indignati_15ottobre

Indignati, protesta informata? Ecco cosa si rischia a “non pagare il debito”

Può essere utile analizzare quali sarebbero le conseguenze di quello che è rapidamente divenuto il nuovo mantra di una protesta che si è rapidamente incanalata su un binario morto, considerando le proposte “operative” che da essa provengono: “il vostro debito non lo paghiamo”, ergo “viva il default”, meglio se “pilotato” o “selettivo”, che non è dato sapere che diavolo sia.

Immaginate un paese che non è (ancora) tecnicamente insolvente. Un paese, cioè, che è prossimo ad avere un avanzo primario, cioè la differenza tra entrate e spese, escludendo quelle per interessi su debito.

Improvvisamente, un bel mattino d'autunno, questo paese decide che non è interessato a cercare di capire come potrebbe crescere di più, per produrre quelle risorse necessarie non solo a ripagare o rinnovare i debiti, ma anche a redistribuire la ricchezza, attraverso un sistema di welfare nuovo, inclusivo e onnicomprensivo. Questo paese, un bel mattino d'autunno, si sveglia indignato, anzi incazzato nero, e decide che quel debito non s'ha da ripagare. Muoia Sansone con tutti i filistei. Noi non siamo la Grecia (ed è vero, non ancora, almeno), quindi non scenderemo lungo il sentiero infernale di manovre e contromanovre che ci uccideranno. Giochiamo d'anticipo, ripudiamo il debito!

Ottimo, e come facciamo? Beh, è semplice, dice l'Indignato Capo, colui che ha rapidamente scalato il cursus honorum del Movimento, giungendo a furor di popolo a guidare il paese. E quindi, come prima iniziativa, ecco la chiusura “temporanea” delle banche. Nessuno può prelevare alcunché.

Il Gran Consiglio degli Indignati decide che il default deve essere “selettivo”, cioè occorre premiare le famiglie e punire banche e “speculatori”. Per fare ciò, le famiglie non subiranno decurtazioni sui titoli di stato di cui sono in possesso, mentre banche e fondi comuni d'investimento, che sono dei volgari “speculatori”, avranno un taglio del 50 per cento del valore nominale dei titoli di cui sono in possesso. Per un increscioso disguido, nella categoria degli speculatori vengono inseriti anche i fondi pensione.Le banche, che avevano investito fino al 30 per cento dei propri attivi in titoli di stato si trovano improvvisamente con bilanci falcidiati, e decidono di reagire nell'unico modo possibile: chiedono ai debitori di restituire i prestiti ricevuti. Famiglie con mutui, imprese che devono finanziare investimenti e capitale circolante. Sfortunatamente, i debitori non dispongono di fondi per il rimborso, e vengono dichiarati falliti.

Le banche, tuttavia, non possono accontentarsi di dichiarazioni di insolvenza, in attesa che i tribunali consentano loro di tornare in possesso di case ed impianti che avevano finanziato, e quindi chiudono gli sportelli. Il panico si diffonde rapidamente tra la popolazione, anche perché i fallimenti a catena di imprese hanno fatto crollare il gettito fiscale, e lo stato, che si trovava con un bilancio primario in pareggio, ora scopre di avere una voragine nei conti pubblici. Che fare?
L'Indignato Capo compare in televisione, a reti unificate, accusando del disastro le Forze del Male: lo yacht Britannia, il Club Bilderberg, la cricca che comprò casa all'insaputa di Scajola. Come che sia, in alcune zone del paese scoppiano moti di piazza, anche dopo annunci di “ritardi” nel pagamento di pensioni e stipendi, e si formano gruppi scissionistici, subito ribattezzati “Indignati con gli Indignati”.
Il Gran Consiglio degli Indignati si riunisce in tutta fretta, e a tarda serata arriva l'annuncio: dobbiamo stampare i soldi per pagare stipendi e pensioni, ma con l'euro non è possibile. Quindi usciamo dall'euro, e da domani inizierà la stampa della Nuova Lira. E mentre tutti i creditori internazionali del paese (primi fra tutti le banche francesi e tedesche) avviano azioni legali per vedere riconosciuti i loro diritti ed ottenere il rimborso in euro dei titoli di stato da essi sottoscritti, la nuova moneta debutta sui mercati internazionali svalutandosi contro euro del 50 per cento. Comprare petrolio e materie prime diventa costosissimo, i venditori internazionali non accettano pagamenti in Nuove Lire e vogliono solo euro, che la Nuova Banca d'Italia Okkupata è costretta a reperire cedendo in garanzia il proprio oro. I prezzi cominciano a salire vertiginosamente, mentre in tutto il paese si susseguono scioperi per chiedere aumenti retributivi che tengano il passo con la feroce inflazione che sta prendendo piede, e le aziende muoiono come mosche. In alcune parti del paese cominciano a svilupparsi alcune forme di baratto, e la Nuova Lira viene rapidamente abbandonata.
Il Gran Consiglio degli Indignati è nel caos: “eppure ci avevano garantito che sarebbe filato tutto liscio, avevamo gli esempi di Islanda e Argentina”, dice un affranto Indignato Capo. “Si, ma le cose non sono così semplici”, replica un Indignato Consigliere, “l'Islanda è un piccolo paese che ha rifiutato di far pagare ai propri cittadini i debiti fatti all'estero da una banca privata del proprio paese, e l'Argentina aveva pur sempre una propria moneta, il peso, da usare al momento dello sganciamento dal dollaro, e non ha dovuto creare una moneta ex novo. E comunque, l'Argentina resta un paese con oltre il 30 per cento della popolazione sotto la soglia di povertà, anche dopo quasi un decennio di crescita robusta dopo il default”. Sgomento dell'Indignato Capo, mentre fuori dalla finestra si ode il frastuono di manifestazioni popolari contro il Consiglio degli Indignati. “La vostra lira non la vogliamo”, scandiscono i manifestanti.
Improvvisamente, suona la sveglia. E' mattino, un cupo e umido mattino d'autunno. E' stato tutto un incubo, ma i giornali restano pieni di titoli sulla crisi del debito sovrano italiano. Forse è meglio cercare di capire cosa occorre fare per avviare questa benedetta crescita e non cercare scorciatoie disastrose chiamate “default selettivo” o “controllato”.
Mario Seminerio - Phastidio.net (@phastidio)

@valigiablu - riproduzione consigliata
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  • El_Pinta

    Veramente, signor Seminerio, se lei si fosse preso la briga di documentarsi un po’ (anche in rete, magari quando non sta giocando a realmofthemadgod) avrebbe potuto constatare come l’invito al default non sia stato lanciato alla “cazzo di cane” come lei scrive, ma sulla base di analisi e letture dei fenomeni in corso un po’ più raffinate di quanto lei non lasci intendere dietro alla sua prosa che si vorrebbe corrosiva ma risulta, nei fatti, soltanto bambinesca e sconclusionata.
    Che si sia d’accordo o meno con le tesi proposte dai vari movimenti – e sia chiaro che non è obbligatorio essere d’accordo – non si può omettere di dire che il default viene invocato come requisito per una rinegoziazione del debito, che rimetta lo Stato (quello che è espressione dei cittadini) al centro dei processi economici.
    Insomma prima di gridare alla disinformazione degli altri, facile tecnica retorica per delegittimare gli avversari, sarebbe meglio informarsi, giacché questo è prerequisito fondamentale per svolgere qualsiasi attività giornalistica. Probabilmente lei mi risponderà che il suo articolo era satirico, uno scherzo, una provocazione, d’altronde lei si chiama phastidio…

    In ogni caso le allego due link che potrebbe leggersi al proposito http://www.militant-blog.org/?p=5498 http://www.carmillaonline.com/archives/2011/08/003994.html#003994

    e già che ci siamo, siccome le ho svolto una parte del lavoro da “giornalista” che lei avrebbe dovuto svolgere le sarei grato se fosse così cortese da riconoscermi una parte del compenso percepito per questo articolo, un 15/20 centesimi di euro sarebbero adeguati. Insomma, per evitare di dire fesserie bastava poco, un briciolo di onestà intelletuale e deontologia

  • valigiablu

    Questo è un blog collettivo, si basa sul dono. Non c’è compenso.

  • Antonio

    Bellissimo articolo! El-Pinta. lei che studi ha fatto? Suppongo sia come minimo ricercatore in economia…

  • daniele

    allora siamo messi male. Lo sai vero che non si può crescere per sempre? E che con la crisi delle materie prime che c’è probabilmente non cresceremo più?

  • beppe

    meglio documentarsi prima di scrivere articoli così sciocchi e banali… ma questo pensa che in strada ci siano solo ingenui? Oppure Valigia Blu è gelosa dell’attenzione che stanno avendo gli indignados e gli spara contro, come grillo?

  • matteo pascoletti

    Daniele, noi non spariamo a nessuno, al massimo ci permettiamo di dissentire, o dubitare, e di dare pubblicamente conto di ciò (nell’eventualità che a qualcuno interessi :D).

  • Dario

    è palese che valigia blu è gelosa della visibilità della protesta degli indignati, ma cara valigia blu serve maggiore rispetto per un movimento vero come quello che domani porterà in piazza una milionata di persone, non vi sorge il dubbio che forse siete voi fuori dal mondo?

  • Alessio

    Ecco El Pinta, sul default meglio che ti fai una pinta, perchè Seminerio è stato pure edulcorato nelle conseguenze del default.
    “una rinegoziazione del debito, che rimetta lo Stato (quello che è espressione dei cittadini) al centro dei processi economici.” è una frase anni 70 che letteralmente non vuol dire nulla.
    La verità è che abbiamo accettato l’Euro e che porta doni (tassi bassi) e prosperità a patto che si cresca e si mantengano i conti in ordine. Noi non abbiamo fatto nulla di ciò abbandonando una generazione (i giovani) per proteggerne un’altra (i lavoratori dipendenti e pensionati) intanto che la barca si inabissava. Mettiamoci un governo di cialtroni , incapaci e farabutti e chiudiamo il cerchio. L’invito finale è informarsi sui temi economici da chi ha competenza e serietà per farlo. Prova a sentire se non apprezzi Seminerio (che considero un semidio della materia) ad esempio il Prof. Vaciago o il direttore della rivista Valori DiStefano, basta che ti informi da fonti serie. Senza rancore e per inciso apprezzo sempre chi protesta sopratutto contro questo governo.

  • Antonio

    Ma perchè fornire delle spiegazioni e delle informazioni dovrebbe significare essere gelosi di qualcuno? Me lo spiegate?

  • valigiablu

    @antonio è il berlusconismo a nostra insaputa :D se non sei con me sei contro di me e sei invidioso :DD

  • Luigi

    Se el Pinta è rappresentativo degli indignados possiamo stare tranquilli: qualche casino fino alle vacanze di Natale, poi zitti fino alla prossima crisi ineluttabile del capitalismo. In questo nostro disgraziato paese il peggio si ripropone ciclicamente nelle stesse tragiche forme

  • Dario

    valigia blu rosiconi :))

  • Malombra

    commenti come quelli di dario denotano una cosa: che silvio berlusconi ha vinto a livello culturale in questo paese.

    In quel commento come argomenti da opporre all’articolo logico e preparato di Valigio blu troviamo:

    -rifarsi al sentimento: Berlusconi dice Voi mi criticate perché siete invidiosi.
    Dario dice che Valigia Blu critica perché è gelosa.

    In questo modo dalla logica si passa all’emotività e va in vacca ogni possibile confronto razionale.

    -il richiamo alla massa, ad una maggioranza ( addirittura lo slogan “siamo il 99&), al popolo.

    Stessa cosa di SilvioB. Il richiamo costante e autoritario al popolo “io ho la maggioranza, posso fare quello che voglio”.

    Mi spiace Dario, voi avete già perso in partenza, perché da voi non arriverà nessun cambiamento culturale. Le bocche cambiano, forse, ma il linguaggio è sempre lo stesso.

  • valigiablu

    sì se ragionare e cercare di capire è rosicare sì @dario :D

  • valigiablu

    @malombra grazie!

  • rowa

    sostanzialmente concordo con El_Pinta. Ci sono degli errori di fondo molto grossolani nell’articolo e che non recepiscono la realtà finanziaria di oggi. L’Europa sta pilotando il default greco lasciando che rimanga nell’euro, quindi anche quando dichiareranno fallimento la moneta stampata sarà quella della bce che li aiuterà a ricollegarsi agli standard europei, in sostanza saranno commissariati.
    Inoltre, la prospettiva che lascia sul fallimento delle banche è surreale, per legge, italiane ed europee, anche se una banca va in fallimento, i risparmi delle famiglie sono garantite dallo stato (europa) sino alla cifra di 100.000€, chi ne soffrirebbe sarebbero i miliardari, non le famiglie a cui verranno risarciti tutti i loro fondi, investiti. Per quanto riguarda i fondi di investimento nel debito pubblico italiano di altri stati, nessuno si sognerebbe mai di richiedere i danni allo stato fallito. Nessuno dei nostri investitori, infatti ha fatto causa all’Argentina quando andò fallita, ma hanno fatto causa alle banche che avevano suggerito quei titoli, ad alcuni è andata bene, ad altri il giudice ha dato torto, motivazione: si sa che la borsa è come il gioco d’azzardo, ne entri con le tasche piene ma puoi uscirne in mutande.
    In oltre, abbiamo 8.300.000.000.000 di euro di debito e rotti perchè il 2011 sta finendo e aumenterà di nuovo, anche l’anno prossimo. Nel 2013 ci sarà il pareggio di bilancio, quindi vorrà dire che rimarrà a 8.380.000.000.000 ca. a star larghi, nel 2014 cominceremo ad avanzare, quindi il debito si ridurrà a 8.345.000.000.000, secondo lei quanti secoli ci vorranno per ripianarlo?
    Per quanto riguarda il fattore crescita dello stato, il punto crescente dell’economia moderna è: se non investi non puoi crescere e l’Italia non ha soldi da investire, non li trovano ora quelli di destra, non li avranno in futuro quelli di sinistra, non li avranno se non sforando di nuovo in deficit e quindi aumentando di nuovo il debito, e sforando le direttive europee. Altre soluzioni? Il fallimento è l’unica, ma andare in default controllato e gestito dall’Europa come con quello della grecia e rimettendo i puntini sulle i come è giusto, rilanciare gli investimenti privati ed interni. Tutto ciò doveva essere fatto già nel 1992, cosa che non è stata fatta per evitare che l’europa ci buttasse fuori, questo però ci ha fatto proseguire per 15 anni a suon di crisi e controcrisi una volta ogni due anni, fino al crash del 2008. E’ bello parlare senza conoscere a fondo i fatti e soprattutto sbandierare ipotesi senza dare soluzioni.

  • Rio

    Peccato. Molti spunti interessanti che si perdono nel tentativo di essere “ironico”. Anch’io ritengo che sia pura pazzia proporre il default e l’uscita dall’euro, ma mi aspettavo un po’ più di analisi e un po’ meno “narrativa” nell’articolo.
    Meglio di niente, comunque.
    Su certi temi folli di grande successo (vedi, ad esempio, il signoraggio), su internet c’e’ sempre molto più materiale a favore che contro. Il che vuol dire solo che i “militanti” del movimento fanno un lavoro migliore di chi non e’ d’accordo.

  • Rio

    Un’altra cosa. I commenti, oggettivamente patetici, sull’invidia sono molto ben radicati in certa intellighenzia di Sinistra e non da molto prima che Berlusconi si affacciasse sulla scena politica. Berlusconi ha un sacco di colpe, ma questa direi proprio di no. :-)

  • Angelo Selvini

    Non me ne frega nulla di chi abbia ragione o torto ora, quanto espresso è un punto di vista che voglio capire. Come già chiesto in altro canale all’autore a me rimane non chiaro come venga dato per scontato l’aumento incontrollato dei prezzi, se non ci sia altro metodo per prevenirlo e semplicemente “funziona così” perché non c’è una regola o chissà che, e il perché di questo chissà che… Perché noi non abbiamo nulla da offrire da far pagare altrettanto? Perché una Svizzera “qualunque” ha potuto imporre il cambio della sua valuta?
    E chi ne sa ed invita alla consultazione di “fonti serie” (@Alessio, qui come altrove, ti cito solo per sintesi) dovrebbe pure spiegarmi come valutare la serietà delle stesse perché è grazie anche alle teorie dei professori “che ne sanno” che siamo arrivati a questo punto, anche di quelli che hanno taciuto: come faccio -da non esperto in materia- a continuare a credergli? E’ ragionevole che gli atti di fede non siano previsti, no?

  • Malombra

    Rio, concordo (il discorso c’è sempre stato, sia a destra come a sinistra)
    Ma il punto da me sollevato è un altro: SB ci ha creato un sistema politico sull’emotività.
    questo è il panorama culturale su cui ci muoviamo, oggi (purtroppo).
    Saluti

    p.s. io non ho mai parlato di colpe. ;)

  • Lorenzo

    L’Italia ha accumulato debito per anni per mantenere un livello di spesa pubblica insostenibile per volere politicanti corrotti che se ne son serviti per accumulare/comprare consenso tramite opere inutili, “investimenti” fatti su commissione alla mafia/gli amici e assunzioni inutili solo per acquistare popolarità vincere le elezioni.
    Il tutto in barba a responsabilità, etica e banale collegamento con la realtà.

    Gli “indignados” sono semplicemente l’altra faccia della medaglia di questa mentalità italiana che si basa sulla ricerca del pasto gratis e dello stipendio senza lavoro.

    Non c’è lavoro? Le Poste, la Rai e Alitalia assumono a man bassa! Non ci piace lavorare? In pensione con 25 anni di contributi! Vogliam ancora di più? Facciamo un’autostrada tra Salerno e Reggio Calabria e spartiamoci i fondi per 40 anni, tanto mica siamo così scemi da finirla e interrompere il giochino :)
    Ma come finanziamo tutto questo? DEBITO!
    Ma gli interessi cominciano a costare….No problem! Facciamo finta di darci una sistemata per un anno e ci intrufoliamo in un’unione monetaria con paesi seri e siamo a posto.
    Adesso però non ci crede più nessuno e si son accorti tutti di che gente siamo…No problem, DEFAULT e una bella pernacchia a quei deficenti che han usato i loro risparmi per finanziarci!

    Giusto il tempo di spostare i loro averi in luoghi più sicuri e troveremo i vari Scilipoti/Capezzone alla testa degli indignados. L’importante è metterla in quel posto a gente come me che certi mezzi non li ha.

    @ Angelo Selvini
    Lei crede veramente che l’Italia (ma anche un sacco di altri paesi) negli ultimi 40/50 anni sia stata governata ascoltando i dettami “dei professori che ne sanno” (intendo un economista liberale medio)?!? Ma ha mai letto un articolo dell’Economist, una pubblicazione Schiller,Samuelson o anche Krugman o mille altri?!? Noi abbiam fatto quasi l’esatto contrario e per decenni abbiamo sbeffeggiato gli “economisti liberali che fan teoria” fino a quando la nostra stampa idolatrava Tremonti (quello che diceva “economisti silete”) forti della convinzione che il nostro “modello di sviluppo” garantiva benessere. E siam con la cacca al collo.
    Va beh, è finita la pausa pranzo interrompo lo sfogo.
    Buona serata.

  • SILVIO

    Di amenità ne ho lette tante ma la presente “fola semineriana” le supera tutte.
    Il guaio è che qualcuno ha pure applaudito.
    Questione di gusti e di…IQ.

  • Rio

    @Malombra, non e’ vero che sia stato Berlusconi a creare un sistema politico fondato sull’emotività. A meno che non si voglia dare a Berlusconi “il merito” di aver inventato la demagogia spicciola, che esiste da sempre. Io ho l’età per ricordare cosa successe ai tempi della Prima Repubblica, quando Berlusconi era ancora lontano. Questi toni, questo linguaggio erano gli stessi. Capisco che molti non ricordino che Berlusconi (e prodi in una piccola parentesi), ma queste sono cose che vengono da molto più lontano.

  • Malombra

    Rio, stiamo andando OT. Rispondo, quindi, ma poi la smetto per rispetto all’articolo.

    SB ha rivoluzionato il linguaggio politico e quindi la politica, in Italia. Se vuole le posso linkare studi sul linguaggio berlusconiano e sul ruolo fondamentale in esso.
    Io non parlo di demagogia spicciola (quella c’è sempre stata) ma di sistema culturale. Cmq, il discorso è ampio.

    Saluti

  • Max

    @rowa

    “se una banca va in fallimento, i risparmi delle famiglie sono garantite dallo stato (europa) sino alla cifra di 100.000€, chi ne soffrirebbe sarebbero i miliardari, non le famiglie a cui verranno risarciti tutti i loro fondi, investiti”
    ¦ Sono garantiti dal Fondo interbancario http://www.fitd.it/chi_siamo/istituzione.htm per legge dello stato, peró prova a pensare se invece di fallire un Istituto, quindi coperto dagli altri, chiudono, non dico tutti, ma un 30%… :(

    “Nessuno dei nostri investitori, infatti ha fatto causa all’Argentina quando andò fallita, ma hanno fatto causa alle banche che avevano suggerito quei titoli”
    ¦ Non é esatto, le cause sono state intentate all’Argentina, e in seconda battuta alle banche, lo stato ha chiuso il contenzioso con perdite elevatissime; quindi, e solo per chi poteva dimostrare che fosse stato male consigliato, si é provveduto alle cause contro gli istituti. Che peró se chiudono per fallimento… :(

    Cito dal sito Altroconsumo (che ha seguito le cause, molte ancora in essere adistanza di 10 anni)

    “350.000 risparmiatori che possiedono titoli argentini per un controvalore di circa 13 miliardi di euro e che rischiano di perdere dal 20% a 70% del capitale versato) per un ammontare di 10 miliardi di euro”
    ¦ E se ci sono investiti i risparmi dei tuoi anni di lavoro, e sei pensionato, tutto ció non é bello! Ancora molti italiani ricordano questo crac che ha coinvolto 350.000, non 60 milioni… :(

    “La rinegoziazione del debito a condizioni credibili e sostenibile è la base per ricostruire la credibilità esterna e per la ripresa del flusso dei finanziamenti internazionali del paese. Naturalmente questo difficilmente potrà prescindere da un accordo con il Fondo Monetario Internazionale”
    ¦ Questo passaggio mi permette di ricordare che in questi mesi spesso mi capita di commentare link che riportano l’esempio Islandese, che per quanto riguarda gli strumenti di democrazia e controllo sono molto interessanti, peró bisogna anche ricordare che se la gente ha risparmiato non pagando i debiti, dovrá poi pagarsi con un aumento di tasse ogni infrastruttura di cui avesse bisogno, perché come “cattivo pagatore” non troverá credito. Faremmo cosí anche noi con un amico poco fidato… ;(

    ¦ Aggiungo anche che normalmente vengono ascritti alle banche cattive i debiti Islandesi, ma a parte la banca islandese, i crediti erano per lo piú, cosí ho letto, di fondi pensione inglesi e olandesi, oltre a c/c bancari aperti, perché convenienti, dai cittadini dei due paesi.
    Se ci fosse dentro qualche speculatore non ci piango sopra, ma se sono di gente normale che ha perso (spero non) tutto… :(

    Questo, non per fare polemica ragazzi, ma per mettere a disposizione informazioni e strumenti per ottimizzare le proteste ed evitare di prestare cosí il fianco a strumentalizzazioni dei “cattivi”. La celeberrima democrazia dal basso… :)

  • valigiablu

    Volevamo segnalare anche un altro post interessante che forse può aiutare ancora di più la discussione (inserito anche sotto la voce: consigli di lettura) http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/indignati-si-violenti-no/163759/

  • Lorenzo

    @ Max
    Peraltro è risaputo cha anche in condizioni “normali” qual fondo rimborsa immediatamente (ovvero entro 3 mesi dalla liquidazione dell’istituto prolungabili a nove) solo fino a 20.000 euro, mentre per i restanti 80.000 (83.291,38 ad esser precisi) il rimborso avviene “nei tempi stabiliti dai liquidatori dell’istituto fallito”. Se poi fallisce un istituto “sistemico” è comunque solo accademia.

  • Ste_

    A me sembra che gli unici che bramano tanto di rimanere nello status quo (berlusconismo) siano coloro che (a partire dall’autore dell’articolo) attaccano con tanta spoccchia chi cerca di proporre una vera e radicale alternativa ad un sistema giunto ormai ad una crisi irreversibile (cioè sistemica), sfottendo e proponendo, in maniera neanche troppo velata, che a il Male da cambiare sia *solo* il Governo (Berlusconi), ma che il nostro bel sistema capitalistico-iperfinanziario debba rimanere tale…altrimenti, BUH! Non che non si possano esprimere opinioni contrastanti, però ridicolizzare da dietro una testiera chi ci mette faccia,corpo,energie e tempo per pensare e costruire un’alternativa che sia realmente tale, e così facendo nascondere ciò che è ormai davanti agli occhi di tutt* mi fa proprio inca***re…

  • El_Pinta

    @valigiablu: se non prevedete compenso allora l’autore mi offrirà una birra.

    Per specificare, io non sono un ricercatore in economi e non do giudizi di merito, mi pare anche di aver specificato che si può essere o meno d’accordo su certe analisi. A me ne convincono alcune, all’autore altre.
    Quello che mi da fastidio è l’atteggiamento per cui se qualcuno la pensa diversamente da noi, invece che ragionare sugli argomenti concreti, la si butta in caciara nascondendosi dietro un’ironia di comodo che per me non vale nulla da un punto di vista giornalistico, non arricchisce il dibattito e riduce tutto ad una contrapposizione sterile: voi bambinetti ignoranti che protestate senza sapere contro noi che portiamo la fiamma della ragione…per il resto pensate di me ciò che volete…baci

  • daniele

    @matteo: non ho mica capito in che senso il tuo commento sarebbe una risposta al mio commento… sto invecchiando? Io mi limitavo a dire che cercare la crescita sta un po diventando come inseguire una chimera, e visto che l’autore dell’articolo dice che il defaul è male, ma ammette che al default si può sfuggire solo crescendo… direi che siamo messi male. Mi sembra che l’autore meriti una domanda: in cosa consiste per lui la crescita?

  • Niko

    L’articolo di carmilla è un piccolo capolavoro. Del resto farsi spiegare la finanza da un tipo che non sa che CDS non significa “Collateral defauld swaps” (il che vuol dire non masticare nè i termini del settore su cui si scrive, nè il concetto: Credit default swap vuol dire concettualmente “Scambio sul default del credito”, collateral defauld swaps uno, ortografia a parte, non significa nulla, due, anche se si cerca di tradurre, corrisponde a qualcosa come “Scambio sul default del collaterale”, che è anche concettualmente sbagliato); o che nemmeno è in grado di copiare bene da wikipedia, dal momento che CDO sta per “Collateralized debt obligation”, cioè “debito garantito da collaterale” e non “obbligazione da debito collaterale”. Ma passi, che si sa l’inglese è la lingua del capitale, e su Carmilla si parla solo coreano.
    Ulteriore chicca quella sui paradisi fiscali. Stare in un paradiso fiscale, legalmente, ovviamente non significa non pagare le tasse. Ma tant’è, quando si parla di società offshore si può dire tutto, che tanto stan sulla minchia a tutti.
    Chissà se poi i carmillari si rendono conto che se il debito è detenuto da fondi, le cui quote sono in mano alle famiglie italiane, apparirà statisticamente detenuto da società finanziare ma… in effetti è in mano delle famiglie che investono. Ah, che difficoltà fare il carmillaro, bisogna stare attenti alla scocciante realtà dei fatti. Meglio infilare tutto sotto al tappeto.
    Infine la patrimoniale interessante chicca vetero-marxista: vostro padre si fa un culo così da quarant’anni per comprarsi la casa? Va espropriata, perchè la casa appartiene ai muratori che l’han tirata su. Ah, le infinite applicazioni dell’esproprio proletario che non guarda in faccia a nessuno!
    Infine non male la riproposizione della lotta di classe transnazionale: se il debito è in mani estere, ALLORA è in mano a Goldman Sachs. Che si vada a fare default su obbligazioni detenute da onesti lavoratori svedesi, americani o portoghesi evidentemente non crea grossi problemi. Ci si può rifugiare nel “proletari (di un paese solo) unitevi, ciccia ciccia al proletariato estero”.

  • Fabio Gallo

    Ma non sarà che “Noi il debito non lo paghiamo” non significa “non voler pagare il debito” (come intende l’articolo), bensì “Pagatelo voi” (intendendo – dico a caso – evasori e speculatori vari)?

  • elbarto

    quando l’articolista inserira’ argomenti come il signoraggio bancario collegato al debito allora potro’ considerarlo degno di una disquisizione di economia politica. Prima di allora riferiro’ le mie attenzioni su siti piu’ seri.A cosa vi serve il mio CAP? Ma come, non siete per la liberta’ di espressione?

  • Malombra

    @ste, scusami, quale sarebbe l’alternativa vera e radicale? In cosa consisterebbe? Ma nel dettaglio, eh.

    Saluti

  • Gianni

    “Improvvisamente, un bel mattino d’autunno, questo paese decide che non è interessato a cercare di capire come potrebbe crescere di più, per produrre quelle risorse necessarie non solo a ripagare o rinnovare i debiti, ma anche a redistribuire la ricchezza, attraverso un sistema di Welfare nuovo, inclusivo e onnicomprensivo”, ti sbagli il percorso che preferisci tu e che esemplifichi in questa frase non è possibile raggiungerlo con il pareggio di bilancio e con l’assurdo e falso problema della riduzione del debito, perseguendo le politiche neo-liberiste significa perdere completante lo stato sociale e creare sacche di lavoro alla cinese in Europa, ovvero morte disperazione e povertà, l’Euro è stato creato con questi fini, togliere sovranità agli stati privandoli della loro moneta, costringendoli di fatto ad indebitarsi sui mercati finanziari e paralleli, saccheggiandogli lo stato sociale questo è e resta il vero ed unico fine dell’euromoneta, il resto sono tutte balle in quanto smentite dai fatti degli ultimi 10 anni. Ecco le ricette per un futuro prospero con pieno stato sociale e piena occupazione, oltretutto possibilissimo, basta volerlo e non fare il tifo per i finanzieri ed i neo mercantilisti (Marchionne) come fanno molti a sinistra, ecco le due possibilissime ricette:

    1) Divulgare a tutti, e in tutti i modi, Il Più Grande Crimine (se non sai di cosa si tratta chiedilo a Google), cioè chi è il vero potere e cosa ci fa.

    2) Organizzarsi come cittadini che chiedono in sede politica di affrontare il piano di distruzione degli Stati, leggi e cittadini.

    3) Ottenere una conferenza intergovernativa dei 27 UE con accordo unanime uscita da euro e ritorno a monete sovrane (questa è la procedura di uscita dall’euro imposta dal Trattato di Lisbona), con accordo politico per bloccare eventuali speculazioni contro le nuove monete sovrane.

    4) Mobilitazione popolare di massa per pretendere dagli Stati di nuovo sovrani nella moneta il ritorno alla loro funzione primaria: la spesa a deficit per creare piena occupazione e pieno stato sociale, con lo Stato padrone sempre del 51% dell’economia pubblica essenziale e il settore privato sempre al 49%. Senza ciò, tutto quanto sopra sarebbe futile, torneremmo da capo, col Vero Potere che ci succhia il sangue e strangola i redditi.

    La seconda è la strada della ribellione dell’Italia da sola, che torna a moneta sovrana facendo saltare i tavoli d’Europa, naturalmente sempre e solo in seguito a una semirivolta degli italiani. E’ rischiosissima, ma non è detto che i mercati non ci premierebbero alla fine.

  • Saro
  • bigpapi

    quoto in pieno il messaggio di niko. va bene protestare , ma portare ogni tanto una proposta”attuabile” e non utopistica sarebbe utile al paese! la grecia si salva,se si salva se rimane nell’euro..e noi pensiamo di uscire da questa cosa , tornando alla lira.? io non ho soluzioni,non sono un economista e non ho le basi per dare una soluzione mia, ma uscire ogni tanto dalla soluzione utopistica di un mondo nuovo bello solidale e generoso ,sarebbe bello. se no aspettiamo il 25 dicembre che arriva babbo natale.

  • Saro

    ci sono un sacco di proposte “attuabili” di cui si discute, ,a la discussione non arriva sui giornali e nemmeno a chi commenta qui disorientato o all’autore dell’articolo, forse bisogna darsi da fare e studiare un po’, invece di chiedere i miracoli o ancora peggio di negare l’esistenza di un dibattito che invece è vivo e interessante. Certi ommenti servono solo a blandire l’ignoranza, a consolare chi non sa nulla e su questa sua ignoranza misura il resto del mondo

  • enrico buffagni

    Sono contrario ad ogni soluzione inutilmente traumatica (e il default lo è). Resta il fatto che il caso presentato da Seminerio si presta al ricorso da parte dei creditori, ricorso che invece non avrebbe merito nel caso in cui l’Italia abbandonasse l’euro.
    Il default infatti non avverrebbe rinnegando il debito ma pagandolo in moneta nazionale (che sarebbe il mercato a svalutare). Questo naturalmente creerebbe enormi disastri ai risparmiatori e ai pensionati ma chi ha dormito fino a ieri vuole soluzioni sbrigative per tornare a farsi gli affari suoi.