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Debunking Silvio: Forza bugie!

19 Settembre 2013 4 min lettura

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Debunking Silvio: Forza bugie!

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Torna Forza Italia. Riecco il nostro debunking. L'ennesimo video di Silvio Berlusconi in difesa di se stesso e all'attacco dei giudici - che lo hanno incrociato nelle aule di tribunale - è ricco del ventennale repertorio che in questi anni abbiamo imparato a memoria. Proprio per questo, prima di passare ad analizzare le "nuove" affermazioni, è utile un breve riassunto di quelle già smascherate nel debunking precedente: non è vero che i guai giudiziari di Silvio Berlusconi sono iniziati dopo la sua discesa in campo, non è vero che i processi a suo carico sono 30 o 40 o 50, non è vero che non esistono fondi neri all’estero riguardanti Berlusconi e non è vero che il suo primo governo cadde per mano della magistratura. Detto questo, ricordiamoci le parole pronunciate ieri dal leader della neonata Forza Italia: «Ci si guarda negli occhi, ci si dice la verità».

  • «Siamo diventati una democrazia dimezzata alla mercé di una magistratura politicizzata, una magistratura che, unica tra le magistrature dei Paesi civili, gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità». In realtà, in Italia esiste la responsabilità del magistrato. Legge 13 aprile 1988, n. 117 a firma del giurista Vassalli: un cittadino che ha subito un danno da un giudice «per dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia» può chiedere un risarcimento allo Stato che si può rivalere sul magistrato colpevole, pretendendo una somma pari ad un terzo del suo stipendio annuale (insieme ad altre forme di punizioni). Anche sull'impunità i numero presenti nel rapporto della Commissione Europea per l'efficacia della giustizia - Cepej -, presentato nel settembre 2012, con i dati aggiornati al 2010, certificano altro. L'Italia, tra i Paesi europei, si pone al 5° posto per il numero di procedure disciplinari iniziate contro i magistrati (tabella 11.46, pag. 290) e al 3° posto per quelle portate a termine (tabella 11.50, pag.294).
  • «I PM e i giudici legati alla sinistra (...) hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata». In realtà, la sentenza civile ha stabilito che la Fininvest deve risarcire 494 milioni alla Cir di De Benedetti per lo "scippo" della Mondadori, avvenuto tramite corruzione appurata del magistrato Vittorio Metta. La decisione della Cassazione è l'ultimo dei tre gradi di giudizio che ha coinvolto 9 giudici ed è conseguenza, come ha scritto ieri Luigi Ferrarella sul Corriere della sera, del processo penale che ha visto al lavoro altri 11 magistrati. Per Berlusconi, insomma, venti diverse persone, analizzando documenti, ascoltando testi e basandosi su fatti, sarebbero stati in grado di raggiungere tutti una condanna «completamente infondata».
  • «Si sono inventati un nuovo reato, quello di “ideatore di un sistema di frode fiscale”, senza nessuna prova, calpestando ogni mio diritto alla difesa, rifiutandosi di ascoltare 171 testimoni a mio favore, sottraendomi (...) al mio giudice naturale, cioè a una delle Sezioni ordinarie della Cassazione, che mi avevano già assolto, la seconda e la terza, due volte, su fatti analoghi». In realtà, nel processo Mediaset, il reato per cui Silvio Berlusconi è stato condannato definitivamente a 4 anni di carcere è quello di frode fiscale. Uno dei reati più dannosi per le casse dello Stato, come ha recentemente certificato la Guardia di Finanza. Alla base della condanna, come scrivono i giudici, vi sono «piene prove orali e documentali». Nelle motivazioni della Suprema Corte viene analizzata anche la presunta negazione del diritto alla difesa. I giudici prima ricordano il «potere di escludere le prove manifestamente superflue ed irrilevanti», poi specificano che «la condanna di merito si basa in via miniminale e assolutamente residuale sulle dichiarazioni rese», ad esempio dal teste Bruce Gordon. Infatti, sono «altri e ben più numerosi gli elementi di prova orale e documentale acquisiti nei pieno rispetto del principio del contraddittorio». Infine, la compravendita dei diritti televisivi ha caratterizzato anche i procedimenti Mediatrade nei quali Silvio Berlusconi è stato prosciolto in via definitiva. I giudici, nella sentenza di appello (confermata in cassazione), hanno però più volte specificato che pur trattandosi di diritti televisivi i «periodi di tempo» sono «diversi» e i «quadri probatori» sono «distinti».
  • «Sfidando la verità, sfidando il ridicolo, sono riusciti a condannarmi a quattro anni di carcere e soprattutto all’interdizione dai pubblici uffici, per una presunta ma inesistente evasione dello zero virgola». Duecentosettantasei milioni di dollari di appropriazione indebita e 120 miliardi di lire di frodi fiscali era l’ammontare della contestazione all’inizio del processo. Grazie alla legge ex-Cirielli, però, molte delle imputazioni si sono prescritte con notevole riduzione della somma delle operazioni illecite.
 (Marco Tonus)

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