In diretta dall’Egitto Post

In diretta dall’Egitto: i 100 giorni di Morsi

19 Ottobre 2012 5 min lettura

author:

In diretta dall’Egitto: i 100 giorni di Morsi

5 min lettura

La scorsa settimana sono terminati i primi tanto attesi 100 giorni di Morsi.

Il Morsi Meter, che potete osservare QUI, ci racconta che l'apprezzamento pubblico verso il neo presidente è arrivato al 39%. Gli obiettivi raggiunti sono solamente 10 su 64 e quelli su cui si sta lavorando attivamente sono 24 su 54. Un risultato che non soddisfa.

Ma concretamente, lasciando stare dati e numeri, nella vita quotidiana di questo paese, cosa ha fatto di positivo Morsi finora?

Lui, che continua a vivere in un appartamento in affitto senza percepire stipendio, lo scorso 6 ottobre, in occasione della Festa della Liberazione del Sinai, ha tenuto una grande celebrazione allo stadio e ha raccontato per filo e per segno tutto quanto. Si è inchinato (nel vero senso della parola) ringraziando gli egiziani che, in un modo o nell'altro, aiutano l'economia lavorando e ha detto che l'Egitto era in condizioni pessime, molto peggiori di quelle immaginate, e questo non stento a crederlo. Dalla corruzione alla sanità, dall'immondizia alla sicurezza, nessun campo è stato tralasciato dal presidente che ha ammesso di essere riuscito a sistemare solo il 40% dei problemi dei rifiuti del paese. È stata la prima volta che un presidente ha parlato in maniera così diretta alla nazione ed è stata anche la prima volta che il popolo ha direttamente festeggiato la liberazione del Sinai in maniera ufficiale. Solitamente, infatti, si tenevano festeggiamenti di stato tra Moubarak e i militari.

Piazza Tahrir ha “festeggiato” i 100 giorni di presidenza di Morsi con una manifestazione chiamata “il conto”. Inizialmente dedicata appunto a Morsi, e a tutto quello che ancora non è stato fatto, si è in seguito trasformata in una manifestazione di disappunto per la sentenza assolutoria dei 24 esponenti del vecchio regime accusati di aver provocato gli scontri del 2 febbraio 2011 di piazza Tahrir, pagando teppisti che si sono presentati con cammelli e cavalli.

Morsi, dal canto suo, aveva inizialmente esiliato il procuratore generale Abdel Meguid Mahmoud che ha emesso questa sentenza, nominandolo ambasciatore al Vaticano. Poi però, di fronte al suo rifiuto, il presidente si è dovuto scusare per l’affrettata decisione.

In piazza, però, i sostenitori del gruppo dei Fratelli (non) Musulmani si sono vergognosamente messi a litigare con i gruppi liberali impedendo loro di parlare, arrivando agli scontri che lo scorso venerdì hanno provocato cento feriti non gravi.

Morsi si è scusato anche per i fatti dello scorso venerdì e lo stesso hanno fatto i vari esponenti dei Fratelli (non) Musulmani presenti in Piazza.

Nel quotidiano, invece, i 100 giorni qualcosina l’hanno fatto....

Nella sanità sono state prese decisioni importanti, come la responsabilità verso i bambini di età inferiore ai 6 anni, tramite una copertura sanitaria nazionale. La salute di un figlio piccolo diventerà finalmente responsabilità dello stato. Questa è per me una cosa magnifica, vista la quantità di gente povera che c'è e i costi spropositati e vergognosi che si devono affrontare anche per semplici visite.

Durante gli scorsi 100 giorni il primo ministro Isham Andil ha effettuato delle visite a sorpresa negli ospedali pubblici egiziani. Ha raccontato di aver trovato situazioni disumane: dai topi all'acqua di fogna sotto i letti, al risparmio economico sulla manutenzione e sui pasti dei degenti. Dei soldi pubblici dati alle strutture sanitarie, neanche il 50% veniva usato per lo scopo. Il denaro veniva intascato dai vari direttori/proprietari/gestori attualmente sotto inchiesta.

Il risparmio energetico sembra stare molto a cuore al nuovo governo. Nell'oasi di Farafra, nel deserto occidentale, sono stati installati pannelli solari per permettere a tutta l'oasi di avere sempre la corrente elettrica. Si sta lavorando, in questa direzione, in molte altre destinazioni e cittadine. Dall'1 novembre una nuova legge obbligherà tutti i negozianti a chiudere le proprie attività alle 22.00. Sappiamo tutti che l'Egitto è un paese che vive 24 ore al giorno, dappertutto e soprattutto nelle grandi città. Per limitare lo spreco energetico, i negozi chiuderanno con orari prestabiliti, con l'esclusione delle attività turistiche che potranno continuare a lavorare 24 ore al giorno.

Nell'ambito della sicurezza sono stati rimossi dal loro incarico più di 70 generali e l'Amn el Dawula (chiamato poi Amn el Watan) - il reparto dei servizi segreti che per anni ha terrorizzato il popolo con arresti improvvisi e senza motivazioni, nonché con torture e uccisioni - è stato sciolto. Sono stati invece graziati tutti i prigionieri politici, gli attivisti e i manifestanti arrestati dall'inizio della Rivoluzione al 30 giugno, data dell'elezione di Morsi. Esonerati dall'amnistia i condannati per reati di omicidio. Questa decisione è stata presa allo scadere dei 100 giorni, chissà se per festeggiare o per calmare gli animi....

Sempre Andil, il primo ministro, ha effettuato controlli a sorpresa in moltissimi commissariati in tutto l'Egitto, trovando situazioni di disagio e negligenza, nonché situazioni carcerarie al limite dell'umano. Sono stati presi dei provvedimenti e molti ufficiali e poliziotti sono sotto inchiesta.

Qui, al Cairo, la polizia non manca di certo e tutte le strade sono controllate come un tempo. Gli episodi di piccola delinquenza sono pressoché spariti, proprio come una volta. E lo stesso vale per la maggioranza delle città egiziane.

Per quanto riguarda l'estero, invece, sono state aperte le frontiere con la Turchia. Gli egiziani vi potranno recarsi con la sola carta di identità e lo stesso potranno fare i turchi verso l'Egitto. Questo permetterà un maggiore flusso di turismo da entrambe le parti (la Turchia è una meta turistica molto frequentata dagli egiziani ricchi) e offrirà possibilità lavorative e di investimento a tutti e due i paesi.

In 100 giorni Morsi ha girato quasi tutto il mondo, dall'Europa all'America, partecipando anche all'Assemblea dell'Onu. Erano 30 anni che il presidente egiziano non parlava all'Assemblea.

Relativamente all'istruzione è stato introdotto lo studio del Vangelo durante le lezioni di educazione civica. Se finora era sempre stato solo il Corano ad essere preso come esempio di civiltà, educazione e stile di vita, da oggi il Vangelo sarà studiato allo stesso scopo da egiziani di entrambe le religioni.

Per i più bisognosi è stato studiato un sistema di risparmio a tessera. Coloro già in possesso della tessera di Tamuin (istituita da Abdel Nasser negli anni '60, che permetteva ai più poveri di ricevere un sacco contenente beni di prima necessità come riso, olio, zucchero, tè, farina, usufruendo di uno sconto del 60% offerto dallo stato), potranno ottenere anche la nuova tessera per le bombole del gas (non tutti hanno il gas metano, fino allo scorso anno neanch'io) per un consumo di tre bombole mensili a famiglia, con uno sconto del 75% offerto dallo stato. Mentre le attività ristoratrici e gli allevamenti non potranno più acquistare né le bombole del gas a basso costo, né il pane “statale” in vendita nei chioschetti al costo di 5 piastre. Ciò aumenterà la distribuzione del pane tra tutti in tutte le zone.

Ciononostante i prezzi non accennano a diminuire e fare la spesa è sempre più faticoso.

Morsi in 100 giorni non avrà cambiato del tutto il paese, sarebbe stato umanamente impossibile, nonostante le promesse fatte durante la campagna presidenziale.

Sicuramente, però, dobbiamo ammettere che qualcosa è stato fatto nelle giuste direzioni.

Aspettiamo ora di vedere il resto.

Jasmine Isam
Jasmine Isam è nata a Roma da padre egiziano e madre italiana. Dal 1997 vive al Cairo con il marito archeologo col quale gestisce un’agenzia di viaggi. Mamma di due bambini sostiene la Rivoluzione alla quale partecipa in piazza e attraverso un suo blog che stiamo ospitando.

Iscriviti alla nostra Newsletter

  Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding.
Come revocare il consenso: Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it.
Segnala un errore