Firmare tutti gli appelli degli intellettuali e vivere felici


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Conosco un amico che non la smette più di firmare appelli degli intellettuali - come il recente Facciamolo!. Li firma ogni giorno a tutte le ore, tant'è che la moglie per sedarlo ogni notte gli prepara una tisana alla passiflora. «Così almeno riposa, e lo contengo entro le 15-16 adesioni giornaliere», mi fa lei (sono andato a trovarli per vedere come sta). «Ma è incontrollabile, una ruota libera, non lo fermi». Ora si sfoga - mi dice - ché per un annetto e passa, sotto Monti, da firmare ha trovato soltanto qualche petizione a sfondo ecologista. Ma non bastava: «Ora con Grillo e Berlusconi è tutto più facile,  ma prima trovava un equilibrio solo inventandole».

Questo mio amico inventava appelli, vi aderiva e invitava altri a farlo: c'era la lotta ai grassi e al colesterolo, la petizione contro il sorseggiare direttamente dalle lattine, la vigorosa battaglia contro gli sprechi - di tutti i tipi: alimentari, di parole, d'affetto tipo coi pesci rossi, si chiamava "Adesso basta: no agli sprechi". Non è Carlin Petrini, non è un prete progressista, non c'è da indovinare chi è: è un mio amico, non lo conoscete. Ora sta meglio.

(CIAO A TUTTI è una specie di nuova rubrica giornaliera e tendenzialmente satirica - nel senso: io Petrini non l'ho mai visto davvero).

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