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Le vittime ucraine sopravvissute alle violenze sessuali dell’esercito russo riceveranno un risarcimento

29 Aprile 2024 3 min lettura

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Le vittime ucraine sopravvissute alle violenze sessuali dell’esercito russo riceveranno un risarcimento

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Il Global Survivors Fund e l’Ucraina verseranno nelle prossima settimane i risarcimenti alle persone sopravvissute agli stupri di guerra compiuti dai soldati russi durante l'invasione su larga scala del paese.

I risarcimenti riguarderanno fino a 500 persone che, una volta selezionate, riceveranno un sostegno economico, medico e psicologico. Il Global Survivors Fund è stato lanciato nel 2019 dai premi Nobel per la Pace Denis Mukwege e Nadia Murad per aiutare i sopravvissuti alle violenze sessuali legate ai conflitti ad avere accesso ai risarcimenti. Quello ucraino sarà il primo caso di risarcimento durante un conflitto attivo.

L’uso dello stupro come arma di guerra è una realtà ormai ben documentata dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022. Nell’ottobre di quell’anno, l’inviata delle Nazioni Unite Pramila Patten, rappresentante del Segretario Generale per la violenza sessuale nei conflitti, lanciava l’allarme a partire dagli oltre cento casi documentati. Tra questi, non solo donne, ma anche uomini e minori. Le testimonianze raccolte parlavano inoltre di soldati russi dotati di Viagra. "Quando si sentono donne testimoniare di soldati russi dotati di Viagra, si tratta chiaramente di una strategia militare”: così commentava Patten in un’intervista del periodo ad AFP

Analoghe conclusioni erano presenti nel secondo rapporto OSCE sulle violazioni del diritto internazionale in Ucraina, in un periodo di osservazione che andava dall’aprile al giugno 2022. Come riferito allora agli ispettori OSCE da Natalia Karbowska, confondatrice di Women's Fund per l'Ucraina, la Russia stava usando “lo stupro e la violenza sessuale come strumento di terrore e controllo della popolazione civile".

Nell’ottobre 2023, invece, la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sull’Ucraina denunciava sistematici attacchi e crimini di guerra contro la popolazione civile. Tra questi, torture, stupri, abusi sessuali e deportazione di minori. 

Il numero totale di ucraini che hanno subito violenza sessuale a opera delle forze armate russe è ignoto. Secondo le stime del Global Survivors Fund sarebbero nell’ordine delle migliaia. 

Lyudmila Huseynova, tra le otto civili ucraine rilasciate nell’ottobre 2022 durante uno scambio di prigioniere, ha raccontato al Guardian la difficoltà di convivere con i ricordi dei tre anni trascorsi in carcere nei territori delle forze separatiste. "Sono libera da più di un anno e ancora non riesco a dormire la notte. Mi sveglio sentendo il modo disgustoso in cui mi hanno toccato". 

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Huseynova ha raccontato anche il forte senso di colpevolizzazione con cui lei e altre sopravvissute hanno dovuto fare i conti, in particolare nelle piccole comunità rurali ucraine. “Quando sono stata rilasciata, non sapevamo nemmeno cosa fosse la violenza sessuale legata ai conflitti". Proprio le difficoltà incontrate una volta libera, anche da parte dei medici e delle strutture di assistenza, l’hanno spinta a collaborare con il Global Survivors Fund.

"La riabilitazione e il risarcimento sono un elemento della riparazione, ma per chi sopravvive è fondamentale anche il riconoscimento", ha dichiarato Esther Dingemans, direttrice del fondo, auspicando che il caso ucraino venga seguito da altri paesi. L’iniziativa di riparazione annunciata in questi giorni è stata inoltre salutata positivamente da Olena Zelenska, first lady ucraina:

I risarcimenti alle vittime di gravi violazioni dei diritti umani, comprese le vittime di violenze sessuali legate ai conflitti, non sono solo un sostegno economico. Rappresentano un passo importante verso il ripristino della giustizia. E questa giustizia è necessaria non solo in Ucraina. La giustizia per le vittime ucraine di violenza è ora uno specchio per il mondo stesso. 

In un editoriale apparso sul Guardian, l’avvocata ucraina Kateryna Busol ha evidenziato come la sistematicità di questi crimini ricordi contesti di guerra come la Bosnia, benché la strada per perseguirli non sia facile. “Finora è stato fatto un lavoro prezioso per documentare questi crimini”, scrive Busol, “ma le denunce e i procedimenti giudiziari sono spesso lenti a causa della vergogna, dello stigma sociale di genere, delle necessità mediche o di sicurezza per chi sopravvive a questi casi”. 

Per Busol è quindi importante affiancare all’azione della Corte Penale Internazionale i procedimenti giudiziari nei singoli paesi, secondo il principio della giurisdizione universale. “I procuratori che si occupano dei casi di Ucraina in tutto il mondo dovrebbero dare priorità ai crimini sessuali”.

Immagine in anteprima: una protesta a San Francisco, negli Stati Uniti, contro le violenze sessuali nei confronti delle persone ucraine da parte dei soldati russi – Suiren2022, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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