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Una rete transnazionale del complottismo dietro i 50mila manifestanti di Bruxelles

12 Febbraio 2022 9 min lettura

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Una rete transnazionale del complottismo dietro i 50mila manifestanti di Bruxelles

8 min lettura

di Jacopo Di Miceli

Mentre, all’inizio del 2021 infuria il dibattito sull’introduzione del passaporto vaccinale europeo in forma digitale, il trentottenne fiammingo Tom Meert comincia a preoccuparsi. Da informatico, sa con quali tecniche i giganti della tecnologia perforano la privacy degli utenti e teme che la minaccia possa estendersi al rapporto tra governi e cittadini. Ha anche paura per il futuro di sua figlia. Così, a distanza di pochi giorni, fonda due associazioni. La prima si chiama Free The Children: le dà vita insieme a Leo Van den Eeden, che ha incontrato sul forum olandese Viruswaanzin, un gruppo di contestatori delle restrizioni sanitarie guidati da Willem Engel, ex dottorando in farmacia riciclatosi maestro di danza brasiliana. Il 4 marzo, da presidente di Free The Children, Meert partecipa con un pugno di persone a una veglia nella sua città, Lovanio, per sensibilizzare sulla privazione del diritto all’istruzione e alla socialità dei giovani, nonostante – così si afferma sul sito dell’associazione – trasmettano raramente il nuovo coronavirus.  

Insieme a due amici, rimasti anonimi, Meert fonda poi Europeans United, un’organizzazione che si definisce il “più grande movimento europeo per la libertà e la democrazia di sempre” e che condanna le “misure illegali e sproporzionate” imposte dai governi “con la scusa della pandemia”. “L’Europa intera rischia di sprofondare nella dittatura”, è il suo ammonimento, perché “la cosa peggiore che abbiamo importato dalla Cina non è il virus ma la tentazione totalitaria”.

Meno di un anno dopo, domenica 23 gennaio, Europeans United è a capo di un’imponente manifestazione internazionale a Bruxelles – cinquantamila dimostranti – contro passaporti e obblighi vaccinali. La protesta finisce sulla stampa estera per i pesanti scontri con le forze dell’ordine e per la devastazione della sede dell’Alto Commissariato per gli affari esteri dell’Unione Europea, ma per Meert, che il giorno successivo partecipa a un dibattito televisivo con la Ministra dell’Interno belga Annelies Verlinden, è un successo. È la prova che sulle politiche di sanità pubblica “ci sono molte persone che non si sentono ascoltate”, dichiara, pur condannando le violenze.

Ma come ci è riuscito? Sebbene la manifestazione sia stata presentata come una spontanea mobilitazione dal basso, bisognosa del contributo di volontari e di donazioni, a un’indagine più approfondita emerge la regia di una rete professionale di ideologi anti-vaccino americani ed europei.

Meert non è l’unico a essere in allarme per i bambini. Condivide questo timore con la connazionale Senta Depuydt, lobbysta accreditata al Parlamento Europeo per conto del Forum europeo per la vigilanza sui vaccini (EFVV). Fra gli obiettivi dell’associazione, che annovera fra i suoi membri onorari l’autore dello studio fraudolento sulla correlazione tra autismo e vaccino trivalente, Andrew Wakefield, ci sono la promozione della “libertà di scelta in materia di vaccinazione” e l’informazione “sugli effetti negativi della vaccinazione e sul conseguente impatto finanziario, sociale e psicologico sulla società”. Depuydt, però, è soprattutto presidente del ramo europeo della Children’s Health Defense di Robert F. Kennedy Jr., figlio di Bobby e nipote dell’ex presidente degli Stati Uniti, inserito dalla non-profit britannica "Center for Countering Digital Hate" tra i dodici maggiori diffusori di disinformazione sui vaccini al mondo. I rapporti tra Europeans United e Depuydt risalgono almeno al 29 maggio 2021, quando la giornalista belga è invitata come oratrice alla prima, grande uscita pubblica del gruppo di Meert a Bruxelles.

Durante la pandemia, la fondazione di Kennedy è diventata una potenza mediatica ed economica. Secondo un’indagine dell’Associated Press, nel 2020 le entrate della Children’s Health Defense sono più che raddoppiate, raggiungendo i 6,8 milioni di dollari. I post del suo profilo Twitter ricevono più condivisioni degli articoli sui vaccini della CNN e anche dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) messi insieme, spingendo le visite sul sito della fondazione dalle 199mila del novembre 2019 al picco delle quasi 4,7 milioni dello scorso agosto.

Anche le attività collaterali di Kennedy sono in ascesa. The Real Anthony Fauci, il saggio in cui Rfk Jr. accusa il consigliere medico della Casa Bianca di aver collaborato a orchestrare “uno storico colpo di Stato contro la democrazia occidentale”, ha toccato il primo posto nella classifica dei libri più venduti su Amazon. 

Il periodo di prosperità ha permesso alla CHD di espandersi: ha lanciato una internet tv, avviato una società di produzione cinematografica, Oracle Films, e aperto filiali in Canada, Australia ed Europa. L’annuncio dell’inaugurazione della succursale europea viene dato con enfasi il 28 agosto 2020 a Berlino, alla presenza dello stesso Kennedy, nonostante il divieto di ingresso in Germania per i cittadini americani. Il giorno dopo, Kennedy parlerà dal palco a una manifestazione anti-lockdown, con 38mila persone, che si concluderà con il tentato assalto al parlamento tedesco. Nella conferenza di presentazione della CHD Europe, Rfk Jr. ripercorre le tappe che lo hanno condotto dalle campagne ambientaliste contro l’inquinamento da mercurio nelle acque alla crociata contro le case farmaceutiche e il decennale avvelenamento di bambini con il thimesoral, un conservante a base di mercurio ormai eliminato dai vaccini pediatrici e comunque privo di effetti collaterali. “Stiamo costruendo istituzioni per combattere le vostre istituzioni. Voi avete istituzioni globali e noi ora abbiamo un’istituzione globale”, proclama.

L’incontro segna infatti l’inizio di una collaborazione internazionale tra organizzazioni e personaggi della scena anti-vaccinista e complottista, a partire dai presenti Markus Haintz, avvocato del movimento tedesco anti-restrizioni Querdenken, e Heiko Schöning, tra gli iniziatori di “Medici per l’Illuminismo”, un gruppo di medici no-vax che alludono a una cospirazione mondiale di Bill Gates. Nel giro di pochi mesi, la rete si allarga a macchia d’olio. Schöning, ad esempio, entra nella World Doctors Alliance, un’associazione di medici, di cui diversi sospesi, che ha centuplicato il proprio seguito su Facebook spargendo disinformazione sulla COVID-19. Tra i promotori della WDA c’è la no-mask e negazionista pandemica Dolores Cahill, ex immunologa all’Università di Dublino e a sua volta presidente della World Freedom Alliance, che vanta tra i propri partner sia la Children’s Health Defense sia Viruswaarheid (Verità sul Virus), la nuova denominazione del forum olandese Viruswaanzin di Willem Engel.

Gli intrecci sono tanti e di tale vastità che è comprensibile il motivo per cui Tom Meert corteggi da vicino la fondazione di Kennedy. La maggior parte dei relatori della manifestazione di Bruxelles sono membri del comitativo consultivo o del ramo americano di CHD, come Mary Holland, o di quello europeo, come Senta Depuydt, Catherine Austin Fitts, Vera Sharav, Renate Holzeisen, avvocata altoatesina che difende sanitari e insegnanti contrari alla vaccinazione obbligatoria, e Reiner Fuellmich, legale tedesco celebre fra i complottisti di tutto il mondo perché vuole trascinare davanti a una nuova Norimberga virologi e politici per essersi inventati la pandemia con test molecolari fasulli. Inviti sono stati diramati anche al danese Mads Palsvig della World Freedom Alliance, al citato Markus Haintz, all’infettivologo francese Christian Perronne, sostenitore dell’idrossiclorochina come cura alla COVID-19 e avversario dei vaccini in quanto “terapia genica”, all’austriaco Alexander Ehrlich, attivista vicino a Querdenken, a Francis Lalanne, cantante francese passato dagli ecologisti ai gilet gialli e, per finire, al movimento contro la “dittatura sanitaria” di Macron, e a Maria Hubmer-Mogg, “pedagoga delle erbe” e “formatrice di resilienza” licenziata dal lavoro e radiata dall’ordine dei medici della Stiria dopo aver rilasciato un’intervista alla internet tv del Partito della Libertà austriaco (destra radicale), che guida le manifestazioni no-vax nel paese.

A sorprendere maggiormente, tuttavia, sono gli appoggi politici all’iniziativa di Meert. Aderiscono ben quattro europarlamentari: l’olandese Rob Roos, vicepresidente del gruppo Conservatori e Riformisti europei, il conservatore romeno Cristian Terhes, il populista libertario croato Ivan Sincic e l’ex leghista Francesca Donato. Gli ultimi tre convocano persino una conferenza stampa congiunta per annunciare la loro partecipazione alla protesta.

Il progetto, però, sembra già in nuce due mesi prima. Il 13 novembre, alla conferenza stampa di Robert Kennedy in un hotel di Milano, prima del comizio no-green pass all’Arco della Pace, presenziano il senatore di Italexit Gianluigi Paragone e la stessa Donato. In quell’occasione, l’europarlamentare rivela a Byoblu di aver discusso privatamente con Kennedy della creazione di “una rete globale, anche a livello politico” e di averlo invitato ufficialmente a Bruxelles per un “meeting internazionale, transeuropeo”. Alla fine, il 23 gennaio Kennedy non volerà in Europa, ma è significativo che, in contemporanea con il Belgio, si svolga a Washington un imponente raduno contro gli obblighi vaccinali e i vaccini anti-COVID per i bambini sponsorizzato dalla Children’s Health Defense e dal suo presidente, lui stesso tra gli oratori di punta.

Insomma, l’informatico di Lovanio non ha fatto tutto da solo. In particolare, per Meert è fondamentale il contributo della World Wide Demonstration (WWD), la rete internazionale attiva su Telegram che ha concepito marce anti-lockdown simultanee in decine di paesi nel 2021 e che la fondazione di Kennedy ha più volte pubblicizzato. A rappresentarla, al tavolo di Donato e della CHD, è la polacca Justyna Walker. La notizia della cooperazione con Europeans United è comunicata con un video in cui campeggia il motto del culto cospirazionista QAnon, Where We Go One We Go All. Molta pubblicità viene concessa alla sezione olandese della WWD, che nei mesi scorsi non ha disdegnato il dialogo con Tom Zwitser, proprietario di una casa editrice ultraconservatrice (De Blauwe Tijger) attenzionata dall’antiterrorismo, nonché uno dei circa mille destinatari del manifesto dello stragista nero Breivik. Viene poi allestito un vero e proprio viaggio organizzato dai Paesi Bassi, da cui provengono anche gli incaricati del servizio d’ordine, un gruppo di veterani dell’esercito olandese che alle manifestazioni no-vax protegge i dimostranti dalle cariche della polizia. Non è la prima volta che Meert si rivolge a loro. Era successo sia lo scorso settembre, sia a maggio, alla prima uscita pubblica di Europeans United, quando, tra la folla, si scorgevano cartelli in sostegno di Jurgen Conings, il militare neonazista belga fuggito dalla sua caserma con l’intenzione di assassinare il virologo Marc van Ranst. 

Al raduno di Bruxelles aderiscono, inoltre, numerose sigle di estrema destra. Anche in questo caso non mancano i precedenti. Fra le primissime attiviste di Europeans United c’è infatti Sarah Melis, che, secondo la stampa belga, ha legami con organizzazioni giovanili del nazionalismo fiammingo. Meert stesso se n’è rammaricato, e i dissidi hanno portato all'interruzione del sodalizio. Eppure, fra i circa 600 gruppi che hanno raccolto il suo appello e che Meert si rifiuta di rendere pubblici, l’estrema destra è visibile. Nel corteo di Bruxelles ci sono gli etnonazionalisti di Voorpost, che sognano una Grande Olanda, c’è il partito nazionalista fiammingo Vlaams Belang, ci sono i neonazisti di Thule, ci sono i valloni xenofobi di Nation, che credono che la pandemia sia un piano segreto per sterminare la razza bianca dei “Galli”, ci sono i belgi di Civitas, un’organizzazione fondamentalista cattolica, e infine ci sono – registrati tra i più di duecento arresti – i cani sciolti di Defend, milizie olandesi dall’iconografia da vigilantes sorte per contrapporsi ai metodi, spesso brutali, della polizia nelle proteste COVID-negazioniste. 

L’infiltrazione di violenti ed estremisti è così facile che alla manifestazione si unisce pure un gruppo di anarcolibertari francesi vicini ai gilet gialli, il Bloc Lorrain, a cui sembrano attribuibili i primi incidenti davanti alle sedi UE. Va detto che gli scontri vengono filmati con soddisfazione sia da neonazisti sia da complottisti olandesi. La bandiera antifascista dei francesi viene poi catturata, esibita come un trofeo di guerra e bruciata insieme a una dell’Unione Europea da hooligaans del Feyenoord, già protagonisti della rivolta di novembre contro il lockdown a Rotterdam.

Come sottolinea il politologo Benjamin Biard, la maggior parte dei manifestanti – una folla eterogenea composta anche da famiglie – è estranea all’estremismo di destra, se non ignara dei legami con il radicalismo delle persone presenti, la cui abilità risiede esattamente nel mascherarsi dietro sigle nuove e apparentemente apolitiche. Ciononostante, la promiscuità e la tolleranza verso le nuove destre sono ormai uno schema ricorrente nelle marce COVID-scettiche, dalla Germania ai Paesi Bassi fino agli Stati Uniti: il contemporaneo raduno anti-vaccini di Washington aveva infatti tutto l’aspetto di un comizio trumpiano, a partire dalla partecipazione dei Proud Boys. 

Assistiamo, dunque, a una rapida sovrapposizione tra i mondi dell’anti-vaccinismo, del complottismo e dell’estremismo di destra e a un loro coordinamento su vasta scala. Tom Meert, tuttavia, difende la scelta di concedere spazio a no-vax e teorici della cospirazione: “Se vuoi un dibattito aperto, devi lasciare parlare persone che hanno un’opinione diversa. (…) Lascio al popolo, e non al governo o alla stampa, il compito di determinare ciò che è giusto”.

Immagine in anteprima: frame video Euronews via YouTube

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