vascorossi-nonciclopedia

Se Vasco Rossi denuncia Puzza87 & C.

La decisione di Nonciclopedia di oscurare il proprio sito per protestare
contro la diffida dell’avvocato di Vasco Rossi, decisione su cui si sta
molto scrivendo in queste ore, è uno di quei casi in cui
l’atteggiamento riduzionista («è solo satira!», «la satira non si
tocca», «non è satira, è schifo») fa danni a non finire, secondo me. Lo
scrivo perché, quando ho saputo della chiusura del sito, subito sono
scattato pensando «ma come? Una rockstar denuncia un gruppo di ragazzi? E
non poteva chiedere la semplice rimozione della pagina?». E avevo così
scritto una traccia per l’articolo, inizialmente, che ho completamente
rivisto a mano a mano che acquisivo più informazioni e dati, anche
attraverso uno scambio di mail con lo staff che amministra
Nonciclopedia.
Leggendo la loro versione ufficiale,
scritta con lo stile caustico che ha caratterizzato finora il sito (una
versione satirica e parodistica di Wikipedia), si scopre che nel
febbraio 2010 l’avvocato di Vasco Rossi ha contattato gli amministratori
per richiedere la rimozione della pagina dedicata alla rockstar e, come
se non bastasse, «i dati degli utenti per procedere alla loro
identificazione». Gli amministratori fanno presente all'avvocato che già
in passato hanno rimosso delle pagine, su richiesta dei diretti
interessati, e che essendo un sito dove gli iscritti generano e
modificano i contenuti (in modo simile a Wikipedia, per l’appunto), la
richiesta dei dati degli utenti ha poco senso, ai fini della richiesta
di rimozione.
Ingenuamente gli amministratori pensano che la questione sia finita lì.
Naturalmente si sbagliano: un giro di convocazioni della polizia postale
fa capire agli amministratori che la questione è ancora aperta,
essendoci una denuncia. Gli amministratori sono stati convocati come
persone informate sui fatti: non è stato comunicato loro nessun avviso
di garanzia.

Ora, viste le parti in causa, da una parte Vasco Rossi, rockstar che
riempie gli stadi e macchina economica di primo piano nell’industria
dello spettacolo, dall’altra un gruppetto in cui girano nick come
“Puzza87” o “Sua Sbronzosità MF Alcool”, una denuncia appare più una
forma di intimidazione, che un atto a propria tutela. Un eccesso di
difesa che sconfina nell’offesa. E anzi, in un periodo critico in cui si
discute di “bavagli” e “ammazzablog” il comportamento della rockstar e
del suo entourage sembrerebbero alquanto fuori luogo. Il condizionale è
d’obbligo, perché come ha specificato lo stesso avvocato di Vasco Rossi,
la denuncia è conseguente alla mancata rimozione della pagina.
Una versione che sembra confermata dagli stessi amministratori di
Nonciclopedia, come si evince da due date in particolare, distanti più
di un anno tra loro:

4 febbraio 2010: Nonciclopedia risponde all'avvocato, spiegandogli
brevemente cos'è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati
degli utenti, mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le
parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già
successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro
pagina.

18 agosto 2011: un admin di Nonciclopedia viene convocato dalla polizia
postale per spiegare il funzionamento del sito. I poliziotti gli
chiedono un autografo. Sul verbale.
La comunità decide di cancellare la pagina di Vasco Rossi in attesa di
ulteriori sviluppi, comunicando la nostra decisione all'avvocato e
spiegandogli che attendevamo una sua risposta. L'avvocato continua ad
ignorarci nonostante la notifica di lettura.

A dispetto dei fatti riportati, però, che cosa sta succedendo?
Succede che si è scatenata una reazione compulsiva e massificata
all’insegna del dagli al censore! Si è arrivati, per esempio, al titolo
del Corriere
on line, «Vasco Rossi fa chiudere Nonciclopedia -Il rocker contro il
sito satirico: querelati per diffamazione, si autosospendono. E il web
s'infuria», che assolutamente non rende conto dell’effettivo svolgersi
dei fatti, e si inserisce dietro un’ondata di reazioni rabbiose che si è
scatenata in rete. #vascomerda è tra i trending topic mondiale su twitter oggi,
senza contare i pesantissimi insulti sulla bacheca della rockstar, che
conta più di due milioni di fan. Per riprendere uno dei molti
interessantissimi spunti offerti dai Wu Ming sul loro profilo twitter,
vorrei vivere in un paese dove i trending topics sono altri:
#debitopubblico, #precariato o #questionemorale, per fare degli esempi.
Gli amministratori hanno chiaramente chiuso il sito anche per attirare
l’attenzione dell’opinione pubblica. Nel forum di Nonciclopedia,
infatti, l’area dedicata all’argomento si chiama «Sciopero di Nonciclopedia».
Così come nel loro sito c’è scritto che «Nonciclopedia sciopera a tempo
indeterminato» Dunque la protesta è il motivo alla base della chiusura,
e non le richieste in sé dell’avvocato di Vasco Rossi. Obiettivo
raggiunto, ma la faccenda è sfuggita di mano, per usare un eufemismo. È
da stamattina che contro Vasco Rossi stiamo vivendo un infinito minuto
d’odio orwelliano: questo sfogatoio ha come principale effetto quello di
sdoganare l’uso dell’insulto e del turpiloquio veemente nel senso
comune. Sembra quasi ordinaria amministrazione leggere «crepa» su una
bacheca. Ma io, scusate tanto, non mi voglio abituare a leggere certe
cose, in assenza di comportamenti che giustifichino davvero una simile
rabbia.

Ora si possono fare due riduzioni qui. La prima è «sì, ma è solo satira,
la satira è sacra». Questa è una sciocchezza: già in passato
Nonciclopedia ha ampiamente superato il confine tra la satira e
l’istigazione al trolling con la pagina dedicata allo scrittore G.L. D’Andrea,
che vessato a lungo dai troll alla fine ha preferito chiudere il
proprio blog; c'è una certa contiguità tra i due tipi di linguaggio. Mi
pare dunque una scusa patetica, come chi, magari dando un colpo troppo
forte a una persona, si giustifica dicendo «aò, ma stavo a scherzà, ma
fatte una risata»: l’atteggiamento ridanciano, in realtà, se abusato
diventa un modo per non assumersi mai le responsabilità del proprio
comportamento. La libertà è un qualcosa connesso all’individuo, non una
“facoltà di…” che ci si prende senza guardare in faccia a nessuno.
Questa per me non è satira: è immaturità, è desiderio di impunità. Se
penso a grandi maestri della satira, con rispetto parlando, penso a un Jonathan Swift,
non ad anonimi autori che mulinano insulti e sberleffi e volgarità a un
personaggio famoso, così, per farsi quattro risate. Del resto gli amministratori del sito si difendono in modo molto
ambiguo:

Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso
ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato
picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli
alimenti al nullatenente Vasco Rossi. Un uomo che ha vissuto
l'esperienza della droga, l'esperienza del carcere, l'esperienza di
stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l'idea
di essere oggetto di satira su Nonciclopedia.

A parte che gli stessi amministratori sconfessano voci circa denunce e
rinvii a giudizio, l’idea che chi amministra un sito non sia
responsabile dei contenuti, perché tanto a scrivere è un bimbominkia di
15 anni, non sta in piedi. O l’autore della pagina a Vasco Rossi è un
nuovo e precocissimo Corrado Guzzanti, oppure chi amministra si nasconde
dietro la piattaforma wiki per eludere qualunque tipo di responsabilità
sui contenuti. Questo è un comportamento vigliacco, oltre che
irresponsabile: non è un limite della piattaforma wiki, ma una scelta,
casomai, di chi amministra Nonciclopedia, tanto è vero che su Wikipedia
la vigilanza sui contenuti è una attività fondamentale. Tanto più che,
invece di argomentare sulla libertà di espressione, gli amministratori
di Nonciclopedia preferiscono puntare il dito sui trascorsi giudiziari
di Vasco Rossi, per dire, in sostanza “ha avuto problemi di droga, è stato in carcere, è famoso, quindi possiamo scrivere quello che ci pare”.
E nel dirlo, si limitano al solo piano delle allusioni. Quello di
espressione è un diritto dell’individuo che lo esercita, non un diritto
contro l’individuo.

Ma c’è un altro riduzionismo che secondo me è pericoloso. Ossia:
«Siccome non è satira, è giusto denunciarli, ci starebbe bene la
diffamazione, bisogna fare qualcosa». La satira non è qualcosa di
facilmente definibile, perché affida il proprio statuto alla creatività e
alla libera invenzione. Un conto è cercare una definizione sul piano
culturale, critico, un conto è cercarla sul piano legale. Sarebbe come
definire per legge che cos’è un romanzo: chiunque non rispettasse la
definizione non sarebbe più un artista che sperimenta, che osa, ma un
potenziale delinquente. Il tentativo di regolamentare la satira, perciò,
ha sempre un che di censorio, perché limita le possibilità espressive
dell’autore. Il punto, dunque, è nello spirito che anima qualunque tipo
di regolamentazione: non è una materia che può essere affrontata solo
dal punto di vista tecnico, perché gli effetti pratici sono sempre e
comunque di censura.
Quindi, vuoi perché Nonciclopedia fin troppo spesso scade nel cattivo gusto, vuoi perché la versione del 2009 della pagina dedicata a Vasco Rossi è
molto più schifosa di quella che sta girando attualmente su Facebook, il
rischio è che questo episodio possa diventare il tanto sospirato capro
espiatorio da impugnare per leggi restrittive contro il web; il rischio è che l’opinione pubblica non sappia trovare una posizione
critica tra l’ondata di insulti a Vasco Rossi e la volontà di fermare
tutto ciò che anche approssimativamente puzza di trolling, facendo il
gioco di quei politici che da anni ormai cercano di infilare ovunque
codicilli censori per il web.

Un'ultima osservazione. Su Facebook (e ti pareva), è nata la pagina Salviamo Nonciclopedia. Boom di iscritti, denuncia di tentativi di
forzare gli account degli amministratori (non dimostrata), richiesta di spostarsi verso
una pagina che nulla ha a che vedere con Nonciclopedia, facendo leva su un eventuale rischio di chiusura della pagina (non si capisce per quale motivo): un copione già visto. Ma in questa versione c'è un dato in
più, davvero interessante. La pagina risulta esplicitamente creata da Genera.tv, una «giovane e dinamica cross media agency», come è scritto sul loro
sito, si è fiondata in difesa della libertà di espressione? Ho chiesto a
uno degli amministratori di Nonciclopedia di eventuali contatti tra
loro e questa agenzia, ma ha negato. Ho contattato via chat Facebook uno
dei responsabili di Genera.tv, che ha confermato la versione (aggiungendo a proposito del "dirottamento": «provavamo a dirottare su rivoluzioni generative perchè siamo convinti
che le prossime grandi rivoluzioni saranno fortemente diffuse ed
influenzate dalla rete. ed ovviamente per rendere noto l'eventuale soppressione della pagina da terzi»). Nessun
contatto, si è trattato di una libera e spontanea iniziativa  di
Genera.tv. Curioso che la missione della pagina sia superare i 2 milioni di fan di Vasco Rossi. Ma che c'entra con la libertà di espressione e con il dibattito censura/satira?

P.S. Intanto mercoledì 5 ottobre il Parlamento si accinge a votare la legge bavaglio, comma ammazzablog incluso. 

Matteo Pascoletti (hanno collaborato le mie segretissime  fonti G.T. e V.D.N.)

@valigiablu - riproduzione consigliata

Segnala un errore