27 Maggio 2020

Il Brasile di Bolsonaro nel caos, travolto dalla pandemia

Questa settimana il Brasile è diventato il secondo paese per numero di contagi da nuovo coronavirus dopo gli Stati Uniti, con oltre 391mila casi accertati. I morti, stando a quanto dichiarato ieri dal ministro della Salute, sono più di 24.000, con un aumento di oltre mille casi in 24 ore. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'America Latina è diventata il nuovo epicentro della pandemia di coronavirus. Il presidente Jair Bolsonaro, però, sembra essere preoccupato più dall’aspetto economico che da quello sanitario. Dopo aver definito COVID-19 solo una “piccola influenza”, infatti, ha esortato le imprese a ripartire, sebbene molti governatori abbiano reiterato le misure di distanziamento sociale per rallentare la diffusione del virus. Dieci giorni fa, il ministro della Salute Nelson Teich si è dimesso per divergenze con Bolsonaro proprio sulla gestione dell'emergenza sanitaria. Teich si era insediato da appena un mese, dopo aver preso il posto di Luiz Henrique Mandetta, che il presidente aveva rimosso dal suo incarico per lo stesso motivo. Il sistema sanitario pubblico brasiliano era già in difficoltà prima della pandemia e gli ospedali in alcune delle città principali sono ora sul punto di essere completamente travolti, mentre la mancanza di attrezzature e protezioni adeguate mette a rischio la salute degli operatori. Finora, hanno perso la vita più di 116 infermieri e infermiere. A San Paolo, la più grande città del paese e anche quella con maggiori contagi, il picco dell’epidemia deve ancora arrivare, ma gli ospedali faticano a far fronte alla situazione. La settimana scorsa il sindaco Bruno Covas ha detto che il sistema sanitario sarebbe potuto collassare in 15 giorni. All’istituto per le malattie infettive Emilio Ribas, l’ospedale attrezzato meglio della città, c’è penuria di posti letto, mentre medici e altri operatori sanitari sono stati contagiati, alcuni sono intubati, altri sono morti. Jacques Sztajnbok, medico dell’unità di terapia intensiva, ha raccontato alla CNN che il reparto è già al completo e di essere preoccupato la sua salute. Quello che sta succedendo, ha aggiunto, “è la cosa peggiore che abbiamo mai visto nelle nostre vite personali”. La situazione di San Paolo è un preludio di quello che potrebbe succedere in Brasile nelle prossime settimane. La città è la più ricca del paese, e il governatore dello Stato Joao Doria ha insistito sul lockdown e sull’obbligo di indossare le mascherine. Nonostante questo, il numero di morti è intorno ai 6mila, e i casi confermati sono 83mila. Doria ha spiegato che il comportamento negazionista del presidente Bolsonaro, contrario alle misure preventive e ai messaggi dei governatori delle aree più colpite del paese, è "sbagliato. Lui è contro l'isolamento sociale, è contro gli orientamenti della scienza". Il virus si sta diffondendo velocemente tra le frange più vulnerabili, e in particolare nelle favelas, dove il distanziamento sociale è praticamente impossibile e molte persone sono costrette a continuare a lavorare fuori da casa per sopravvivere. In queste zone moltissimi casi restano sommersi. Renata Alves operatrice sanitaria volontaria con l’associazione G10 Favela che opera a Paraisopolis, uno dei quartieri più colpiti di San Paolo, ha detto di essere autorizzata a proporre di fare il tampone per il COVID-19 solo a chi presenta tre sintomi. "Molti tamponi vengono fatti quando la malattia è già in stato molto avanzato". Nel quartiere, una scuola ora deserta è stata trasformata in un centro dove ospitare le persone in isolamento. Nel distretto di Vila Formosa, al cimitero ci sono file di nuove tombe vuote.

13 Ottobre 2020 17:18
Trump, il super diffusore di disinformazione (con l’aiuto dei media)

Trump non ha bisogno dei russi per diffondere disinformazione. Ci pensano benissimo i media mainstream a dargli una mano. Il voto postale è sicuro, casi di frode sono rarissimi e hanno una portata talmente limitata da essere irrilevanti. Eppure milioni di americani, secondo diversi sondaggi, si sono convinti che il voto postale sia causa di brogli elettorali di massa.
Si potrebbe pensare che sia colpa delle "fake news", dei social media e delle infiltrazioni russe. E invece sorpresa: la principale fonte di disinformazione sul voto postale è il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump. In questo aiutato dai media mainstream di tutto lo spettro politico, che sistematicamente ne amplificano il messaggio. A dimostrarlo un nuovo studio del Berkman Klein Center for Internet and Society at Harvard University, che ha analizzato, quantitativamente e qualitativamente, 55mila storie pubblicate dai media online (inclusi siti online di TV, giornali e radio locali e fonti esclusivamente online, forum di siti che vanno da Huffington Post e Breitbart a Townhall o DailyKos fino a blog personali) attraverso Media Cloud, 5 milioni di tweet attraverso Brandwatch, 75mila post di pagine Facebook usando CrowdTangle, relativi al voto per posta e al rischio brogli, pubblicati fra il 1 marzo e il 31 agosto 2020.

1 Ottobre 2020 17:16
Cosa sappiamo delle prove della virologa cinese, Li-Meng Yan, sul virus fabbricato in laboratorio

A settembre Li-Meng Yan, virologa cinese, intervistata da Fox News, ha raccontato senza dubbi o esitazioni che il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia in corso, è stato creato in laboratorio, come ha cercato poi di dimostrare in un articolo pubblicato su una piattaforma open access. Dall'isolamento del SARS-CoV-2 i tentativi di sostenere che il virus provenisse dal laboratorio di massima sicurezza di Wuhan (WIV) sono stati tanti. Ma erano affermazioni non supportate da evidenze o ricostruzioni pseudo-scientifiche inattendibili, secondo cui era stato disperso per negligenza un virus isolato in natura e studiato al WIV, o che al WIV stavano modificando per motivi sperimentali. Se così fosse stato, quei virus avrebbero riportato nella loro sequenza una precisa impronta molecolare e qualche traccia delle manipolazioni, che SARS-CoV-2 invece non ha. Nell'articolo, Li-Meng Yan costruisce una narrazione molto articolata, cerca di dimostrare con dovizia di dettagli, che chi non ha competenze in biologia molecolare fatica a seguire, come SARS-CoV-2 sia stato (o potrebbe essere stato) creato in laboratorio, per collocare alla fine la pistola fumante nelle mani di Shi ZhengLi, ricercatrice del laboratorio WIV. Ma, a un'analisi attenta, l'articolo risulta pieno di lacune e con chiari intenti politici.

18 Settembre 2020 17:15
Limitazione delle scorte di cibo, aumento dei prezzi e impoverimento dei redditi: la pandemia sta aggravando le disuguaglianze economiche

Limitazione delle scorte di cibo, aumento dei prezzi e impoverimento dei redditi. Tra le principali conseguenze negative della pandemia di COVID-19 c'è il rafforzamento delle diseguaglianze economiche. Secondo il Fondo Monetario Internazionali (FMI) nel 2020 la crescita globale prevista sarà di –4,9%, mentre la ripresa dovrebbe essere più graduale di quanto stimato in precedenza. L'FMI spiega inoltre che l'impatto negativo sulle famiglie a basso reddito è particolarmente pesante. Una situazione che mette "a repentaglio i significativi progressi compiuti nella riduzione della povertà estrema nel mondo gli anni '90". L'impatto socio-economico della pandemia COVID-19 rischia di colpire in maniera particolare i minori, secondo l’UNICEF. In particolar modo nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale. Aumento di disuguaglianze e povertà non sono però fenomeni limitati ai paesi più poveri. Infatti, persone che prima lavoravano e che non si erano mai sentite obbligate a cercare aiuto ora stanno facendo la fila ai banchi alimentari anche ad esempio negli Stati Uniti, in Spagna e in Gran Bretagna.

17 Settembre 2020 17:13
La corsa geopolitica al vaccino che rischia di minare la fiducia dei cittadini

Quando è iniziata la corsa per la produzione dei vaccini per debellare la COVID-19, uno degli scenari più temuti dagli scienziati e dagli esperti di salute pubblica di tutto il mondo era rappresentato dal sacrificio della sicurezza di un eventuale vaccino in nome della velocità. Da subito, politica e scienza hanno parlato linguaggi diversi, tra chi annunciava che avremmo avuto un vaccino “entro 12 o 18 mesi” e chi, invece, predicava prudenza e invitava a non fare proclami, cercando di spiegare quanto fosse lungo l’iter di approvazione di un vaccino. Questo perché creare un vaccino è, per certi versi, la parte più semplice. Dimostrare che è sicuro ed efficace e che può essere usato in grandi fasce della popolazione e in grandi quantità, può richiedere invece anche decenni. «Sembra che ci sia una corsa per comprimere i tempi, sopprimere le scadenze e ignorare i problemi di sicurezza», ha detto Paul Offit, capo del Vaccine Education Center del Children's Hospital di Filadelfia, negli USA. Il risultato è che sempre più persone, non necessariamente antivacciniste, stanno nutrendo dubbi sulla sicurezza di un eventuale vaccino contro il nuovo coronavirus e non sono predisposte a essere vaccinate, rischiando così di pregiudicare l’efficacia di un’eventuale campagna di vaccinazione.

12 Settembre 2020 17:12
QAnon, la nuova ‘religione’ complottista dell’era Trump nata sul web, entrata nella realtà ed esplosa con la pandemia

Anche se può sembrare strano, il potere negli Stati Uniti non lo esercita il governo federale. Tutt’altro: è in mano ad un’oscura cricca di potenti pedofili che adorano Satana, succhiano il sangue dei bambini per rimanere in salute, e si sono infiltrati in tutti i gangli delle istituzioni politiche, mediatiche e culturali – Hollywood compresa. Fortunatamente, a tenere testa a questo “Stato nello Stato” ci sono Donald Trump e un gruppo di militari sotto copertura. Il presidente e altri “patrioti” stanno segretamente conducendo una guerra contro questa cricca, e tra poco i traditori finiranno a Guantanamo a scontare il resto dei loro giorni. Un anonimo funzionario dell’intelligence, conosciuto come “Q”, racconta questa grande battaglia attraverso messaggi criptici postati online. O almeno, questa è la convinzione centrale di “QAnon”- il nome della più assurda, complicata e diffusa teoria del complotto negli Stati Uniti. Sebbene le teorie del complotto facciano più presa in tempi di grandi sconvolgimenti politici e sociali, secondo diversi esperti QAnon è un qualcosa di profondamente diverso da quanto abbiamo visto finora. “È sicuramente alimentato da paranoia e populismo”, ha scritto la giornalista Adrianne LaFrance, “ma anche dalla fede religiosa. QAnon combina il fascino per il cospirazionismo con l’aspettativa di un futuro radicalmente diverso e migliore”. Preso alla lettera, tuttavia, il futuro di QAnon è apocalittico e violento. Se i tuoi avversari politici smettono di essere tali, e sono raffigurati come adoratori di Satana che bevono il sangue di bambini innocenti, eliminarli fisicamente diventa una soluzione praticabile. E il “Grande Risveglio” – il momento in cui la cricca sarà sconfitta – è di fatto un colpo di stato militare in cui politici e oppositori spariscono in campi di concentramento senza alcun processo. Non a caso, l’FBI l’ha inserito nella lista delle “minacce domestiche”. Nonostante ciò, Donald Trump si è rifiutato di prendere le distanze; anzi, l’ha velatamente supportata, definendo i seguaci della teoria come “persone che amano il loro paese”. In questo lungo articolo abbiamo ripercorso la storia di QAnon, rintracciato i suoi precedenti storici e culturali, e cercato di capire come mai delle previsioni completamente sballate abbiano generato un movimento globale.