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La scienza non si ferma: eventi e iniziative online da non perdere per studenti e non solo

12 Aprile 2020 12 min lettura

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La scienza non si ferma: eventi e iniziative online da non perdere per studenti e non solo

11 min lettura

di Elisabetta Tola

Laboratori per le scuole, gite al museo, percorsi interattivi, spettacoli teatrali e Festival e anche esperimenti partecipati, dove gli studenti e altri appassionati sono chiamati a contribuire alla raccolta e analisi dei dati su questo o quel fenomeno scientifico: i mesi primaverili sono solitamente tra i più ricchi di possibilità di entrare a contatto con il mondo della scienza. Non si tratta solo di iniziative messe a punto dagli enti di ricerca. Per molti divulgatori e comunicatori scientifici, questo è il periodo dell’anno in cui si lavora di più. Ma quest’anno, ça va sans dire, tutti i piani sono saltati.

Per molti però lo stop forzato e la necessità di isolamento di tutti noi è stato anche lo spunto per imparare a utilizzare diversi strumenti di connessione, provare nuovi formati, inventarsi modalità di interazione poco sperimentate finora. E anche se, come ben sottolinea qui su Valigia Blu Carola Frediani, «siamo in piena arte di arrangiarsi», a volte arrivando a risultati eccelsi e altre a prodotti senz’altro più amatoriali, gli appassionati di scienza, dai ricercatori ai tanti divulgatori che lavorano in associazioni, fondazioni e piccole startup si sono buttati nella mischia per mettere a disposizione di studenti, docenti e famiglie chiuse in casa contenuti scientifici di tutti i tipi.

Alcune di queste proposte sono specificamente pensate per le scuole, anche per dare una mano agli insegnanti che stanno facendo letteralmente tripli carpiati per spingere il pachiderma assai poco digitalizzato che è la scuola italiana nella transizione verso una didattica che sfrutti le opportunità del web. Altre sono invece iniziative rivolte a tutti. Cui partecipare sia in diretta, live su YouTube, Facebook, Instagram o su siti specifici, sia da rivedere poi con calma, quando si riemerge dallo smart working, dalla sanificazione compulsiva, dalla cucina, dal workout fatto sul tappetino del soggiorno, dai compiti e le lezioni e le videocall, ecc.

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L’elemento comune a questa e molte altre iniziative è che le persone parlano da casa propria. Molti tentano, questo è vero, di scegliere un angolo che richiami un po’ il mondo professional-intellettuale cui si sentono di appartenere, tipicamente una libreria come sfondo o un quadro o qualcosa di analogo. C’è chi va direttamente sull’amicale, sedendosi al tavolo della cucina, o parlando davanti a un poster da cameretta. Ma in ogni caso è affascinante vedere come questi set improvvisati stiano accorciando le distanze e rendendo forzatamente più informali i rapporti tra gli esperti, ricercatori di ogni ordine e grado, artisti, giornalisti, e varie altre figure e i pubblici cui si rivolgono. Tutti un po’ più Youtubers, un po’ più creativi e meno distanti, in conversazioni decisamente più intime rispetto a quelle che si possono tenere in un laboratorio, in un’aula magna o una sala congressi. Una dimensione, questa, che forse aiuterà a mettere in relazione più diretta e meno inibita i diversi pubblici con il mondo della ricerca, spesso percepito e rappresentato come molto distante dalla nostra quotidianità. E che, dobbiamo ammetterlo, fa emergere di più il lato simpatico, un po’ nerd e meno professorale dei tanti soggetti che nel mondo della scienza operano a vario titolo tutti i giorni.

E allora, vediamo un po’ cosa c’è in cartellone.

Da inizio aprile è online la piattaforma unica messa a punto da INDIRE (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa) che riunisce contenuti e offerta educativa da parte di tutti i 19 enti di ricerca italiana, Scopri di più sul mondo che ti circonda! Il sito permette di scegliere i contenuti per temi, materie e indicativamente età o meglio tipologia di scuola. C’è davvero di tutto, da video a tutorial sotto forma di fumetti, da pdf scaricabili a conferenze e interviste. Forse anche troppo e di tutti i generi, e certo non tutti materiali pensati per una fruizione davvero digitale, ma senz’altro un bacino di possibilità molto ampio che copre quasi tutte le discipline scolastiche.

Nello specifico, poi, ci sono invece attività che diversi enti di ricerca hanno sviluppato proprio per questo periodo di isolamento casalingo e che in molti casi includono anche appuntamenti in diretta con la possibilità di parlare con ricercatori ed esperti. Eccone alcuni.

Particle Land. Entrate a piè pari nel mondo della fisica delle particelle insieme a chi la studia, i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’INFN. Dalle onde gravitazionali alla materia oscura, dall’origine dell’universo alla fisica nucleare, ai raggi cosmici e alla scoperta dell’LHC e molto altro. Si può partecipare alle dirette Facebook, pensate soprattutto per le scuole superiori, che si concluderanno il 6 maggio, in cui ricercatrici e ricercatori raccontano e spiegano le diverse linee di ricerca e i risultati più importanti. I video sono poi raccolti sulla pagina Facebook e sul canale YouTube. Per le chiacchierate che ancora devono andare live, è possibile usare la chat su Facebook per fare domande ai ricercatori che potranno rispondere durante le dirette.

Il canale YouTube di INFN offre anche La fisica in teatro, una serie di conferenze-spettacolo registrate tra il 2018 e il 2019 in giro per l’Italia, con letture, installazioni, momenti musicali e dialoghi sui temi di frontiera della ricerca in fisica e diverse riflessioni sul rapporto e l’impatto della scienza e tecnologia sulla società.

Imparate a risparmiare energia e a essere più rispettosi dell’ambiente. L’ENEA ha organizzato video lezioni su efficienza e risparmio energetici, per studenti dai 7 anni in su, su una piattaforma dedicata all’e-learning dell’ente. Stesso indirizzo per accedere a un progetto di educazione all’energia in formato grafico interattivo, KDZENERGY, e la info-reality, #ItaliainclasseA, dieci episodi di 15 minuti ciascuno condotti dal giornalista Marco Gisotti e dal ricercatore Antonio Disi che raccontano in formato di inchiesta pop storie di successo in materia di efficienza energetica in posti diversi: da una scuola primaria vicino a Torino a un condominio romano, dall’aeroporto di Roma Fiumicino alla Reggia di Venaria, a molti altri luoghi. Dal 7 aprile, Italia in classe A è in onda anche live su Facebook il martedì e giovedì dalle 11 alle 11:45 con commenti e discussione insieme a esperti ENEA.

Fumetti galore. Il CNR Edizioni ha messo online in .pdf, gratuitamente scaricabili, tutti gli albi di Comics&Science, una collana diretta da Roberto Natalini, Direttore dell’Istituto Applicazioni del Calcolo del CNR e Andrea Plazzi, editor con lunga esperienza nel mondo dei fumetti, entrambi matematici. Si va da The light issue - Educazione Subatomica di Zerocalcare a Lupo Alberto che si occupa di Materia Oscura allo Stellar issue raccontato da Licia Troisi a due albi di Leo Ortolani, di cui uno esaurito da tempo e quindi quasi introvabile. Per chi vuole coniugare nerd a nerd, e quindi comics a web security, ci sono due numeri dedicati alla Cybersecurity, The Nabbovaldo issue e The Cyber Security Issue, con il contributo dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e di Giovanni Ziccardi, giurista informatico. In queste settimane, Natalini e Plazzi stanno anche realizzando una serie di dialoghi in diretta su YouTube con gli autori e disegnatori dei vari fumetti, Comics&Science On Air. E sullo stesso canale YouTube sono disponibili anche una serie di brevi Lezioni di scienza, tra i 15 e i 20 minuti ciascuna, che spaziano dalla matematica alla storia dell’immigrazione, dal riscaldamento globale all’intelligenza artificiale e molto altro.

Immagine via Comics&Science

Inforcate un paio di occhiali 3D o utilizzate le app che consentono la navigazione a 360 sul vostro telefono per entrare nel virtual tour della mostra Starlight, la nascita dell’astrofisica in Italia. La mostra vera e propria è stata organizzata nella primavera del 2016 negli osservatori astronomici di cinque città italiane (Firenze, Roma, Palermo, Napoli e Padova) da INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. La versione virtuale permette di spostarsi da un luogo all’altro, entrare nelle stanze, osservare da vicino gli strumenti e leggere i documenti originali e le storie delle scoperte fatte nel corso del XIX secolo. Sul sito di INAF c’è anche la sezione Edu-INAF con videolezioni, webinar, astrodocumentari e videopillole per scuole e studenti di tutte le età.

Riprese ad effetto, protagonisti in primo piano, testi narrati e di fatto recitati, ma in modo molto naturale, secondo gli stilemi più tipici dei documentari di matrice anglosassone. Sei puntate, brevi e ben ritmate, sono il focus delle Tech Stories di Area Science Park, il Parco scientifico tecnologico per la ricerca e innovazione di Trieste, disponibili su YouTube e anche su un sito dedicato. Si tratta di storie di ricerca industriale, applicativa, ma che invece di limitarsi a spiegare gli aspetti tecnico-scientifici fanno più leva sulle motivazioni e i valori di chi ci lavora, delle aziende che animano il parco scientifico e i loro protagonisti.

Precipitiamo di nuovo a terra e finiamo dritti dritti nel mondo dei numeri e delle statistiche in formati assai poco digital friendly. L’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ha infatti messo a disposizione, sul proprio sito, una serie di pacchetti didattici, perfino un MOOC (massive open online course) e una serie di schede, tabelle per esercizi, lezioni già pronte da utilizzare in aula e via dicendo per spiegare cosa sono i dati, come si usano, cosa significano. Le basi della statistica. Il pacchetto è molto poco innovativo nel formato, e quindi invoglia poco a prendersi il tempo e a mettercisi sopra. Però… però, visto il disastro che stiamo vivendo in queste settimane e la diffusa incapacità di utilizzo dei numeri, dei dati, di concetti come correlazione e causalità, anche da parte di chi informa e non solo da parte di chi legge, forse vale la pena provarci sul serio. A utilizzare questi materiali, a farli circolare, a promuovere un po’ di più la cultura statistica, non solo nelle scuole ma anche nelle redazioni, nelle sedi decisionali e via dicendo.

#MuseiChiusiMuseiApertiDecisamente più immersive sono le Storie a porte chiuse prodotte dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Il formato, pensato per aprire al pubblico anche i dietro le quinte delle mostre, gli oggetti e le storie che nelle mostre aperte di solito non si vedono, è diventato particolarmente apprezzato in queste settimane in cui il Museo è chiuso del tutto al pubblico. E così, le #storieaportechiuse, che si susseguono sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram, sono delle piccole perle che ci portano dentro a materiali di archivio, foto e perfino filmini d’epoca, storie di scoperte, immagini di reperti che sono andati perduti e molto altro. Storie scritte bene, raccontate con cura, intervallate, una volta ogni tanto, anche da brevi aggiornamenti sulla vicenda Covid-19 e le sue diverse ricadute in ambito scientifico curati dalla giornalista scientifica Barbara Gallavotti.

Un invito all’osservazione collettiva del cielo, stando ognuno a casa propria e affacciandosi al proprio balcone, è quello che arriva dal Planetario di Roma. “Il cielo dal balcone - Cane Maggiore, Lepre e Cane Minore” è una serie podcast che viene pubblicata su YouTube e propone una vera e propria osservazione guidata alternata a letture di poesie e scritti di autori antichi che raccontano dunque i miti associati alle stelle. Le voci sono quelle di Stefano Giovanardi e Gabriele Catanzaro, entrambi astronomi dell’Osservatorio.

Blue Marble Rotation

Via Commons Wikimedia, CC-BY-SA 4.0

Dalle stelle alle Alpi. Anche il MUSE, Museo della scienza di Trento, ha aderito al movimento #iorestoacasa e ha quindi allestito una serie di percorsi virtuali e in video per visitare il museo a distanza. Sul canale YouTube, che tra l’altro è ricchissimo di contenuti, interviste, dialoghi e via dicendo, si trova la playlist Step by step - tutto il Muse online, che accompagna i visitatori nei diversi piani dell’edificio, una prodezza architettonica realizzata da Renzo Piano. Un’altra playlist, Cosmo cartoons, ci porta nello spazio, tra allunaggi, ricerca sulla Stazione Spaziale Internazionale e viaggi verso Marte. E infine, per chi ama l’audio e il podcast, un neonato progetto Muse on air, che inaugura una raccolta audio su Spreaker.

#scienzasocialUna vera e propria scorpacciata di divulgazione, spiegazioni, racconti, esperimenti scientifici è stata la dieci giorni del #sciencewebfestival, organizzata da Alessio Perniola, direttore scientifico di Multiversi, con sede a Bari, e da un comitato di divulgatori davvero entusiasti. La maratona, è il caso di chiamarla così vista la quantità di eventi a ogni ora del giorno, è andata live dal 14 marzo per 10 giorni su una pagina Facebook, un profilo Instagram e un canale YouTube. In diretta o registrati, improvvisati o preparati, gli interventi del ScienceWebFestival hanno trattato diversi campi della scienza, dalla biologia alla fisica, dall’astronomia alla zoologia. Sono stati testati anche molti strumenti e formati: esperimenti in diretta, teatro per bambini, storie animate, videoscribes, interviste e video conferenze, rassegne stampa dal divano, insomma di tutto di più. Tra un intervento e un altro, un Insolito intervallo, una sorta di omaggio ai vecchi intermezzi della RAI ma in chiave scientifica, con immagini d’archivio che rappresentano luoghi, strumenti e protagonisti della scienza, realizzati da Frame - divagazioni scientifiche.Tutti i contenuti sono adesso disponibili sugli stessi canali e danno conto della diversità che l’universo dei divulgatori in Italia ha costruito in pochi anni.

Barbara McClintock (1902-1992) nel suo laboratorio nel 1947. Via Wikimedia Commons, public domain

Ed è proprio sui social che la scienza si scatena sempre più anche in questo periodo. Ci sono alcuni veterani già molto popolari come Adrian Fartade che continua a fare seguitissime live e a pubblicare video molto amati sul suo canale YouTube Link4Universe parlando di astronomia e dintorni e Barbascura (che tra l’altro ha appena completato un PhD in chimica) che utilizzando una metafora tutta piratesca trascina i suoi quasi 350mila follower nei meandri della #ScienzaBrutta. C’è un curioso esperimento di “scienzasulbalcone” in cui l’astrofisico Luca Perri, noto su Instagram come Astrowikiperri ha coinvolto oltre 2000 persone in un esperimento di citizen science, e cioè nella misurazione collettiva dell’inquinamento luminoso nelle diverse province italiane. C’è Divagatrice, al secolo Beatrice Mautino, che si occupa con grande seguito di creme, cremine e trucchi, come dice lei. E nei fatti è diventata un riferimento per chi vuole saperne di più su tutto quello che gira (sempre in termini di sostanza scientifica) nel mondo della cosmetica e dei cosiddetti ‘prodotti di bellezza’. E c’è Massimo Polidoro, scrittore e segretario del Cicap, che su Instagram racconta #stranestorie, svela segreti e misteri, legge libri insieme al suo pubblico in dirette live particolarmente partecipate.

C’è uno spettacolo cui tengo in modo particolare. È una produzione di molti anni fa, del 2001, messa in scena dal Teatro dell’Argine di San Lazzaro di Savena, Bologna, scritta da Luca Barbuto e Andrea Paolucci e interpretata da Micaela Casalboni. Il titolo, “Il caso di Bella”, ci riporta a una pagina decisamente triste e per nulla dignitosa della nostra storia sanitaria. Una storia in cui informazione, misinformazione e pessima informazione, ben prima di oggi, ben prima dell’avvento dei social, ha giocato un ruolo drammatico in scelte e sprechi in ambito sanitario e politico, con conseguenze drammatiche sulla pelle di molte persone. «Le informazioni ci hanno stordito» dice Micaela Casalboni, nei primi minuti del racconto teatrale, «Annunci trionfalistici e repentine marce indietro. Scoop in prima serata e approfondimenti da salotto. Le parole ci hanno sopraffatto.» Ricorda qualcosa? Senz’altro abbiamo imparato ancora troppo poco.

E dunque, infine, per tornare a noi, la Covid-19. In chiusura, segnaliamo solo due profili di comunicatori scientifici che lavorano per tentare di raddrizzare molte delle informazioni poco corrette che girano in questo periodo. La prima è Roberta Villa, dottoressa e giornalista scientifica, il cui profilo Instagram e pagina Facebook sono diventati ormai riferimento quotidiano per chi vuole capire qualcosa di più sul nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Il secondo è Dario Bressanini, chimico nella vita ma ben noto anche come divulgatore scientifico e quindi, come ama definirsi, ‘chimico di quartiere’, che ha sempre una modalità molto diretta per smontare, in modi chiari e accessibili, tante delle scorrettezze che girano in rete, sia su Instagram che su YouTube.

Al motto #lascienzanonsiferma, dunque, ce n’è davvero per tutti. 

 

Immagine anteprima di pencil parker via Pixabay

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