arpionata da irreplicabili e mielose sessioni di abbracci e parole buffe. Papa Puccy col sorriso riesce, settimana dopo settimana, a calcare la mano sempre più forte in un mondo che ha deciso che qualsiasi cosa esca dalla sua bocca è per definizione SANTA: astutissimo, si serve delle sue gentili apparenze per instillare, Angelus dopo Angelus, l'oscuro seme dell'odio e ossequiare i suoi piani di dominio.

Detto ciò parte una specie di slavina contenutistica nelle omelie e le pubbliche orazioni: sempre meno compassione, preghiere con distinzioni di carattere razziale, rinegoziazione del principio di eguaglianza tra uomo e donna, invito all'emarginazione delle minoranze, incomprensione e insofferenza per coloro che professano altri o nessun culto, ombre e primi dubbi sull'effettiva veridicità storica dell'olocausto, dichiarazione di guerra alla Tunisia con partenza del contingente bellico dal porto di Lampedusa, conquista del pianeta Terra. A quel punto sarà troppo tardi e defollowarlo su Twitter gli farà solo il solletico (fine).

(CIAO A TUTTI è una specie di rubrica satirica che sorride all'estate - denti inevitabilmente abbronzati).

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