Michele Serra, i commenti online e una conversazione su facebook

Un post/dialogo nato dalla lettura dell’amaca sul tema dei commenti alle notizie.


Arianna Ciccone @_arianna

@valigiablu – riproduzione consigliata
Questo post nasce da una conversazione che ho avuto sulla mia bacheca di Facebook. La trovo una conversazione ‘esemplare’ per molti aspetti, non solo per il contenuto, ma anche per la modalità del dibattito, la policy per la discussione etc. etc. A me è piaciuta e volevo condividerla con più persone possibili: ecco perché ho pensato di farne un un post/dialogo.

Il tutto è partito da un mio commento che ha accompagnato lo screenshot dell’amaca di oggi di Michele Serra:
michele serra ha un evidente problema con il mondo che cambia. mi fa molta impressione questa amaca… Mi fa impressione rendermi conto che uno come lui proprio non sta capendo…

Ed ecco una sintesi della discussione (ho dovuto necessariamente fare un po’ di selezione dei commenti e un po’ di editing).
Michele Azzu L’ho letto anch’io stamane e ho pensato ti saresti incacchiata…
Arianna Ciccone No, sono basita. Ma poi è un cambiamento in atto da svariati anni ormai e mi chiedo chi dovrebbe stabilire se un commento è mediocre o meno. Ma cmq è tutta la dinamica dell’era digitale ad essergli oscura. Mi fa dispiacere questa cosa, lo conosco, lo stimo…
Gabriele Busti Ma non ha niente di meglio da fare che leggersi i commenti all’incidente di nicoletta braschi? Per la depressione, meglio Balzac, se lo porti sull’amaca, visto che evidentemente non ha un ca@@o da fare tutto il giorno.
Roberta Covelli Se hai una rubrica fissa, molto spesso, va a finire così: che cerchi di descrivere una società, che hai ormai smesso di vivere e comprendere, per l’ossessione di scriverne. Se ti va bene diventi Serra, se ti va male finisci come Alberoni.
Daniele Camogli Mica ha tutti i torti! Ci sono un sacco di commenti ben peggiori!
Nel caso specifico poi sembra si sia trattato di un problema di vista legato al sole basso, quindi con un’auto ancora più potente sarebbe andata peggio!
Arianna Ciccone Gabriele in tutta sincerità non ho voglia proprio di moderare commenti ostili e carichi di violenza. Se hai voglia di commentare così fallo altrove. Qui no. Ne voglio parlare discutere nel pieno rispetto di tutti gli ‘interlocutori’ anche quelli assenti. Grazie
Emma Ciceri Questa tua ultima risposta sarebbe da dare a Michele Serra: esiste la possibilità di moderare i commenti :)
Barbara Sgarzi Non sono stupita perché non è la prima uscita del genere; sappiamo come la pensa. Spiace molto anche a me, e non capisco, a questo punto, se è reale convinzione o una presa di posizione snobistica a prescindere.
Valerio Moggia Da che mi ricordo io, Serra ha sempre scritto delle boiate populisteggianti. Tralaltro, se dovessimo metterci ad eliminare i commenti idioti o inutili che circolano in Italia, la sua Amaca sarebbe nella lista.
Pietro Viti Mah, io direi che le domande finali sono praticamente surreali, o senza senso. Che significa chiedersi “E’ obbligatorio?” E’ una specie di richiamo alla censura verso questi rozzoni di italiani che scrivono qualche cavolata qua e là ? Michele Serra aka Mr Libertà d’Espressione…
Arianna Ciccone Il punto x me è che persone come lui non stanno capendo una dinamica in atto da anni e che ha completamente stravolto dinamiche anche economiche. Mandando in crisi un intero sistema a più livelli incluso quello dell’informazione. Mi rimane un grande boh. @Emma però la questione posta da serra non riguarda solo la moderazione eh ma la necessita o meno di dare come vogliamo dire un palcoscenico a tutti. Io consiglierei di leggere clay shirky ecco :D
Giuseppe Paladina boh, io ho invece l’impressione che ogni volta che Serra scrive di web scatti una specie di chiusura di difesa a prescindere, sempre sul registro del ‘non capisce un cazzo’. cioè, ho l’impressione che i pregiudizi sul web che vengono ormai attribuiti a Serra di default, siano a loro volta pregiudizi che impediscono di vedere che c’è uno che sta semplicemente dicendo la sua, e non è male sentire le impressioni di uno che guarda queste cose da una posizione un po’ eccentrica.
Emma Ciceri vero :) mi colpisce sai cosa? la demonizzazione del canale (web) anziché la critica del linguaggio (che è identico, violento, se “detto” de visu al bar, in tv, in radio, oppure scritto su un giornale, una rivista, un sito!)
Antonio Scalari Non c’è una risposta al perché, se non “perché lo decidiamo noi”. Mi sa che dobbiamo ancora arrenderci alla banale idea che sul web c’è tutto, ma proprio tutto, anche tutte le sfumature di intelligenza o idiozia, di idee e disposizioni d’animo. Che poi le scemenze corrano di più si sa. Pare che Serra abbia cliccato per la prima volta solo ieri la pagina facebook di Repubblica, che come tutte le pagine dei quotidiani contiene ogni giorno centinaia di commenti “gretti e mediocri”. Quindi la scelta sta o nell’evitare di leggerli per non inacidirsi la vita o chiuderli, se si amministra una pagina o un sito. Che non è una gran scelta, perchè anche dire “la gente è scema” è un discorso da “bancone di un bar”.
Marco Esposito Ecco, io lo dico apertamente: questa senso di “superiorità” che ogni tanto permea alcuni pensieri e parole di quella che Disegni ha definito e descritto come la “sinistra degli attici” è quella che sta drammaticamente antipatica al paese reale. Sicuramente Serra ha un problema di adattamento al cambiamento, che un po’ riguarda il fatto che andando avanti con gli anni, si fatica ad accettare il cambiamento, ma in parte – secondo me – è anche un problema “culturale”. Accettare che proprio tutti si possano esprimere, magari commentando un tuo articolo poche righe più in basso, è un qualcosa che alcuni colleghi faticano ad accettare.

A Perugia Smorto (co-direttore Repubblica.it)ha spiegato che alcuni colleghi più anziani di Repubblica.it preferiscono proprio non leggere i commenti degli utenti sui loro pezzi. Non sono abituati, si diceva, a questo tipo di confronto, spesso molto aspro e dai toni alti. Noi lo diamo quasi per ovvio

Ibirro Pavolo “mi chiedo chi dovrebbe stabilire se un commento è mediocre o meno”
In quel caso l’ha fatto Serra. Non ci vedo nulla di male: tutti noi giudichiamo qualsiasi cosa.
Serra si domanda se sia obbligatorio pubblicare quei commenti lì, sotto la notizia. Se aggiungono qualcosa di rilevante o se, al contrario, la sviliscano. Anche io mi domando se non siano più opportuni altrove.
Mi è capitato di leggere molti post basati solo sull’insensatezza o la mediocrità o la volgarità di certi commenti a certi articoli di certi giornali. E molte volte mi è capitato anche di leggere frasi del tipo “tizi così mi fanno ricredere sul suffragio universale” e simili.

Forse Serra non comprende le dinamiche del web 2.0 o del giornalismo moderno o cos’altro, ma ho la sensazione che anche altri, giovani internauti dei social cosi, siano sulla stessa barca.

Simone Pierotti Arianna, ricordo ancor oggi una frase che Giuseppe Smorto disse ad uno dei workshop del Festival di Perugia 2011: sostanzialmente, molti giornalisti della vecchia generazione facevano fatica ad accettare l’idea che un lettore potesse commentare su internet, in tempo reale, i suoi articoli. Era una novità che li scioccava letteralmente.
Gabriele Busti Il problema che che codeste sparate identificano le aspirazioni di un gruppo dirigente che non riesce a controllare l’opinione pubblica coi mezzi tradizionali ai quali s’era abituato. Non ci vedo solo pigrizia, o snobismo, o legittima ritrosia, ci vedo il dolo, ecco.
Mario Pireddu come contributo sul tema ‘intellettuale che rimpiange l’intelligenza e l’educazione di una volta’ aggiungerei questo testo di Eco
Arianna Ciccone E ma @ibirro non mi puoi paragonare un utente senza strumenti diciamo così alla riflessione di un intellettuale, almeno per me. E cmq sulla questione commenti riflessioni diciamo così più tecniche e approfondite ci sono in giro. ecco alcuni link: Gawker’s new comment systemRipensare i commenti online
Rina Giuliani ma perché dovrebbe necessariamente avere un problema chi si permette di sottolineare l’inutilità di una frase o/o di un parere che non ha costrutto se non quello di togliere appeal ad un dibattito che poteva essere più qualificato?
Arianna Ciccone e no @rina non sottolinea semplicemente l’idiozia di un parere, mette in discussione proprio una dinamica che permette per esempio a me e a te oggi di avere spazi pubblici per esprimere la nostra opinione e confrontarci. moooooolto diverso. semmai come puoi vedere dai link che ho postato sull’argomento ‘commenti’ io mi porrei la questione su come valorizzare i commenti che contribuiscono ad arricchire una conversazione. prima quel tipo di commenti erano confinati al bar adesso hanno un pubblico vastissimo. sì rina è cambiato il mondo
Christian Tugnoli
è proprio quello il male. Che voi e io abbiamo spazi pubblici per esprimere le nostre idioz… opinioni. È anche il problema di Serra, di Travaglio, di Galli Della Loggia e della democrazia in generale. E la democrazia È un problema.
Arianna Ciccone christian per te è un male. per me no. il punto ormai non è bene/male ma che il mondo è cambiato :)
Matteo Vannacci Secondo me Serra ha pienamente ragione, i commenti agli articoli dei giornali, anche di giornali che teoricamente dovrebbero avere un pubblico un tantino più colto (tipo la Repubblica o il Corsera, voglio dire se i lettori del Giornale incitano a bruciare i rom la cosa non mi sorprende più di tanto) sono diventati da tempo un ricettacolo dei peggiori sentimenti della peggiore pancia della popolazione. Secondo me è quantomeno corretto porsi il problema (del resto non mi pare che Serra proponga di bandire i commenti dai siti), perché io non la vedo come una bella espressione di libertà, ma piuttosto come lo sfogatoio dei sentimenti più truci del popolino, quelli che prima venivano celati quasi con vergogna e oggi vengono buttati lì con allucinante leggerezza, sull’onda di altrettante idiozie. E badate bene che l’esempio di Serra – nella sua colossale stupidità – è solo una frazione infinitesimale di perle di populismo, demagogia, razzismo e appelli all’odio che si trovano sui commenti internet.
Mario Tedeschini-LalliMichele Serra è stato e resta uno dei miei profeti, ma a volte anche i profeti dicono cose poco convincenti e banali. Nel caso specifico direi più banali che altro.Provo a rispondere:

1) “È obbligatorio, ce lo ha ordinato il dottore”? Ovviamente no. Se una testata online apre i commenti su un pezzo, lo fa per scelta e anche questa – come qualunque altra – è una scelta editoriale che va valutata dall’utente: positivamente o negativamente. Michele Serra ha il diritto di vederla male e di fare a sua volta commenti che non mi piacciono granché come questo.
2) Ne possiamo parlare? Assolutamente sì, anzi dobbiamo. Io non credo che l’evoluzione dell’universo digitale obblighi puramente e semplicemente tutti a comportarsi allo stesso modo, aprendosi a ogni possibile flusso e influsso. Se una testata digitale – meglio: se una “identità informativa digitale” si apre o non si apre ai commenti e ai contributi esterni e la misura in cui lo fa, sono consapevoli decisioni editoriali. Se lo farà poco, secondo me, ne soffrirà anche perché di fronte ai suoi cittadini/utenti perderà di considerazione. Se lo farà troppo, lasciando che si crei il casino più inverecondo sulle sue pagine, ne soffrirà altrettanto, respingendo altri cittadini/utenti. Dovrà trovare una via di mezzo.
3) Qual è la via di mezzo? Ah, saperlo! Ciascuno dovrà stabilirlo secondo i propri principi e valori. Specialmente, ciascuno dovrà poi aggiustarlo con la pratica. Nel complesso val la pena di stabilire alcune linee guida e fare un “policing” editoriale in base a queste linee guida (come ha fatto sopra Arianna). Non ci sono regole certe, ma non si può neanche immaginare che qualunque definizione dei termini di un dibattito sia considerato una “censura”. Nessuno ha “diritto” a scrivere sulle mie pagine, conviene a me e a tutti noi che sulle mie pagine e sulle pagine di altri sia possibile un dibattito il più aperto e civile possibile.
Andrea Garbin Serra non si rende conto della portata del web 2.0, lui scrive sull’amaca per parlare a quelli che fanno il suo stesso mestiere, così non vede che quei commenti rappresentano una parte di questo paese, quello che probabilmente ci mantiene in molti degli ultimi posti. un esempio eccolo qui google mi segnala che un mio omonimo si è reso protagonista del furto che poteva essere “il colpo dell’estate”, potete leggere i commenti che sono esemplificativi di quello che dice Serra. Il fatto è come si interpreta tutto questo, per Serra sono perle ai porci il fatto di poter commentare un articolo e non è difficile trovare gli esempi. Questo però serve poi a impedire a tutti gli altri di esercitare un diritto di partecipazione che appartiene ai cittadini. Così come a invocare maggiore sicurezza quando c’era da trovare il capro espiatorio per vantaggio elettorale. E’ abbastanza triste un’amaca così.
Alessandro Zennaro Follini Credo che il problema di Serra -e come lui di molti altri- sia insito nell’obbligo di presa di coscienza del livello medio culturale di quei ‘pochi eletti’ internauti con cui possono avere un rapporto diretto ed immediato. Io, che mi fingo giornalista, passo molto tempo a leggere articoli online e capita che mi perda a leggerne i commenti…c’e’ da mettersi le mani tra i capelli sul serio, e io manco quelli ho…che poi sia giusto o sbagliato, rimane una domanda a cui ciascuno di noi puo’ dare la sua risposta in privato, nell’era del web 2.0 non esistono gli assolutismi, e credo che questo Serra lo sappia :)
Germano Milites In un primo momento sono scattato…poi però mi sono detto:”Cavoli, ha ragione”. Troppo spesso la libertà d’espressione viene confusa con l’obbligo d’opinione.
La discussione continua (per chi ha account facebook e ha voglia di leggere tutto) qui :D

 




  • maurizio

    È come prendersela con l’invenzione degli amplificatori: probabilmente, oggi non avremmo il rock per come lo conosciamo. La mia risposta “all’amaca” di Michele Serra:
    http://disoriginal.wordpress.com/2012/07/13/pump-up-the-volume/

  • giuliana bozzolan

    Certo che la rete e’un vero sfogatoio..pero’mi sembra che ognuno di noi che dialoga pensi di essere un profeta!

  • Libero Poli

    Michele è unico poi ci sono le varie Ciccone che pur di farsi notare cercano di fargli le pulci.

  • Libero Poli

    Michele è unico poi ci sono le varie Ciccone che per farsi notare cercano di fargli le pulci.

  • ivan

    ognuno ha il diritto di dire al bar e scrivere sul WEB tutte le fesserie che vuole, Serra ed io siamo liberi di sottolinearne la stupidità. E, per favore, voi del “seipoliticopertutti”, lasciate in pace Michele Serra che da sempre merita almeno “nove più”

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