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Amsterdam, ferito in un agguato il giornalista investigativo Peter R. de Vries. “Un crimine contro il giornalismo e un attacco alla democrazia e allo Stato di diritto”

9 Luglio 2021 6 min lettura

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Amsterdam, ferito in un agguato il giornalista investigativo Peter R. de Vries. “Un crimine contro il giornalismo e un attacco alla democrazia e allo Stato di diritto”

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Morto il giornalista investigativo Peter R. de Vries

Aggiornamento 15 luglio 2021: Il giornalista investigativo Peter R. de Vries è morto. Nove giorni fa era stato ferito gravemente a colpi di arma da fuoco in un agguato in strada ad Amsterdam.

 

Nel tardo pomeriggio di martedì 6 luglio il giornalista investigativo e di cronaca nera Peter R. de Vries è stato ferito gravemente da diversi colpi di arma da fuoco in una strada del centro di Amsterdam. Poco prima di essere colpito, De Vries (64 anni) era stato ospite in un programma televisivo. Secondo diversi testimoni oculari il giornalista sarebbe stato colpito fino a cinque volte, anche con un colpo alla testa.

Il giorno successivo, la polizia ha comunicato di aver arrestato tre uomini. Un cittadino polacco di 35 anni che vive nei Paesi Bassi e un cittadino olandese di 21 anni  (già noti alle forze dell'ordine) compariranno oggi davanti al giudice. Le forze dell'ordine hanno affermato anche di aver effettuato perquisizioni domiciliari a Tiel, Maurik e Rotterdam, dove sono stati sequestrati vari elementi utili all'indagine, tra cui dati informatici e munizioni. Il terzo uomo, un olandese di 18 anni, è stato invece rilasciato successivamente perché risultato non coinvolto nel caso. Non sono state ancora fornite informazioni ufficiali sul movente.

Durante una conferenza stampa televisiva, la sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, ha detto che de Vries «è stato gravemente ferito e sta combattendo per la sua vita»: «È un eroe nazionale per tutti noi. Un giornalista raro e coraggioso che ha cercato instancabilmente giustizia». A partire dagli anni '80, il giornalista ha indagato su omicidi e su altri casi criminali di interesse nazionale. Dal 1995 al 2012 ha realizzato il programmo televisivo "Peter R. de Vries, Crime Reporter" in cui si è focalizzato sui casi irrisolti e su quelli con al centro bambini uccisi. Per questo programma durato 17 anni, de Vries nel 2003 è stato nominato "Broadcaster of the Year" e nel 2009 "Male TV Personality of the Year". Ha scritto anche diversi libri basati sulle sue inchieste giornalistiche. Ad esempio, il giornalista dopo aver seguito il rapimento del magnate della birra Freddy Heineken avvenuto nel 1983, ha scritto un libro sul caso che è stato adattato per lo schermo, diventando nel 2015 un film intitolato "Il rapimento di Freddy Heineken" con l'attore Anthony Hopkins. Nel 2008 il giornalista olandese ha vinto anche un Emmy Award internazionale per il suo lavoro di indagine sulla scomparsa dell'adolescente Natalee Holloway avvenuta ad Aruba nel 2005.

De Vries è stato inoltre spesso coinvolto personalmente in diversi casi criminali, sia come testimone in tribunale che come consulente, riporta la BBC: "È apparso in tribunale per testimoniare nel processo a Willem Holleeder, un famigerato gangster olandese condannato per aver ordinato cinque omicidi nel 2019. Più di recente, Vries ha fornito consulenza a un ex membro di una banda, Nabil B, che testimoniava nel processo contro Ridouan Taghi, descritto come il criminale più ricercato dei Paesi Bassi. Taghi e i suoi soci sono attualmente sotto processo nei Paesi Bassi per omicidio e traffico di droga. Il caso ha messo in allarme i Paesi Bassi dopo che il precedente avvocato di Nabil B, Derk Wiersum, è stato assassinato davanti alla sua abitazione di Amsterdam nel settembre 2019. Lo stesso anno il giornalista aveva twittato di essere stato informato dalla polizia che era finito in una lista di persone da eliminare.

Tom Gibson, rappresentante dell'​Unione Europea per il Comitato per la protezione dei giornalisti, ha dichiarato che «le autorità olandesi dovrebbero indagare in modo rapido e approfondito» su quanto successo al giornalista Peter R. de Vries e determinare se è stato preso di mira per il suo lavoro e garantire giustizia: «I giornalisti nell'UE devono poter indagare su crimini e corruzione senza temere per la loro sicurezza». Le massime autorità locali ed europee hanno condannato l'accaduto ed espresso preoccupazione. Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha definito l'episodio "scioccante e inconcepibile. È stato un attacco a un giornalista coraggioso e anche un attacco alla stampa libera che è così fondamentale per la nostra democrazia".

Il presidente del Parlamento Europeo Davide Sassoli ha scritto su Twitter: "Sgomento per la notizia dell'attacco al giornalista olandese Peter R. de Vries. I miei pensieri e quelli del Parlamento europeo vanno a lui e ai suoi cari. I media sono la spina dorsale della democrazia. Gli attacchi contro i giornalisti sono attacchi contro tutti noi".

Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha dichiarato: "Questo è un crimine contro il giornalismo e un attacco ai nostri valori di democrazia e Stato di diritto. Continueremo senza sosta a difendere la libertà di stampa".

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si è definita "scioccata e allarmata".

Il figlio del giornalista olandese, Royce de Vries, ha scritto su Twitter: "Il nostro peggior incubo è diventato realtà. Come famiglia circondiamo Peter con amore e speranza durante questa fase difficile. La situazione è ancora molto incerta, ma ciò che è certo è che tutte le dichiarazioni di sostegno provenienti da tutto il paese ci danno ora un sostegno enorme".

Secondo l'annuale rapporto pubblicato dal Consiglio Europeo lo scorso 28 aprile intitolato "Wanted! Real action for media freedom in Europe" nel 2020 nella piattaforma per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, istituita nel 2015, è stato registrato rispetto all'anno precedente un aumento del 40% di segnalazioni (201 alert nel 2020 contro poco meno di 150 nel 2019) di attacchi fisici, molestie o intimidazioni nei confronti degli operatori dell'informazione. Dal 2017 a oggi in Europa sono stati inoltre assassinati tre giornalisti: quattro anni fa Dafne Caruana Galizia è stata uccisa a Malta, il 22 febbraio 2018 in Slovacchia è stato ucciso Jan Kuciak, insieme alla sua fidanzata Martina Kušnírová e lo scorso aprile il giornalista greco Giorgos Karaivaz è stato assassinato davanti alla propria abitazione ad Atene.

Foto in anteprima via RTL Talkshow

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