Il più grande fallimento politico di sempre


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Se ci pensiamo bene e stringiamo forte gli occhi oggi doveva essere tranquillamente la giornata di Mario Monti: il salvatore della patria promesso al Quirinale da tipo SEMPRE, rimasto fuori dai giochi politici, da incoronare Presidente della Repubblica per il servizio reso al Paese, il prestigioso ruolo internazionale e la posizione al di sopra delle parti ma allo stesso tempo ampiamente condivisa. Lascia un partito al disarmo, un manipolo di parlamentari e i sondaggi al 5%.

Volendo aggiungere che lo ritengo probabilmente il più grande fallimento politico della storia recente, ho passato in sequenza una serie di eventi e nomi che potessero smentire l'assegnazione della coroncina del FAIL a Monti. È già molto indicativo il fatto che il primo partito al quale abbia pensato sia stato ovviamente il PD ma per una volta, malgrado tutto, sarò buono (in Basilicata va fortissimo). Considerando quindi tutto-fuorché-disastrosa l'avventura politica della Lega, del Pdl e di Casini (persino di Fini, che ha il suo passato), la parabola di Monti rimane forse la più triste e fallimentare che io ricordi.

Oggi sarebbe stato il suo grande giorno, e invece CIAO. Senatore a vita, a vita. Piuttosto mi chiedo cosa sarà dei giorni dei pezzi di "società" che lo hanno seguito in Parlamento, accettando di candidarsi: gli scrittori, gli sportivi, i "civili" presentati come emblema di rinnovamento e partecipazione, e arruolati in qualche modo in un partito che alla fine ha seguito la scia ideale dell'Udc per rilevanza in politica, società, numeri, arte e letteratura. Cosa sarà di loro, dei prigionieri del fallimento montiano? C'è una specie di centro di recupero per chi è rimasto intrappolato nel gruppone parlamentare di Scelta Civica? E se sì, dove è ubicato? Inchiestona di Report.

(CIAO A TUTTI è una specie di rubrica talvolta satirica che OHMAMMINA).

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