Coronavirus: cosa c’è da sapere oggi

 

4 Aprile 2020 20:00
Ilaria Capua: “Coronavirus non andrà via in estate, ma ne usciremo”

Ci sono “zero possibilità” che il Coronavirus scompaia con l’estate, “questo è un fenomeno di portata epocale. Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, ma non è un tunnel senza fine. Ne usciremo” anche se “saremo tutti diversi”. Queste le parole nel corso di una diretta Instagram di Ilaria Capua, virologa all’One Health Center of Excellence all’Università della Florida: "La Sars è scomparsa con l’estate ma non per il caldo, (...) è stata fermata da un contenimento, non dal caldo”. Poi a Caterpillar su Radio Rai 2, la virologa ha spiegato di non poter “escludere il propagarsi del coronavirus dai condizionatori. La Sars 1, nel 2002, si è propagata dai sistemi di aerazione e riscaldamento di un hotel. Non possiamo escludere origine e durata perché conosciamo questo virus solo da quattro mesi. Sappiamo però che i virus sono abbastanza delicati, non sopravvivono a temperature estreme. Il caldo potrebbe seccare lo starnuto e diciamo che quello che cade in terra non potrebbe infettare. Sulla trasmissione area direi, per semplificare, che da qui alla cucina anche no”. [Leggi l'articolo su Huffington Post]

4 Aprile 2020 13:00
Un nuovo studio dell’Università del Minnesota fa luce sui meccanismi di infezione del nuovo coronavirus

Gli scienziati dell'Università del Minnesota hanno rivelato di aver esaminato in dettaglio la struttura del nuovo coronavirus, in particolare le spike sulla sua superficie che lo aiutano ad attaccarsi alle cellule umane. I risultati mostrano che l'interazione tra queste spike e i loro corrispondenti recettori sulle cellule umane è circa quattro volte più forte di quanto accadeva con SARS. Gli esperti affermano ci risultati di questa ricerca hanno aperto la strada all'individuazione di nuovi trattamenti per contrastare COVID-19. [Leggi l'articolo sul Guardian]

4 Aprile 2020 12:00
Coronavirus, vaccino-cerotto: approccio simile a quello usato per il vaccino sulla MERS

"Come siete arrivati a questo risultato? «Lavoriamo da un po' di anni su questo tipo di vaccini e grazie alle tecnologie che abbiamo a disposizione siamo riusciti a metterla a punto in breve tempo. Questo tipo di malattia pandemica aveva bisogno di essere sperimentata velocemente e prodotta in grandi dosi. Con il team abbiamo isolato il virus utilizzando un pezzo di proteina del Covid 19 che si chiama Spike. Attraverso questo meccanismo se blocchi la chiave d'accesso, il virus non può più entrare nella cellula, e così le persone vaccinate possono sviluppare gli anticorpi». «Diventerebbe quindi come un banale vaccino anti influenzale - spiega Gambotto - noi istruiamo il sistema immunitario per creare degli anticorpi contro questa chiave che ti permettono di essere protetto e di avere un decorso dall'infezione più blando»". L'intervista ad Andrea Gambotto, associato al Dipartimento di Surgery dell'Università di Pittsburgh, uno dei membri del team di ricerca dell'Università americana che ha realizzato il cosiddetto vaccino-cerotto contro il Coronavirus. [Leggi l'intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno]

4 Aprile 2020 10:00
“Il virus circola nell’aria”: da dove nasce la notizia, cosa dicono gli studi e la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Il nuovo coronavirus circola libero nell’aria e rischiamo di essere contagiati anche solo camminando mentre andiamo a fare la spesa? In tal caso, come possiamo evitarlo? Cosa fare se lungo i nostri tragitti a piedi incrociamo sul marciapiede un’altra persona? Quali precauzioni adottare? Dobbiamo indossare tutti le mascherine? Non si era detto che il virus si diffonde per contatto stretto? Sono queste le domande che molti si stanno ponendo dopo che in questi giorni testate giornalistiche di tutto il mondo hanno ripreso alcune ricerche pubblicate nell’ultimo mese che ipotizzano la possibilità che il virus possa circolare nell’aria e trasmettersi non necessariamente attraverso contatti stretti con persone che hanno contratto COVID-19. La questione centrale è: il virus viaggia nell’aria? Ci si può contagiare attraverso l’aria che respiriamo? E cosa significa circolare nell’aria? Le ricerche pubblicate finora suggeriscono che il virus resta nell’aria circostante i pazienti ricoverati negli ospedali, sembra posarsi sugli impianti di aerazione, nei bagni, sui pavimenti sotto i letti dei degenti, ma non ci sono evidenze che dimostrano che queste particelle siano contagiose. La questione non è se il virus è nell’aria, come detto, ma quanto devono essere concentrate le particelle virali sotto forma di aerosol per infettare altre persone presenti nella stessa stanza? Quante particelle ci vogliono per generare un contagio? Quali distanze può coprire il virus mantenendosi stabile e infettivo? [Leggi l'articolo su Valigia Blu]

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