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L’attivismo che imbratta con la vernice per sensibilizzare sull’emergenza climatica: vandali, idioti o profeti?

4 Gennaio 2023 8 min lettura

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L’attivismo che imbratta con la vernice per sensibilizzare sull’emergenza climatica: vandali, idioti o profeti?

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8 min lettura

di Marisandra Lizzi

Leggere parola per parola aiuta a fermare i pensieri. Sbobinare e pubblicare oggi il testo di questo video di BarbaSophia è importante perché contiene esattamente il mio pensiero su quanto sta avvenendo agli attivisti e alle attiviste di Last Generation. Oggi poi è ancora più urgente dopo aver letto la notizia del processo per direttissima a tre dei cinque manifestanti, Laura, Alessandro e Davide e dopo giorni passati a leggere del processo a Simone previsto al Tribunale di Milano il prossimo 10 gennaio.

Mia figlia è un’attivista e ho quindi la fortuna di potermi confrontare molto spesso con lei. Non siamo sempre su posizioni uguali rispetto ai metodi scelti per protestare perché, talvolta, credo che, sbagliando il modo si rischi di limitare l’efficacia del messaggio, ma quello che proprio non riesco a capire è come si possa perdere di vista così tanto il contenuto di fronte alla modalità scelta per comunicare un appello che non è urgente soltanto per il mittente, ma anche per tutti i possibili destinatari.

Se l’unico modo per avere l’attenzione dei media di fronte a una questione tanto urgente che dovrebbe essere ogni giorno in prima pagina è sporcare un quadro o sparare della vernice lavabile sul Senato, il vero problema non sono loro, ma siamo noi, professionisti dell’informazione e della comunicazione.

“La nostra salvezza di specie è in rotta di collisione con il nostro sistema attuale. — Scrive Greta Thumberg in The climate book — più a lungo si fa finta che non sia così, più a lungo si fa finta di poter risolvere questa catastrofe all’interno di una struttura sociale globale priva di leggi o restrizioni di sorta che ci proteggano a lungo termine dall’incessante cupidigia autodistruttiva che ci ha portati sull’orlo del baratro, più perderemo tempo. Tempo che non abbiamo più. Per cui, cari media, siete al posto di guida. Avete la capacità di condurci fuori dal pericolo. Scegliere di tramutare questa capacità e responsabiltà in missione è una decisione che spetta a voi, a voi soltanto.”

Quello che avrei fatto, se fossi a capo della comunicazione di un museo, è aprire loro le porte, dopo un gesto tanto eclatante per dare la possibilità di esporre le loro motivazioni e per farli parlare davanti all’opera imbrattata, avrei proposto ai vertici del museo di accoglierli e di intavolare con loro un confronto alla pari perché questi ragazzi e queste ragazze stanno semplicemente cercando un megafono per quello che gli scienziati di tutto il mondo ci stanno dicendo da anni e che i governi stanno facendo finta di non sentire. Ognuno di loro sta mettendo a rischio la propria libertà per attuare il sacrosanto diritto di manifestare di fronte alla colpevole indifferenza di noi adulti, di coloro che, in un certo senso, sono i veri responsabili di questo disastro perché non abbiamo capito che non esiste nulla di più importante e urgente del messaggio che queste persone ci stanno lanciando.

Ascoltarli e prenderli sul serio, invece di denunciarli, denigrarli o, peggio, arrestarli. Siamo folli a non aprire loro i nostri cuori nell’ascolto più empatico di cui siamo capaci.

Forse sceglierei un’altra modalità, va bene, possiamo anche dar loro dei folli, ma l’unico vero errore che non possiamo commettere è far finta di nulla e continuare a condurre le nostre vite come se nulla stesse accadendo.

Sono davvero senza parole di fronte a tanta indifferenza, la stessa indifferenza che denunciava Antonio Gramsci ne La città futura l’11 febbraio 1917.

Un testo attuale ancora oggi, anzi, soprattutto oggi perché non stiamo solo parlando di una guerra mondiale tra nazioni ma della fine della possibilità di vita sul pianeta.

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.
(…)
Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.
(…)
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Perciò, per favore, ascoltiamo quello che queste persone incredibili hanno da dirci e aiutiamo il mondo intero a essere dall’unica parte possibile, quella della difesa della vita di tutti gli esseri viventi sul nostro meraviglioso pianeta.

“I ragazzi e le ragazze di Last Generation che imbrattano opere d’arte sono dei delinquenti, sono degli idioti, sono degli scalmanati, o sono dei profeti, sono dei visionari, sono degli uomini e delle donne che hanno scelto di combattere per una causa giustissima? Cominciamo subito con una premessa d’obbligo, le opere d’arte imbrattate non vengono danneggiate perché, una volta ripulite, sono esattamente come prima. Non stanno distruggendo, non stanno danneggiando nessuna opera d’arte, magari infastidiscono un visitatore, un cliente che ha preso il biglietto per vedere quel quadro e si trova, appunto, ad assistere a questa scena e viene invitata magari ad uscire, a ritornare in un secondo momento, danneggiano magari i clienti di quel museo, i visitatori, ma non stanno danneggiando nessuna opera d’arte. Perché alcuni commentatori, analisti, politici arrivano a definire questi ragazzi, queste ragazze dei terroristi? Che governi, opinionisti, intellettuali o presunti tali, che ogni giorno avvallano politiche di guerra, che ogni giorno permettono politiche del lavoro che sono politiche contro il lavoro. Perché in Italia di lavoro muoiono due, tre, quattro persone al giorno. Che politici, che intellettuali, che pensatori, che giornalisti che avvallano questo tipo di politiche definiscano terroristi questi ragazzi, beh, vi dà già l’idea di che cosa stiamo parlando. Del nulla, dell’ipocrisia, della falsità, governi responsabili di politiche criminali per quanto riguarda i flussi migratori, per quanto riguarda l’appoggio a dittature, per quanto riguarda la vendita di armi, politici e governanti che avvallano, ripeto, politiche contro il lavoro, politiche di sfruttamento, politiche che portano persone a suicidarsi, che si permettano di definire terroristi dei ragazzi che imbrattano delle opere d’arte è già veramente una idiozia. Ma questo non è un paese dell’onestà intellettuale.

Dunque sgomberiamo subito il campo perché il terrorismo è un’altra cosa, il terrorismo è uccidere, è mettere bombe, è bombardare civili, il terrorismo è portare avanti politiche criminali contro le persone, contro la dignità umana, il terrorismo è lasciare navi affondare in mare con i migranti che muoiono mentre i Paesi europei si rimpallano questi uomini, queste donne, queste bambine, questi bambini. Fatta questa premessa, se non uccidono nessuno e non imbrattano in maniera permanente nulla, andiamo a vedere un po’ se è efficace o se è del tutto inutile, qual è il senso di questa azione?

Anche qui c’è un dato da cui partire. Se oltre il 90% degli scienziati del pianeta, dalla Finlandia, alla Norvegia, fino al Sudafrica, da quelli americani a quelli giapponesi, da quelli cinesi, a quelli australiani, da quelli tedeschi fino ai russi, perché NON LI ASCOLTIAMO? oltre il 90% della comunità scientifica dice che questo pianeta è destinato al collasso ecologico e che siamo in presenza di una imminente catastrofe ambientale, nella quale moriranno milioni di persone, che la terra sarà invivibile per gli esseri umani proprio a causa delle loro politiche economiche. La Terra sarà inabitabile per gli esseri umani perché la temperatura sta crescendo, i deserti avanzano, il livello delle acque sale, perché milioni di persone si sposteranno, flussi migratori porteranno le persone a vivere nella fascia media del mondo, una sopra l’altra in città verticali, ci saranno sempre meno terre coltivate e sempre più sfruttamento intensivo delle risorse del pianeta.
Politici che si permettono di dare dei terroristi a questi ragazzi mentre attuano politiche di morte, perché moriamo per l’aria che respiriamo e in futuro ci sarà sempre meno acqua, sempre meno cibo, sempre meno aria, andremo a comprare le bombolette d’aria per respirare nelle città che sono delle camere a gas che noi costruiamo e dentro le quali moriamo. Allora questi ragazzi possiamo definirli degli idioti, se ci piace, possiamo definirli degli idealisti, dei fanatici ma chi ‘sta distruggendo” realmente il pianeta? Quei ragazzi o chi ci governa? Perché ora se passiamo da COP26 a COP27, da Kyoto a Rio De Janeiro, a Parigi senza ottenere risultati. La Cina continua a essere un Paese altamente inquinante e poi gli Stati Uniti, l’India, il Brasile, litigi, litigi, manovre ecologiche da nani, da nani, senza visioni, senza possibilità di un vero e proprio cambiamento. (…) Vogliamo aspettare una Nagasaki o una Hiroshima, una catastrofe ecologica per prendere delle decisioni?

Quei ragazzi, sbagliato o giusto che sia il loro gesto, stupido o idiota, lanciano un grido d’allarme. Per me quel grido è profetico. Vuole scuotere le nostre coscienze perché è troppo tardi. È troppo tardi. Questa eco ansia è una paura per un futuro che noi stiamo negando alle prossime generazioni.

Cosa devono fare? Limitarsi a votare? Quello è un grido, è uno squarcio, è il grido di Munch ma gli stessi pittori che loro magari “danneggiano”, oggi sarebbero dalla loro parte, i Van Gogh sarebbero dalla loro parte con il loro anticonformismo, e invece noi vorremmo dei ragazzi beoti, degli idioti, delle pecore che passano da Netflix ad Amazon Prime, che vanno a farsi uno spritz, che si laureano in tempo, non perdete tempo ma per che cosa? Su un pianeta che è al collasso, urgono delle manovre. Urgono dei cambiamenti e questi non vengono adottati, perché non vengono adottati? Perché c’è l’indifferenza. Ringraziamo quei ragazzi. Ringraziamoli. Poi magari è una cosa inutile. (…) Quello è un gesto di apertura per dire che non c’è più tempo perché non vivremo mangiando i soldi, è chiaro? Non vivremo solo di app, vivremo con un mutamento di stili di vita, vivremo con un mutamento delle nostre città, vivremo come un mutamento del sistema di produzione, vivremo, vivremo se cambieremo il nostro modo di stare al mondo. E quei ragazzi con quel gesti ci dicono che bisogna cambiare il nostro modo di stare al mondo. Servono altre nazioni economiche, altre nazioni umane, altre relazioni uomo, donna e ambiente, lo facciamo? No. Anzi addirittura ce la prendiamo con loro. Stupidi, idioti, andate a fare che cosa? Qual è l’alternativa? Questa ennesima conferenza in cui non si decide nulla? E questo è un grande problema che abbiamo di fronte dunque ripeto poi possiamo considerarli anche degli utopisti, degli idealisti, persino degli idioti, non terroristi perché non vandalizzano nulla. Chi ha vandalizzato l’Italia? dei costruttori che hanno cambiato le città trasformandole in incubi, colate di cemento dentro le quali moriamo.
Quelli sono criminali, quelli sono i vandali, i vandali sono quelli che producono armi, che investono in armi anziché in energie alternative, quelli che destinano fondi alla guerra invece che alle energie rinnovabili. Quelli sono i criminali, quelli che costruiscono falsa cooperazione, quelli che costruiscono relazioni fondate sull’inimicizia, di questo stiamo parlando, diamo dei criminali a dei ragazzi, al massimo ingenui, che ci stanno dicendo di fare attenzione perché forse è già troppo tardi, fermiamoci, anziché continuare con un consumo bulimico di tutto quello che ci circonda, fermiamoci. Cari governanti, cari esseri umani, fermiamoci perché il pianeta forse sopravviverà, noi esseri umani no, gli esseri viventi, gli animali non sopravviveranno a un disastro ambientale, che non è nel futuro ma è nell’immediato anzi è già nel presente perché il clima sta cambiando e i risultati di queste politiche suicide ce li abbiamo di fronte ogni giorno della nostra vita.

Io penso che ancora una volta stiamo guardando al dito perché la Luna ci comunicherebbe una verità troppo scomoda abbassiamo come gli struzzi, testa sotto la sabbia, continuare, continuare, consumare, produrre, consumare e poi alla fine …crepare.”

Ringrazio Carlotta Sarina per avermi fatto scoprire questo video di Barbasophia perché contiene esattamente il mio pensiero su quanto sta avvenendo agli attivisti e alle attiviste di Last Generation.

(Immagine in anteprima: grab via YouTube)

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