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Il giornalismo è conversazione: incontrare la community dentro e fuori la Rete

5 Ottobre 2019 7 min lettura

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Il giornalismo è conversazione: incontrare la community dentro e fuori la Rete

5 min lettura

It is the sacred duty of journalists to listen to the public they serve. It is then their duty to bring journalistic value — reporting, facts, explanation, context, education, connections, understanding, empathy, action, options— to the public conversation. Journalism is that conversation. Democracy is that conversation.
(Jeff Jarvis)

Dopo anni di incontri, scambi, discussioni digitali, c'è venuta voglia di conoscere dal vivo la community che si è creata intorno a Valigia Blu.

E così sabato scorso a Roma ci siamo incontrati a Binario F, uno spazio messo a disposizione da Facebook, per più di due ore. Com'è andata?

È stato entusiasmante. Raccontarsi, ripercorrere la storia di Valigia Blu, cercare di capire cosa abbiamo combinato in tutti questi anni, com'è successo che una mobilitazione online per chiedere al TG1 una rettifica si sia trasformata nel tempo in una piccola ma tenace iniziativa che vive i social come grande occasione democratica. Al centro ci sono le persone, la voglia di condivisione, l'esigenza di una informazione corretta e trasparente che abbia come obiettivo costruire ponti, e interpretare il giornalismo al servizio dei cittadini principalmente come conversazione.

Valigia Blu, come spesso ho raccontato, nasce quasi 10 anni fa dalla richiesta di rettifica della notizia diffusa dal TG1 secondo cui l'avvocato Mills, accusato di essere stato corrotto dalla Fininvest, era stato assolto. In realtà era stato riconosciuto colpevole, ma il reato era caduto in prescrizione. Da lì nacque la raccolta nata spontaneamente di firme su Facebook, circa 200mila persone hanno sottoscritto la richiesta in poche settimane, le proteste davanti alla Rai sotto lo slogan: "Prescrizione non è assoluzione". Blu era la valigia dove misi le firme stampate e che portai davanti alla Rai. Quella Valigia Blu trasportava simbolicamente le voci dei cittadini che chiedevano una informazione corretta.

Valigia Blu, Minzolini, Rai, Berlusconi, Mills

Il Tg1 non fece mai la rettifica, ma da quel momento in poi non parlò più di assoluzione.

In molti sui social ci chiesero di non disperdere quell'energia che si era mobilitato e così nacque il blog collettivo Valigia Blu. All'inizio l'attivismo era la parte predominante del collettivo che si era formato e che si mobilitava dentro e fuori la Rete. Organizzammo proteste contro la legge bavaglio, ci impegnammo per abolire la legge Porcellum: lanciammo una piattaforma digitale per la mobilitazione dei cittadini per una nuova legge elettorale "Ridateci la nostra democrazia", raccogliemmo anche le firme per il referendum. Su segnalazione dei "lettori", organizzammo una mini-protesta davanti alla Rai che oscurava il referendum sull'acqua e quando ne parlava sbagliava anche le date. Arrivò la Digos, ci sequestrarono lo striscione e finimmo tutti in questura.

L'identità di Valigia Blu ha preso forma man mano che facevamo le cose. Anche l'informazione era vissuta come forma di attivismo. Non ci eravamo mai visti prima da vicino, la prima volta una parte del gruppo originario di Valigia Blu fu quando andammo a L'Aquila per raccontare cosa stava davvero succedendo a un anno dal terribile terremoto. Nacque così un reportage collettivo (video - foto - testo) che L'Espresso decise di pubblicare.

Valigia Blu, L'Espresso, terremoto, L'Aquila, reportage

Il cuore di Valigia Blu sono sicuramente i social e la moderazione. Sin dall'inizio della nostra esperienza digitale capimmo l'importanza della moderazione per far sì che i luoghi di incontro digitali di VB fossero sicuri per tutti i partecipanti: per chi partecipa attivamente, commenta, ma anche per chi legge soltanto. Così sono nati prima il manifesto "Siamo le parole che usiamo" e poi le policy "Sì, No". Fino all'ultima regola attivata lo scorso anno per evitare di essere uno strumento per la diffusione di disinformazione nei commenti. Una regola sicuramente controversa, che è stata al centro di un intenso dibattito quando l'abbiamo annunciata e che è stata al centro della discussione anche durante l'incontro di Roma. Grazie al confronto abbiamo assicurato un processo decisionale trasparente, su Medium si trovano i commenti nascosti e la motivazione dell'applicazione di quella regola: i commenti di chi non ha prove ed evidenza rispetto a quello che afferma (es. le ONG fanno affari con i trafficanti) sono nascosti, sottratti alla diffusione verso la nostra community, ma visibili a chi ha commentato e alla sua rete di amicizie. Si ha diritto di parola, ma non di reach. Così evitiamo rischio censura, ma al tempo stesso attiviamo una tecnica di de-platforming rispetto alla disinformazione. Perché nascondiamo e non cancelliamo? Perché in qualsiasi momento la persona sarà in grado di fornire evidenze di quanto afferma, il commento sarà riattivato. C'è un lato controverso certamente in questa decisione, come ci faceva notare Giuseppe: il rischio censura rimane e soprattutto si sottrae alla comunità uno scambio e un invito all'argomentazione che potrebbe essere utile ed "educativo" per gli altri. Ma come ha sottolineato anche Fabio: "Sono necessarie regole di ingaggio. Per una conversazione su basi 'etiche'." Altra splendida sorpresa è stato scoprire che Claudia ha usato alcuni lavori di Valigia Blu, come il vademecum sui vaccini e l'approfondimento su Blue Whale, per la didattica con i suoi studenti.

Valigia Blu, binario F, stazione Termini, Roma, Facebook

Il crowdfunding è stata un'altra tappa decisiva nella storia di Valigia Blu. Durante l'incontro è stato quasi liberatorio condividere con tutti i timori e la tensione che ogni volta viviamo quando lanciamo la raccolta annuale. Non è facile davvero. Bisogna mettere in conto la possibilità di fallire, in un sistema dove il fallimento viene visto come una macchia, invece che come occasione per imparare a cadere, rimettersi in piedi, e riprovare con più elementi a disposizione per centrare l'obiettivo, senza avere paura di rivedere l'obiettivo stesso. Per l'occasione abbiamo rivelato un piccolo segreto su come gestiamo quelle insicurezze e di come il mago Otelma virtualmente sia entrato a far parte della nostra squadra: un giorno Andrea si è inventato il meme di Otelma che fa le previsioni delle donazioni.

Valigia Blu, crowdfunding
Dati Crowdfunding dal 2015
Valigia Blu, crowdfunding
Dati donatori crowdfunding

Attivismo, giornalismo come conversazione, moderazione, la presenza degli autori degli articoli nelle discussioni sui social, il crowdfunding, i questionari per conoscere le opinioni dei lettori sul nostro lavoro, e anche i tasti "partecipa" e "segnala un errore" che trovate sul sito, sono tutte modalità per "vivere" il digitale in modo da costruire ponti fra le persone, in modo da cogliere la grande occasione democratica che sono i social media, costruire una community intorno ai contenuti di qualità. Nessuno ha successo da solo. Ecco perché per noi collaborazione e conversazione sono fondamentali.

Valigia Blu, binario F, Facebook, stazione Termini

C'è una cosa bellissima che mi ha raccontato la mia amica Marisandra. Sua figlia Carlotta, 17 anni, ha detto ai suoi amici: quando siete confusi su una notizia, aspettate un po' e poi vedete che Valigia Blu fa chiarezza. In quel "aspettate un po'" c'è moltissimo dello spirito che anima il nostro lavoro. Valigia Blu è un modo di concepire e vivere il digitale come opportunità per fare "cose" belle insieme per il tempo che richiedono. La velocità non è un valore. Prendersi cura dei contenuti, studiare, approfondire, cercare di sottrarsi al flusso mainstream e restituire contenuti per quanto possibile utili a capire meglio il mondo che ci circonda è per noi una forma di impegno civico e di rispetto verso gli altri.

Valigia Blu, stazione Termini, Roma, binario F, Facebook

Le due ore a Roma (che poi sono diventate tre) sono volate ed eravamo talmente presi dalla discussione che per andare al buffet ci hanno dovuto costringere e ci siamo dimenticati pure di farci un selfie tutti insieme 😂😍

L'incontro a Roma è l'inizio di un altro passo di Valigia Blu verso questo modo di "vivere" il digitale e di intendere il nostro stare insieme. È stato proprio bello conoscere alcuni di voi. Lo rifaremo, pensiamo di "istituzionalizzare" questi incontri, organizzandone almeno due all'anno. Aspettiamo i vostri feedback per pensare ai prossimi appuntamenti.

E infine ecco il team attuale di Valigia Blu:

Valigia Blu, team, binario F, stazione Termini, Roma, FacebookValigia Blu, team, binario F, stazione Termini, Roma, Facebook

Immagine in anteprima: un momento dell'incontro a Roma

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