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La Chiesa, le tasse e la protesta informata

Faccio subito una premessa: non sono cattolica e a mio modesto avviso Dio non esiste. Quello che mi interessa è capire.

In questi giorni di indignazione continua in Rete (indignazione legittima, per carità, ma su alcuni meccanismi mi piacerebbe fare una riflessione), dopo auto blu, pensioni d’oro, menù del Senato, è arrivato il momento della Chiesa. Grande mobilitazione, la pagina facebook Vaticano pagaci tu la manovra (qui ne parla Dino Amenduni sul Fatto Quotidiano) che raggiunge 100mila iscritti in due giorni in un curioso corto circuito (e anche questo tema merita una riflessione, che prima o poi mi piacerebbe fare) tra old e new media fino al lancio dell’improbabile evento, sempre su facebook, No Vaticano Day.

Più o meno la sintesi delle critiche che ho letto in giro su facebook è questa: siamo in crisi, basta privilegi alla Chiesa; la Chiesa deve smettere di non pagare l’ICI, di fare concorrenza sleale con i suoi alberghi a 5 stelle e di truffare lo Stato mettendo una semplice cappellina all’interno di strutture dedite ad'attività commerciale e con questo trucchetto accedere alle esenzioni. E poi basta 8x1000 con cui si regalano i soldi degli italiani al Vaticano.

Mi sono chiesta: ma le cose come stanno? A mio avviso, ogni protesta non può che essere informata e la fase centrale dell'informazione è fondamentale. Questo, dunque, è un esercizio di metodo, entrando nel merito. Mi sono documentata e questo è quello che ho capito per esempio sull’esenzione ICI. Per la questione 8x1000 vi consiglio la pagina di wikipedia che ho trovato molto ben fatta.

(ATTENZIONE: Post lungo :D)

Storia di una esenzione

L’ICI, ossia l’Imposta Comunale sugli Immobili, risale al 1992 e da subito sono state previste esenzioni che non riguardano solo la Chiesa cattolica, come si potrebbe pensare, ma tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. Questo per agevolare soggetti no profit che svolgono attività sociale. Quindi: il proprietario deve essere un ente non commerciale (non ci devono essere utili da distribuire, per intenderci) e quello che guadagna lo deve utilizzare per le attività che svolge. Infine l’immobile deve essere utilizzato solo per le attività descritte.

Nel 2004 la Corte di Cassazione si pronuncia (sentenza 8 marzo 2004, n. 4645 della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria Civile: "Il beneficio dell'esenzione dall'ICI non spetta in relazione agli immobili, appartenenti ad un ente ecclesiastico, che siano destinati allo svolgimento di attività oggettivamente commerciali") su un contenzioso che riguarda un immobile di un istituto religioso destinato a casa di cura e pensionato per studentesse. E così aggiunge una nuova interpretazione alla legge: non basta più che l’ente sia no profit (guadagna senza utile ma reinvestendo nell’attività stessa) ma per avere diritto all’esenzione non deve svolgere alcuna attività commerciale. Questo ovviamente per il no profit, che può prevedere corrispettivi per l’attività svolte a copertura dei costi e non per finalità di lucro, diventa un problema. Quindi per tutto il no profit, non solo per la Chiesa.

Nel 2005 lo Stato allora interviene con una prima interpretazione autentica (art. 7 del decreto legge n. 203/2005, governo Berlusconi) ripristinando di fatto l’impostazione originaria della legge. Questa impostazione viene impugnata di fronte alla Commissione europea e denunciata come “aiuto di stato”: gli enti non commerciali che svolgono quelle attività socialmente rilevanti sono comunque da considerare “imprese” a tutti gli effetti, e dunque l’esenzione costituirebbe una distorsione della concorrenza nei confronti dei soggetti (società e imprenditori) che svolgono le stesse attività con fine di lucro soggettivo.

A questo punto lo Stato interviene di nuovo con una seconda interpretazione autentica (art. 39 del D.L. n. 223/2006, governo Prodi), precisando che l’esenzione deve intendersi applicabile se l’attività è esercitata in maniera “non esclusivamente commerciale”. Contemporaneamente presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze è stata istituita una commissione con il compito di individuare le modalità di esercizio delle attività che, escludendo una loro connotazione commerciale e lucrativa, consentano di identificare gli elementi della “non esclusiva commercialità”.

In seguito a questa seconda interpretazione autentica e all’istituzione della commissione, l’UE ha archiviato il caso per ben due volte, nel 2008 e nel 2010.A quel punto i radicali, come si legge in questo articolo di Lettera 43, hanno chiamato in causa direttamente la Corte di giustizia europea di Lussemburgo. Il nuovo Commissiario alla concorrenza Joaquin Alumnia ha deciso di riaprire il fascicolo perché «non si può escludere che le misure costituiscano un aiuto di Stato». Entro 18 mesi (a partire dal 10 ottobre 2010) Bruxelles dovrà decidere se assolvere o condannare l'Italia con multa ed eventualmente porre fine ai privilegi e disporre il rimborso all'erario delle tasse non pagate in cinque anni dagli enti ecclesiastici.

La cosa meravigliosa, in tutto questo, è che il Governo Berlusconi, come si legge su Repubblica, ha infilato nel decreto sul federalismo fiscale municipale approvato il 4 agosto 2010 un comma - mai pubblicizzato - all’articolo 5 che introduce l’imposta unica municipale, che comporterebbe in sostanza, a partire dal 2014, l’annullamento dell’esenzione ICI per la Chiesa per quanto riguarda ospedali, scuole e alberghi (non rientrano dunque i fabbricati per l’esercizio del culto e quelli della Santa Sede previsti dal Concordato).

Questo però è un punto controverso: pare che la versione finale del federalismo fiscale abbia riportato tutto al punto di partenza (non sono riuscita a trovare però un documento ufficiale a riguardo. Se lo trovate voi segnalatemelo. Udpate: l'ho trovato su lavoce.info. Grazie a zetavu per la segnalazione).

Non solo Vaticano 

Chi usufruisce dell’esenzione ICI dunque? Associazioni, fondazioni, comitati, onlus, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni sportive dilettantistiche, circoli culturali, sindacati, partiti politici, enti religiosi di tutte le confessioni: Il mondo del no profit, in sostanza, per cui anche gli enti pubblici sono enti non commerciali. Fondazioni, partiti politici, sindacati, enti pubblici...

A quanto ammonta questo patrimonio immobiliare che usufruisce dell’esenzione ICI?

Per quanto riguarda il Vaticano (sarebbe più corretto dire Chiesa, come mi fa notare Francesco Banfi su facebook) comunque si parla di circa 100mila immobili, di questi 9 mila sono scuole, 26 mila strutture ecclesiastiche e quasi 5 mila strutture sanitarie. Per l'agenzia delle entrate significa un potenziale introito di due miliardi di euro all'anno. (fonte Lettera 43)

Aggiornamento (9/12/2011): La CGIL precisadi pagare l'ICI.

Su twitter scambio fra me e @francobechis in merito alla precisazione della CGIL, il vicedirettore di Libero mi dice: "La CGIL mostrasse i bilanci consolidati, la nota patrimoniale, l'elenco degli immobili posseduti e le ricevute ici di ognuno". Io rispondo che allora lo deve fare anche la Chiesa. IntervieneMarco Castelnuovo (@chedisagio) de La Stampa: "Esatto tutti quanti. La Chiesa, i sindacati e chi gode di benefici. Avanti, fuori le carte".Una puntualizzazione e qualche mito da sfatare 

Non tutti gli immobili di proprietà degli enti non commerciali sono esenti: lo sono solo se destinati alle attività indicata dalla legge. In tutti gli altri casi pagano, inclusa la Chiesa, regolarmente l’imposta: è il caso degli immobili destinati a librerie, ristoranti, hotel, negozi, così come delle case date in affitto. Se non la pagano, vanno denunciati.

Quindi non è vero che per gli alberghi la Chiesa non paga l’ICI, la paga perché quell’attività non rientra nelle attività specificate dalla legge. E non è vero che basta una piccola cappella all’interno di un hotel di proprietà di religiosi per rendere l’intero immobile esente dall’ICI, come trucchetto per rientrare in ogni caso nella clausola dell’attività di natura “non esclusivamente commerciale”. Trucchetto che comunque non reggerebbe visto che per ottenere l’esenzione l’intero immobile deve essere destinato a una delle attività indicate e considerato che l’attività alberghiera non è tra queste, l’intero immobile, cappellina inclusa, dovrebbe essere assoggettato all’imposta.

Ultime tre cose prima di chiudere

1) La pagina Vaticano pagaci tu la manovra secondo me non è nata dal basso: è anche questa una pagina ben strutturata di marketing politico (devo dire che ho apprezzato moltissimo le netiquette che invitano gli iscritti a rispettare le regole della civile conversazione). Embè, direte voi, chi se ne frega. L’importante è la mobilitazione etc. etc.
A me, da osservatrice e da appassionata di informazione e di rete, interessa molto, invece, riflettere su queste dinamiche che investono la psicologia della massa in rete e il rapporto old-new media. Perché una delle tecniche utilizzate è quella di “creare” la notizia di mobilitazioni nate dal basso su facebook per ottenere spazi di visibilità sui giornali e sulle tv (media main stream), visibilità che in altro modo non si riuscirebbe ad ottenere, nonostante la validità dei temi trattati. Varrebbe la pena affrontare pubblicamente queste problematiche.

2) Scrivendo questo post ho trovato un articolo del Sole 24 Ore del 2007 sul turismo religioso. Mi sembra un dato interessante da segnalare. "In Italia il settore cresce di oltre il 20% quest'anno e genera annualmente un giro d'affari intorno ai 5 miliardi di euro, muove oltre 40 milioni di persone e fa registrare 19 milioni di pernottamenti, secondo una indagine Trademark. E la Chiesa cattolica svolge un ruolo chiave, con il 70% dei beni culturali esistenti, 30mila edifici religiosi di valore artistico, 700 musei diocesani e 2.200 tra santuari, monasteri e conventi che in gran parte offrono ospitalità".

3) A proposito di soldi che si possono recuperare e dove, riporto un brano tratto dal libro Soldi rubati di Nunzia Penelope: "I soldi fanno girare il mondo, ma se girano dalla parte sbagliata finisce che il mondo si ferma. E quello che sta accadendo all’economia italiana. Appesantita dalla crisi, certo, ma soprattutto da un tasso d’illegalità che non ha pari nel mondo occidentale...
Partiamo da tre numeri base: ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione, e 350 miliardi di economia sommersa, pari ormai a quasi il 20 per cento della ricchezza nazionale. Ma varrebbe la pena di aggiungere gli oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse. Sessanta miliardi di corruzione e 120 di evasione fanno 180 miliardi l’anno. In 10 anni sarebbero 1800 miliardi: esattamente quanto l’intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerarlo e vivere felici."


A commento di questo passo cito uno spunto del giornalista e blogger Fabio Chiusi, un suo post su facebook dove ha scritto: "Vorrei vivere in un Paese dove 40 mila persone si iscrivono in poche ore a un gruppo contro la legge sul biotestamento, prima che sui privilegi del Vaticano". Anche io vorrei vivere in un Paese dove qualcuno apre la pagina “Evasione fiscale, corruzione, economia sommersa. Adesso basta!”, si iscrivono 800mila persone in 5 minuti. Edizioni straordinarie dei Tg. Il giorno dopo convocazione del Parlamento e la firma di Napolitano sui decreti urgentissimi per combattere evasione, corruzione, sommerso in meno di 24 ore.

Vogliamo togliere l'esenzione ICI e eliminare o dimezzare l'8x1000? Giustissimo, perfetto. Ma per quanto mi riguarda voglio sapere di cosa stiamo parlando. Avendo a mia disposizione un quadro quanto più possibile completo della questione.

Consigli di lettura:

P.S. Chris Potter mi fa notare che anche in altri paesi, come la Gran Bretagna, le attività no-profit (incluse le attività religiose) usufruiscono dell'esenzione dalle tasse. Qui il link di riferimento.

Arianna Ciccone (hanno collaborato Matteo Pascoletti e Angelo Romano)
@valigia blu - riproduzione consigliata

LINEE GUIDA AI COMMENTI
  • Andrea Bosio

    Ottimo articolo, complimenti! Finalmente un po’ di informazione seria e competente; in questi giorni è stato difficile trovare notizie equilibrate sulla materia, è stato più semplice per molti cavalcare l’onda e proseguire sulla scia di menzogna e disinformazione.
    (Avevo già provato anch’io a parlare un po’ della cosa sul mio piccolo blog… ma l’impatto è quello che è! http://gattogemellianarchici.wordpress.com/2011/08/21/imprecisioni-e-balzelli-come-mentire-per-attaccare-la-chiesa/).

    Farò girare questo test sui social network, troppi italiani parlano senza essere edotti su ciò che stanno trattando.

  • giacomo

    BRAVI..finalmente un ragionamento SERIO!!!!

  • Moreno

    Bravissima! Articolo chiaro e preciso…Permettimi una battuta: anche a me quello che mi interessa è capire, e le cose che scrivi le sapevo da tempo, solo che sono cattolico e a mio modesto avviso Dio esiste, quindi quando dicevo queste cose molti mi ignoravano! ;-)

  • luisa

    arianna, magnifico articolo su ICI e Vaticano…
    davvero.
    vorrei solo aggiungere che vivere da laici in questo paese è durissima, la chiesa gode di potere in tutti i campi, negli ospedali cattolici i medici obiettori di coscienza fanno + carriera degli altri, quelli non obiettori a volte finiscono in chirurgia a praticare 20 aborti al giorno tipo catena di montaggio, se hai famiglia e vivi fuori da una grande città, la chiesa organizza tutto, dalle feste di paese all’estate ragazzi e se non partecipi sei fuori da tutto.Se vuoi lavorare in organizzazzioni che aiutano extracomunitari o persone in difficoltà devi fare il volontario o essere cattolico per avere uno stipendio o un posto di responsabilità… potrei aggiungere mille altre situazioni. Sono d’accordo con te che la protesta sull’ICI sta prendendo il piede sbagliato, ma credo che in qualche modo il potere della chiesa sulla nostra società sia strettamente legato al forte potere economico e questa catena andrebbe interrotta. Le altre confessioni religione in italia non hanno lo stesso potere (e non vorrei neanche che lo avesssero). Un caro saluto e grazie x i tuoi approfondimenti!

  • chiara

    L’articolo, ben strutturato, si confonde proprio quando entra nel vivo della questione: la legge ICI e la sua applicazione.
    Posto che la Cassazione non è legge, ma solo una sua interpretazione che può essere sempre disattesa, attualmente in materia di ICI e Chiesa vige il principio sancito dll’art. 39 del D.L. n. 223/2006, richiamato dalla autrice stessa.
    Quindi gli immobili della Chiesa destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive sono esenti dal pagamento dell’ICI anche quando abbiano natura commerciale, purchè non esclusiva.
    Il trucchetto di mettere una cappella in ogni immobile ecclesiastico, dunque, funziona eccome. Rende l’immobile, anche se si tratta di un albergo (che, cara giornalista, è una struttura ricettiva, come recita la legge del ’92), “non esclusivamente commerciale”.
    Inutile dunque che corriate a denunciare il rettore della scuola privata di vostro figlio, cui pagate salatissime rette, all’Agenzia delle Entrate. Una cappella nella scuola sicuramente c’è :)

  • tiziana arcidiacono

    Semplicemente perfetto! Questa è l’informazione che vorrei. Non mi piace la piega che sta prendendo l’informazione su fb con l’apertura di pagine chiaramente disinformate e disinformanti. Brava bravissima

  • tiziana arcidiacono

    Semplicemente perfetto! Questa è l’informazione che vorrei. Non mi piace la piega che sta prendendo l’informazione su fb con l’apertura di pagine chiaramente disinformate e disinformanti. Brava bravissima

  • aldo

    Voglio rispondere a LUISA quando scrive sul “potere” della chiesa citando esempi assurdi… la chiesa, PER FORTUNA, interviene la dove lo stato è assente! Appunto.. organizza “feste di paese” e attività per giovani e ragazzi dove i comuni e le istituzioni locali invece non farebbero nulla. Da assitena a poveri, bisognosi, malati, persone sole, dove le istituzioni non hanno la possibilità di farlo. Da ospitalità a prezzi bassisimi in conventi e strutture ricettive per chi magari vuole fare un viaggio ma non ha tanti soldi e quindi contribuisce ad alimentare l’indotto del turismo… meno male che la chiesa c’è! perchè se non ci fosse, al di la di credere o non credere, saremmo tutti un pò più poveri.

  • tiziana arcidiacono

    #5.Chiara, lo stesso Ministero dà un’interpretazione della norma tale da escludere che un albergo con annessa cappelletta sia esente da ICI. Ciò a prescindere dalla considerazione che l’attività alberghiera non rientra nelle attività di rilrvanza sociale individuate dalla norma che prevede l’esenzione. In realtà nel tuo esempio, non c’è un’attività di tipo misto ma l’albergo è comunque esercitato in forma esclusivamente commerciale, se ci sia o meno una cappelletta questo non incide sulla forma di esercizio dell’attività; essa è comunque svolta a scopo di lucro e in forma imprenditoriale.

  • Euri

    @aldo, no, perche se non ci fosse stata la chiesa ci sarebbero stati altri, vedi stati dove la religione non ha potere.

  • luisa

    @euri, avendo vissuto all’estero condivido il tuo pensiero, e @aldo sopratutto se altri avessero il potere economico della chiesa, altri organizzerebbero

  • alessio

    Scusa, ma ti sei dimenticata di citare il famoso comma 4 dell’articolo 149 del Testo unico delle imposte sui redditi, il quale permettte alla Chiesa di non applicare ai propri immobili la qualifica di ente non commerciale. Per questo motivo esistono degli alberghi di proprietà della Chiesa che non pagano l’ici. Spero che ti sia semplicemente dimenticata di citare questo fondamentale aspetto.

    Art. 149.
    Perdita della qualifica di ente non commerciale (1)
    1. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l`ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d`imposta.
    2. Ai fini della qualificazione commerciale dell`ente si tiene conto anche dei seguenti parametri:
    a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all`attività commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attività;
    b) prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività istituzionali;
    c) prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalità e le quote associative;
    d) prevalenza delle componenti negative inerenti all`attività commerciale rispetto alle restanti spese.
    3. Il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo d`imposta in cui vengono meno le condizioni che legittimano le agevolazioni e comporta l`obbligo di comprendere tutti i beni facenti parte del patrimonio dell`ente nell`inventario di cui all`articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L`iscrizione nell`inventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dall`inizio del periodo d`imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689.
    4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili ed alle associazioni sportive dilettantistiche.

  • alessio

    Ops, ho sbagliato, volevo dire “il quale permette alla Chiesa di applicare…

  • Monica secondino

    Sono d’accordo con quello che scrive e se apre una pagina su FB o su twitter relativa all’evasione mi iscrivero’ senz’altro. Ormai bisogna cominciare a creare una cultura trasversale in cui mettere al bando evasione fiscale, corruzione ed economia sommersa. Bisogna creare un movimento che emargini quelli che si comportano cosi’. Facciamo partire una caccia alle streghe!

  • zetavu

    In questo pezzo c’è una certa eterogeneità dei dati; affermazioni all’indicativo a favore della chiesa, e “pare che” quando si tratta di verificare la tesi che non piace. Va be… consiglierei pero’ questo pezzo de La Voce Info (http://www.lavoce.info/articoli/-questiontime/pagina1002121.html) che riporta un documento ANCI, associazione dei comuni, che valuta in almeno 300 milioni il danno per i comuni derivante dalla mancata ici su edifici ecclesisastici destinati ad usi non di culto,

  • Valigia blu

    Grazie zetavu inserisco nel post. Però ti assicuro che non c’è tesi. Se ci sono errori correggo (Arianna)

  • valigiablu

    e cmq qui lo dico il totale riportando i dati di Lettera43
    Per quanto riguarda il Vaticano comunque si parla di circa 100mila immobili, di questi 9 mila sono scuole, 26 mila strutture ecclesiastiche e quasi 5 mila strutture sanitarie. Per l’agenzie delle entrate significa un potenziale introito di due miliardi di euro all’anno. (fonte Lettera 43) (arianna)

  • fernando

    non esiste luogo di culto senza introiti. non sono un cattolico ,ma è relativo. per una messa devi pagare, per un battesimo,cresima ,comunione ,se ti sposi in chiesa devi sempre pagare; tantissime chiese devi pagare l’ingresso,per non parlare della vendita di candele,riviste giornali ed altro….sotto forma di offerte e se succede un disastro,terremoto o altro paga lo stato italiano (cioè noi), gli utili sono loro (mi sembra la Fiat).E’ da quando è nata la chiesa che pretende con le buone o con le cattive dei privilegi, o leggi su misura per i propi interessi. Per accedere alle scuole private si è sempre pagato (adesso le paghiamo anche noi)che non ne usufriamo. Adesso basta farci prendere ingiro con la scusa di cristo ,dio o chi per esso, pagassero l’ici e tutte le altre tasse che paghiamo noi comuni mortali

  • SaraMago

    Brava! Finalmente :-) Mi sono anche io espressa sull’argomento nel mio blog, ti segnalo il post http://societausaegetta.blogspot.com/2011/08/chiesa-ici-e-8×1000-alcuni-chiarimento.html

  • Noemi Bardella

    Sono d’accordo in linea generale con l’articolo, MA andiamo alla radice del problema, ossia la spaventosa influenza CULTURALE E SOCIALE che ha la Chiesa. E’ vero, abbiamo tantissimi problemi da risolvere, alcuni perfino più importanti di questo, ma se è possibile fare anche solo un passo per ridurre lo strapotere della Chiesa il resto dovrebbe essere più facile da ottenere, credo.

  • SaraMago

    Fernando.. tu non devi pagare! Contribuisci in base a quello che puoi dare. E se non puoi fai tutto lo stesso.. anzi.. ricevi anche qualcosa.
    Noemi.. e dunque? Hai mai riflettuto sul fatto che se la Chiesa ha un’influenza culturale.. è perchè ha tanti fedeli? Per me tutto il mondo è una grande Chiesa, mi sono riavvicinata al la fede da poco, entro indistintamente in una Chiesa Ortodossa, Evangelica, Anglicana.. o tutto quel che vuoi visto che per me tutto il mondo è una grande chiesa. Quello che non capisco è il perchè tutto questo accanimento contro i credenti. Concludo che noi tutti avremmo più bisogno di spiritualità, qualisiasi sia la “chiesa”.

  • Ascan

    Discutendo su un forum dei vari privilegi della Chiesa Cattolica, un utente ha sostenuto più o meno il contrario di quello che c’è in questo articolo. Vorrei sapere cosa ne pensate voi, qua il link: http://nonciclopedia.altervista.org/phpBB3/viewtopic.php?f=10&t=8500&p=522832#p522832

  • DD

    la verità è una sola: che se esistono leggi che regolamentano il rapporto, di esenzione o privilegio, di uno Stato nello Stato (anche geograficamente), i cittadini dello Stato ospitante si aspettano trasparenza. Sempre. così non è. Servizi, inchieste e ricerche…quando l’oggetto è la Chiesa e il Vaticano , purtroppo si cade spesso nel segreto.
    Riconosco che la Chiesa sia un’attrattiva turistica non indifferente e che molta disinformazione l’abbia investita. Ma Arianna, non temo smentita sostenendo che la struttura religiosa cattolica in Italia gode quantomeno di una *copertura* degna dell’FBI, su molte questioni.

  • Lupo

    Vorrei diffondere il fatto che i moderatori di questa pagian facebook bannano chi pubblica opinioni diverse dalle loro:
    http://www.facebook.com/pages/Bannato-dalla-pagina-Vaticano-pagaci-tu-la-manovra-finanziaria/182213105184045?sk=app_162384753782330

  • EG

    Scusa, un appunto, attività ricettiva non si intende attività alberghiera?

  • DM

    Dio esiste? Per me no. Quindi, finchè non mi date la PROVA, la Chiesa deve essere trattata, in Italia, al pari di qualunque altra azienda che produce DENARO. L’Italia è uno stato laico, dobbiamo subire già la legge sul biotestamento, l’eutanasia e mille altre questioni in cui la Chiesa impone il proprio volere FOTTENDOSENE dei non credenti.

  • EO

    Facciamo come in Gran Bretagna, così che tutte le attività no-profit (incluse le attività religiose) usufruiscano dell’esenzione dalle tasse. Così il Vaticano e le altre chiese minori non avranno il binario privilegiato dell’8 per mille (a differenza delle altre onlus che devono concorrere al 5 per mille facoltativo e limitato dall’ultima finanziaria).

  • Alessandro

    Invece di scrivere supposizioni sarebbe stato meglio che ci avessi interpellato per una intervista, visto che la email è pubblica, ottimo pezzo di giornalismo fantapolitico ! Alessandro Admin Vaticano paga tu

  • nicola pasa

    volevo segnalare a chi ha scritto l’articolo e ai tanti apologeti papalini questo filmatino:

    http://www.youtube.com/watch?v=-BLdH4mUsXA

  • Fraxx

    INon è così..i fabbricati della chiesa sono esenti a prescindere! La legge sull’ici è chiara :LA LEGGE STABILISCE PRECISE FATTISPECIE IN CUI E’ PREVISTA L’ESENZIONE DAL PAGAMENTO DELL’ICI – L’ articolo 7 individua i casi di esenzione dal pagamento dell’ Ici. Il disposto legislativo stabilisce che vengono considerati esenti:
    Gli immobili che sono posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dai comuni e dalle provincie. Inoltre anche quelli posseduti da comunità montane, da aziende di sanità locale, dalle camere di commercio e dalle istituzioni sanitarie pubbliche se sono utilizzati per l’ esercizio dell’ impresa.
    Tutti i fabbricati che vengono iscritti all’ agenzia del territorio nelle categorie da E1 a E/9;
    Fabbricati che abbiano destinazione ed uso culturali;
    I fabbricati che sono utilizzati ai fini dell’ esercizio del culto, purché compatibili con le disposizioni contenute negli articoli 8 e 19 della costituzione italiana;
    I fabbricati di proprietà della Chiesa;
    I fabbricati che sono appartenenti agli stai esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’ esenzione dell’ imposta locale sui fabbricati in base ad accordi internazionali;
    I fabbricati che sono stati dichiarati inagibili o inabitabili recuperati al fine dell’ utilizzo ad attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992 n. 104;
    I terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate in base all’ articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
    Gli immobili che sono utilizzati dai soggetti di cui all’ art. 87 del testo unico sulle imposte dei redditi n. 917 destinati ad uso escluso di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive e culturali o ricreative.

  • Eugenio Comincini

    Brava. Analisi ineccepibile: la verità prima di tutto. Vale la pena aggiungere (a parere mio) che il settore no-profit (Chiesa compresa) svolge molte funzioni sociali che spetterebbero allo Stato. E’ questa la ragione di fondo degli sgravi fiscali che – come hai ben illustrato – alla fine sono poca cosa rispetto a quanto accade tutto intorno a noi in maniera molto più indisturbata…

  • Giuseppe

    Per dovere di chiarezza si è sempre parlato di elusione nei confronti dell’ICI, proprio perché grazie alle leggi fumose messe in campo da più governi, l’elusione di molti enti (che siano chiesa o altro) è evidente. Vada a chiede all’albergo delle Brigidine a piazza Farnese, centro di Roma, se paga l’Ici e solo metà dell’Ires. Se non altro può completare l’articolo per rendere edotta la popolazione. Infine se fosse andata a verificare su Fb i gruppi contro l’evasione e la corruzione, si sarebbe resa conto che sono numerosi (come mai non ne fa parte).

  • andrea

    Le accuse contro l’istituzione della Chiesa sono tutte fumo negli occhi per distrarre da chi davvero non paga e ladra continuamente nel paese. Di vita parrocchiale ci vivo da poco ma molto intensamente, finora ho solo visto persone che si spendono per gli altri, che mettono a servizio il proprio tempo e danaro anche per chi li offende tutti i giorni come qua sopra senza sapere davvero cosa fanno. I sacerdoti sono i primi a dire che pagano le tasse come tutti ma nessuno li ascolta perchè i media non danno loro posto. a meno che non si tratti di un prete pedofilo o di una difesa della vita contro l’aborto o simili. Un sacco di fumo negli occhi a tutti. Tutti credono di sapere cosa sia la Chiesa che non ci sono mai stati, non nell’edificio, ma nell’istituzione che è rappresentata da famiglie che come tutti pagano le tasse si sottomettono alle leggi di tutti e che in più cercano di aiutare chi è vicino. Potrei fare una lista lunghissima di tutti gli sforzi che si compiono anche solo nella mia piccola parrocchia per andare ad aiutare in Aquila (di cui a nessuno ormai importa), in Africa a costruire case, campi e aiutare la popolazione (altra cosa di cui non parla mai nessuno), l’ospitalità alle ragazze madri, gli aiuti alle operazioni matogrosso, per le famiglie con disabili, e potrei continuare. Nessuno ne parla, così sembra che la Chiesa sia una succhia soldi che perde tempo con Babbo Natale. Tutti a chiedere prove dell’esistenza di Dio. Un paio di cose in proposito: 1- la fede si chiama così in quanto atto di fiducia, 2- di prove ce ne sono una montagna, ne è un esempio chiaro il solo fatto che ancora ci siano una moltitudine di persone, che per quanto umiliate, offese e perseguitate continuino ad aiutare il prossimo. Ora, potete dire che non è vero. Chi ve lo impedisce? Ma a mio avviso è solo una scusa per non dover scoprire di essersi sbagliati e dare una mano a qualcuno che non ha voce per chiederla.

  • andrea

    scusate la grammatica, ma non è il mio forte.

  • emi

    FRAXX non è esattamente come hai scritto..sono esenti da ici solo degli immobili espressament previsti dal concordato appartenenti alla Santa Sede…non della chiesa in generale
    ti posto la legge
    http://www.dossier.net/guida/norme/d92504.htm

  • emi

    FRAXX non è esattamente come hai scritto..solo alcuni immobili espressamente indicati nel concordato appartenenti alla santa sede non pagano..

  • Pinco

    La settimana scorsa ho fatto un corso di teatro al circolo ARCI vicino a casa mia, ed ho pagato. Embè? loro non pagano l’ICI. Che facciano lo stesso che chiedono alla Chiesa!

  • GiovanniG

    Interessante articolo sul problema ICI-Chiesa. Un unico appunto sulla citazione tratta da “Soldi rubati” di Nunzia Penelope: “In 10 anni sarebbero 1800 miliardi: esattamente quanto l’intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerarlo e vivere felici”. Cosa? Perché ci si ostina a parlar di economia se non si conoscono i meccanismi basilari della società capitalista? La caratteristica intrinseca del debito pubblico è di non estinguersi mai! Concetto base da primo anno di una qualsiasi facoltà di economia! Ah, dimenticavo la testata per cui scrive…

  • Carlo

    Questo studio non tiene conto delle proprietà immobili della chiesa cattolica, abitate dai prelati. E’ tutta qui la questione: i religiosi cattolici non pagano la tassa sulla casa che abitano mentre a tutti gli altri viene chiesto di pagarla…cosa c’entrano le no profit, gli enti assistenziali, i teatri e i centri sportivi? Su quelli non ci sono disparità. Il problema è proprio la prima casa. Per questo i cittadini italiani stanno insorgendo, per questo la rete sta insorgendo. Dalla base. Si legga anche questo:
    “1. Sono esenti dall’imposta:
    …e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;” e questo: “http://cronologia.leonardo.it/storia/a1929n.htm , naturalmente gli articoli da 13 a 16.

  • Nicola

    trovo il suo articolo molto interessante e dai toni molto giusti. il fatto è che forse dimentica che l’evasione e la corruzione sono poteri forti e non si vogliono combattere…

  • arianna

    giovanniG hai ragione quella di Nunzia Penelope credo sia una provocazione… cmq hai ragione- x tutti grazie per le segnalazioni, le note, e gli spunti ulteriori di dati e riflessioni.

  • walter

    In merito al Punto 3 e nello specifico quando si fa riferimento all’evasione fiscale ci tengo a dire che in economica è noto l’effetto che all’aumentare delle tasse aumenta l’evasione. Non a caso l’Italia è il paese con la pressione fiscale più alta in Europa, e ho detto tutto. Quindi, lo Stato aumenta le tasse ? i cittadini evadono sempre di più. E in un paese in cui un politico sguazza tra vitalizi e stipendi d’oro l’evasione fiscale E’ LEGITTIMA anche se illegale ! Toh ne ho detta una. Quindi ai cari politici dico di non riempirsi la bocca con l’evasione fiscale perchè per prima loro hanno votato e approvato LO SCUDO FISCALE con il quale gli evasori hanno potuto regolarizzare i loro capitali pagando solo il 5%. I sacrifici o li fanno tutti o non li fa nessuno, per quel che mi riguarda l’Italia può pure fallire. O tutti o nessuno!

  • Fabio

    Come qualcuno ha suggerito, io eliminerei dall’articolo la parte dei “secondo me”, perché diluisce la parte fattuale dello stesso. Nei commenti, tra l’altro, c’è una persona che si identifica come admin della pagina. Lo si contatti e si stabilisca in questo modo la verità.

    C’è poi anche qualcu altro che ha evidenziato come un tal comma di una tale legge consenta alla chiesa di non far passare per commerciale quello che in effetti lo è. Lo si tenga in debita considerazione.

  • Gabri

    Grazie. Io sono cattolica, ma mi piace la verità, nei fatti, anche se questa è scomoda. E sono stanca di critiche stupide e patetiche. Questo tuo articolo mi è stato utilissimo per capire!

  • Idrochinone

    @ #43 Fabio: ciò che alla fine della fiera è esente dal pagamento ICI, in un ipotetico contenzioso con l’erario, non viene stabilito in base a nessun documento, che venga dalla Chiesa o perfino da Dio. Si guarda all’attività svolta, come spiega molto chiaramente la Circolare Ministeriale 26-01-2009

  • lucafons

    confermo, la CGIL paga l’ICI

  • Emanuel

    La chiese non è un’attività commerciale certo… Però dentro girano un casino di soldi non fatturati… Mah questa non è tutta l’informazione e soprattutto non è vista a 360°, a me non importa niente delle opere in possesso della chiesa, la chiesa non dovrebbe possedere tutte queste opere, non servono a pregare o a rendere grazia a Dio! Potrebbe liberarsi di tutte le ricchezze che ha per aiutare chi ne ha bisogno! La chiesa mi spiace dirlo ma è indifendibile! Troppo potere a chi (per come è scritto sulla bibba) non serve.

  • Federico

    Non solo Dio non esiste, ma provate a far pagare l’Ici al Vaticano.

  • Michele

    ROMA, 6 DIC -”La prima casa e’ una cosa importante per la vita dei cittadini ma e’ anche una cosa che consuma risorse pubbliche: ci vogliono infrastrutture intorno alle case, le citta’ costano. In tutti i paesi anche la prima casa contribuisce al mantenimento dei servizi pubblici”.

    Lo dice il premier Mario Monti spiega cosi’ la decisione del suo governo di reitrodurre l’Ici sulla prima casa.

  • Manuela

    Salve!Volevo ringraziarLa per la Sua raccolta di informazioni seria e rivolta ad vera ricerca della verità.La frase”La verità vi farà liberi.” in Lei trova un autentico testimone.Grazie di cuore!

  • Michele
  • Simone
  • Andrea Trisciuoglio
  • Francesco

    Ciao. Innanzitutto complimenti per l’articolo che per una volta mostra uno studio serio del problema al di là degli slogan sempre più comuni in quest’epoca.

    Tuttavia in mezzo a tanti dati perdo un po’il filo e ti chiedo la cortesia di dirmi se quanto ti scrivo è giusto: se capisco bene, la chiesa paga comunque in casi di alberghi, librerie ecc. mentre in altri casi (es. scuole private, ospedali) non paga e, allo stato attuale della situazione, non c’è un salutare censimento delle strutture clericali per poter fare i dovuti distinguo?

  • arianna

    Il problema secondo me è proprio quello il censimento. Andrebbe fatto, ma anche per gli altri soggetti che usufruiscono dell’esenzione Ici. Cmq ho inserito nei consigli di lettura l’articolo di Sandro Magister de L’Espresso è molto chiaro su cosa è sottoposto come immobile a Ici e cosa no. Te lo linko anche qui http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/09/chiesa-e-ici-quellesenzione-che-vale-miliardi/

  • Lily

    Potremmo smettere di parlare di Chiesa quando invece si tratta dello stato del Vaticano? Perchè le due parole non sono sinonimi, anzi esprimono concetti ben diversi e, secondo me, generalizzare così crea solo molta confusione.
    Inoltre vorrei capire da chi scrive(non ricordo chi sia, ho letto di sfuggita) “Però dentro girano un casino di soldi non fatturati” cosa intende.
    Complimenti, ad ogni modo, per l’articolo diretto ed efficace per mobilitare una informazione più chiara.

  • Contedduca

    @ Lily
    Non ho capito scusa…hai detto che la questione tratta dello Stato Vaticano?
    Cioè, il Vaticano dovrebbe pagare l?ici allo Stato Italiano?

  • Gino

    la prima casa non e´un este commerciale e´solo una spesa per il proprietario e paga ! quindi che paghino tutti enti no profit compresi , anche perche´il presidente della Caritas , ente no profitda lui gestito , guadgna 100 volte quello che guadagno io e maschera i guadagni dell´ente con stipendi e rimborsi spese suoi e dei propri dipendenti ; altrimenti non si spiegherebbe come le entrate siano l´80 % delle spese e solo il 20 % arrivi all´utente finale in forma di aiuti !Se pago io sulla prima casa che paghino tutti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • lorenzo

    l’ italia grazie al cielo è un paese con solide radici cattoliche non si puo’ sradicare una religione plurisecolare come la nostra. la chiesa fa bene e deve tutelare la vita dell’ uomo. le tasse è vero deve pagarle anche lei. un’ altra cosa: ai nostri amici atei ricordo che essere credente non vuol dire essere per forza filopapali.

  • lorenzo

    la chiesa difende e deve contnuare a difendere la vita. e’ impossibile sradicare le profonde radici cristiane in uno stato come l’italia. il nostro stato non è laico come molti credono ma ha profonde radici cristiane come menzionato nella nostra costituzione.inoltre tengo a precisare ai nostri amici atei che religione e fede sono due cose separate ed essere cristiani ossia seguaci del cristo non vuol dire essere forzatamente filopapalini.

  • andrea

    Bravo Lorenzo. E comunque se cercaste un poco di più in giro, anche su Internet, troverete gli articoli in cui si spiega che la Chiesa PAGA l’ICI. Le chiese in quanto edificio di culto sono esenti. Basta. Anzi. Per esperienza so che pagano comunque riscaldamente, energia elettrica eccetera. Il luogo di culto(cioè l’edifico chiesa) è esente da pagare l’ICI. Punto. Tutto quello che c’è attacato lo paga. Scusate se scrivo da cani.

  • Loredana Manili

    volevo più chiarezza… e ho incontrato voi

  • ale87

    Tutto vero, a parte alcune considerazioni di natura tecnica da fare per svolgere appieno il confronto: io controllerei le personalita`che fanno parte della commissione per l’esenzione presso il ministero dell’economia; riserva grandi sorprese. Secondo, controllerei effettivamente dove vanno a finire i soldi dell’esenzione di istituti religiosi cattolici..i molteplici scandali che ci ha riservato l’ISTITUTO PER LE OPERE RELIGIOSE fanno scuola. Terzo, forse dimentichiamo il vero male italiano: la CONNIVENZA. E.g: e`pieno il paese di posti che non pagano l’ici dovendo, ma a mia memoria nessuno di questi e`mai stato COSTRETTO a pagare. Forse sguazzo nel torbido ma… Dunque soluzione: che TUTTI paghino l’ici. Probabilmente la mia generazione fara`prima a morire che ad andare in pensione, dunque poco mi importa se tutto il mondo del non profit (ma principalmente i vari enti delle varie religioni) pagassero SALATAMENTE quello che dovrebbero. Vuoi rappresentare la divinita`? Suppongo i vari divini possano provvedere al fabbisogno terreno delle rispettive istituzioni. O no?

  • davide

    sulla cappella nell’hotel: molti qui dicono che cio’ non esenta dal pagamento dell’ici. La fonte che spiega che l’immobile deve essere interamente utilizzato per l’attività esentata è un circolare del ministero ddel finanze 2/DF 26 Gennaio 2009.
    Voglio far notare che si tratta di una circolare non di una legge:
    “Di certo, appare utile in questa sede ricordare la recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, sent. 9 gennaio 2009 n. 237, la quale, è tornata nuovamente sul tema della valenza dei documenti di prassi dell’Amministrazione finanziaria[19], confermando che le circolari non sono atti normativi (né ad essi assimilabili) e, pertanto, prive del potere di innovare l’ordinamento giuridico.

    Secondo la Suprema Corte, infatti, l’interpretazione contenuta in una circolare altro non è se non il presupposto per individuare le concrete regole di comportamento cui i destinatari, interni all’Amministrazione, devono attenersi. Si tratta di un’attività strumentale all’obiettivo di indirizzare, in modo univoco, i comportamenti degli uffici su tutto il territorio nazionale. Tanto più che anche la dottrina più tradizionale ritiene che alla base del potere di emanare circolari sia individuabile il cosiddetto potere gerarchico o di indirizzo che alcuni organi possono esercitare nei confronti di altre strutture (normalmente interne e comunque sott’ordinate); tale potere, pertanto, potrà esplicare i suoi effetti solo nei confronti dei soggetti, ovvero degli uffici subordinati a tale potere.”
    Fonte :http://seracini.ddmo.it/index.php?Itemid=1&id=413&option=com_content&task=view
    Da una lettura attenta si capisce che Serve una nuova LEGGE (e non circolare) che chiarisca in maniera NETTA chi paga e chi no. Attualmente se uno ha la la cappellina nell’hotel e gli si chiede l’ici puo’ non pagare , e avere grandi chance di spuntare il ricorso. Se poi uno è potente e puo’ permettersi di avere dei buoni avvocati , è praticamente certo che l’agenzia delle entrate neanche ci prova. L’agenzia delle non puo’ permettersi di pagare dei processi che non è sicura di vincere.. questa è la prassi (ed è la ragione per cui in genere patteggia prendendo molto meno del dovuto anche nei casi in cui sembra palese l’evasione in rete trovate una miriade di questi casi).

  • davide

    Piccola delucidazione: Quando nel post precedente dico da “una lettura attenta” intendo dire dell’intera fonte che ho citato, non dal trafiletto riportato”. In tale fonte problema dell’interpretazionedella circolare e della sua validità (complesso per chi è addetto ai lavori, figuriamoci per noi…) è trattato da dei giuristi in maniera abbastanza approfondita, nel caso particolare della circolare in questione.

  • Luigi

    Bene tutti bravi tutti sacenti, ma uno stato funziona con regole semplici…. una cappella o no un ospedale… l’ICI serve per garantire servizi agli immobili, bene allora perchè non la pagano TUTTI qualsiasi destinazione d’uso abbia l’immobile? poi con i soldi delle tasse dell’ICI …. al più si finanziano i no profit, le chiese, gli ospedali in misura adeguata e magari, anche sotto indicazione del cittadino ovvero il cittadino decide di destinare la sua quota a quello o quell’eltro … tipo il 5×1000. BASTA REGOLE E REGOLUCCIE DA TUTTI (chiesa in primis) DISATTESE!