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Messico: uccisa Isabel Cabanillas, l’attivista che lottava per i diritti delle donne. Aveva solo 26 anni

24 Gennaio 2020 3 min lettura

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Messico: uccisa Isabel Cabanillas, l’attivista che lottava per i diritti delle donne. Aveva solo 26 anni

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Aveva 26 anni Isabel Cabanillas de la Torre, pittrice, stilista, attivista per i diritti delle donne. È stata uccisa venerdì scorso, 17 gennaio, a Ciudad Júarez, nello Stato di Chihuahua, in Messico. Non si era più vista dopo che era uscita da un bar per rientrare a casa, in centro a Ciudad Júarez, in bicicletta. I suoi amici e la famiglia ne avevano denunciato la scomparsa. Era madre di un bimbo di quattro anni.

Sabato mattina le autorità dello Stato hanno annunciato la scoperta del corpo di una donna nel centro della città con ferite di arma da fuoco al petto, accanto a una bicicletta. Da uno scambio di messaggi e dai post pubblicati sui social è arrivata quasi subito la conferma che si trattava di Isabel Cabanillas, come poi confermato dal riconoscimento della famiglia.

La notizia dell'omicidio ha scatenato grandi proteste a Juárez e una manifestazione è stata organizzata domenica scorsa a piazza Benito Juárez dalla famiglia, dagli amici e dagli attivisti di varie associazioni per rendere omaggio alla giovane donna e per chiedere che sia fatta giustizia.

Il volantino della manifestazione per chiedere giustizia per Isabel Cabanillas via Especial

"Isabel vive, la lotta continua!" e "Se toccano una, rispondiamo tutte!" sono alcuni degli slogan gridati nel corso della marcia dal collettivo Hijas de Nuestra Maquilera Madre impegnato nella difesa dei diritti delle donne e in cui Cabanillas era coinvolta attivamente.

La massiccia presenza della polizia all'iniziativa ha spinto i dimostranti a denunciare l'assenza delle forze dell'ordine in città al momento dell'omicidio di Cabanillas.

Durante la protesta, i manifestanti hanno dipinto murales con l'immagine della donna e hanno lanciato un appello a tutte le donne affinché si organizzino nei rispettivi quartieri, nelle scuole, al lavoro, con le proprie famiglie. «Creiamo una rete di solidarietà per prenderci cura di noi stesse», hanno proposto.

Una croce rosa è stata posta ai piedi di un albero, nel punto in cui è stato ritrovato il corpo, affinché la donna non sia dimenticata e il suo omicidio non rimanga impunito.

Nel 2019 Ciudad Juárez (considerato “l'epicentro”) si pone in testa all'elenco dei 100 comuni dove è avvenuto il maggior numero di femminicidi in tutto il Paese. Ad affermarlo il Secretariado Ejecutivo del Sistema Nacional de Seguridad Pública (Segretariato esecutivo del sistema di pubblica sicurezza nazionale) nella sua relazione sulla violenza sulle donne. Secondo i dati ufficiali, da gennaio ad agosto 2019 sono stati registrati 16 crimini di questo genere a Juárez, ma secondo il collettivo Red Mesa de Mujeres di Ciudad Juárez le donne uccise nello stesso periodo sono 109 (180 in tutto il 2019 - di cui solo il 7,7% è stato classificato come femminicidio - con un incremento del 71,4% rispetto al 2018).

Da gennaio 2018 a novembre 2019, in tutto lo Stato di Chihuahua sono stati registrati 45 femminicidi, secondo quanto dichiarato a gennaio 2020 da Javier Corral, governatore dello Stato, che ha inoltre affermato - secondo quanto riportato da Diario de Yucatán, che attualmente il problema principale a Juárez è la violenza domestica, "terreno fertile" per reati più gravi come omicidi e femminicidi.

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Per domani, sabato 25 gennaio, è prevista alle 15.00 (ora locale) una manifestazione in contemporanea a Ciudad Juárez e a El Paso, in Texas, per chiedere giustizia per l'assassinio di Isabel Cabanillas e di tutte le donne uccise in Messico.

foto anteprima via Diario de Yucatán

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