Studenti italiani contrari agli ebook. Il sondaggio farlocco


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Ha l'effetto di un boom o di un sasso che cade nel silenzio dello stagno il sondaggio del sito Skuola.net (uno dei più frequentati dagli studenti italiani) che dimostra, a detta dei curatori del sito stesso (l'articolo è a firma di tal Serena R.), che gli studenti italiani sono contrari all'introduzione degli ebook a scuola.

Detta così è una bomba: la generazione perennemente connessa, che vive di tablet, di smatphone, quella per cui noi insegnanti ci danniamo a pensare una nuova didattica, dunque, di ebook i classe e registri elettronici non ne vuole sapere?

L'autrice del post parte infatti chiarendo che i dati raccolti con il sondaggio sono fortemente negativi e confermano un precedente sondaggio del passato: "i ragazzi preferiscono che la scuola e i metodi dell'insegnamento restino quelli del passato [...] pochissimi quelli favorevoli a questa rivoluzione digitale." dice infatti, immaginando poi che una certa renitenza dei ragazzi ad accettare ebook e registri elettronici (che in realtà sono un'altra cosa e non erano oggetto del sondaggio) siano rifiutati perché con questi mezzi sarebbe più difficile imbrogliare e fare assenza ingiustificate.

Siccome io sono curiosa, e soprattutto ero piuttosto incredula dei risultati, dato che da anni ho a che fare con classi in cui uso i supporti digitali e so che i ragazzi di solito sono entusiasti anche solo se si prospetta loro l'arrivo di una LIM (Lavagna interattiva Multimediale) in classe, sono andata quindi a guardare questo benedetto sondaggio.

Che è questo qua:

Ora, la validità scientifica di un sondaggio che viene fatto su base volontaria ai visitatori di un sito è già praticamente nulla a fini statistici e questo è chiaramente indicato a piè di pagina. Ma allora viene spontaneo chiedersi che senso abbia scrivere un post in cui si annuncia una presunta notizia bomba emersa dal sondaggio stesso, dato che tu stesso sai che i dati da cui parti non hanno alcuna validità vera e propria. Il sondaggio, per giunta, appare ancora aperto, quindi nulla vieta che domani bastino pochi voti on line per ribaltarne completamente il risultato.

Ma guardiamo le domande. Chiunque si intenda un pochino di statistica e di sondaggi sa che come vengono poste e l'ordine in cui vengono messe determina fortemente le risposte del pubblico.

Qua la prima domanda è "Sono contento, studiare sui testi cartacei è decisamente meglio". Ora, contando che le scuole che in Italia usano già ebook in classe con i tablet si contano in pratica quasi sulle dita di una mano, verrebbe da chiedere che competenza possano avere i ragazzi che hanno risposto al quesito per determinare che "studiare sui cartacei è meglio", o se la risposta non sia determinata semplicemente dal fatto che non sanno assolutamente cosa voglia dire di preciso studiare su un ebook, dato che hanno usato fino ad ora solo i libri tradizionali.

Va inoltre specificato che le domande del sondaggio sembrano un po' fuorvianti e non precisamente neutre: "Mi dispiace" e "Sono contento" sono termini che giocano sull'emozione più che su una valutazione da parte dell'interpellato. Ma quello che lascia ancora più perplessi è che mentre per il "sono contento perché studiare sui libri cartacei è meglio" è una affermazione vaga ma molto ampia, in cui è facile che molti di più si riconoscano perché non viene indicata una motivazione precisa e specifica per cui si preferisce il cartaceo (tranne il valore emozionale che il cartaceo ha nell'immaginario di ragazzi i quali, anche se odiano magari i libri, sono legati ad essi per abitudine inveterata perché li hanno sempre visti fatti in quel certo modo, e cioè di carta), l'affermazione che invece viene data per giustificare la scelta dell'ebook è molto ristretta "studiare sugli ebook sarebbe stato molto meno noioso". Non c'è quindi nessun valore positivo o aggiunto all'immagine dell'ebook (tipo: approfondirei di più, darebbe più possibilità, sarebbe meglio o anche un banalissimo "sarebbe più figo"): no, sarebbe semplicemente "meno noioso".

A questo punto il problema della validità, anche solo indicativa, di un sondaggio così strutturato e proposto è zero: non solo per il campione statistico bislacco ma anche per il metodo con cui sono state scritte le domande, che non sono neutre e rivelano una - conscia o inconscia, vai a sapere - tendenza da parte di chi le pone a guidare il campione a dare una risposta negativa all'introduzione dell'ebook.

Quindi, ecco, da insegnante coinvolta nella digitalizzazione della scuola starei attenta a fare sondaggi di questo tipo, ma soprattutto a scrivere post o articoli che da questi tentino di trarre conclusioni. In una fase così delicata per la scelta di nuovi metodi didattici a scuola, giochetti come questi qua, contrabbandati come "sondaggi" e poi magari dati in pasto ai media che li riprendono presentandoli come dati statistici a favore o contro una tesi non sono granché utili e rischiano invece di fare danni.

La scuola è una cosa seria e la scelta di nuovi metodi didattici anche di più. Il sondaggio da spiaggia da cui trarre articoli di commento pseudosociologici riserviamolo per scoprire se è più figa Belen o la Fico, grazie.

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