La taranta dell’informazione

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È settembre, e settembre per i media è ormai diventata la stagione della taranta, dove le notizie, più che informare, mordono, soprattutto in politica. E quando le notizie ti circondano e iniziano a mordere, finisce che le parole ti danzano in testa, e non capisci più nulla.

È la taranta di Monti sì Monti no Monti bis Monti boh, sale lo spread scende il pil, scende lo spread precipita il pil, vediamo cosa dicono i radical chic, è d’accordo Casini con l’Udc, forse Bersani con il Pd, Alfano forse ma tanto non ha quid, secondo i sondaggi va bene così, ce lo chiede l’Europa e pure il Delaware, ma tanto chi decide è il club Bilderberg, tu vota Grillo contro la casta, ‘sti cazzi è l’una io butto la pasta.

(Napolitano, intanto, invita alla coesione).

È la taranta di primarie sì primarie no, Renzi l’è un ganzo ma non ditelo a Firenze, buttiamo via i vecchi a parte Licio Gelli, teniamo Bersani ma non i vendoliani, teniamo i vendoliani ma buttiamo Casini, teniamo i giovani e mangiamo i bambini, teniamo tutti purché piddini, ne parlava pure Walter Veltroni, ne parlano anche Gori e Luca Sofri, ne parla D’Alema e questo è un problema, perché hanno deciso chi devi votare, ma non si dice sennò ci stai male, ecco una nuova legge elettorale, tutti d’accordo contro il Porcellum, al grido di “si vis pacem Matta Rellum”.

(Napolitano, intanto, invita alla coesione).

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