Com’è nata la notizia falsa del terremoto 7.1

[Tempo di lettura stimato: 7 minuti]

di Antonio Scalari e Arianna Ciccone

Nei minuti immediatamente successivi alla violenta scossa che ha colpito di nuovo l'Italia centrale, chi andava in cerca di notizie e aggiornamenti su quanto successo ha appreso da agenzie, televisioni e giornali che si era appena verificato un terremoto di magnitudo 7.1.

Come è stato poi confermato, il terremoto del 30 ottobre è stato in realtà di magnitudo 6.5, la più alta dal sisma dell'Irpinia del 1980. Un terremoto forte, dunque, ma non 7.1. E non si è trattato di un errore, poi corretto, dei sismologi, ma di una notizia falsa che in pochissimi minuti ha fatto il giro del pianeta, ripresa dai media di mezzo mondo, senza che nessuno ne verificasse la fonte e la veridicità.

Per capire come ciò sia stato possibile dobbiamo ricostruire la catena di eventi che inizia con il terremoto e che termina quando arriva la conferma del dato corretto della sua magnitudo. Abbiamo fatto una ricerca sull'applicazione Tweetdeck, per risalire ai primi account di Twitter che dopo le 7:40 avevano pubblicato tweet con le parole "magnitudo" e il numero "7.1" e per osservare come questa pseudo-notizia sia stata poi ripresa dai media nazionali e internazionali.

Abbiamo scoperto che, tra i maggiori media internazionali, la prima su Twitter a parlare di un terremoto in Italia di magnitudo 7.1 è stata l'agenzia di stampa Reuters India, alle 7:49. Il terremoto è avvenuto nove minuti prima, poco dopo le 7:40, ora italiana.

In realtà, Reuters India è preceduta di un minuto da LBC, una radio londinese.

E da Saudi Gazette, un quotidiano saudita in lingua inglese.

L'account di Saudi Gazette è il primo su Twitter a riportare l'acronimo "USGS". L'USGS è lo United States Geological Survey, l'agenzia scientifica del Governo degli Stati Uniti in campo geologico. La stima della magnitudo 7.1 viene quindi attribuita allo USGS. Ed è l'agenzia Reuters a parlare per prima di una magnitudo 7.1 che sarebbe stata comunicata dall'agenzia americana.

Come nota Davide Casati, giornalista del Corriere della Sera, la Reuters ha pubblicato ben tre lanci di agenzia con questa notizia. Un primo flash alle 7:47, seguito da due aggiornamenti, alle 7:54 e alle 8:01.

casati

Alle 8:02 arriva il tweet.

Ma dalle 7:47, di fatto, la Reuters è già diventata la fonte di tutti i media, anche quelli italiani. Alle 7:51 compare il tweet di SkyNews.

SkyNews annuncia la notizia anche in diretta.

E alle 7:52 twitta il network russo RT.

In Italia il primo mezzo di informazione a scrivere su Twitter «magnitudo 7.1» è Sky TG24. Sono le 7:48, un minuto dopo il primo lancio di agenzia della Reuters.

Alle 7:50 RaiNews ha già rivelato la notizia durante la diretta. Ma c'è chi inizia a notare come sia lo USGS sia l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) non abbiano ancora comunicato nulla sul terremoto.

Nel frattempo, twittano anche il Corriere della Sera e Tgcom24.

È interessante notare come su Twitter ci sia anche chi ha rilanciato la "notizia" della magnitudo 7.1 accompagnandola con screenshot che però riporta una stima diversa 6.6 pubblicata da un altro ente, lo European-Mediterranean Seismological Centre (che poi rivedrà il dato, confermando 6.5). Questo tweet è delle 7:49. Nove minuti dopo il terremoto, quindi, erano già disponibili stime della magnitudo differenti da quella, accreditata dai media, di 7.1.

In Italia la confusione che si è generata in questi minuti è accentuata dal fatto che l'Ingv pubblica su Twitter i dati di un terremoto di magnitudo 4.6 avvenuto alle 7:44 prima di quelli del terremoto di magnitudo 6.5 delle 7:40. Questo perché probabilmente per la scossa principale, più forte, i sismologi hanno avuto bisogno di più tempo per verificare i dati. Il Tg regionale Rai delle Marche ne approfitta per "correggere" l'Ingv, rilanciando di nuovo la magnitudo 7.1.

Alle 7:51 l'Ansa pubblica un'ultima ora in cui scrive che la magnitudo è di 7.4. Ma come nota Emanuele Menietti, giornalista del Post, è probabile che l'agenzia si sia confusa con l'orario del terremoto.

Foto via Emanuele Menietti.
Foto via Emanuele Menietti.

Solo alle 8:02, dopo essere stato citato dai media internazionali, lo USGS pubblica il primo tweet con i dati sul terremoto in Italia centrale.

«Prelim M6.6 earthquake central Italy». «Prelim», cioè preliminary, preliminare. Significa che questa è la prima stima della magnitudo che l'USGS comunica al pubblico.

Abbiamo contattato lo USGS, per avere la certezza che questo sia stato davvero il primo e unico dato diffuso dall'agenzia. Abbiamo parlato con l'analista Dan Blakeman, che ci ha confermato che lo USGS non ha mai comunicato nessun dato diverso da quello pubblicato in quel tweet.

Di questo abbiamo avuto conferma anche da Carlo Meletti, responsabile del Centro di Pericolosità Sismica dell'INGV. Meletti riceve via mail i messaggi di allerta sui terremoti dallo USGS e la mattina del 30 ottobre non ha ricevuto nessun altro avviso, oltre a questo che ci ha inoltrato:

meletti
Ma da dove origina allora la falsa notizia della magnitudo 7.1? Difficile dirlo con certezza. Tra l'altro la Reuters, in uno dei lanci di agenzia successivi al primo flash, riporta un particolare bizzarro, che avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio in chi leggeva la notizia. Viene scritto, infatti, che il terremoto è avvenuto a 108 km di profondità. Lo si può leggere ancora nella copia cache dell'aggiornamento.

cache-reuters
È possibile che alla Reuters qualcuno si sia confuso con un evento sismico precedente, magari con il terremoto di magnitudo 7.1 avvenuto al largo della Nuova Zelanda lo scorso settembre (anche se la profondità era molto inferiore)? Oppure con quello, sempre di magnitudo 7.1, che si è verificato vicino all'Alaska lo scorso gennaio, a 129 km di profondità? Non lo sappiamo. Quello che è certo è che prima della pubblicazione di quella "notizia", non è stata effettuata alcuna verifica, tantomeno presso lo USGS. E non hanno verificato nemmeno tutti i media che hanno citato l'agenzia come fonte.

Peraltro la Reuters, dopo la pubblicazione, ha modificato completamente il testo senza dare conto dell'errore (come hanno fatto diversi altri media). Infatti, se si effettua una ricerca su Google con il testo del primo flash («Quake measuring 7.1 magnitude strikes central Italy»), si scopre che compare ancora nell'anteprima dei risultati (ripreso da altri media).

reuters-anteprima

Ma se si clicca il primo risultato, si vede che la notizia è stata aggiornata con diversi dettagli sull'evento in corso, con un titolo diverso. Anche l'autrice del pezzo è cambiata. Ma, soprattutto, viene ora correttamente riportata la magnitudo 6.6 pubblicata dallo USGS.

reuters2

Anche nella giornata di ieri alcuni media hanno continuato a citare la magnitudo 7.1, come se fosse stata davvero diffusa dallo USGS. Ma, come abbiamo visto, si è trattato di una notizia senza fondamento.

Cosa possiamo imparare da questa vicenda? Innanzitutto, che nessuna fonte può essere considerata abbastanza autorevole da non aver bisogno di essere verificata. Notizie vere e notizie false si possono diffondere con la stessa dinamica e rapidità. La differenza la deve fare il lavoro di verifica (e quando è necessario di correzione e rettifica). Alcuni media non considerano le agenzie fonti e quindi i loro lanci soprattutto durante le breaking news sono comunque sottoposti a verifica. In questo caso, come detto, è mancata la verifica. Se si fosse controllato il sito dello USGS si sarebbe notato che quel dato 7.1 riferito a Italia non c'era.

Per quanto riguarda, in particolare, i terremoti, possiamo trarre alcune indicazioni utili sia per i cittadini che per i professionisti dell'informazione:

1) C'è un margine di errore e di incertezza nei metodi di misura e di calcolo della magnitudo. Ma questo riguarda gli scienziati, non i media. Ai media è richiesto solo che verifichino le notizie.

2) Chi si trova a scegliere se dare una notizia dovrebbe conoscere gli elementi di base di come si svolge il processo di misurazione e verifica di un terremoto, e quali sono i suoi tempi. Perché questo determina anche il grado di affidabilità della notizia. Se si vuole essere certi di comunicare un dato affidabile, è bene attendere che vengano pubblicati direttamente dagli enti. E questo vale anche per i cittadini.

3) È possibile che inizino a circolare stime anche in tempi più brevi, non necessariamente false, ma rilasciate da diversi enti o agenzie internazionali. Ma per quanto riguarda almeno i terremoti in Italia, sarebbe opportuno fare riferimento all'INGV, che raccoglie i dati attraverso la Rete Sismica Nazionale e applica metodi e modelli che si adattano al contesto geologico italiano. È l'Ingv inoltre che comunica le magnitudo alla Protezione Civile.

4) Le bufale come quella del "complotto della magnitudo rivista" trovano terreno fertile nella confusione. Il credito di cui ha goduto la falsa magnitudo 7.1 ha generato la convinzione che ci fosse qualcosa di "sospetto" nei dati comunicati successivamente. La stima preliminare dell'INGV è stata di 6.1, molto più bassa rispetto alla falsa magnitudo, e questo ha disorientato molte persone che si sono chieste il motivo di questa "correzione" (anche se tale non era). Le bufale e le teorie del complotto hanno vita propria, spesso sono incoerenti, e possono nutrirsi di qualsiasi fatto (anche vero). Ma proprio per questo è bene non fornire nuovi argomenti a chi ci crede o a chi le sostiene in malafede.

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Mercoledì 2 novembre mattina abbiamo contattato via mail Reuters per sapere la loro fonte del dato 7.1. La risposta è questa: "The original earthquake report came from the U.S. Geological Survey and was reported by Reuters at 2:45 a.m. on Oct. 30. The magnitude was revised downward to 6.6 from 7.1 by the USGS, which Reuters reported at 3:12 a.m".
A questo punto abbiamo nuovamente contattato USGS che ci ha confermato al telefono (via mail abbiamo chiesto anche una risposta scritta, siamo in attesa di riceverla) che hanno rilasciato dato preliminare 6.6. A conferma di ciò ribadiamo che alle 7.03 (8.03 orario italiano) la mail alert da loro inviata (come dimostra la mail ricevuta da Carlo Meletti) riporta magnitudo 6.6. Abbiamo inoltre controllato la versione XML generata dalla pagina del loro sito e la pagina risulta generata alle 7.15 (8.15 orario italiano) e riporta il valore 6.6. Non sono indicate ulteriori modifiche. Da notare la discrepanza fra l'orario indicato da Reuters (2:45 > 7:45 italiane) e l'orario della pagina generata da USGS (7:15 > 8:15 italiane). Una possibile spiegazione può essere che la piattaforma che si occupa di tsunami - che è un'altra piattaforma rispetto a USGS e si chiama U.S. National Tsunami Warning Center - abbia rilasciato il dato 7.1 per il terremoto in questione (noi abbiamo cercato questo dato sulla piattaforma, ma non lo abbiamo trovato).

Abbiamo ricevuto la risposta da USGS e c'è la conferma scritta che loro hanno rilasciato solo 6.6. Ci scrive Paul Earle:

Thank you for your inquiry. For the 2016-10-30 Italy earthquake, the USGS only released a magnitude of 6.6. The M7.1 likely came from another source such as the NOAA Tsunami warning centers or a european agency.  Early magnitude estimates often come from measurements at only a few seismic stations. These estimates will have larger uncertainties.


Aggiornamento martedì 1 novembre 2016, ore 10:12: rispetto alla versione precedente abbiamo inserito la foto con l'ultima ora dell'Ansa in cui veniva riportata una magnitudo pari a 7.4
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Aggiornamento mercoledì 2 novembre 2016, ore 20:24: rispetto alla versione precedente abbiamo aggiornato con la risposta della Reuters e l'ulteriore risposta di USGS.

Aggiornamento sabato 5 novembre 2016, ore 8.45: rispetto alla versione precedente, abbiamo inserito la risposta scritta di USGS che conferma che hanno rilasciato solo dato 6.6.

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