Il Twitter che odia diventa un premio e vince l’Internet #tcoa14


[Tempo di lettura stimato: 7 minuti]

di Anonimo Coniglio

Avete mai provato a bere del chinotto in una tazzina di caffè? Ieri l'ho fatto, ed è stata una delle esperienze più strane tentate nell'ultimo periodo, il che vi fa capire quanto io non abbia una vita spericolata e abiti da solo in cantina, ma è proprio di questo di cui voglio parlarvi (non del caffè e del chinotto, che comunque dovreste provare perché scoprireste che la vostra mente è così abituata al sapore associato a quella tazzina che il chinotto vi produrrà l'effetto di un Gotto Esplosivo Pangalattico); voglio parlarvi del perché non ho una vita e vivo in cantina: ossia dei Twitter Che Odia Awards

Qui una nota twitstar festeggia dopo essere stato nominato ai TCOA14. Come non dargli retta.

Due sono i sentimenti che smuovono l'animo umano: il primo si trova nel cuore, il secondo nel fegato. Sabato la bile ha dimostrato di essere lo sponsor migliore che ci sia: bolle silenziosa nella cistifellea, non richiede enormi sforzi per essere prodotta e può scoppiare quando meno te l'aspetti. Inoltre è gratis.

Ma cosa sono i TCOA14? ci domanda Red Ronnie

Probabilmente l'Italia detiene il primato di avere tre diverse premiazioni sulla Rete. Prima ci sono i MIA, Macchianera Italian Awards, dove vengono premiati i blog, i selfie (sì, i selfie), gli hashtag e — paradossalmente — anche le trasmissioni tv. All'interno dei MIA sono nati i Twitter Pride, dove gli utenti premiano altri utenti di Twitter. E infine a distanza di un mese ci sono i TA, Twitter Awards, dove vengono premiati pressappoco gli stessi utenti di prima.

Insomma, nonostante Twitter sia un social media poco frequentato rispetto a Facebook, la sua dimensione del tutto pubblica lo rende il miglior palcoscenico per twitstar o persone che vogliono coltivarsi una "web reputation". Tale fenomeno crea un senso di lobby o circoletto che viene irrimediabilmente fuori ogni volta che queste premiazioni prendono piede. Pensate, in Italia c'è un influencer a cui hanno regalato una macchina soltanto perché aveva tanti followers.

Nato per scherzo meno di un mese fa, questo account collettivo di disadattati che non si conoscevano fra di loro cerca di mettere in scena una parodia sugli svariati premi della rete italiana rappresentando "tutto il contrario di ciò per cui avete leccato il culo" (come recita la propria bio); stessa scusa ufficiale che i poveracci diranno davanti al giudice quando verranno querelati.

Quindi in sostanza, se Twitter è una tazzina di caffè, i TCOA14 sono la bevanda al chinotto, ciò che di solito non troverete in quel contenitore.

L'iniziativa è stata organizzata a costo zero in un paio di ore una sera. I premi sono venti, e potete trovarli tutti elencati sul sito improvvisato del Twitter che Odia. Si va dal "Miglior Marchettaro" online al premio "Chiedetemi di Rimanere", passando per il "Non Fai Ridere Award" e l'immancabile "Querela Award", per gli utenti a cui piace minacciare querela o reagire in modo gasparriano.

 

 

Come funziona

L'idea è semplice: due tornate elettorali, non una bensì due, alla faccia di Renzi. La prima per scegliere gli account da candidare, la seconda per scegliere i vincitori. Nel primo girone gli utenti potevano esprimere una "motivazione", ed è qui dove l'odio è sgorgato fuori come un fiume:

 

Ma le cose vanno fuori controllo quando gli utenti iniziano a inviare di spontanea volontà i messaggi privati ricevuti dalle twitstar. Quest'ultime chiedono di essere votate ai Twitter Awards (per proteggere la privacy sono stati usati dei gattini):

 

Il premio? Ai MIA davano una statuetta, ai Twitter Pride un attestato e ai TA14 una fornitura di Mortadella. Il TCOA14 non dà niente. L'odio è disinteressato.

Ma durante la premiazione, benché non ci siano premi, alcuni utenti ci restano male. È il caso di David di Tivoli, plurinominato che dopo essere arrivato secondo in svariati premi consecutivi è fotografato dall'utente fjd:

È probabile che alcuni dei lettori non sappiano chi sia David, a dispetto della sua fama all'interno del social. È normale. Durate le votazioni e la premiazione alcuni si sentono fuori della festa:

L'iniziativa forse ha rotto le cerchie e i filtri che ogni utente tende a generare nonostante l'apertura del mezzo. Un dettaglio che ci fa capire quanto alcuni utenti, malgrado le loro migliaia di followers, possano essere sopravalutati.

Tuttavia, proprio quando tutto sembrava perduto David vince il premio "Battuta di Merda" superando Lia Celi e Guia Soncini (per quella battuta triste al figlio di Enzo Baldoni). È stata dura per David ma ci è riuscito, complimenti:

 

 

Ma analizziamo l'hashtagone!

Il sottoscritto, autonominatosi esperto in materia di social media cose, può dirvi con certezza che il giorno delle premiazioni, monitorando l'hashtag #TCOA14, non ci ha capito niente.

Ma gli stessi influencer che lavorano nell'ambiente non sono riusciti a far rientrare nei TT la propria festa, che - a detta loro - rappresenta "la manifestazione di amanti di Twitter più importante in Italia", quindi tanto vale improvvisarsi esperti e analizzare l'hashtag successone!

Diciamo sin da subito che, sebbene il Twitter Che Odia non sia un anti-TA, la premiazione è avvenuta lo stesso giorno (così, per il LOL). Quindi per avere un punto di riferimento vedrete un grafico comparato tra i due hashtag:

Dunque come potete vedere, soltanto sabato TCOA sorpassa TA in numero. Tuttavia quantitativamente vince #TA14, ma allora perché a essere entrato nei TT è stato #TCOA14?

Perché l'algoritmo di Twitter dà più importanza al numero diverso di persone che twittano con lo stesso termine e non al volume che questo può raggiungere con la loro audience. In parole povere, non basta che 20 twitstar usino un hashtag, generando milioni di impressions in base al loro numero di followers, è più importante che 100 persone, anche con pochi followers, usino lo stesso hashtag.

Il fatto la dice lunga su quanto alcune neo-iniziative come #InMontefalco, create per rilanciare il turismo sul territorio invitando gruppi di twitstar perché twittino con l'hashtag del posto, siano forse un po' sopravvalutate. Stessa cosa vale per svariate iniziative nominate nella categoria "Peggior Tuitraduno".

Questa è la spiegazione razionale, alcuni invece sostengono che l'odio attiri più della mortadella in piazza a Bologna.

A proposito di tendenze, sabato un vincitore dei TA14 ha urlato "hashtag la victoria siempre", e nel mondo è morto un influencer. Il Twitter che Odia lo sa perché era presente e ha lasciato i suoi saluti:

Reazioni

Indovinate qual è la twitstar nominata e qual è l'utente normale:

Le reazioni sono ancora in corso. Ma per molti l'odio è sempre vigile.

Alcuni l'hanno presa sportivamente e qualcuno ha ringraziato con un selfie sfoderando un sorriso pieno di gioia:

Altri hanno deciso di defolloware a vista. Qui un utente chiede il motivo del defollow a una candidata e la risposta è chiara e concisa:

E infine i più sobri hanno risposto in modo deciso e secco. La risposta più interessante, benché generalista, è quella di Claudio Gagliardini, organizzatore dei Twitter Awards:

Perdonatemi se ve lo faccio notare, ma questo atteggiamento denota chiaramente una cosa: siete dei frustrati, degli sfigati colossali, dei perdenti. E ve ne rendete conto perfettamente. Continuate a simulare di ritenervi superiori, a millantare con voi stessi improbabili trionfi, ma ogni volta che vi guardate allo specchio vi sentite dei falliti, perché siete sfacciatamente sicuri che dovreste essere arrivati molto più in là, nella vita, di dove invece siete.

Non riuscite ad arrampicarvi e a scalare la montagna che vi siete deliberatamente imposti di conquistare, e allora tirate sassi a quelli che percepite essere arrivati più in alto, per farli cadere giù e per stargli davanti per sottrazione, dove non riuscite per addizione. Siete dei perdenti, lo ribadisco. E la cosa più triste è che perdete soprattutto perché non siete capaci di calcolare il punteggio, e questo vi porta a credere che ad essere in vantaggio siano "giocatori" che invece magari stanno perdendo, e che spesso non stanno nemmeno giocando contro di voi.

Il suo post ha generato un interessante e acceso dibattito che continua da ieri, dove se non su Twitter:

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