In breve Post

Iraq, in migliaia protestano contro povertà e corruzione. Oltre 200 morti e più di 6mila feriti

29 Ottobre 2019 2 min lettura

author:

Iraq, in migliaia protestano contro povertà e corruzione. Oltre 200 morti e più di 6mila feriti

2 min lettura

In diverse città dell'Iraq decine di migliaia di manifestanti, compresi anche studenti di scuole e università, sono scesi di nuovo in piazza contro la corruzione, la disoccupazione e le difficoltà economiche nel paese. Da venerdì 25 ottobre, almeno 74 persone sono morte nel tentativo delle forze dell'ordine di reprimere le proteste e centinaia sono rimaste ferite. Uno dei manifestanti ha dichiarato: «Tutto ciò che vogliamo sono quattro cose: lavoro, acqua, elettricità e sicurezza». Le condizioni di vita di molti iracheni infatti sono fortemente precarie: povertà, accesso limitato all'acqua potabile, all'elettricità e all'assistenza sanitaria di base.

La prima ondata di proteste contro il governo del primo ministro Adel Abdul Mahdi – nominato a ottobre dello scorso anno dal presidente iracheno Barham Saleh – è partita ai primi di ottobre, rompendo una sorta di stabilità che durava da circa due anni. In quell'occasione, gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza avevano causato la morte di oltre 150 persone e più di 6.000 feriti. A essere sotto accusa, oltre al governo in carica, è anche un'élite politica ritenuta non attenta ai bisogni dei cittadini comuni e sottomessa ai principali alleati dell'Iraq, cioè gli Stati Uniti e l'Iran. Secondo molti manifestanti, infatti, questi due Stati utilizzerebbero l'Iraq per contendersi una maggiore influenza sulla regione, spiega Ahmed Aboulenein su Reuters.

Per arginare le prime proteste, Abdul Mahdi aveva annunciato un rimpasto di governo e diverse riforme. Promesse che però non hanno convinto i manifestanti, che dopo più di due settimane sono tornati in piazza. Dopo il quarto giorno di manifestazioni di massa, lunedì 28 ottobre le autorità irachene hanno annunciato il coprifuoco – da mezzanotte alle 6 del mattino – nella capitale, a Baghdad, valido «fino a nuovo avviso». Lo stesso giorno il leader religioso sciita Moqtada al-Sadr ha invitato Abdul Mahdi ad annunciare elezioni parlamentari anticipate supervisionate dalle Nazioni Unite e senza la partecipazione dei partiti politici esistenti. Nella notte tra lunedì e martedì 29 ottobre, migliaia di manifestanti, tra cui molti studenti, hanno comunque continuato a protestare nella capitale, sfidando il coprifuoco: «Resteremo qui fino all'ultimo giorno, anche se ci sono un migliaio di martiri».

Foto in anteprima via Reuters

Iscriviti alla nostra Newsletter

  Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding.
Come revocare il consenso: Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it.
Segnala un errore