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Germania: estrema destra sempre più violenta. Dopo Dresda, Chemnitz si prepara a dichiarare lo stato d’emergenza

3 Novembre 2019 3 min lettura

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Germania: estrema destra sempre più violenta. Dopo Dresda, Chemnitz si prepara a dichiarare lo stato d’emergenza

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di Alessandro Alviani

Era partita come una breve mozione presentata da un partito satirico, è finita per diventare una mossa unica nel suo genere in Germania: il consiglio comunale di Dresda ha approvato a maggioranza un documento che impegna la città a contrastare con più determinazione le tendenze di estrema destra nel capoluogo della Sassonia.

Tecnicamente non si tratta della dichiarazione di uno “stato di emergenza sul nazismo”, tanto più che l’unico passaggio in cui tale espressione compare si ritrova nel titolo – accompagnata da un punto interrogativo: “Nazinotstand?”. Un compromesso, necessario per bypassare le critiche che il concetto di “stato d’emergenza” aveva sollevato alla vigilia e assicurarsi così l’appoggio di 39 consiglieri: quelli della Spd, dei Verdi, della Linke e dei liberali della Fdp. 29 i contrari, tra cui i cristiano-democratici della Cdu (il partito della cancelliera Angela Merkel), che ha parlato di un “errore linguistico” e di una “politica meramente simbolica”.

“Il consiglio comunale prende atto con preoccupazione del fatto che tendenze e atti antidemocratici, antipluralistici, xenofobi e di estrema destra, che vanno fino a episodi di violenza, emergono apertamente sempre più spesso a Dresda”, si legge nell’incipit della mozione. In concreto, il documento chiede alla città di rafforzare la cultura democratica, difendere le minoranze, i diritti umani e le vittime della violenza di estrema destra e di impegnarsi per combattere le cause e gli effetti dell’antisemitismo del razzismo e dell’estremismo di destra.

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«Questa città ha un problema coi nazisti», ha affermato il promotore dell’iniziativa e consigliere comunale del partito satirico “Die Partei”, Max Aschenbach, nel suo intervento in consiglio comunale (dal minuto 3:43:51). «È assurdo, cinque anni dopo la nascita di Pegida, diversi processi contro estremisti di destra, attentati di estrema destra, continui attacchi xenofobi e innumerevoli saluti nazisti e svastiche, negare ancora la domanda se Dresda abbia un problema col nazismo», ha aggiunto.

Come spiegato dallo stesso Aschenbach al sito della tv pubblica regionale MDR, un suo collega di partito sta provando a convincere il consiglio comunale di Chemnitz a presentare una dichiarazione simile. Chemnitz, il terzo centro più popoloso della Sassonia, era salita alla ribalta delle cronache internazionali un anno fa, dopo scene da caccia allo straniero per le strade della città.

La Sassonia viene considerata come una roccaforte del partito dell’ultradestra della AfD (Alternative für Deutschland, Alternativa per la Germania). Alle ultime regionali, tenutesi il primo settembre, la AfD ha raccolto il 28,4% dei voti, pari a un incremento di 22 punti rispetto a cinque anni prima. Alle comunali di maggio, la AfD ha preso a Dresda il 17,1% dei voti, piazzandosi dietro i Verdi (20,5%) e la Cdu (18,3%).

Nel 2014 nel capoluogo sassone è nato il movimento xenofobo e anti-Islam Pegida. Nell’ultimo anno in Sassonia sono aumentate le aggressioni di estrema destra. Secondo un’indagine presentata a marzo da RAA Sachsen, un’associazione che punta a rafforzare la democrazia e ad aiutare le vittime della violenza di estrema destra, l’anno scorso in Sassonia gli attacchi di matrice razzista e di estrema destra sono saliti del 38% a 317 e hanno coinvolto 481 persone. Soltanto a Dresda sono state registrate 60 aggressioni, contro le 79 di Chemnitz.

Immagine in anteprima via standard.co.uk

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