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L’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia

16 Ottobre 2019 10 min lettura

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L’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia

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Malta, trovato ferito Melvin Theuma, teste chiave del processo sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia

Aggiornamento 22 luglio 2020: Melvin Theuma, teste chiave del processo sull'uccisione della giornalista Daphne Caruana Galizia, è stato trovato con la gola tagliata e le corde vocali recise, ma ancora in vita. Ora è in condizioni critiche. Theuma – un passato di usura ed estorsione – è considerato “l’intermediario” tra colui che è ritenuto il mandante dell’omicidio, l’imprenditore maltese Yorgen Fenech, e gli esecutori materiali dell’assassinio della giornalista, e avrebbe dovuto testimoniare proprio oggi, 22 luglio, durante il processo per ricostruire la filiera dell'omicidio, come già fatto in interrogatori precedenti davanti alle autorità maltesi, e fornire ulteriori dettagli sul ruolo del presunto mandante, Fenech, vicino a due figure legate al premier maltese Joseph Muscat, vale a dire il ministro del Turismo Konrad Mizzi e il capo di gabinetto del primo ministro, Keith Schembri. Theuma era stato graziato lo scorso novembre dal Primo Ministro maltese in cambio di una testimonianza contro Fenech, dopo aver confessato il suo ruolo di intermediario nell’omicidio.

Restano da chiarire le circostanze dell'accaduto considerato che Theuma è sotto sorveglianza 24 ore su 24 da parte della polizia 24 ore su 24 in quanto testimone chiave. Da alcuni giorni, però, la sorveglianza all'interno della sua abitazione era stata sospesa su richiesta stessa di Theuma per ragioni di privacy, stando a quanto dichiarato dal commissario di polizia di Malta, Angelo Gafà. Theuma avrebbe detto all’ispettore Keith Arnaud, a capo delle indagini sull'omicidio Caruana Galizia, di essersi ferito da solo.

La famiglia Caruana Galizia ha chiesto una task force investigativa congiunta tra Europol e la polizia di Malta.

 

Malta, indagato l'ex capo della polizia

Aggiornamento 16 giugno 2020: Lawrence Cutajar, ex capo della polizia maltese dimessosi lo scorso 17 gennaio, è stato indagato formalmente dopo essere stato accusato di aver interferito con le indagini sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia, scrive il Guardian.

 

Malta, si dimette capo della polizia maltese

Aggiornamento 17 gennaio 2020: Lawrence Cutajar, capo della polizia maltese, si è dimesso. Ad annunciarlo, durante una conferenza stampa, il nuovo primo ministro Robert Abela.

Cutajar, ricorda l'Ansa, è sempre stato criticato per i ritardi e le omissioni nella inchiesta sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia.

 

Malta, Robert Abela nuovo primo ministro

Aggiornamento 14 gennaio 2020: Robert Abela, avvocato di 42 anni, è il nuovo leader del Partito Laburista di Malta, e di conseguenza è diventato il nuovo primo ministro del paese. Figlio di George Abela, presidente della Repubblica maltese tra il 2009 e il 2014, Robert Abela succede a Joseph Muscat, dimessosi dopo l'arresto di Keith Schembri, ex capo di gabinetto del primo ministro, e la crisi politica scaturita dalle indagini sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia.

«Onestamente non sappiamo cosa aspettarci dal nuovo leader», ha commentato Andrew Caruana Galizia, uno dei figli della giornalista uccisa a Malta il 16 ottobre 2017 mentre stava investigando sulla corruzione sull'isola. «Probabilmente già nei primi giorni sapremo se romperà davvero con l'eredità di Joseph Muscat o cercherà di proteggerlo».

Durante la campagna elettorale, nessuno dei candidati ha fatto riferimento all'omicidio di Daphne Caruana Galizia. «Malta non è al centro di nessuna tragedia, sta attraversando un momento delicato dal quale emergerà ancora più forte», ha detto Abela domenica scorsa ai suoi sostenitori durante le elezioni.

«Malta deve finalmente rispettare le norme europee in materia di antiriciclaggio, indipendenza della magistratura e vigilanza bancaria», ha affermato l'eurodeputato verde tedesco Sven Giegold, da sempre critico con il governo Muscat. «Con un nuovo governo, si spera che Malta possa iniziare a ricostruire la sua reputazione all'estero. La comunità internazionale è profondamente preoccupata per le carenze sistemiche e strutturali dello Stato di diritto», ha commentato il deputato olandese Pieter Omtzigt, che ha seguito il caso in seno al Consiglio d'Europa.

 

Daphne Caruana Galizia, la missione del Parlamento Ue a Malta: il primo ministro maltese si dimetta subito

Aggiornamento 4 dicembre 2019: Dopo l'incontro con il primo ministro maltese e il ministro della Giustizia di Malta, Owen Bonnici, Sophie in 't Veld, a capo della missione del parlamento europeo a La Valletta per esaminare lo stato di diritto a Malta dopo i recenti sviluppi sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia, ha affermato di non essere stata "rassicurata" sulla gestione effettuata dal governo del caso dell'omicidio della giornalista e ha invitato Joseph Muscat a dimettersi subito, scrive il Guardian. L'eurodeputata liberale olandese ha inoltra dichiarato che la fiducia tra l'Unione europea e Malta è stata gravemente compromessa.

 

Daphne Caruana Galizia: il primo ministro maltese annuncia che si dimetterà a gennaio

Aggiornamento 2 dicembre 2019: Joseph Muscat ha annunciato domenica 1 dicembre che il prossimo 12 gennaio si dimetterà da leader del partito laburista e il giorno successivo dalla carica di primo ministro maltese: «Nel frattempo, continuerò a svolgere il mio lavoro, assicurando stabilità alla leadership del paese».

Poche ore prima della dichiarazione, diverse migliaia di cittadini avevano manifestato a La Valletta chiedendo le dimissioni immediate di Muscat per garantire giustizia sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia. I nomi di diversi importanti esponenti del governo maltese sono infatti finiti negli sviluppi dell'indagine sulla morte della giornalista.

La famiglia di Daphne Caruana Galizia ha criticato con forza la decisione di Muscat di non dimettersi subito.

Intanto, l'uomo di affari Yorgen Fenech è stato formalmente accusato di complicità nell'omicidio della giornalista. Il magistrato Audrey Demicoli ha ordinato il sequestro dei suoi beni.

 

Daphne Caruana Galizia: il primo ministro maltese starebbe per dimettersi

Aggiornamento 29 novembre 2019: Secondo quanto riferito dal Times of Malta, il primo ministro maltese, Joseph Muscat, sarebbe pronto a dimettersi. La decisione sarebbe legata alla crisi politica scaturita dalle indagini sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia.

Questa settimana, infatti, due ministri e il capo di gabinetto di Muscat si sono dimessi dalle loro cariche dopo gli ultimi sviluppi investigativi sulla morte della giornalista investigativa. Keith Schembri, inoltre, arrestato martedì in relazione al caso di Daphne Caruana Galizia, è stato poi rilasciato due giorni dopo. Venerdì, invece, da parte della presidenza maltese è stata respinta la richiesta di grazia arrivata dal principale sospettato dell'omicidio, l'uomo d'affari Yorgen Fenech, in cambio di informazioni sul caso.

Nel frattempo, la commissaria per i diritti umani, Dunja Mijatovic, ha scritto una lettera a Muscat in cui afferma di essere "seriamente preoccupata per le recenti accuse su interferenze politiche nell'indagine sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia" e chiede "di assicurare che l'inchiesta sia pienamente indipendente in modo da garantire che vi sia la tanto attesa giustizia per la famiglia della giornalista e l'intera società maltese".

 

Daphne Caruana Galizia: arrestato il capo di gabinetto del primo ministro maltese, dimessosi ieri

Aggiornamento 27 novembre 2019: Keith Schembri, ex capo di gabinetto del primo ministro, è stato arrestato a Malta. Le attenzioni investigative della polizia si sono rivolte nei suoi confronti dopo che Yorgen Fenech, un uomo d'affari arrestato in connessione all'omicidio di Daphne Caruana Galizia di due anni fa, ha detto agli investigatori di avere informazioni incriminanti sul suo conto, ricostruisce Times Of Malta. Sabato scorso, l'uomo d'affari aveva formalmente chiesto la grazia in cambio delle sue rivelazioni sull'omicidio e su altri fatti criminosi. Le forze dell'ordine hanno fermato anche Adrian Vella, dottore dell'imprenditore maltese, perché sospettato di trasmettere messaggi di Schembri a Fenech.

Schembri e l'ex ministro del Turismo, Konrad Mizzi, il 26 novembre, si sono dimessi dai rispettivi incarichi politici, a seguito del clamore della notizia della scorsa settimana dell'arresto di Fenech, a capo del fondo segreto 17 Black, attraverso il quale, in base a un'inchiesta della Reuters, era emerso che i due avevano beneficiato di fondi per servizi non specificati.

Dopo la notizia delle dimissioni, una folla di centinaia di persone davanti al Parlamento maltese si è radunata al grido "vergogna" e "assassini" e lanciando uova e monete verso le auto ministeriali e del primo ministro Joseph Muscat.

 

Malta: arrestato un uomo di affari in relazione all'omicidio della giornalista

Aggiornamento 20 novembre 2019: Le autorità maltesi hanno arrestato Yorgen Fenech, un noto uomo di affari maltese, in relazione all'omicidio di Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta il 16 ottobre di due anni fa. Fenech, a capo di un fondo su cui la giornalista aveva indagato, è stato intercettato dalle forze armate mentre con il suo yacht, partito all'alba, stava lasciando l'isola e costretto a ritornare in porto. La polizia non ha ancora rilasciato dettagli sull'operazione e sulle accuse nei confronti dell'uomo.

Il primo ministro maltese Joseph Muscat ha confermato comunque che Fenech è ritenuto una "persona di interesse" nelle indagini sulla morte della giornalista investigativa. La notizia arriva il giorno dopo quella sulla grazia concessa, in cambio di collaborazione e prove, a un sospettato arrestato nei giorni scorsi che aveva affermato di sapere chi fossero i mandanti dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia.

Fenech è un albergatore, direttore della compagnia elettrica maltese e, come si è scoperto in seguito, titolare del fondo segreto 17 Black, ricostruisce Associated Press: otto mesi prima di morire Caruana Galizia nel suo blog aveva scritto che una società chiamata 17 Black era collegata a politici maltesi, non fornendo però prove specifiche. Dopo il suo omicidio, questa traccia è stata raccolta dal "Daphne Project" (ndr un lavoro di inchiesta portato avanti da 18 testate internazionali). Nell'aprile 2018 è uscita la notizia che a capo della 17 Black c'era Yorgen Fenech. In base a un'inchiesta della Reuters era anche emerso che il capo di gabinetto del primo ministro, Keith Schembri e il ministro del Turismo, Konrad Mizzi erano stati beneficiari di fondi transitati attraverso la 17 Black per servizi non specificati. I due avevano negato le accuse.

 

Il 16 ottobre di due anni fa, Daphne Caruana Galizia, una delle più note giornaliste investigative maltesi, è stata uccisa a Malta da una bomba posizionata all'interno di una macchina noleggiata che stava guidando.

Circa due mesi dopo l'omicidio della giornalista, tre uomini – i fratelli Alfred e George Degiorgio e Vince Muscat –, già noti alla polizia maltese, sono stati incriminati per l’omicidio della giornalista e sono in attesa di un processo. Non si hanno invece ancora notizie su possibili mandanti. Pieter Omtzigt, nominato dal Consiglio d'Europa per monitorare il caso dell'uccisione di Galizia, ha denunciato presunti fallimenti e mancanze della polizia maltese nell'indagine e ha dichiarato di temere che le autorità non hanno preso in considerazione prove che potrebbero portare a chi ha commissionato l'omicidio .

Anziché accettare alcune delle carenze nel processo di indagine e lavorare per risolverle, il governo maltese, guidato da Joseph Muscat, ha scelto la difesa e ha criticato Omtzigt, scrive Ewelina U. Ochab su Forbes. Anche Corinne Vella, sorella della giornalista uccisa, che insieme ai figli di Daphne Caruana Galizia, Matthew, Andrew e Paul, porta avanti la battaglia per far luce sui mandanti dell'assassinio, in un'intervista al Manifesto, ha sottolineato che «la magistratura e l’esecutivo si sono rivelati inadeguati».

Leggi anche >> Chi era Daphne Caruana Galizia e su cosa stava lavorando la giornalista uccisa a Malta

Galizia aveva 53 anni e, come scrisse all'epoca John Henley, corrispondente a Malta per il Guardian, “si era fatta molti nemici in 30 anni di attività da quando aveva iniziato a scavare sugli alti livelli di corruzione nella politica e tra le élite commerciali e criminali maltesi – che spesso, direbbe lei, coincidono o perlomeno sono strettamente connesse”.

La sua carriera era cominciata agli inizi degli anni ‘90 come giornalista per The Malta Independent e The Malta Independent on Sunday. Circa 10 anni fa, poi, nel 2008, aveva aperto il blog Running Commentary, divenuto nel tempo uno dei più letti e popolari dell’isola. Politico, che l’aveva inserita al 26esimo posto nella classifica delle “28 personalità che stanno agitando l'Europa” nel 2017 definendola “‘una donna Wikileaks’ che conduceva una battaglia alla non trasparenza e alla corruzione nel suo paese. Nel 2016 la giornalista, partendo da quanto emerso dall’inchiesta denominata “Panama Papers” che riguardava società offshore con nomi internazionali di azionisti e manager coinvolti, aveva pubblicato la notizia del coinvolgimento nello scandalo di alcuni politici governativi. Per i suoi post, articoli e per gli argomenti trattati, Caruana Galizia subiva quasi quotidianamente minacce di morte e attacchi.

Il lavoro giornalistico di Daphne è stato poi raccolto e proseguito da 45 giornalisti di 18 testate internazionali e coordinato dalla nonprofit francese Forbidden Stories, racconta l'IRPI (Investigative reporting project Italy): "Un’inchiesta comune che si è data il nome di 'Daphne Project' (#daphneproject), Progetto Daphne, e di cui IRPI fa parte in collaborazione, per l’Italia, con Repubblica". Un progetto a cui hanno partecipato diverse testate, tra cui Süddeutsche Zeitung, Reuters, The Times of Malta, Le Monde, The Guardian, The New York Times Die Zeit.

Foto in anteprima via Radio france

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