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#Bolognanonsilega, la mobilitazione lanciata da 4 cittadini sui social porta in piazza 12 mila persone

15 Novembre 2019 3 min lettura

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#Bolognanonsilega, la mobilitazione lanciata da 4 cittadini sui social porta in piazza 12 mila persone

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"(...) È venuto il momento di dimostrare che a Bologna siamo più di loro. (...) Avremo macchine fotografiche, videocamere, cervelli. Testimonieremo tutto. Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia. Se non hai tempo per crearti la sardina vieni lo stesso, ne forniremo un migliaio per non lasciare nessuno fuori dal 'banco'".

Una flash mob lanciato pochi giorni fa su Facebook da quattro amici, tre ragazzi e una ragazza: Mattia Santori, ricercatore; Roberto Morotti, ingegnere; Andrea Garreffa, guida turistica e Giulia Trappoloni, fisioterapista. È nato così, dal basso, l'evento "6.000 sardine contro Salvini" che ieri ha portato sul crescentone di Piazza Maggiore migliaia di persone che in silenzio e poi cantando hanno voluto mostrare che "Bologna non si lega". L'appuntamento in piazza, infatti, è stato organizzato in contemporanea e in opposizione alla serata leghista al Paladozza per il lancio della candidatura di Lucia Borgonzoni a governatrice dell'Emilia Romagna, in vista delle prossime elezioni regionali del 26 gennaio. Al palazzetto (con una capienza di circa 6 mila posti) del capoluogo emiliano romagnolo era presente il leader della Lega, Matteo Salvini, insieme ai governatori del Carroccio di Veneto, Lombardia, Sardegna e Umbria.

I quattro organizzatori dell'evento a Bologna, via Repubblica

«Vogliamo far capire che la prepotenza si combatte in tanti con la creatività e il sorriso», aveva dichiarato Mattia Santori, uno dei quattro organizzatori, lo scorso 7 novembre. Dopo la manifestazione lanciata via social, racconta Repubblica Bologna, i quattro hanno continuato l'organizzazione anche con volantinaggio, porta a porta e telefonate.

Circa 12 mila persone – secondo le stime degli organizzatori – hanno così riempito, sotto la pioggia, la piazza centrale di Bologna, tra le note di diverse canzoni come "Com'è profondo il mare" di Lucio Dalla e "Bella ciao", segnando una riuscita dell'evento oltre le aspettative. "Le scale di San Petronio sono colme – racconta il Corriere di Bologna il giorno dopo –, i portici attorno anche, sotto al Nettuno «nuotano» in tanti. Alle 19.30 c’è già fila al «mercato del pesce», il banco dove i quattro organizzatori distribuiscono i 500 pesciolini di carta intagliati in questi giorni. Una signora sulla settantina si avvicina quando manca un quarto d’ora alle venti, uno dei ragazzi cede il suo. «Ci dispiace, sono finiti»".

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Molte delle persone presenti si sono portate le "sardine" da casa, fabbricate con vari materiali: carta, stoffa, fil di ferro, dipinte su cartelloni e rappresentate in tutti i modi, scrive il Fatto Quotidiano, che riporta anche la testimonianza di alcune partecipanti: «Abbiamo deciso di partecipare quando nessuno manifesta più di questi tempi, in un momento così violento, a un’iniziativa non violenta, per contrastare il modello di comunicazione di Salvini. La piazza c’è ancora, c’è ancora resistenza e protesteremo ancora, anche se come sardine».

«Obiettivo raggiunto, non c'era un buco libero. Eravamo 15 mila persone. La gente era molto felice e non c'era malumore», dichiara al termine dell'evento Santori ad Agi: «Serviva un richiamo diverso dal solito. Abbiamo disintegrato la retorica delle altre piazze leghiste. È stato un messaggio forte e chiaro che forse è servito più a noi che a loro». Un appuntamento, quello delle "sardine", continua l'organizzatore, che sarà «sicuramente» ripetuto in altre città della Regione.

Foto in anteprima via Corriere Bologna

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