Codroipo, il regolamento non vieta negli asili nido i bambolotti neri, ma elimina ogni riferimento alle diverse culture

[Tempo di lettura stimato: 3 minuti]

Molte testate giornalistiche ieri hanno dato la notizia che il Comune di Codroipo, in provincia di Udine, avrebbe abolito l’utilizzo dei bambolotti neri negli asili nido. La decisione sarebbe stata presa durante l’ultimo Consiglio Comunale che aveva tra i punti agli ordini del giorno la modifica del regolamento del nido d’infanzia comunale per adeguarlo a quanto previsto dalle leggi che stabiliscono i criteri di accreditamento dei servizi per l’infanzia.

Tutto è partito da un articolo pubblicato il 2 dicembre sul Messaggero Veneto dal titolo: “Al nido no ai bambolotti con la pelle scura”. Nel pezzo si legge che “la maggioranza [ndr, formata da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia] corregge il regolamento sull’uso dei giocattoli: tolto ogni riferimento alle diverse culture. Insorge il Pd”. La notizia diventa virale, viene ripresa da altre testate nazionali e rilanciata anche da alcuni politici che sottolineavano come la decisione di vietare i bambolotti di pelle scura negli asili fosse al limite del ridicolo.

Ma, come mostrato in diversi articoli di fact-checking, nel regolamento approvato dal Consiglio Comunale non c’è traccia dei bambolotti di pelle scura (o di altri giocattoli che fanno riferimento a culture di altra provenienza). In altre parole, il Comune di Codroipo non ha mai vietato l’uso dei bambolotti neri negli asili. Cosa è successo, dunque?

Durante il Consiglio Comunale del 29 novembre, la maggioranza ha emendato parte del nuovo regolamento degli asili nido modificando una versione già approvata – scrive Next Quotidiano – dalla Commissione Cultura e dalla giunta e che recepiva quanto previsto dalle norme regionali per l’accreditamento dei servizi per l’infanzia. In particolare, sono state modificati due paragrafi degli articoli 1 e 2 del regolamento:

via Next Quotidiano

Nell’articolo 1, la frase: [ndr, il nido d’infanzia] “opera in stretta collaborazione con la famiglia e non in alternativa ad essa, (...) concorrendo alla prevenzione delle situazioni di svantaggio psicofisico e sociale e contribuendo ad integrare le differenze ambientali e socio-culturali anche assicurando la presenza di materiali ludico-didattici che fanno riferimento alle diverse culturediventa “(...) concorrendo alla prevenzione delle situazioni di svantaggio psicofisico e sociale con lo scopo di favorire in ogni bimbo la possibilità di svilupparsi ed esprimersi liberamente, contando su interventi educativi che gli consentano, senza inibirlo, di orientare le proprie energie verso comportamenti in cui egli riesca a stabilire proficue relazioni e a manifestare in modo costruttivo la propria iniziativa ed inventiva, supportato da adeguati materiali ludico-didattici”.

Nell’articolo 2, la frase: “Al nido ogni azione è svolta nel rispetto delle diverse fasi di crescita, dei personali ritmi di sviluppo di ciascun bambino e alla cultura di provenienzadiventa “Al nido ogni azione è svolta nel rispetto delle diverse fasi di crescita, dei personali ritmi di sviluppo di ciascun bambino garantendo a tutti i piccoli uguali possibilità di sviluppo e di mezzi espressivi e contribuendo a superare i dislivelli dovuti a differenze di stimolazioni ambientali e culturali“.

Gli emendamenti approvati dalla maggioranza eliminano i riferimenti espliciti alle culture altre (non ci sono più le frasi “alla presenza di materiali ludico-didattici che fanno riferimento alle diverse culture” e al rispetto della “cultura di provenienza”), cancellando uno degli indicatori previsti dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’accreditamento degli asili nido. Nella sezione sulla “Prevenzione riduzione e rimozione delle cause di rischio emarginazione e svantaggio”, il Regolamento Regionale inserisce tra i requisiti per l’accreditamento la “presenza di materiali didattici che fanno riferimento ad altre culture; nella, programmazione delle attività si pone attenzione alle culture di provenienza”. Proprio le due frasi eliminate e sostituite dall’emendamento della maggioranza.

Per come è stato modificato, il regolamento «mette a rischio l’accreditamento del nido, cioè la possibilità di ricevere contributi per abbattere le rette, visto che non è più coerente con le direttive regionali», ha commentato il consigliere comunale del Pd, Gabriele Giavedoni. Il sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti, ha replicato che «non è compito di un regolamento disciplinare le differenze culturali perché verremmo meno al rispetto delle diverse culture. Spetta al regolamento invece annullare le differenze sociali. Per non incorrere in discrepanze con il testo regionale abbiamo adottato la stessa formula usata da altri Comuni, come quello di Monfalcone».

Se è vero che il Comune non ha vietato espressamente l’utilizzo dei bambolotti neri, è anche vero che ha eliminato ogni riferimento esplicito alle culture di provenienza. Perché il Comune ha sentito il bisogno di rimuovere quel riferimento nonostante fosse previsto tra gli indicatori per l'accreditamento degli asili nido dal Regolamento della Regione?

Immagine in anteprima via pixabay.com

Iscriviti alla nostra Newsletter

Segnala un errore

LINEE GUIDA AI COMMENTI