18 Giugno 2020

Quattro elementi chiave che decideranno se il vaccino sarà la risposta definitiva a COVID-19

Da quando SARS-CoV-2 ha cominciato a diffondersi praticamente in tutto il mondo è iniziata una vera e propria corsa per la realizzazione di un vaccino, ritenuto la soluzione per debellare o quantomeno arginare l'infezione da nuovo coronavirus tra la popolazione mondiale. Governi, case farmaceutiche e laboratori di ricerca stanno producendo uno sforzo a un ritmo mai visto prima nella storia della ricerca medica. Attualmente, in tutto il mondo sono in corso oltre 100 progetti di vaccino sviluppati da gruppi di ricerca aziendali (oltre il 70%), accademici e pubblici e non-profit. Alcuni si basano su tecnologie tradizionali, altri su tecnologie mai utilizzate in precedenza per vaccini autorizzati sull'uomo. Alcuni studi sono già su gruppi di volontari (fase clinica), altri ancora sugli animali (fase pre-clinica). Per quanto più volte dall'inizio della pandemia abbiamo sentito dire su tutti i media che avremo un vaccino entro un anno o un anno mezzo, per ora ci troviamo di fronte solo ad annunci di possibili vaccini che devono ancora superare le controprove dei test clinici e delle valutazioni scientifiche. In un articolo sulla questione Vox spiega che sono quattro gli elementi chiave che decideranno se il vaccino permetterà di debellare davvero COVID-19: quanto sarà efficace, quando sarà pronto, quanto sarà disponibile e cosa avranno fatto i governi di tutto il mondo per limitare la diffusione della pandemia. [Qui l'approfondimento di Valigia Blu sui vaccini contro COVID-19]
Efficacia: il vaccino sarà in grado di proteggerci per sempre? Nella migliore delle possibilità, il vaccino potrebbe fornire quella che viene chiamata "immunità sterilizzante", il che significa che metterebbe al sicuro dall'infezione potenzialmente per sempre. Oppure il vaccino potrebbe impedire gli esiti più pericolosi ma non evitare che le persone contraggano la malattia, come avviene ad esempio con le vaccinazioni anti-influenzali. È probabile, spiega Paul Offit, direttore del Vaccine Education Center presso il Children’s Hospital di Philadelphia, negli USA, che i vaccini indurranno un'immunità di breve durata e incompleta, della durata di alcuni anni o decenni. Non è da escludere nemmeno il caso di vaccini raccomandati per alcune fasce d'età o per persone con altre patologie. Se l'immunità non è duratura, le persone avranno bisogno di richiami o nuove vaccinazioni periodiche. E non è detto che il sistema immunitario di tutti risponda al vaccino, spiega Benjamin Neuman, professore di biologia alla Texas A&M University Texarkana.
Durata: quanto tempo ci vorrà per avere un vaccino? Non lo sappiamo. Realizzare un vaccino in tempi brevi è complicato e richiede la concertazione di più fattori: comprimere i tempi dei test clinici e di approvazione da parte delle autorità regolatorie, fare in modo che le case farmaceutiche siano pronte per una campagna di vaccinazione su larga scala e, soprattutto, trovare un vaccino davvero efficace e sicuro quanto prima. Oltre il 90% fallisce perché non è efficace, non funziona meglio dei farmaci esistenti o ha troppi effetti collaterali. Inoltre non si conosce bene ancora il funzionamento del nuovo coronavirus. In una scala da 0 a 10, attualmente conosciamo il virus a un livello 5, spiega su Lancet Danny Altman, professore di immunologia all'Imperial College di Londra. Non sappiamo ancora perfettamente come il nostro sistema immunitario risponde alla presenza di SARS-CoV-2. In genere, quando incontra un virus, l'organismo inizia una lotta per cercare di impedirgli di entrare nelle cellule, produce anticorpi su misura, che gli si legano, e cellule T, che rimuovono cellule già infettate. Nel caso di questa epidemia, non è stata ancora esclusa l'ipotesi che possa innescarsi un meccanismo di potenziamento mediato da anticorpi (ndr, in inglese: "antibody-dependent enhancement"). In altre parole, invece di combattere il virus, gli anticorpi favoriscono il suo ingresso e la sua replicazione all'interno del nostro organismo, rafforzando la gravità della malattia. Nello sviluppo di un eventuale vaccino – progettati per suscitare artificialmente la risposta adattativa del nostro corpo all'ingresso di un virus costruendo una "memoria" biologica senza il pericolo di infezione naturale – si dovrà evitare che una sua inoculazione inneschi questo meccanismo, aumentando così il rischio di provocare una forma grave di COVID-19. È stato questo uno dei motivi che ha ostacolato la scoperta del vaccino contro SARS e MERS, commenta sul Financial Times la giornalista scientifica Anjana Ahuja. «È una ipotesi rara ma che non possiamo ancora escludere al 100%», spiega Beate Kampmann, direttrice del Vaccine Center presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM). A rendere tutto più complicato c’è, poi, la decisione di alcuni Stati di procedere autonomamente. Senza una collaborazione internazionale si rischia di allungare i tempi e sprecare ancora più risorse lasciando senza scorte lì dove ce n'è più bisogno. Finora il vaccino completamente nuovo autorizzato dalla Food & Drug Administration (FDA) e immesso nel mercato nel minor tempo possibile è quello per gli orecchioni nel 1967: ci vollero 4 anni per autorizzare la campagna di vaccinazione.
Distribuzione: i paesi competeranno o collaboreranno per una campagna di vaccinazione globale? È lo scenario che gli esperti di salute pubblica temono di più: una lotta in tutto il globo in cui i produttori vendono solo ai migliori offerenti e le nazioni in cui si trovano le aziende produttrici accumulano vaccini per i propri cittadini. «È un approccio miope e sciocco. In questo modo si sperpereranno dosi su un gran numero di persone a basso rischio invece di coprire quelle ad altro rischio a livello globale», spiega George Q. Daley, preside della Scuola di Medicina di Harvard. C'è bisogno di un coordinamento internazionale per un approccio strategico per la ricerca e sviluppo di un vaccino contro COVID-19, scrivono il dottor Fauci e il direttore del National Institutes of Health, Francis S. Collins, in un articolo recentemente pubblicato su Science: "I costi, il sistema di produzione, le temperature a cui devono essere mantenuti i vaccini per il trasporto, la garanzia di una copertura diffusa in tutto il mondo, sono tutti potenziali punti critici di un'eventuale campagna di vaccinazione globale".
L'importanza delle politiche di salute pubblica in attesa di un vaccino. Poiché una campagna di vaccinazione richiederà probabilmente molto tempo, molte delle attuali tattiche per rallentare la pandemia saranno ancora necessarie. «Con o senza un vaccino, ciò che dobbiamo davvero fare a breve termine è la testare, tracciare e isolare», commenta Meagan Fitzpatrick, docente al centro per lo sviluppo dei vaccini e la salute globale presso la School of Medicine dell'Università del Maryland. Un vaccino che protegge le persone anziane, abbinato al distanziamento sociale e all'utilizzo della mascherine sarebbe molto più efficace che utilizzare solo una di queste tattiche da sole. [Leggi l'articolo su Vox]

13 Ottobre 2020 17:18
Trump, il super diffusore di disinformazione (con l’aiuto dei media)

Trump non ha bisogno dei russi per diffondere disinformazione. Ci pensano benissimo i media mainstream a dargli una mano. Il voto postale è sicuro, casi di frode sono rarissimi e hanno una portata talmente limitata da essere irrilevanti. Eppure milioni di americani, secondo diversi sondaggi, si sono convinti che il voto postale sia causa di brogli elettorali di massa.
Si potrebbe pensare che sia colpa delle "fake news", dei social media e delle infiltrazioni russe. E invece sorpresa: la principale fonte di disinformazione sul voto postale è il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump. In questo aiutato dai media mainstream di tutto lo spettro politico, che sistematicamente ne amplificano il messaggio. A dimostrarlo un nuovo studio del Berkman Klein Center for Internet and Society at Harvard University, che ha analizzato, quantitativamente e qualitativamente, 55mila storie pubblicate dai media online (inclusi siti online di TV, giornali e radio locali e fonti esclusivamente online, forum di siti che vanno da Huffington Post e Breitbart a Townhall o DailyKos fino a blog personali) attraverso Media Cloud, 5 milioni di tweet attraverso Brandwatch, 75mila post di pagine Facebook usando CrowdTangle, relativi al voto per posta e al rischio brogli, pubblicati fra il 1 marzo e il 31 agosto 2020.

1 Ottobre 2020 17:16
Cosa sappiamo delle prove della virologa cinese, Li-Meng Yan, sul virus fabbricato in laboratorio

A settembre Li-Meng Yan, virologa cinese, intervistata da Fox News, ha raccontato senza dubbi o esitazioni che il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia in corso, è stato creato in laboratorio, come ha cercato poi di dimostrare in un articolo pubblicato su una piattaforma open access. Dall'isolamento del SARS-CoV-2 i tentativi di sostenere che il virus provenisse dal laboratorio di massima sicurezza di Wuhan (WIV) sono stati tanti. Ma erano affermazioni non supportate da evidenze o ricostruzioni pseudo-scientifiche inattendibili, secondo cui era stato disperso per negligenza un virus isolato in natura e studiato al WIV, o che al WIV stavano modificando per motivi sperimentali. Se così fosse stato, quei virus avrebbero riportato nella loro sequenza una precisa impronta molecolare e qualche traccia delle manipolazioni, che SARS-CoV-2 invece non ha. Nell'articolo, Li-Meng Yan costruisce una narrazione molto articolata, cerca di dimostrare con dovizia di dettagli, che chi non ha competenze in biologia molecolare fatica a seguire, come SARS-CoV-2 sia stato (o potrebbe essere stato) creato in laboratorio, per collocare alla fine la pistola fumante nelle mani di Shi ZhengLi, ricercatrice del laboratorio WIV. Ma, a un'analisi attenta, l'articolo risulta pieno di lacune e con chiari intenti politici.

18 Settembre 2020 17:15
Limitazione delle scorte di cibo, aumento dei prezzi e impoverimento dei redditi: la pandemia sta aggravando le disuguaglianze economiche

Limitazione delle scorte di cibo, aumento dei prezzi e impoverimento dei redditi. Tra le principali conseguenze negative della pandemia di COVID-19 c'è il rafforzamento delle diseguaglianze economiche. Secondo il Fondo Monetario Internazionali (FMI) nel 2020 la crescita globale prevista sarà di –4,9%, mentre la ripresa dovrebbe essere più graduale di quanto stimato in precedenza. L'FMI spiega inoltre che l'impatto negativo sulle famiglie a basso reddito è particolarmente pesante. Una situazione che mette "a repentaglio i significativi progressi compiuti nella riduzione della povertà estrema nel mondo gli anni '90". L'impatto socio-economico della pandemia COVID-19 rischia di colpire in maniera particolare i minori, secondo l’UNICEF. In particolar modo nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale. Aumento di disuguaglianze e povertà non sono però fenomeni limitati ai paesi più poveri. Infatti, persone che prima lavoravano e che non si erano mai sentite obbligate a cercare aiuto ora stanno facendo la fila ai banchi alimentari anche ad esempio negli Stati Uniti, in Spagna e in Gran Bretagna.

17 Settembre 2020 17:13
La corsa geopolitica al vaccino che rischia di minare la fiducia dei cittadini

Quando è iniziata la corsa per la produzione dei vaccini per debellare la COVID-19, uno degli scenari più temuti dagli scienziati e dagli esperti di salute pubblica di tutto il mondo era rappresentato dal sacrificio della sicurezza di un eventuale vaccino in nome della velocità. Da subito, politica e scienza hanno parlato linguaggi diversi, tra chi annunciava che avremmo avuto un vaccino “entro 12 o 18 mesi” e chi, invece, predicava prudenza e invitava a non fare proclami, cercando di spiegare quanto fosse lungo l’iter di approvazione di un vaccino. Questo perché creare un vaccino è, per certi versi, la parte più semplice. Dimostrare che è sicuro ed efficace e che può essere usato in grandi fasce della popolazione e in grandi quantità, può richiedere invece anche decenni. «Sembra che ci sia una corsa per comprimere i tempi, sopprimere le scadenze e ignorare i problemi di sicurezza», ha detto Paul Offit, capo del Vaccine Education Center del Children's Hospital di Filadelfia, negli USA. Il risultato è che sempre più persone, non necessariamente antivacciniste, stanno nutrendo dubbi sulla sicurezza di un eventuale vaccino contro il nuovo coronavirus e non sono predisposte a essere vaccinate, rischiando così di pregiudicare l’efficacia di un’eventuale campagna di vaccinazione.

12 Settembre 2020 17:12
QAnon, la nuova ‘religione’ complottista dell’era Trump nata sul web, entrata nella realtà ed esplosa con la pandemia

Anche se può sembrare strano, il potere negli Stati Uniti non lo esercita il governo federale. Tutt’altro: è in mano ad un’oscura cricca di potenti pedofili che adorano Satana, succhiano il sangue dei bambini per rimanere in salute, e si sono infiltrati in tutti i gangli delle istituzioni politiche, mediatiche e culturali – Hollywood compresa. Fortunatamente, a tenere testa a questo “Stato nello Stato” ci sono Donald Trump e un gruppo di militari sotto copertura. Il presidente e altri “patrioti” stanno segretamente conducendo una guerra contro questa cricca, e tra poco i traditori finiranno a Guantanamo a scontare il resto dei loro giorni. Un anonimo funzionario dell’intelligence, conosciuto come “Q”, racconta questa grande battaglia attraverso messaggi criptici postati online. O almeno, questa è la convinzione centrale di “QAnon”- il nome della più assurda, complicata e diffusa teoria del complotto negli Stati Uniti. Sebbene le teorie del complotto facciano più presa in tempi di grandi sconvolgimenti politici e sociali, secondo diversi esperti QAnon è un qualcosa di profondamente diverso da quanto abbiamo visto finora. “È sicuramente alimentato da paranoia e populismo”, ha scritto la giornalista Adrianne LaFrance, “ma anche dalla fede religiosa. QAnon combina il fascino per il cospirazionismo con l’aspettativa di un futuro radicalmente diverso e migliore”. Preso alla lettera, tuttavia, il futuro di QAnon è apocalittico e violento. Se i tuoi avversari politici smettono di essere tali, e sono raffigurati come adoratori di Satana che bevono il sangue di bambini innocenti, eliminarli fisicamente diventa una soluzione praticabile. E il “Grande Risveglio” – il momento in cui la cricca sarà sconfitta – è di fatto un colpo di stato militare in cui politici e oppositori spariscono in campi di concentramento senza alcun processo. Non a caso, l’FBI l’ha inserito nella lista delle “minacce domestiche”. Nonostante ciò, Donald Trump si è rifiutato di prendere le distanze; anzi, l’ha velatamente supportata, definendo i seguaci della teoria come “persone che amano il loro paese”. In questo lungo articolo abbiamo ripercorso la storia di QAnon, rintracciato i suoi precedenti storici e culturali, e cercato di capire come mai delle previsioni completamente sballate abbiano generato un movimento globale.