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Processo “Ruby ter”, nessun assalto a orologeria

23 Gennaio 2014 3 min lettura

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Processo “Ruby ter”, nessun assalto a orologeria

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"'Ruby ter'? Giustizia a orologeria!". Dicono: proprio ora che Berlusconi è tornato al centro della scena politica con l'accordo con Renzi sulla legge elettorale, ecco un nuovo assalto della magistratura milanese.

Ma questa ulteriore inchiesta che vede indagato l'ex presidente del Consiglio (insieme ad altre 45 persone fra cui i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo) per corruzione in atti giudiziari non è un fulmine "a ciel sereno" della politica italiana. Si sapeva infatti da mesi che il leader di Forza Italia, già condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo Mediaset, sarebbe stato di nuovo indagato.

I titoli dei giornali del 17 ottobre scorso ne sono la prova:

il Fatto Quotidiano

 

la Repubblica

 

il Sole 24 ore

 

La Stampa

Perché il Ruby-ter

Questa nuova inchiesta nasce come «atto dovuto» per quanto è emerso nei processi "Ruby" (Berlusconi condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per concussione per costrizione e prostituzione minorile) e "Ruby Bis" (Lele Mora e Emilio Fede condannati a 7 anni e per favoreggiamento e induzione alla prostituzione e Nicole Minetti a 5 anni per favoreggiamento alla prostituzione). I collegi della quarta e quinta sezione di Milano hanno deciso di trasmettere gli atti ai pm in relazione a presunte false testimonianze di 32 testi che avrebbero assecondato la linea difensiva dell'ex presidente del Consiglio nei due processi.

Nelle motivazioni di condanna del processo "Ruby" è scritto che Berlusconi corrispondeva ad «alcune testimoni ingenti somme di denaro». È anche specificato come altri testimoni hanno «mentito» in aula per «personali vantaggi economici e di carriera loro derivanti da deposizioni compiacenti». Nelle pagine di condanna del "Ruby bis" i giudici affermano che Silvio Berlusconi deve essere indagato per il reato di corruzione in atti giudiziari perché, appunto, con versamenti a partire da 2.500 euro al mese «elargiva il denaro e le altre utilità» alle ragazze testimoni. Insomma, compito del "Ruby-ter" riguardo al leader di Forza Italia sarà chiarire se e come avrebbe indotto a falsa testimonianza 32 testi per alterare a suo favore il processo Ruby.

Oggi La Repubblica riporta la notizia che Berlusconi avrebbe tagliato dalla fine del 2013 "lo stipendio" alle cosiddette "olgettine" per l’«eventuale sospetto di reiterazione del reato - il pagamento delle testimoni, appunto» poiché le paghe avrebbero potuto fornire «ai pm una motivazione valida per la misura cautelare».

I tempi

Una volta trasmessi gli atti dai giudici di Milano, la procura può aprire un nuovo fascicolo d'inchiesta. Il "Ruby ter", come scritto da numerosi giornali, sarebbe dovuto partire entro Natale. Infatti la deposizione delle motivazioni per il processo Ruby sono arrivate il 23 novembre 2013 mentre per il "Ruby bis" il 29 dello stesso mese, dopo che entrambi i collegi avevano chiesto e ottenuto una proroga per terminare di scrivere le ragioni delle condanne. Lungaggini burocratiche hanno però dilatato i tempi.

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