Monti risponde su twitter alle domande dei cittadini. Ma è un fallimento

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Sì, è la prima volta che un presidente del Consiglio (uscente) risponde alle domande degli utenti su Twitter. Eppure non basta per fare dell'iniziativa, #montilive, un successo. Anzi, ci sono molti motivi per giudicare l'esperimento quello che, dalle parti degli stessi 'utenti', si chiama 'epic fail'. Vediamoli:

1. Non ha detto sostanzialmente nulla: a parte qualche generico impegno (valorizzare le donne priorità per l'Italia, il digitale per la trasparenza, la legge elettorale al primo consiglio dei ministri - quante ne abbiamo sentite su questi temi?), un po' di sobrissimo orgoglio («mi sento io stesso un po' pioniere») e di sobrissimi slogan («orgogliosamente italiano, decisamente europeo») e un paio di rimandi al sito agenda-monti.it (come fanno le burocrazie quando non hanno tempo o spazio per rispondere), non c'è alcuna novità, alcuna notizia.

2. Quello che invece ha detto sono, a giudicare anche dai titoli dei quotidiani online (su tutti, Huffington Post Italia), due emoticon: :)

e :'(

Un tentativo un po' maldestro di dismettere l'abito, giudicato evidentemente troppo serioso per Twitter (ma perché?) della sobrietà.

 3. Ha risposto troppo a influencer (@tigella, @nomfup, @daw_blog), esperti (@pierani, @iabicus), giornalisti (@annamasera, retwittata, e di nuovo @nomfup), testate (@tg1online) e associazioni (@progettoRENA), troppo poco a semplici cittadini. Eppure questo era soprattutto il loro spazio. Di 16 tweet e un retweet, invece, ben 11 parlano alla gente che piace.

 4. Il suo staff e i suoi non hanno aiutato, diffondendo troppe immagini (una pure sfuocata) di Monti intento a twittare (passando così dalla obamiana coolness a una ostentazione piuttosto goffa)

 

 

 

 

 

e, sopratutto, postando un video storto di 90 gradi e di una qualità paragonabile a quella delle webcam degli anni '90: Video che infatti ora è stato rimosso: 5. Ha utilizzato l'unico retweet per un complimento:


Insieme al «WOW!!» finale (notare i due punti esclamativi) per l'accresciuto numero di follower (del resto, assolutamente prevedibile), un altro uso del mezzo poco in linea con l'immagine complessiva del personaggio. Il che, insieme al punto 2, autorizza a chiedersi: è una scelta dettata dallo strumento (Twitter)? E se sì, perché dell'equivalente non c'è traccia, in tv o nelle conferenze stampa?

6. Ha impiegato troppo tempo a rispondere, facendone trascorrere talmente tanto da lasciare gli utenti appesi a una incertezza che non ha certo contribuito a diminuire la confusione dettata dal fatto che, non rispondendo con . davanti a @, i tweet di @senatoremonti non erano immediatamente disponibili sulla bacheca di tutti gli utenti di Twitter. E dalla eccessiva dispersione dei canali comunicativi (@senatoremonti, @peragendamonti, @scelta_civica):

Un'ultima annotazione. Se in quanto veicolo di informazioni per i cittadini, e come qualità della strategia comunicativa, l'esperimento non può dirsi riuscito, in termini di propaganda 2.0 #montilive ha funzionato eccome. I suoi follower sono cresciuti non di poco

e la missione di fare breccia nei mainstream media, magari sottraendo copertura alla diretta di Berlusconi su Corriere.it (in programma alle 12:00, un'ora esatta dopo #montilive), può dirsi certamente riuscita. Tanto che viene il sospetto che la lentezza di Monti su Twitter non sia stata casuale. E che il senatore abbia impiegato molto del suo tempo non tanto a elaborare risposte, quanto a osservare le dinamiche di quello che stava accadendo in rete durante l'evento. Chissà che la prossima volta non risulti meno sprovveduto. Ammesso che ci sia, e sia desiderabile, una prossima volta.

 

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