Se Vasco Rossi denuncia Puzza87 & C.

Cosa è successo veramente tra la rockstar e Nonciclopedia



La decisione di Nonciclopedia di oscurare il proprio sito per protestare
contro la diffida dell’avvocato di Vasco Rossi, decisione su cui si sta
molto scrivendo in queste ore, è uno di quei casi in cui
l’atteggiamento riduzionista («è solo satira!», «la satira non si
tocca», «non è satira, è schifo») fa danni a non finire, secondo me. Lo
scrivo perché, quando ho saputo della chiusura del sito, subito sono
scattato pensando «ma come? Una rockstar denuncia un gruppo di ragazzi? E
non poteva chiedere la semplice rimozione della pagina?». E avevo così
scritto una traccia per l’articolo, inizialmente, che ho completamente
rivisto a mano a mano che acquisivo più informazioni e dati, anche
attraverso uno scambio di mail con lo staff che amministra
Nonciclopedia.
Leggendo la loro versione ufficiale,
scritta con lo stile caustico che ha caratterizzato finora il sito (una
versione satirica e parodistica di Wikipedia), si scopre che nel
febbraio 2010 l’avvocato di Vasco Rossi ha contattato gli amministratori
per richiedere la rimozione della pagina dedicata alla rockstar e, come
se non bastasse, «i dati degli utenti per procedere alla loro
identificazione». Gli amministratori fanno presente all’avvocato che già
in passato hanno rimosso delle pagine, su richiesta dei diretti
interessati, e che essendo un sito dove gli iscritti generano e
modificano i contenuti (in modo simile a Wikipedia, per l’appunto), la
richiesta dei dati degli utenti ha poco senso, ai fini della richiesta
di rimozione.
Ingenuamente gli amministratori pensano che la questione sia finita lì.
Naturalmente si sbagliano: un giro di convocazioni della polizia postale
fa capire agli amministratori che la questione è ancora aperta,
essendoci una denuncia. Gli amministratori sono stati convocati come
persone informate sui fatti: non è stato comunicato loro nessun avviso
di garanzia.

Ora, viste le parti in causa, da una parte Vasco Rossi, rockstar che
riempie gli stadi e macchina economica di primo piano nell’industria
dello spettacolo, dall’altra un gruppetto in cui girano nick come
“Puzza87” o “Sua Sbronzosità MF Alcool”, una denuncia appare più una
forma di intimidazione, che un atto a propria tutela. Un eccesso di
difesa che sconfina nell’offesa. E anzi, in un periodo critico in cui si
discute di “bavagli” e “ammazzablog” il comportamento della rockstar e
del suo entourage sembrerebbero alquanto fuori luogo. Il condizionale è
d’obbligo, perché come ha specificato lo stesso avvocato di Vasco Rossi,
la denuncia è conseguente alla mancata rimozione della pagina.
Una versione che sembra confermata dagli stessi amministratori di
Nonciclopedia, come si evince da due date in particolare, distanti più
di un anno tra loro:

4 febbraio 2010: Nonciclopedia risponde all’avvocato, spiegandogli
brevemente cos’è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati
degli utenti, mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le
parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già
successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro
pagina.

18 agosto 2011: un admin di Nonciclopedia viene convocato dalla polizia
postale per spiegare il funzionamento del sito. I poliziotti gli
chiedono un autografo. Sul verbale.
La comunità decide di cancellare la pagina di Vasco Rossi in attesa di
ulteriori sviluppi, comunicando la nostra decisione all’avvocato e
spiegandogli che attendevamo una sua risposta. L’avvocato continua ad
ignorarci nonostante la notifica di lettura.

A dispetto dei fatti riportati, però, che cosa sta succedendo?
Succede che si è scatenata una reazione compulsiva e massificata
all’insegna del dagli al censore! Si è arrivati, per esempio, al titolo
del Corriere
on line, «Vasco Rossi fa chiudere Nonciclopedia -Il rocker contro il
sito satirico: querelati per diffamazione, si autosospendono. E il web
s’infuria», che assolutamente non rende conto dell’effettivo svolgersi
dei fatti, e si inserisce dietro un’ondata di reazioni rabbiose che si è
scatenata in rete. #vascomerda è tra i trending topic mondiale su twitter oggi,
senza contare i pesantissimi insulti sulla bacheca della rockstar, che
conta più di due milioni di fan. Per riprendere uno dei molti
interessantissimi spunti offerti dai Wu Ming sul loro profilo twitter,
vorrei vivere in un paese dove i trending topics sono altri:
#debitopubblico, #precariato o #questionemorale, per fare degli esempi.
Gli amministratori hanno chiaramente chiuso il sito anche per attirare
l’attenzione dell’opinione pubblica. Nel forum di Nonciclopedia,
infatti, l’area dedicata all’argomento si chiama «Sciopero di Nonciclopedia».
Così come nel loro sito c’è scritto che «Nonciclopedia sciopera a tempo
indeterminato» Dunque la protesta è il motivo alla base della chiusura,
e non le richieste in sé dell’avvocato di Vasco Rossi. Obiettivo
raggiunto, ma la faccenda è sfuggita di mano, per usare un eufemismo. È
da stamattina che contro Vasco Rossi stiamo vivendo un infinito minuto
d’odio orwelliano: questo sfogatoio ha come principale effetto quello di
sdoganare l’uso dell’insulto e del turpiloquio veemente nel senso
comune. Sembra quasi ordinaria amministrazione leggere «crepa» su una
bacheca. Ma io, scusate tanto, non mi voglio abituare a leggere certe
cose, in assenza di comportamenti che giustifichino davvero una simile
rabbia.

Ora si possono fare due riduzioni qui. La prima è «sì, ma è solo satira,
la satira è sacra». Questa è una sciocchezza: già in passato
Nonciclopedia ha ampiamente superato il confine tra la satira e
l’istigazione al trolling con la pagina dedicata allo scrittore G.L. D’Andrea,
che vessato a lungo dai troll alla fine ha preferito chiudere il
proprio blog; c’è una certa contiguità tra i due tipi di linguaggio. Mi
pare dunque una scusa patetica, come chi, magari dando un colpo troppo
forte a una persona, si giustifica dicendo «aò, ma stavo a scherzà, ma
fatte una risata»: l’atteggiamento ridanciano, in realtà, se abusato
diventa un modo per non assumersi mai le responsabilità del proprio
comportamento. La libertà è un qualcosa connesso all’individuo, non una
“facoltà di…” che ci si prende senza guardare in faccia a nessuno.
Questa per me non è satira: è immaturità, è desiderio di impunità. Se
penso a grandi maestri della satira, con rispetto parlando, penso a un Jonathan Swift,
non ad anonimi autori che mulinano insulti e sberleffi e volgarità a un
personaggio famoso, così, per farsi quattro risate. Del resto gli amministratori del sito si difendono in modo molto
ambiguo:

Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso
ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato
picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli
alimenti al nullatenente Vasco Rossi. Un uomo che ha vissuto
l’esperienza della droga, l’esperienza del carcere, l’esperienza di
stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l’idea
di essere oggetto di satira su Nonciclopedia.

A parte che gli stessi amministratori sconfessano voci circa denunce e
rinvii a giudizio, l’idea che chi amministra un sito non sia
responsabile dei contenuti, perché tanto a scrivere è un bimbominkia di
15 anni, non sta in piedi. O l’autore della pagina a Vasco Rossi è un
nuovo e precocissimo Corrado Guzzanti, oppure chi amministra si nasconde
dietro la piattaforma wiki per eludere qualunque tipo di responsabilità
sui contenuti. Questo è un comportamento vigliacco, oltre che
irresponsabile: non è un limite della piattaforma wiki, ma una scelta,
casomai, di chi amministra Nonciclopedia, tanto è vero che su Wikipedia
la vigilanza sui contenuti è una attività fondamentale. Tanto più che,
invece di argomentare sulla libertà di espressione, gli amministratori
di Nonciclopedia preferiscono puntare il dito sui trascorsi giudiziari
di Vasco Rossi, per dire, in sostanza “ha avuto problemi di droga, è stato in carcere, è famoso, quindi possiamo scrivere quello che ci pare”.
E nel dirlo, si limitano al solo piano delle allusioni. Quello di
espressione è un diritto dell’individuo che lo esercita, non un diritto
contro l’individuo.

Ma c’è un altro riduzionismo che secondo me è pericoloso. Ossia:
«Siccome non è satira, è giusto denunciarli, ci starebbe bene la
diffamazione, bisogna fare qualcosa». La satira non è qualcosa di
facilmente definibile, perché affida il proprio statuto alla creatività e
alla libera invenzione. Un conto è cercare una definizione sul piano
culturale, critico, un conto è cercarla sul piano legale. Sarebbe come
definire per legge che cos’è un romanzo: chiunque non rispettasse la
definizione non sarebbe più un artista che sperimenta, che osa, ma un
potenziale delinquente. Il tentativo di regolamentare la satira, perciò,
ha sempre un che di censorio, perché limita le possibilità espressive
dell’autore. Il punto, dunque, è nello spirito che anima qualunque tipo
di regolamentazione: non è una materia che può essere affrontata solo
dal punto di vista tecnico, perché gli effetti pratici sono sempre e
comunque di censura.
Quindi, vuoi perché Nonciclopedia fin troppo spesso scade nel cattivo gusto, vuoi perché la versione del 2009 della pagina dedicata a Vasco Rossi è
molto più schifosa di quella che sta girando attualmente su Facebook, il
rischio è che questo episodio possa diventare il tanto sospirato capro
espiatorio da impugnare per leggi restrittive contro il web; il rischio è che l’opinione pubblica non sappia trovare una posizione
critica tra l’ondata di insulti a Vasco Rossi e la volontà di fermare
tutto ciò che anche approssimativamente puzza di trolling, facendo il
gioco di quei politici che da anni ormai cercano di infilare ovunque
codicilli censori per il web.

Un’ultima osservazione. Su Facebook (e ti pareva), è nata la pagina Salviamo Nonciclopedia. Boom di iscritti, denuncia di tentativi di
forzare gli account degli amministratori (non dimostrata), richiesta di spostarsi verso
una pagina che nulla ha a che vedere con Nonciclopedia, facendo leva su un eventuale rischio di chiusura della pagina (non si capisce per quale motivo): un copione già visto. Ma in questa versione c’è un dato in
più, davvero interessante. La pagina risulta esplicitamente creata da Genera.tv, una «giovane e dinamica cross media agency», come è scritto sul loro
sito, si è fiondata in difesa della libertà di espressione? Ho chiesto a
uno degli amministratori di Nonciclopedia di eventuali contatti tra
loro e questa agenzia, ma ha negato. Ho contattato via chat Facebook uno
dei responsabili di Genera.tv, che ha confermato la versione (aggiungendo a proposito del “dirottamento”: «provavamo a dirottare su rivoluzioni generative perchè siamo convinti
che le prossime grandi rivoluzioni saranno fortemente diffuse ed
influenzate dalla rete. ed ovviamente per rendere noto l’eventuale soppressione della pagina da terzi»). Nessun
contatto, si è trattato di una libera e spontanea iniziativa  di
Genera.tv. Curioso che la missione della pagina sia superare i 2 milioni di fan di Vasco Rossi. Ma che c’entra con la libertà di espressione e con il dibattito censura/satira?

P.S. Intanto mercoledì 5 ottobre il Parlamento si accinge a votare la legge bavaglio, comma ammazzablog incluso. 

Matteo Pascoletti (hanno collaborato le mie segretissime  fonti G.T. e V.D.N.)

@valigiablu – riproduzione consigliata

Autore
Maestrino saccente. @matteoplatone



  • Daniele Spagli

    Forse avere un’idea di quello che c’era scritto aiuterebbe, ma avendo letto saltuariamente qualche pagina di nonciclopedia non ci vuol molto a capire che non ha alcun senso chiedere la rimozione o offendersi per quello che sta li scritto, visto lo spiccato nonsense e l’esagerazione che alberga in quelle pagine.
    Mi sembra che se uno non riesce a farsi una risata di fronte ad una goliardica canzonatura siamo proprio alla frutta.

  • matteo pascoletti

    eh, ma io conosco persone che hanno letto saltuariamente quelle pagine e pnsano il contrario. L’argomentazione che fai è troppo soggettiva, mi pare, il discrimine non può essere “se non ridi, è colpa tua”. Uno può dire “no, è colpa tua che non mi fai ridere”, e diventa un tiro alla fune retorico.

  • Luca Di Tizio

    Complimenti a Matteo per l’articolo, ma ci sono due aspetti che secondo me sono da porre maggiormente in evidenza (anche se concordo in pieno sul probabile marketing pubblicitario dell’iniziativa). 1) Internet come mezzo di comunicazione è ancora immaturo, quindi produce anche satira immatura con Nonciclopedia (frequentata da molti adolescenti), quindi il paragone con Swift, (ma anche Carlin, Hicks e Stanhope per rimanere un pochino di più nel contemporaneo) calza poco. Detto questo 2) attaccare Vasco Rossi oggi è stato un modo per molti di sfogare il proprio astio artistico nei suoi confronti (più che per la reale indignazione per l’evento “censorio”), ma al contempo dobbiamo difendere uno strumento che ha ancora un potenziale inaudito (oggi non si difende solo Nonciclopedia, ma il futuro della satira sul web. il 5 sarà necessario fare un bel po’ di casino ovviamente, spero che il fuoco di oggi non si spenga. Complimenti ancora per l’articolo ( e per Diana allargate lo spazio del messaggio, non so cosa ho scritto tre righe sopra!!!)

  • Daniele Spagli

    Se non ridi può essere colpa mia, ma se ti offendi perché una battuta non ti piace sinceramente è colpa tua.
    Almeno su questo non dovrebbero esserci dubbi… ma ricordo adesso che viviamo nella patria delle opinioni, dove è possibile tutto ed il suo contrario.

  • Giovanni

    Caro Matteo, ho letto e sono giunto in fine al tuo scritto.
    Così, ecco alcune mie brevi e piccole considerazioni:
    1) vorrei vivere in un paese dove i trending topics sono altri: #debitopubblico, #precariato o #questionemorale, per fare degli esempi.

    Il tuo discorso, a mio avviso è opinabile: la tua tendenza ai massimi sistemi e all’ottimizzazione di questo povero Stato è legittima, ma cozza aspramente con una realtà tanto banale quanto incontrovertibile: ai Puzza87, lodevoli ami per titoli d’assalto, del debito pubblico e del precariato non importa. Oppure, per cercare di soddisfare un maggior numero di opinioni: ai venticinquenni precari importa della disoccupazione giovanile e, al contempo, è legittimo togliere quella patina di boriosa serietà e pensare alle piccole polemiche da pausa pranzo. Anche io m’interesso del debito pubblico, ma non costantemente nell’arco della giornata. E non è frutto dell’insostenibile pesantezza del nostro Paese, ma è semplice e lodevole svago.

    2) Dunque la protesta è il motivo alla base della chiusura, e non le richieste in sé dell’avvocato di Vasco Rossi.
    Sì.

    3) questo sfogatoio ha come principale effetto quello di sdoganare l’uso dell’insulto e del turpiloquio veemente nel senso comune. Sembra quasi ordinaria amministrazione leggere «crepa» su una bacheca. Ma io, scusate tanto, non mi voglio abituare a leggere certe cose, in assenza di comportamenti che giustifichino davvero una simile rabbia.

    Sembra quasi ordinaria amministrazione leggere “crepa” su una bacheca tanto quanto sentire “crepa” in viaggio in metro. Sì, anche tra sconosciuti. Abituatici. Sì, perché da 23enne quale sono posso tranquillamente e serenamente dirti ch’è prassi: sia sulla bacheca, sia per strada. Non ha la risonanza da brigatismo, quel “crepa”: è un semplice, probabilmente brutale e ingiustificato modo di ribadire concetti che potrebbero ispirarsi alla più pacata e razionale democrazia. Ma Matteo, fidati che nessuno oserà toccare Vasco. E posso capire che leggere certe “brutalità” possa infastidire, ma sicuramente non mi metterei all’erta.

    4) l’istigazione al trolling
    L’istigazione al trolling è una definizione tanto ambigua quanto ineffabile; e comunque, non trovo nessun reato riconducibile ad essa. E anche se fosse, chissenefrega. Trolling può essere per te Puzzo87, per Puzzo87 potrebbe essere la strenua battaglia contro Minzolini. Purtroppo, la giusta e condivisibile argomentazione di un’idea è essa stessa troppe volte relativa.

    5) La libertà è un qualcosa connesso all’individuo, non una “facoltà di…” che ci si prende senza guardare in faccia a nessuno.

    Gradirei capirci meglio. Chi viola la libertà di chi o cosa, ad esempio.

    6) Questo è un comportamento vigliacco, oltre che irresponsabile: non è un limite della piattaforma wiki, ma una scelta, casomai, di chi amministra Nonciclopedia, tanto è vero che su Wikipedia la vigilanza sui contenuti è una attività fondamentale.

    Legittimo, il tuo punto di vista. Di contro, una domanda che non vuole essere provocazione: mettiamo caso che un giorno Valigiablu.it debba subire la scure della censura a causa di una nuova legge, e debba trasferire i server in un altro Stato. E mettiamo pure caso che la vostra campagna contro Minzolini rischi di essere sia legalmente (querela) sia in un contesto extra-legale(semplice strumentalizzazione a fini, quelli sì, politici) vista come possibile diffamazione. Orbene, tu mi dirai che la situazione è diversa: l’articolo irriverente verrebbe prontamente rimosso.
    Chiaro. In un sistema (il sito) perfettamente articolato e serio, esso sarebbe un caso più unico che raro.
    Di contro, in un sistema (Nonciclopedia) il cui il cazzeggio e la blasfemia e l’irriverente e a tratti cattiva satira (o come la si vuole definire) sono prassi, anzi SISTEMA, la pagina di Vasco non è l’eccezione, ma la norma. Qui non si vuole scardinare un personaggio, una pagina: qui si vuole semplicemente e chiaramente e anche strumentalmente (badabene: Nonciclopedia mi fa ridere, è spesso però esagerata e qui hanno saggiamente e strumentalmente fatto la parte un pochino delle vittime. Sicuramente, l’avrei fatto anche io fossi stato in loro. La risonanza di Nonciclopedia, lo si voglia o meno, è decisamente più forte ed ampia di un sit-in davanti la RAI. Giusto o meno, non m’importa.)

    7) [..] Ma che c’entra con la libertà di espressione e con il dibattito censura/satira?
    8)
    No, non c’entra: è a parere mia una saggia strumentalizzazione. Ma dunque? Voglio dire, l’intenzione non è opinabile qui: qui importano i fatti. Potrebbe essere benissimo un tentativo fallito di pubblicità voluto da Vasco Rossi stesso; quello non importa.
    Importa, unicamente, il fatto che se esiste la pagina “Uccidiamo Bersani” come “Uccidiamo Berlusconi”, nessuno ucciderà né uno né l’altro. Allo stesso modo, prenderei alla leggera Nonciclopedia ma non Borghezio: sai la differenza, a mio avviso, qual è? Semplice: Nonciclopedia non parla e non si veicola mediante le Istituzioni.

    9) P.S. Intanto mercoledì 5 ottobre il Parlamento si accinge a votare la legge bavaglio, comma ammazzablog incluso.
    Hodie mihi, cras tibi: se oggi è Nonciclopedia, domani potrebbe essere Valigiablu. Aiutati, che la rete d’aiuta.

  • Giovanni

    Scusate la formattazione, ma ho copia-incollato.

  • I.C.

    Nonciclopedia penso esista dalla notte dei tempi e non va letta in maniera assoluta in chiave satirica ma in chiave completamente ironica. É un fumetto senza disegni, dove vengono fatte caricature scherzose di qualsiasi cosa ma con le parole e non con le immagini. Le parole hanno un peso e ache le immagini. Sulle immagini abbiamo imparato a chiudere un occhio ma ora che abbiamo tutti la penna in mano e tutti ci possono ascoltare ci sentiamo importanti e bacchettiamo qualsiasi caduta di stile.

    Mi dissocio in tutto e per tutto con chi attacca l’atteggiamento di nonciclopedia e snobba il suo modo trash di ironizzare: questo si, è il primo attacco ad una libertà.

    Estenderei anche il pensiero di Daniele aggiungendo che se sei un volto noto e vedi in giro solo i tuoi “fan” non puoi pensare che esistano solo loro: sicuramente c’è anche una valanga di gente (forse lo stesso numero) che non ti può vedere.

    Saluti :)

  • Lucio Angelini

    Nel maggio del 2010 lo staff di ilmiolibro.it (Repubblica) mi inviò la seguente mail: “Gentile utente, abbiamo riscontrato che la sua opera ‘La bufala del New Italian Epic’ contiene contenuti che sono potenzialmente diffamatori e potenzialmente violano i diritti di terzi.

    La preghiamo pertanto di togliere nei prossimi giorni il libro dalla
    vetrina del sito ilmiolibro.it

    In alternativa, saremo costretti noi a farlo in relazione a quanto previsto agli articoli 6 e 8 delle condizioni e termini generali di utilizzo da lei sottoscritte

    Grazie per la collaborazione,
    Un cordiale saluto

    Lo staff di ilmiolibro.it»

    Il libro venne presto censurato e rimosso, come primo segnale dei “tempi nuovi” che si stavano preparando.

  • matteo pascoletti

    giovanni, io sul relativismo che impugni la penso così. L’acqua non bagna, asciuga. Ho diritto a questa opinione, quindi è inutile parlarne.

    (ecco perché non sono relativista).

    Sul discorso satira/ironia/eccetera che fanno altri nei commenti. Ho già spiegato la mia posizione, non sono d’accordo. Invito la lettura del discorso leopardiano sui costumi degli italiani, dove è spiegato molto meglio di quanto saprei fare io che cosa celi un certo tipo di goliardia.
    Per il resto ho già spiegato, già argomentato, non ho molto altro da aggiugengere.

    Lucio: Mi pare che nel tuo caso non c’entrino Vasco Rossi e Nonciclopedia.

  • matteo pascoletti

    mo’ scusate, ma sono un po’ stanchino (Cit.) :D

  • Katerina

    GRAZIE PER QUESTO ARYICOLO E STRAGRAZIE ORA LO CONDIVIDO FINALMENTE UNA PERSONA CHE PARLA BENE CAVOLO.!!!GRAZIE MATTEO

  • eticonews

    Io penso che la reazione “di pancia” della gente sia dovuta allo stridore nel vedere quello che una volta era “uno di noi”, poeta romantico e maledetto (e qui le virgolette si sprecano), ora diventato importante e famoso, schiacciare senza farsi troppi problemi un pisquano qualunque, per evidenti motivi di immagine. Era suo diritto – naturalmente – difendersi legalmente, la legge glielo consente, ma caspita, che brutto da vedersi. Forse l’errore stava a monte, nel credere a quelle favolette del poeta romantico e maledetto, il mito, il cantante un po’ trash che ama la sua gente. Tutte cretinate, il vero motore è il dinero, fine, non ci sono altre argomentazioni. Qualcuno c’era cascato ? Io no.
    Qui, secondo me, il tema è che il re è nudo, la gente se ne accorge, i miti cadono da soli quando le vere motivazioni vengono a galla. E quando cadono fanno un sacco di rumore. La gente naturalmente reagisce di pancia, così come reagiva di pancia alle parole delle sue canzoni.
    In sostanza mi pare più un problema di cattiva comunicazione fra l’ufficio legale e l’ufficio marketing. Il resto non riesco proprio a capire cosa c’entri. Anonimato ? Satira immatura ? Attacchi ? Libertà ? Ma di cosa state parlando ?
    Tutte rigorosamente mie personalissime opinioni, naturalmente.

  • gio

    osservazioni interessanti ma mi pare che ci si dimentica di alcune cose, e cioè 1. una pagina satirica e/o ironica può anche essere schifosa ma finché si basa su fatti mi pare inutile prendersela, specie da parte dell’ autore delle gesta. in fondo da che mondo e mondo si scherza sia in maniera leggera sia pesante, non si è iniziato ieri e non mi sembra il caso di farsi troppi problemi come succede spesso quando si tratta di internet 2. la richiesta di cancellare una pagina, in base al fatto che si ritiene (e sottolineerei ritiene) contenere insulti, mi sembra estremamente esagerata, specie da parte di un ometto che non si fa problemi a dire ‘andate a farvi fottere’ a chi gli rivolge delle critiche 3. gli amministratori hanno spiegato in maniera molto chiara quel che è successo, io credo, e cioè che non volendo chiudere la pagina perché secondo loro non ce n’ era motivo si sono offerti, come già fatto altre volte, di cancellare ciò che era ritenuto offensivo su indicazione dell’ avvocato. non c’ è stata neanche l’ onestà di rispondergli ‘no non ci va bene’, hanno invece continuato l’ azione senza far sapere altro. questo non mi pare l’ atteggiamento di chi vuole tutelare la propria immagine, visto che la soluzione per togliere subito i contenuti c’ era, ma di chi vuole colpire qualcuno 4. è chiaro che gli amministratori non vogliono sottrarsi alle loro responsabilità, semplicemente, siccome non cagano soldi come fiasco rossi hanno cercato una soluzione di compromesso, a mio parere equa, che aveva già funzionato in altre occasioni. nel momento in cui il buon vecchio fiasco ha mostrato cosa voleva fare veramente loro hanno optato per l’ unica via rimasta e cioè cercare un sostegno contro un comportamento ridicolo 5. mi pare ora di finirla di parlare del linguaggio in rete, lo trovo assurdo e fuori luogo. tralasciando possibili discussioni su cos’ è un insulto e cosa no, quando e come si insulta eccetera eccetera, la rete è nata libera e lo dovrebbe rimanere, secondo me, tranne in quei casi molto rari in cui viene causato un danno concreto. una parola è una parola e si può sempre rispondere a tono, se si hanno gli argomenti, e ancora di più quando hai tanti soldi, tanta fama, tanta esposizione e un cazzo di niente da fare nella vita. l’ insulto fa parte della vita, come l’ ironia, a volte capita e quando succede si risponde, si discute e via. il modo per togliere quelli che, secondo lui, gli sono stati rivolti ce l’ aveva, evidentemente non era il suo fine e da grande rockstar pro libertà di espressione qual’ è ha pensato di usarlo come scusa, nascondendosi dietro un dito sperando di non essere visto

  • Aldo

    Scusate ma «aò, ma stavo a scherzà, ma fatte una risata» lo può dire solo il nostro premier?

  • Carlo Gubitosa

    Chi ha scritto questo articolo dovrebbe rileggerlo per capire di aver scritto una cosa falsa.

    1 – La denuncia e’ stata causata dalla mancata rimozione della pagina (fonte: Avvocato di Vasco Rossi)

    2 – La versione dell’Avvocato di Rossi sembra confermata dagli stessi amministratori di Nonciclopedia, (Fonte: Matteo Pascoletti. Affermazione inesatta, perche’ Nonciclopedia da’ un’altra versione e non conferma quella dell’Avvocato di Rossi)

    3 – Versione di Nonciclopedia: Il sito si e’ dichiarato disponibile a rimuovere contenuti indicati dall’avvocato di Rossi, ma a differenza di altri personaggi che hanno chiesto e ottenuto la rimozione di alcuni contenuti l’avvocato di Rossi non ha mai indicato nulla da rimuovere. (Fonte: Admin di Nonciclopedia e comunicato riportato dallo stesso Pascoletti).

    Per questa ragione invito Pascoletti a rileggere il suo stesso articolo e a correggere la frase “Una versione che sembra confermata dagli stessi amministratori di Nonciclopedia” perche’ non corrisponde alla realta’ di quanto e’ stato dichiarato dalle varie parti in causa, che hanno dato due versioni differenti, in cui da una parte si parla di negligenza di Nonciclopedia, dall’altra di mancate indicazioni da parte dei legali.

    Possiamo pensarla come vogliamo su questa brutta faccenda, ma se le parole in lingua italiana continuano ad avere un senso i Nonciclopedici e gli avvocati di Rossi hanno dato due versioni diverse.

  • matteo pascoletti

    Carlo Gubitosa:
    io ho due fonti. La prima è quanto dichiarato sul sito Nonciclopedia, che è precedente alla dichiarazioni di oggi dell’avvocato di Vasco Rossi. Quando Nonciclopedia scriverà sul proprio sito “non è vero quello che ha dichiarato l’avvocato di Vasco Rossi”, ne prenderò atto e aggiornerò l’articolo. Fino ad allora mi atterrò a quanto si può dedurre mettendo insieme quanto dichiarato da Nonciclopedia e, soprattutto, quanto suggerisce la logica :D
    L’avvocato ha chiesto rimozione intera pagina: c’è scritto su sito Nonciclopedia.
    Che gli amministratori abbiano chiesto delucidazioni, non toglie il fatto che l’avvocato abbia fatto richiesta specifica, che è stata, nei fatti, ignorata per un anno e più. Se il tuo avvocato mi chiedesse di restituire il mobile che secondo lui ti ho rubato, io potrei rispondere domandando “quale parte ritiene sia stata rubata?”, ma, se non restituissi il mobile, se non prendessi altri provvedimenti oltre al ribattere con quella domanda, in sostanza farei questo: ignorare la richiesta del tuo avvocato. Ciò non toglie che il tuo avvocato ha chiesto la restituzione, dunque, non toglie che ha formulato richiesta chiara e precisa. Si può essere d’accordo, contestarla: io per esempio, al posto degli amministratori del sito Nonciclopedia, mi sarei IMMEDIATAMENTE rivolto a un avvocato. Cavolo, ti scrive l’avvocato di una rockstar di fama internazionale, rivolgersi a un avvocato è il minimo sindacale in materia di buon senso. Già discutere con un avvocato senza avere un avvocato è veramente un’ingenuità madornale!
    Poi scusa, a differenza tua, io ho anche scambio mail con staff Nonciclopedia (come specificato a inizio articolo per completezza d’informazione), che conferma ulteriormente la ricostruzione da me fatta nell’articolo, ma ti assicuro che basta la logica; altrimenti avrei lavorato per ottenere una intervista e/o l’autorizzazione a pubblicare parti dello scambio ( a tal proposito, se qualche amministratore vuole darmi autorizzazione, è liberissimo di farlo :DDDD. E sono stato pure cauto, avendo usato il “sembra” :D
    Perciò grazie, ma penso che non accoglierò il tuo invito :DDD

  • matteo pascoletti

    ps
    “Chi ha scritto questo articolo dovrebbe rileggerlo per capire di aver scritto una cosa falsa.”
    Mi pare di aver usato molta più cautela e precisione di quanta ne denoti tu con simili asserzioni.

  • Sergio

    Mah… ni. E’ pur vero che su internet c’è stata la consueta corsa all’insulto e hanno aperto lo zoo come sempre… ma a mio avviso la reazione di Vasco è stata assolutamente spropositata (oltre che suicida).

    Innanzi tutto sti tizi ti avevano offerto di rimuovere i contenuti lesivi della tua dignità. Non andava bene? Dovevano rimuovere tutta la pagina? E perché mai, se c’erano parti di pura prese in giro? E la versione del 2009 l’ho letta e fatta circolare: roba pesante e dalla dubbia ironia, ma che una risata boccaccesca la suscitava. Sai, a mio avviso il problema non sono stati gli insulti (su internet c’è moooolto di peggio) ma lo scherno di chi, come ha detto la Mannoia, non sopporta lo sberleffo. Ergo, anche ad un’analisi lucida, fermo restando il pieno diritto di Vasco a tutelarsi, a mio avviso la bilancia pende nettamente dalla parte di Nonciclopedia.

    Altra cosa: tu segnali giustamente un rischio, quello che qualcuno usi quella pagina come scudo, ma l’articolo pur non muovendo esplicitamente in quella direzione ha come un retrogusto di dietrologia. Magari mi sbaglio, ma quella impressione mi ha lasciato.

    P.S. non mi stancherò mai di ripetere una cosa: la rete non si batte con le denunce, come ben sanno le multinazionali della musica. Bisogna imparare ad usarla, ma cercare di arginarla è al momento pura utopia. Lo so che non è bello e non è giusto, ma è così… e non tutte le cose son belle e giuste. Le denunce le conserverei per cose più serie…

  • Laura

    Ottimo articolo. Nonciclopedia avrebbe potuto usare lo sciopero come l’”arma” potente che si è rivelata per mettere in discussione questioni, o personalità, ben più importanti e gravi del sig. Rossi.

  • Carlo Gubitosa

    Salve Pascoletti,

    Replico sul punto: “Che gli amministratori abbiano chiesto delucidazioni, non toglie il fatto che l’avvocato abbia fatto richiesta specifica, che è stata, nei fatti, ignorata per un anno e più.”

    Qual e’ la tua fonte per questo “FATTO”? Gli avvocati di Vasco Rossi? Ti e’ stata mostrata la lettera con la richiesta di rimozione?

    La richiesta di rimozione non e’ un fatto incontestabile, ma un fatto da dimostrare carta alla mano, e un fatto per il quale non hai citato le tue fonti, che magari sono anche fonti di parte. Ma ammesso e non concesso che la richiesta di rimozione ci sia stata, questa richiesta e’ sufficiente per affermare che “la denuncia è conseguente alla MANCATA RIMOZIONE DELLA PAGINA. Una versione che sembra confermata dagli stessi amministratori di Nonciclopedia”?

    Secondo me no, e questa affermazione (“una versione che sembra confermata”) continua ad essere falsa (se il termine ti turba posso dire “inesatta”), visto che a quanto sembra e a quanto mi e’ dato di leggere non c’e’ stata nessuna conferma da parte degli amministratori di Nonciclopedia, anzi siamo di fronte a due versioni in disaccordo.

    La richiesta di rimozione e l’indicazione dei contenuti da rimuovere, quindi e’ un fatto ancora da dimostrare. Un fatto dimostrabile e incontestabile, invece, e’ che il comunicato di Nonciclopedia descrive qualcosa di diverso dalla versione degli avvocati di Rossi e non la conferma affatto come dici tu, ma anzi nega che ci sia mai stata una richiesta di rimozione, e descrive un silenzio assoluto da parte degli avvocati di Rossi senza che sia stato indicato alcun contenuto da rimuovere.

    Ma forse avro’ capito male io, e allora ti chiedo di spiegarmi che senso hanno per te queste frasi contenute nel comunicato di Nonciclopedia: “mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato (…) spiegandogli [all'avvocato] che attendevamo una sua risposta (…) L’avvocato continua ad ignorarci nonostante la notifica di lettura”. E’ una conferma del fatto che c’e’ stata una richiesta di rimozione di alcuni contenuti e che loro se ne sono fregati?

    Tertium non datur: se ha ragione l’avvocato, che produca la richiesta ufficiale di rimozione, o magari la passi a te che ce la potrai mostrare. Se ha ragione nonciclopedia, Vasco ha voluto gettare nel cestino una intera pagina anziche’ chiedere la rimozione di quel 20%,30% o anche 90% di contenuti che potevano essere diffamatori, il che rappresenta un 80%, un 70% o anche solo un 10% di censura, che rimane comunque sgradevole anche se praticata a “Bassa intensita’”.

    Dal mio punto di vista, una seria legge sulla diffamazione consentirebbe azioni legali solo a condizione che sia stato negato il diritto alla rimozione, il diritto di replica, e il diritto di rettifica di informazioni errate o diffamatorie. E questo restando nell’ambito del giornalismo, senza sconfinare nel territorio della satira che e’ stato dichiarato piu’ libero di quello giornalistico da sentenze della Cassazione, e non su decisione unilaterale di smanettoni adolescenti. In ogni caso, anche volendo applicare i criteri piu’ restrittivi riservati al giornalismo, a me non sembra che nonciclopedia abbia negato a Vasco Rossi qualcuno dei diritti che ho elencato precedentemente, anzi. Stando a quanto affermano gli amministratori Nonciclopedia si sarebbe dimostrata totalmente disponibile a rimuovere i contenuti indicati dall’Avvocato.

  • Carlo Gubitosa

    Per farla breve, a mio avviso la frase corretta non e’ “la denuncia e’ stata causata dalla mancata rimozione della pagina”. Ma “la denuncia e’ scaturita dalla decisione degli avvocati di Rossi di non voler indicare alla controparte i contenuti diffamatori presenti nella pagina, che gli amministratori di Nonciclopedia si erano dichiarati disponibili a rimuovere”. Se invece e’ come dici tu, e cioe’ la denuncia era scaturita dalla mancata rimozione dell’intera pagina, siamo di fronte ad uno di quei casi in cui si vuole chiudere un sito intero per oscurare una pagina, o una pagina intera per oscurare una frase, e quindi gli avvocati hanno esercitato una indebita pressione per ottenere piu’ di quello che avevano diritto di pretendere.

  • matteo pascoletti

    Salve Giubitosa
    1) ho già spiegato, scusa, rileggi meglio l’articolo, per favore.
    2) “conseguente” è nell’accezione temporale, non causale. A parte ciò: se ti dico “se non A, allora B”, e se B non avviene, tutto sommato è ragionevole supporre che tu abbia proceduto a realizzare A per via di “non B”. Poi lo puoi chiamare minaccia o avvertimento, a seconda del tono, per carità.
    3) puoi usare un tono più cortese, per favore?

  • matteo pascoletti

    ah, scusa:
    “Se invece e’ come dici tu, e cioe’ la denuncia era scaturita dalla mancata rimozione dell’intera pagina, siamo di fronte ad uno di quei casi in cui si vuole chiudere un sito intero per oscurare una pagina, o una pagina intera per oscurare una frase, e quindi gli avvocati hanno esercitato una indebita pressione per ottenere piu’ di quello che avevano diritto di pretendere.”
    No, ed è spiegato nell’articolo.

  • emanuele filiberto

    gli errori della tua valutazione sono talmente tanti che ci metterei un’ora ad elencarli.

    innanzitutto parliamo di un progetto amatoriale, non della fondazione di wikipedia… ovvio che non ci sono dietro abbastanza persone ne queste hanno abbastanza tempo da perdere nel moderare i contenuti.

    Oltretutto NONciclopedia non la chiamerei satira, ma parodia di wikipedia contenente affermazioni NONvere (del resto si chiama NONciclopedia). Essendo la sua natura quella di un sito di affermazioni NONvere dove chiunque può scrivere fesserie sarebbe difficile mettere moderatori che riflettono sui limiti. Se questo è quello che si vuole allora tanto vale chiudere.

    La denuncia poteva essere ritirata, ma questo non è stato fatto e la vicenda è andata avanti un anno mentre le persone oggetto della denuncia nulla sapevano. Perché non hanno ricevuto risposta, anche io avrei pensato ad un’intimidazione o ad uno scherzo. Ora si costringe tre persone qualunque con una vita qualunque ad ingaggiare avvocati ed a presentarsi in tribunale per fronteggiare la flotta di avvocati del ricco imprenditore vasco rossi.

    Ora mi aspetto coerenza dai legali di vasco rossi, che chiederanno a facebook di poter identificare tutte le persone che lo hanno offeso sulla sua pagina e che le denunci tutte. Stesso dicasi per youtube, dove molti sono presenti molti video li senza autorizzazione … e se youtube o facebook non volessero collaborare mi aspetto che le denunci. Porta in tribunale uno che ha ha i soldi come te… se hai il coraggio.

  • Gianni Lombardi

    Vasco Rossi e la Rete: è anche l’ennesimo caso di “Effetto Streisand” http://blog.adci.it/?p=779

  • Ayame

    Al di là della questione di Nonciclopedia, a me fanno paura le conclusioni dell’articolo e dello scenario che si prospetta.

  • Carlo

    Questo articolo è una montagna di spazzatura, per essere gentile :D

  • Odio & Rancore

    VAI A FARTI FOTTERE LECCACULO DI MERDA.
    TUA MADRE E’ TROIA.
    VAI A ZAPPARE LA TERRA.

  • Matteo

    Per me ha ragione Califano: “E tutto il resto è noia…”.

  • Leo

    stamani il numero degli iscritti alla pagina facebook pro nonciclopedia fluttuava in maniera veramente strana, bastava fare un refresh della pagina per rendersene conto. 20mila utenti che si sono tolti dalla pagina in piena notte… strano, utenti in calo nelle prime ore del mattino (quando i social network sono meno usati? strano). è normale vedere una variazione in un senso o in un altro. strano vedere il sostanziale pareggio. 20 in meno, 1 minuto dopo 5 in piu, come se gli utenti venissero tolti, e altri se ne aggiungessero come credo che continuerà ad accadere.

  • Laura

    Invece far vedere vasco nei tg nazionali che blatera per mesi… ah sì quello sì che è bello. Vasco sì che è alta cultura. Ma andate a lavorare e ci vada anche quel cosiddetto cantante, che non ci è mai andato un giorno della sua vita.

  • romaruss

    Giubbarossa ha centrato perfettamente il problema. qua non si tratta di valutare se Nonciclopedia è un sito “per bene” o meno.
    La questione da approfondire è “perchè gli avvocati di Vasco non hanno semplicemente interagito con gli amministratori del sito indicando quali contenuti rimuovere e hanno invece scelto la strada unilaterale delle querele?”

    Nonciclpedia si è reso disponibile, i legali fanno finta di non sentire. e questo non va bene secondo me

  • Gatsu

    Ma scusa,come c’è scritto anche nel tuo articolo gli admin di nonciclopedia si sono messi a disposizione per eliminare le parti ritenute offensive sagli avvocati. Per quale motivo questi sedicenti avvocati invece che rispondere ad esempio “vogliamo la rimozione dell’intera pagina” hanno preferito non rispondere più e proseguire con il procedimento penale?
    La stessa cosa era già stata fatta per altre pagine a quanto dice la versione ufficiale,perchè questa volta non è stato così?Sai darmi una risposta sensata?

  • Isandro

    Bravo!!!
    Hai usato anche te lo stesso sistema di quei genera.tv per farti pubblicità… cioè parli a vanvera di cose che nemmeno tu sai. Quindi il consiglio è stattene zitto ed evita uscite con quell retorica inutile (ma in piena linea con quella degli altri giornalisti falliti della nostra epoca) e fai fare ad ognuno le sue scelte.
    La storia è andata in quel modo realmente? Se si hanno fatto bene a scioperare, me ne frego dei legali di salcazzo, hanno dato disponibilità per un anno e nessuno si è fatto vivo fino a quando i legali non si son ricordati di avere una pseudo causa aperta.
    Finita li… ne parli citando altri come “stupratori” della notizia? Bene lo sei pure tu…

  • Alessandro

    Premetto che non ho mai apprezzato esageratamente Nonciclopedia, perchè la qualità dello humor è generalmente bassa, così come non apprezzo Zelig (parti di esso) o i film dei Vanzina. Ma mi schiero decisamente dalla loro parte per alcuni motivi. Primo fra tutti, come è già stato detto, chiedere la rimozione di “contenuti offensivi” da un sito di nonsense demenziale, che in nessun modo danneggia o diffama la rockstar, denota pochezza: umana e artistica. Chi è Vasco per chiedere che la pagina su di lui sia rimossa? Un Dio, un intoccabile, il supremo artista la cui perfezione non può in alcun modo essere discussa? Ma per favore. La protesta di Nonciclopedia, il polverone che hanno sollevato e tutto il disprezzo che si è riversato su Vasco questi giorni, sono del tutto legittimi. Addirittura doverosi. Il secondo motivo è più grave: un potente, che macina soldi sulle emozioni altrui, legge le prese in giro di chi non la pensa come lui, scritti su un sito il cui unico fine è far divertire, senza chiedere nulla in cambio. Il potente si arrabbia: le prese in giro su di lui devono sparire. Ripeto, non gli hanno causato alcun danno, anzi hanno fatto divertire pure alcuni dei fan del potente: ma devono sparire. Se tutti la pensassero così, che succederebbe?

    Personalmente spero che, in qualche modo, sia fatta giustizia, e Vasco sia costretto a pagare un salatissimo risarcimento a Nonciclopedia. Ma ho poca speranza, anche per colpa di questo malgoverno che vede di malocchio ogni forma di libertà.

  • boh

    hai fatto una penosa manipolazione della notizia spero che guardandoti allo specchio tu ti senta realizzato adesso

  • shame

    Che dire di questo pezzo? Lessicalmente interessante, povero ed errato di contenuti. Alla citazione di un satiro deceduto 2 secoli addietro (personalmente mi sarei riferito a qualcuno che tutti conoscono invece di darsi un tono senza possibilità ri replica, in Italia lo avranno letto in 10) devo ammettere che la prevenzione nei suoi confronti era massima, dopodiché ho terminato il testo e mi sono congratulato con me stesso per l’arguzia manifestata solo a metà dello stesso.
    Sembra un accordo tra poteri, forse potrebbe tentare inserendo qualche eeeeehhhhhh nel testo.
    Tacitare qualcuno per il fastidio creato anzichè creare un contrapposto interessante, o limitandosi a tutelare se stessi senza danneggiare un sito molto seguito, sono metodi bolscevichi e fascisti
    In quanto all’autosospensione, se lei ricevesse visita dalla finanza, se venisse interrogato, se il suo provider smettesse di supportarla, se l’avvocato dopo le minacce non avesse nemmeno il rispetto e l’educazione di rispondere, se … non sto citando Kipling bensì cerco di farla riflettere sul fatto che anche lei, alla luce di quando succedere a livello giudiziario, inizierebbe a temere, sempre che non appartenga a categorie intoccabili, il che spiegherebbe diverse cose
    Ricordiamoci che non più di qualche giorno fa la procura di Milano ha mandato al macero un libro denuncia riguardante le cooperative rosse “Falce e Carrello” per quanto non si condividano certe idee, tutti hanno il diritto di esprimerle quando esse non sconfinano dalla ragione.
    Questo suo pezzo non è altro che un altro passo nella direzione della censura in difesa di poteri forti e contro coloro che non hanno nessuna possibilità di difendersi.
    Rammento a tutti che basta ascoltare una qualunque clip di Vasco per rendersi conto in che stato confusionale esso sia, a causa di cosa, non spetta a me dirlo, ma considerando che lui stesso ammette che senza psicofarmaci non sopravviverebbe, significa in difesa di una persona che non ha lucidità mentale, se non indotta.

  • Dave

    Carissimo signor “giornalista”,
    mi dispiace ma non ci sto. Mi dispiace ma internet è e DEVE rimanere senza censura. Questa selettività della satira, tanto in auge al Minculpop di mussoliniana memora, non è stata applicata per altri e ben più eclatanti casi. Quanto Luttazzi sbeffeggiò – a torto o a ragione – Ferrara, Berlusconi e compagnia bella con battute sulla COPROFAGIA alla televisione pubblica, su scala NAZIONALE, ad esempio. Luttazzi è ancora là ed è un comico di successo. La pagina sul presidente del consiglio di Nonciclopedia conteneva insulti ben più pesanti, quella su Andreotti o Bill Gates, idem. Nessuno di loro ha fatto denunce, perchè? Mi dispiace, qui stiamo parlando di un artista RICCHISSIMO e FAMOSISSIMO che se la prende con un sito di satira, e mille lacchè dietro che gli danno ragione, vuoi per soldi come gli avvocati, vuoi per stima come i fan. Il ricco e il forte schiaccia il debole nel fango, lui con le sue idee. Mi dispiace, non ci sto. Il ricco e potente qui ha commesso uno sbaglio, sto dalla parte dei deboli. Degli utenti qualunque che hanno fatto del loro diritto di satira una bandiera. E se non avere responsabilità non è contemplato, la prima cosa da fare sarebbe eliminare la wikipedia originale, a meno che non ci sia un organo preposto alla censura ad amministrarla.

    Stiamo stabilendo un precedente molto pericoloso: permettere al potere del denaro – non della legge – di zittire 170,000 persone che, in internet, hanno espresso tutto il loro disgusto per un uomo ricchissimo che si diverte a schiacciare il diritto di satira di ciascuno (e per favore non insultate la mia intelligenza, un operaio con mille euro al mese una causa del genere non potrebbe neppure lontanamente iniziarla).

    Non sarà Lei, signor giornalista, a dirmi con quale nick devo registrarmi. Non sarà Lei, signor giornalista, a dirmi se devo ridere per la satira di Swift, Moliere o di un anonimo blogger. Non sarà Lei a dirmi se il turpiloquio nel mio blog è ammesso o meno, non sarà Lei a dover titolare i miei topic. Che io voglia discettare sulle mie pagine della #Questione Morale# o di #Ma quanto sono buone le caramelle gommose# o ancora #Voglio spalmarmi la Nutella sul c***o# a Lei non concerne, non la riguarda. Lei DEVE limitarsi ad esprimere la sua opinione, niente di più. E se la sua opinione è che io sono un deficiente, non la querelo per questo perchè la sua opinione non mi danneggia in alcun modo.

    Carissimo “giornalista”, mi dispiace ma non sarà Lei, Vasco Rossi, un decreto ammazzablog, Berlusconi o il papa a dirci per quale tipo di satira dobbiamo o non dobbiamo ridere. Non è giusto. Si chiama LIBERA scelta appunto per questo. E per un sito che faranno chiudere, altri mille ne apriranno. E’ la forza di internet, ce l’ha dimostrata un afro-americano che ora fa il presidente degli Stati Uniti. Se oggi un Vasco Rossi può impedire la satira – blanda o meno, questo non sta a me giudicarlo – su di lui, domani la politica potrà farlo, ne tenga ben conto. Anzi, stanno già tentando. Perciò nelle sue riflessioni, tenga anche ben conto che almeno 170,000 persone sono disgustate da un Vasco Rossi che tenta di imbavagliare la rete, quando altri personaggi ben più in vista di lui non l’hanno fatto.

    Da un anonimo 29enne di Milano.

  • andrea

    Qui l’unico che non ha capito la vera realtà delle cose – oltre al nullatenente Vasco – è l’autore di questo articolo.
    Nonciclopedia fa ironia (volgare? ebbene sì, diciamo pure volgare) su qualsiasi cosa, persona, evento che possa venire in mente.
    Quindi come si dice dalle mie parti, invito sia te che vasco che i suoi fan che si sono sentiti mortalmente offesi (e lo scoprono dopo 3 o 4 anni che la pagina web era visibile a tutti) dalla satira fatta: ” e fatevela una cazzo di risata”

  • daniele

    vedi è molto semplice: mi piace leggere le cavolate su nonciclopedia, e a causa di un vecchio rocchettaro permaloso e pieno di sè non posso più farlo.
    Ergo: Vasco vaff@ncu1o, sei una m@rda

  • matteo

    ciao, secondo me hai scritto una marea di cazzate.

  • mr bean

    Da Indymedia
    http://piemonte.indymedia.org/article/13414
    http://liguria.indymedia.org/node/7764

    Vasco Rossi Vs Nonciclopedia
    Blasco querela. Nonciclopedia chiude per protesta. Fine della satira.
    Ah la mitica scuola dei cantautori. Quei moderni menestrelli/cantastorie che sono voce per chi voce non ha.
    “Care lettrici, cari lettori, cari creditori, Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia che Vasco Rossi ha sporto contro il sito. Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava. Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli alimenti al nullatenente Vasco Rossi. Un uomo che ha vissuto l’esperienza della droga, l’esperienza del carcere, l’esperienza di stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l’idea di essere oggetto di satira su Nonciclopedia…”.
    Queste le parole di accommiato del noto sito che dal 2005 con toni dissacratori prende di mira cani e porci. Da sua Eminenza il Papa al premier Silvio Berlusconi. Eppure nessuno di questi divini sbeffeggiati s’è mai sognato di querelare Nonciclopedia.
    Vasco Rossi sì. Ha scatenato dietro Nonciclopedia la Polizia Postale. Una bella ripicca per vendicarsi delle (prensunte) offese ricevute. Non è UN GRAN BEL FILM. Protagonisti, un’ANIMA FRAGILE e ormai stanca di calcare le scene, l’avvocato di fiducia, l’addetta stampa. Un cast PRATICAMENTE PERFETTO. Forse LA NOIA della lunga convalescenza – tra cliniche e ambulatori medici – gli è stata cattiva consigliera. Non ci venga a dire che è COLPA D’ALFREDO perché se c’è una responsabilità quella semmai sarà dei suoi cattivi consiglieri. Qualcuno ha provato a dirgli che LO SHOW di cui è stato protagonista è stato piuttosto pietoso. Anche la sua manager era abbastanza DELUSA. Glie l’ha detto ieri:
    “Vasco… COME STAI? CREDI DAVVERO che sia un’idea intelligente attaccare chi dice delle cose spiritose? Ma CI CREDI? Solo perché te l’ha consigliato l’avvocato? Guarda che poi la cosa ti torna indietro come un boomerang. NON L’HAI MICA CAPITO? Sta attento GUARDA DOVE VAI…”.
    Alla notizia dell’iniziativa legale contro il sito di satira una fan del blasco ha scritto: “Caro Vasco MI PIACI PERCHE’ LE COSE CHE NON DICI son più sensate di quelle che dici”. Un altro aficionados ha replicato: “Mitico Vasco, anche se hai fatto una cappella madornale potresti essere sempre in tempo per rimediare. Non dar retta a chi ti dice che ORMAI E’ TARDI e che VA BENE VA BENE COSI’. Sai come la pensano certi avvocati, DOMANI SI’ ADESSO NO”.
    Eh si, pienamente d’accordo dove non c’è litigiosità non c’è trippa per avvocati.
    BLASCO ROSSI diffamato da Nonciclopedia? Mah, SE E’ VERO O NO non lo so. Ma poi, scusa, proprio tu ci vieni a fare la morale, tu che hai vissuto una VITA SPERICOLATA di DEVIAZIONI e di SENSAZIONI FORTI, dal VALIUM agli SBALLI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO?. Tu che a volte t’alzi la mattina e manco sai COME TI CHIAMI? Provocare la censura d’un sito che fa satira è una cosa che non ha alcUN SENSO. Caro Vasco, ma sei un bambino capriccioso che ti devi offendere così per due battute di spirito? MA QUANTI ANNI HAI? MA COSA TI FAI? Se HAI RAGIONE TU non lo so però se vuoi avere la ragione IO TI ACCONTENTO. Boh poi, obiettivamente, non capisco proprio come si fa ad arrogarsi il diritto di dire chi sono i BUONI O CATTIVI. E na cosa che “NON SOPPORTO”. Son “SENZA PAROLE”. Comunque Va Be’ (Se Proprio Te Lo Devo Dire) sappi che però non son tutti d’accordo con te. Qui C’E’ CHI DICE NO e non SIAMO SOLO NOI che la pensiamo così.
    CHE IRONIA. Prorpio tu che cantavi LIBERI, LIBERI. Ma Liberi de che? Non hai ALIBI.
    Può essere, caro Blasco, che tu non sai più RIDERE DI TE?

  • tua nonna

    tu puzzi invece di scrivere queste cose vai a lavarti (non è un offesa ma solo un consiglio)

  • ^o)

    Mhhh..
    Perchè fai il “giornalista”?

  • Filpap

    Io posso comprendere la voglia del giornalista di essere garantista però non è questo il caso, e per favore non sortite con la storia del relativo perchè è solo una scusa per chi non ha argomenti: nonciclopedia è palesamente esagerato quindi non può essere diffamatorio. A meno che non sia normodotato chiunque capisce che sono pagine demenziali e non rispecchiano minimamente la realtà (non a caso l’unico che ha preso sul serio nonciclopedia è stato un parlamentare. Quindi il signor Rossi ha dimostrato solo di essere un biasimabile permaloso, chi sostiene il contrario lo fa solo per ottenere pubblicità dal caso, l’accusa alla pagina di facebook è un po’ come la prima gallina che canta…

  • Michele

    a questo punto censuriamo anche i comici perche prendono in giro la gente; vauro dovrebberlo dargli la sedia elettricatroppa satira in giro no?
    ma perpiacere
    qui succede la stessa cosa che fece chiudere blob il grande non vuole ledere la sua immagine da grande eroe e fa chiudere chi invece di pensare alla merda in giro per l’italia si fa una sana risata che ogni tanto non fa male

  • Francesco

    Mah, Mr. Pascoletti: siamo proprio sicuri che in questo caso il diritto d’espressione sia stato usato contro l’individuo? A me pare che l’azione legale intrapresa dai legali di Vasco Rossi sia volta a prevenire degli ipotetici danni più che a rivalersi su dei danni subiti: dubito che chi va a leggere Nonciclopedia prenda le “informazioni” in essa contenuta alla stessa stregua di Wikipedia (alla quale, va detto, ogni tanto sfuggono di mano alcune voci). Di qui sono tutte da verificare le ‘aggressioni gratuite e distruttive dell’immagine e della reputazione’ del sopracitato Mr. Rossi: bisognerebbe quantomeno presupporre che ci sia qualcuno che non sappia che cosa sia Nonciclopedia e chi sia il signor Rossi per fare del portale in questione una centrale operativa dell’infamia via web (un po’ come il Dipartimento dell’Informazione di orwelliana memoria). Un problema nasce dal ruolo del signor Rossi, che non è un signor Rossi qualsiasi ma è un personaggio pubblico. Allora come personaggio pubblico può essere insultato a piacimento da qualsiasi Pinco Pallino anonimo senza aver la possibilità di replicare, a mo’ di vittima sacrificale degli umori della “massa”? No, Mr. Pascoletti le confesso che anche a me non piace tanto l’abuso quanto la gratuità però sono anche convinto che bisognerebbe dare alle cose la giusta proporzione: o quantomeno fare un tentativo di dargliela. In questo caso oltre la disparità del confronto (stiamo pur sempre parlando di una celebrità con tanto di ufficio stampa e legale contro un manipolo di persone che dubito possano schierare in campo gli stessi mezzi anche se lei crede che si siano fatti una bella pubblicità da questa vicenda) c’è pure un terreno come quello della satira, così scivoloso, che non fa altro che complicare le cose (tra i casi più recenti mi viene in mente quello di Luttazzi in televisione). Ora è vero che gli anonimi autori di Nonciclopedia non raggiungono e forse non raggiungeranno mai le vette di uno Swift, di un Fielding o di uno Sterne però è anche vero che quest’ultimi autori non erano meno teneri con i loro bersagli quanto a insulti, sberleffi e volgarità (basta leggersi la Zucconeide di Alexander Pope giusto per farsi un’idea) e quello che allora appariva come “gogliardia” (mi vengono in mente le varie storielle di cui è costellato il Tristram Shandy) ora è diventato classico. Però questi autori ci mettevano la faccia, si assumevano le proprie responsabilità: questo è vero anche se non sempre era così; c’era chi, avendo acquisito una certa fama, si poteva esporre e chi no e doveva ricorrere all’anonimato… ricordiamoci che in quel particolare contesto si rischiava molto di più che una multa (o peggio il carcere). Chiusa questa breve parentesi “storica” e fatte le debite proporzioni (non penso che Nonciclopedia diverrà mai un classico come le opere degli autori soparcitati) ritorniamo alla questione dell’anonimato: anch’io Mr. Pascoletti penso come lei che non possa essere usato come una sorta d’impunità per ogni genere di nefandezza, sia virtuale che non, però come ho specificato all’inizio bisogna anche distinguere il contesto. Se io mi ritrovo una pagina di Facebook in cui un gruppo di ragazzini creano un gruppo contro un anonimo signor Rossi (magari è il loro professore…) e celandosi dietro l’anonimato incomincino a tempestarlo di insulti quest’ultimo ha tutto il diritto di tutelarsi (legalmente e non). Come pure in caso di trolling (che riprendendo il mio vecchio vocabolario di inglese vedo che significa ‘canzonare’: in questo caso però siamo ben distanti dalla satira in quanto parliamo di sottrazione d’identità, almeno da quanto evinco dalla vicenda del blog di G.L. D’Andrea): Vasco Rossi ha tutto il diritto di tutelarsi se qualcuno, rubando la sua identità virtuale, si spaccia per lui e comincia ad adescare minorenni per incitarli a drogarsi. La cosa però diventa alquanto problematica quando ciò lo si trova scritto su un sito dichiaratamente satirico. Ritorniamo al discorso del danno: come ne verrebbe danneggiata la sua reputazione? Magari non è danneggiata minimamente ma è pur sempre un’offesa, tu come reagiresti ad un’offesa simile? Beh, ci sono molti modi per reagire ad un’offesa: come molte persone però non vado a schierare una batteria di avvocati per stanare e punire dei ragazzini, che hanno scritto un paio di sciocchezze su un sito che è un raccoglitore di sciocchezze, manco fossero dei membri di Al-Qaeda. E gli amministratori del sito che cosa potevano fare? Avrebbero dovuto usare una sorta di manuale Cancelli con l’elenco dei termini usare e quelli da evitare, oppure ancora meglio dei personaggi da “citare” e quelli invece da non toccare? Come si fa con un sito del genere?
    Allora anche tu sei per la gogliardata del «aò, ma stavo a scherzà, ma fatte una risata»? Beh, su questo su d’accordo con lei Mr. Pascoletti : non si può giustificare tutto così. Però c’è caso e caso: se uno per scherzo mettiamo che mi faccia cadere dalla bici io ho tutto il diritto di alterarmi e mandarlo a quel paese… anche di denunciarlo? Dipende dai danni: ovvio che se per un tale scherzetto devo andare in ospedale con un paio di costole fratturate è chiaro che l’autore di questa bravata si ritrova a fare i conti con il mio avvocato… ma per un articolo demenziale su un sito altrettanto demenziale? Andiamo… cosa sarebbe stata attaccata? L’onorabilità di Vasco Rossi? Non mi pare una novità a riguardo e comunque come vorrebbe far passare la cosa? Come un danno esistenziale? Altro terreno scivoloso tanto come quello della satira: una volta al cinema ho avuto un’animata discussione con una persona che disturbava la proiezione del film e mi ha quindi rovinato la visione di quest’ultimo… l’avrei dovuto denunciare per danno esistenziale? E quanto gli avrei dovuto far pagare tale danno?
    Vorrei, per finire, ritornare proprio sul punto della satira: leggo nel suo articolo che la pagina dedicata a Vasco Rossi era , a suo giudizio (ma penso ben corroborato da tante altre persone), a dir poco “schifosa”. Non lo metto in dubbio: non sono un gran frequentatore di Nonciclopedia e quel poco che ho letto non mi ha strappato più di qualche sorriso, un po’ come il ritorno di Luttazzi in televisione a suo tempo: non è il tipo di comicità che fa al caso mio. Detto questo però preferisco che ci siano sia Nonciclopedia sul web che Luttazzi in televisione piuttosto che no: in una società che si presume democratica anche le voci più “schifose” devono avere il loro spazio, e quanto avvenuto a suo tempo con Luttazzi e quanto sta avvenendo con Nonciclopedia (e non solo leggendo proprio adesso il comunicato di Wikipedia) ora non lascia presagire nulla di buono…

  • Francesco

    Mi scuso per gli errori: problemi di formattazione e correttore automatico.

  • matteo pascoletti

    Grazie per le tue riflessioni, Francesco… però non mi chiamare Mr Pascoletti, ti prego! :D

  • Cugino di mio cugino

    Salve, mi può spiegare questo passaggio? “Ora si possono fare due riduzioni qui. La prima è «sì, ma è solo satira, la satira è sacra». Questa è una sciocchezza: già in passato Nonciclopedia ha ampiamente superato il confine tra la satira e l’istigazione al trolling con la pagina dedicata allo scrittore G.L. D’Andrea, che vessato a lungo dai troll alla fine ha preferito chiudere il proprio blog; c’è una certa contiguità tra i due tipi di linguaggio.” Sono un utente di Nonciclopedia dal 2008, ne frequento la comunità e conosco tutte le beghe che ci sono capitate in questi anni, ma questa storia di D’Andrea non l’ho mai sentita. Tra l’altro vi ho già inviato 2 mail all’indirizzo valigiablu at rocketmail.com e non mi avete risposto

    Grazie.

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