Facebook censura una vignetta satirica sul Sindacato di Polizia


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L'assoluzione per insufficienza di prove in Appello al processo Cucchi ha avuto grande eco la scorsa settimana. È uno di quei casi, ormai tristemente da "Manuale per l'impunità", in cui un fermato o un detenuto muore, e circostanze, colpe e responsabilità s'impantanano nell'iter processuale. Allo stato attuale, oggi dire di fronte alla Legge "Stefano Cucchi è stato ucciso" suona bizzarro. Un errore di sistema. E l'evidenza delle foto di Stefano, così come le ricostruzioni della sequela di manchevolezze e atrocità - ben spiegate da Bianconi sul Corriere - nulla valgono in tribunale.

In questo scarto disumano trovano terreno le dichiarazioni negazioniste di Gianni Tonelli, segretario del sindacato di polizia Sap, che ha scaricato la responsabilità sulla "vita dissoluta" e le sue "conseguenze", come se l'essere dissoluti assolvesse i pubblici funzionari dall'articolo 13 della Costituzione, che tutela la libertà personale. Intervistato dal Garantista, Tonelli ha inoltre negato i pestaggi, rincarando, se possibile, la dose: "Lo hanno detto tutti i periti".

Il disegnatore satirico Marco Tonus (che collabora anche con Valigia Blu), ha preso spunto dalle dichiarazioni di Tonelli per pubblicare sul suo profilo Facebook un'immagine satirica, in concomitanza con la Giornata dell'unità nazionale e delle forze armate.


Il giorno dopo - 5 novembre, caro a tutti i fan di V per Vendetta - intorno alle 11 Tonus ha scoperto che il suo account Facebook era stato bloccato temporaneamente per 24 ore, con rimozione dell'immagine.


Siccome un utente bloccato temporaneamente può comunque usare la chat di Facebook, tra i contatti di Tonus si è sparsa notizia dell'accaduto. Ad alcuni che, per protestare, hanno ricaricato l'immagine sui propri profili, è arrivata la notifica di "materiale insensibile".


Il problema della rimozione, è che, pur consultando gli Standard della comunità Facebook, è impossibile sapere perché l'immagine è stata rimossa. Il rimando è generico, e lascia dunque all'interpretazione del singolo la scoperta del motivo, senza dare risposta certo. Può essere che molti utenti abbiano segnalato il contenuto, ritenendolo offensivo. Oppure la causa va ricercata nell'utilizzo non autorizzato del logo "Sap" (Proprietà intellettuale), seppure con l'intento di rielaborazione satirica*. Oppure può essere una qualunque altra ragione, chi può saperlo? Nel momento in cui viene eseguito, l'inappellabilità del provveddimento va di pari passo con la non conoscibilità delle ragioni che lo hanno motivato.

In questo quadro, l'esercizio del diritto di satira rischia di essere minato a priori, perché se la satira è l'arte dell'effrazione per eccellenza, avendo come bersaglio il potere, su Facebook non può avere percezione dei limiti da sfidare, anche quando scatta la punizione. Se Tonus, per dire, volesse conformarsi per evitare nuovi blocchi, cosa dovrebbe rimuovere dell'immagine? La bandiera italiana? I riferimenti a Cucchi? O il logo del Sap? Dovrebbe procedere per tentativi? L'unica soluzione certa sarebbe non pubblicare immagini satiriche.

In ogni caso, una volta terminato il blocco Marco Tonus ha fornito su Facebook la propria versione dei fatti.

Ps
Merita d'essere menzionata, a margine, la breve conversazione avvenuta tra me e Tonus via chat Facebook prima della pubblicazione dell'immagine.
"Dammi parere onesto e sincero."
"Vuoi sapere se è buona o se ti querelano?"
"Tutte e due."
"È ottima e forse ti querelano."

*in realtà questa ipotesi è da scartare perché altrimenti Tonus avrebbe ricevuto una segnalazione specifica in merito.

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