Il cappio e la svastica. Come Trump e il mondo MAGA stanno legittimando simboli razzisti e nazisti
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Il cappio e la svastica. Sono due dei simboli dell’odio razzista e dell’autoritarismo che credevamo seppelliti dalla forza dei nostri statuti democratici e dello Stato di diritto che stanno trovando uno spazio di normalizzazione nell’opinione pubblica. Due immagini alle quali avevamo detto “mai più” e che invece sono riabilitate proprio da figure che si trovano a guidare le nostre democrazie e che le stanno facendo a pezzi giorno dopo giorno. E in quest’opera di smantellamento in prima linea c’è l’amministrazione Trump negli Stati Uniti.
Di recente, la Guardia Costiera statunitense ha annunciato un cambiamento delle sue policy rispetto all’utilizzo del cappio e della svastica. Un tempo classificati come simboli di “oppressione o odio”, ora sono definiti solo come “potenzialmente divisivi” e la loro esposizione pubblica o utilizzo nei discorsi come “un potenziale incidente d’odio”
Il ricorso all’aggettivo “potenziale” svolge un’opera di normalizzazione e, in una sorta di capovolgimento di valori, secondo una campagna infida condotta in nome delle crociate anti-woke da tutte quelle figure che gravitano intorno al mondo MAGA, chi condanna i cappi e le svastiche è accusato di discriminazione.
Solo l’indignazione dell'opinione pubblica e dei governatori democratici ha costretto la Guardia Costiera a fare marcia indietro. La politica rivista ora afferma che “i simboli e le bandiere divisivi o di odio sono proibiti” e specifica che tra questi sono inclusi “un cappio, una svastica e qualsiasi simbolo o bandiera cooptato o adottato da gruppi basati sull'odio”.
Non dovremmo sorprenderci che un ente governativo statunitense abbia tentato di rendere piĂą accettabili i cappi e le svastiche. Si tratta di una precisa strategia perseguita dal mondo MAGA – che fa capo al presidente statunitense Donald Trump – di dare spazio e legittimitĂ a tutte le forme di razzismo, osserva in un post su Substack Ruth Ben-Ghiat: dai razzisti del Sud, nostalgici per il Sud delle leggi razziali di Jim Crow (che imposero la separazione in scuole, trasporti, ristoranti e servizi pubblici, secondo il principio di "separati ma uguali", negando di fatto i diritti civili e sociali degli afroamericani), alle persone ostili nei confronti di chiunque che non sia bianco e cristiano; dai neonazisti agli estremisti di destra legati alla Russia, all'Ungheria e ad altre autocrazie odierne.Â
“Il MAGA ha riunito gli odi globali e quelli interni e ha dato loro una casa politica”, spiega Ben-Ghiat. “Ogni espressione di razzismo ha una sua storia in America, ma nel 2025 si sono uniti per promuovere l'obiettivo di creare uno Stato etnico americano sostenuto dalle ideologie della supremazia bianca e del nazionalismo cristiano, uno Stato in cui la soppressione razziale degli elettori, la detenzione e la deportazione di massa e i programmi di ingegneria demografica in stile fascista rimodellano il governo e la società americani”.
I funzionari governativi che tentano di declassificare il cappio e la svastica partecipano a questo cambiamento, allo stesso modo di tutti quegli influencer e ideologi del mondo MAGA che ci dicono che la violenza razzista contro molteplici bersagli potrebbe essere necessaria per salvare la nazione e la “civiltà ” cristiana bianca. Anche gli scambi nelle chat su Telegram tra i giovani funzionari del Partito repubblicano – rese pubbliche da Politico – contro i neri e filo-nazisti rientrano in questa cornice. E a dettare la linea c’è un leader, Donald Trump, che ha fatto della violenza il suo marchio di fabbrica, incitando una folla violenta a rovesciare il governo, come visto a Capitol Hill nel 2021. In quello stesso universo è cresciuto l’attivista di estrema destra, Charlie Kirk, ucciso in modo violento lo scorso settembre. Kirk era uno dei tanti megafoni della propaganda trumpiana che in questi anni ha incendiato l’opinione pubblica statunitense instillando messaggi d’odio e divisione, proponendo liste di proscrizione, incitando alla violenza, svilendo e indebolendo le regole di cui si nutrono le democrazie e lo Stato di diritto.
Il cappio rievoca i linciaggi dei neri tra la Guerra civile americana e la Seconda guerra mondiale. La sua normalizzazione è in piena sintonia con la crociata anti-immigrati, avviata dall’amministrazione Trump con le brutali e intense retate di persone da parte degli agenti dell’ICE, e con la cancellazione dei programmi inclusione e diversità (DEI) nelle scuole e negli enti di ricerca.
Alla riabilitazione della svastica stanno partecipando importanti rappresentanti dell’universo MAGA. Elon Musk e Steve Bannon hanno fatto il saluto nazista durante alcuni eventi, di fatto dandogli un’approvazione ufficiale. Il funzionario della polizia di frontiera Greg Bovino, indossando un abbigliamento simile a quello della Gestapo, ha teatralmente richiamato il gesto del braccio teso all’uscita del tribunale dove era stato richiamato da un giudice federale per aver usato gas lacrimogeni e gli è stato ordinato di indossare una body cam e fare rapporto ogni sera della settimana. D’altronde, lo stesso Trump nel 2024 ha pubblicato un video elettorale in cui affermava che “la creazione di un Reich unificato” sarebbe stato uno dei suoi risultati se fosse tornato in carica. Dunque, gli sforzi della sua amministrazione per normalizzare alcuni aspetti del nazismo sono in linea con la sua agenda elettorale.
I media, conclude Ben-Ghiet, hanno un ruolo importante per contrastare la normalizzazione di linguaggi, simboli e discorsi razzisti: “Dobbiamo rimanere attenti al modo in cui ogni saluto nazista, ogni richiamo alla storia del linciaggio e ogni atto di violenza razzista compiuto pubblicamente dagli agenti dell'ICE contribuiscono all'accettazione e alla normalizzazione delle tattiche autoritarie. Bannon ha ottenuto visibilità da 60 Minutes e The Economist dopo il suo saluto nazista, come se quel gesto non avesse importanza. Resistiamo a questo tipo di normalizzazione rispondendo a ogni evocazione del cappio e della svastica con atti di educazione antirazzista e assistenza a coloro che oggi sono presi di mira. In questo modo, continuiamo il lavoro dei coraggiosi resistenti per i diritti civili e antifascisti che si sono opposti alla violenza autoritaria in America e all'estero”.
Immagine in anteprima: frame video nbcwashington.com







