Il giornalista investigativo russo, Maksim Borodin, morto dopo una misteriosa caduta

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Maksim Borodin era un giornalista investigativo russo di 32 anni. Il 15 aprile è morto in ospedale per le ferite riportate in seguito alla caduta, avvenuta giovedì scorso, dal balcone del proprio appartamento al quinto piano a Ekaterinburg, una città in Russia.

Borordin, che lavorava per il quotidiano Novy Den, con le sue inchieste giornalistiche si era occupato di presunti mercenari russi morti in Siria legati a un’organizzazione paramilitare nota come il “Gruppo Wagner”, di vicende di funzionari corrotti nella sua regione nativa di Sverdlovsk e di casi criminali, scrive il Guardian.

Sentiti dalla BBC, funzionari locali hanno dichiarato che non è stata trovata una nota in cui il giornalista annunciava il proprio suicidio, ma che è improbabile che “l’incidente sia di natura criminale”. Valery Gorelykh, un portavoce del ministero dell’Interno per la regione di Sverdlovsk, ha detto che l’appartamento di Borodin era chiuso dall’interno, una circostanza che suggerisce che nessuno sia uscito dall’appartamento e che “molto probabilmente” non erano presenti estranei. Il Comitato Investigativo della Russia ha affermato che non vi sono indizi che sia stato un omicidio e che le indagini proseguono, riporta la CNN.

Polina Rumyantseva, caporedattrice di Novy Denha affermato che non ci sono motivi di sospettare che si tratti di un caso di suicidio perché “Maksim aveva grandi progetti per la sua vita personale e la sua carriera”. Rumyantseva ha anche specificato, riporta ancora la CNN, che venerdì scorso “siamo stati in grado di visitare l’appartamento di Maxim, insieme alla polizia e agli esperti forensi” e che le prima conclusione è che il giornalista sia “caduto dal balcone del suo appartamento dove probabilmente stava fumando”, quindi per un“terribile incidente”. Rumyantseva ha anche detto a Radio Svoboda che nel caso in cui saranno trovati indizi di qualcosa di criminale, verranno resi pubblici.

11 апреля в пять часов утра Максим позвонил мне через мессенджер фейсбука и обеспокоенным голосом сообщил, что его...

Pubblicato da Vyacheslav Bashkov su domenica 15 aprile 2018

Sulle circostanze della morte del giornalista ci sono però dubbi e scetticismo da parte di amici e colleghi. Tra questi, Vyacheslav Bashkov ha scritto in un post su Facebook che il giornalista lo contattò alle 5 del mattino dello scorso 11 aprile per dirgli che il suo edificio era circondato da “forze di sicurezza” in mimetica. Bashkov continua dicendo che Borodin era allarmato, ma non isterico o ubriaco. Borodin pensava che il proprio appartamento sarebbe stato perquisito e che gli uomini in mimetica stessero aspettando un ordine di via dal giudice e per questo motivo chiedeva a Bashkov di trovargli un avvocato. Un’ora dopo, però, Borodin richiamò l’amico per dirgli che si era sbagliato e che quegli agenti di sicurezza erano impegnati in un’esercitazione.

Altri hanno scritto che il giornalista era stato aggredito più volte negli ultimi mesi. Paulina Andreevna in un post su Facebook ha scritto che Borodin era stato ricoverato in ospedale all’inizio di aprile dopo che uno sconosciuto l’aveva attaccato fuori dalla sua abitazione. Lo scorso ottobre, invece, qualcuno colpì il giornalista in testa con un tubo d’acciaio dopo che Borodin aveva parlato in un’intervista di un film, ritenuto controverso, sullo zar Nicola II, si legge sull’Huffington Post.

Harlem Dèsir, rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, ha espresso “seria preoccupazione”, chiedendo un’indagine trasparente e indipendente. Dal 1992, 38 giornalisti sono stati assassinati in Russia e solo in cinque casi sono stati trovati i colpevoli, riporta il Committee to Protect Journalists.

Foto in anteprima via profilo Facebook di Maksim Borodin

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