La rivolta dei frullati contro l’estrema destra britannica


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Nigel Farage, ex leader di UKIP e fondatore del Brexit Party, è solo l’ultima vittima di questa nuova modalità di protesta nata durante la campagna elettorale per le europee del 26 maggio, che consiste nel tirare frappè o frullati addosso ai leader dell’estrema destra.

Farage è stato colpito dal frappè mentre camminava per le strade di Newcastle, dopo aver tenuto un comizio elettorale in città. Il leader nazionalista non ha apprezzato il gesto e ha dichiarato che fare campagna elettorale sta diventando “impossibile” per colpa di alcune persone contrarie alla Brexit che si sono “radicalizzate”.

L’autore del lancio, Paul Crowther, un uomo di 32 anni di Newcastle, è stato arrestato subito dopo l’accaduto. Ai giornalisti presenti ha dichiarato che si trattava di un frappè alla banana e caramello, con un tocco di sale, e che con quel gesto stava esercitando il suo diritto di protesta contro gente come Farage. “La bile e il razzismo che ha scatenato in questo paese sono molto più dannosi che un po’ di frappè sulla sua fronte”, ha detto mentre veniva ammanettato.

E ancora ieri Farage è rimasto bloccato sul bus utilizzato per la sua campagna elettorale circondato da gente armata di frullati. Secondo quanto riportato da Kent Live, 3 giovani vestiti di nero sono stati notati in mezzo alla folla quando l'autobus è arrivato a Rochester e così è stato suggerito a Farage di non scendere. Quando il leader del Brexit Party è sceso dal veicolo, non si è arrischiato a salutare i suoi supporter.

Tutto è iniziato meno di un mese fa. La prima vittima della rivolta dei frappè è stato l’attivista d’estrema destra e fondatore dell’English Defense League Stephen Christopher Lennon, conosciuto con lo pseudonimo di Tommy Robinson.

Dopo di lui è stato il turno del candidato dell’UKIP Carl Benjamin, un politico misogino di estrema destra che nel 2016 si è costruito una certa notorietà mediatica dopo che, per rispondere alla parlamentare laburista Jess Philips che esprimeva preoccupazione per le minacce ricevute dai politici, le aveva scritto su Twitter: "Non ti stuprerei neanche", hashtag: "il femminismo è un cancro". Il tweet non è più disponibile, questo è lo screenshot:

Recentemente è tornato a parlare di quel tweet in un video caricato sul suo canale YouTube dove dice essenzialmente: "C'è stato un gran parlare sull'ipotesi che io sia capace o meno di stuprare Jess Phillips. Suppongo che con la giusta pressione potrei cedere, ma siamo onesti, nessuno ha così tanta birra."

Benjamin, ripetendo un mantra che sembra essere diventato il minimo comune denominatore dell'estrema destra a livello mondiale, si è difeso più volte dai critici dicendo di essere contrario al "politically correct". Ma per le sue affermazioni sulla volontà o meno di stuprare Jess Phillips (che il suo partito, UKIP, interpreta come "satiriche") è sotto indagine da parte della polizia.

Non è strano quindi che Benjamin sia diventato velocemente il bersaglio numero uno dei manifestanti, con ben quattro assalti al frappè ricevuti finora.

Effetti, simbologia ed efficacia

Tradizionalmente nel Regno Unito le uova sono sempre state "l’alimento preferito" durante le proteste. In passato, sia Farage che l’ex primo ministro David Cameron hanno ricevuto la loro dose di uova da parte dei manifestanti. Ma il frappè presenta alcuni innegabili vantaggi, come spiega questo articolo di Quartz. A comparazione con una scatola di uova, un bicchiere di frullato permette di passare inosservati durante un comizio (o almeno così è stato fino a oggi), ma soprattutto il risultato è di maggiore impatto visivo.

Anche Kevin Featherstone, professore di politica europea alla London School of Economics, in un'email al New York Times conferma l'importanza del forte impatto visivo. "La persona a cui viene lanciato il frappè appare ridicolo e questo distrugge la sua aura da politico", scrive. "L'assalitore sta dicendo 'Non mi rappresenti, con il lato più oscuro della politica'".

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Il professore di filosofia sociale e politica dell'Università di Glasgow Benjamin Franks, nello stesso articolo del New York Times, parla della simbologia del gesto e dice che, sebbene probabilmente non fosse pianificata, ha assunto grande importanza durante la sua diffusione. Il latte è stato infatti usato dall'alt-right come simbolo del suprematismo bianco, per via del suo colore. Il fatto che ora questa simbologia gli si stia rivoltando contro sotto forma di frappè è significativo. Quel liquido bianco è diventato un boomerang per i razzisti.

"Li fa apparire stupidi, perché indebolisce l'immagine di potere e controllo che hanno di se stessi. L'anticlimax del grande leader sconfitto da una bevanda associata all'infanzia è estremamente efficace", scrive Franks.

Contro la violenza dei frullati

Politici di entrambi gli schieramenti si sono affrettati a condannare il gesto, visto da tutti come un atto di violenza.

Un portavoce di Theresa May lo ha definito un comportamento inaccettabile e ha assicurato che la polizia agirà di conseguenza davanti a qualsiasi incidente o abuso che possa essere tipificato come delitto.

L’ex primo ministro Tony Blair, favorevole alla celebrazione di un secondo referendum, ha criticato questa forma di protesta dicendo che per quanto sia in disaccordo con le idee di Nigel Farage, anche lui ha il diritto di esprimere la sua opinione.

E poi c'è chi, come Mark Meechan, candidato con UKIP, è passato direttamente alle minacce: "Giusto per essere chiari, chiunque si avvicini a me con un frappè avrà bisogno di una cannuccia per mangiare i suoi pasti per i prossimi mesi."

Brandan Cox, il marito di Jo Cox, la parlamentare che fu uccisa nel 2016 in un attentato da un terrorista d'estrema destra, è convinto che lanciare dei frullati non sia la risposta giusta, ma che questo gesto non faccia altro che assecondare l'odio e normalizzare la violenza e l'intimidazione. "Non credo che lanciare cose addosso ai politici con cui non sei d'accordo sia una buona idea", ha scritto su Twitter.

Vietati i frullati durante i comizi

In occasione del comizio di Farage di domenica scorsa ad Edimburgo, la polizia scozzese era arrivata addirittura a proibire a McDonald’s la vendita di frappè. Un cartello che annunciava il divieto, fuori da uno dei fast food della catena è diventato virale su Twitter: “Non vendiamo frappè né gelati questa notte. Questo si deve a una richiesta da parte della polizia in seguito ai recenti avvenimenti."

Burger King, concorrenza diretta di McDonald’s non si è lasciata sfuggire l’occasione per fare un po’ di marketing ironico: “Cari cittadini scozzesi, stiamo vendendo frappè durante tutto il fine settimana. Divertitevi."

Successivamente, in un tweet concatenato, hanno precisato con lo stesso sarcasmo: “Non abbiamo mai sostenuto la violenza o lo spreco dei nostri deliziosi frappè. Quindi buon fine settimana e per favore bevete responsabilmente.”

Lanciare un frappè non è affatto un atto di violenza politica ma è "teatro politico", spiega Aditya Chakrabortty in un pezzo pubblicato martedì scorso sul Guardian: troppe lamentele, troppa discussione su un genere da sempre condiviso in tutti i paesi del mondo.

Foto in anteprima via The Independent

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