valeriagentile

Non sono coraggiosa, sono sarda e dico no a questi signori tristi

Valeria Gentile - valeriagentile.com

@valigiablu - riproduzione consigliata
Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell'infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell'enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li. 
Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d'achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l'amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuro perché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente. 
Finché poi arriva un giorno in cui metti tutto in discussione. Arriva un super resort di lusso fondato da milanesi e altri italiani, che sulla mia isola ricopre venticinque ettari di parco in cui ci sono ventun ristoranti di lusso, quattordici bar, otto alberghi cinque stelle più diverse suites e qualche centinaio di bungalow, nonché children city, leisure land, sport academy, discoteca, spiaggia privata e tanto altro, dove una notte per una persona non costa meno di seicento euro. Arriva proprio quando meno me lo aspetto, mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web. 
Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un'ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un'industria dello svago di lusso che è una gabbia d'oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese. 
E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante.
In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l'offerta e vado avanti, a testa alta.
Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà.

Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. 

LINEE GUIDA AI COMMENTI
  • Fabiano

    10. 100 ….. 1000000 di Valeria. Onore a te a tutti i Sardi. (maiuscolo per rispetto)

  • Elena

    Brava Valeria!!! W la Sardegna e i Sardi!!!
    Un abbraccio dal Brasile (io non sono tornata)

  • Stefano

    Complimenti!!! Hai tenuto alto il nome della nostra terra. Basta con questa gentaglia!!!!!

  • marcello

    stare lontana dalla sardegna ti ha regalato un gran cosa che ignori… ti ha permesso di non ocnoscere bene gavino Sale e i suoi politicanti sfigati..

  • Fulvio Bugani

    Ciao Valeria! Brava per tutte le altre cose, ma per quel che riguarda il Senegal, vorrei ricordarti che non eri lì da sola, nè come reporter. Hai semplicemente preso parte ad un viaggio organizzato, come le altre 10 persone che erano con te, sempre scortate da gente del luogo. Visto che ci tieni alla correttezza, presentati in modo veritiero!

  • Claudio Carosio

    Non è vero quello che hai dimostrato è il coraggio della dignità e della coerenza con le proprie idee. Complimenti!

  • Claudio

    Sig. Bugani non mi sembra che Valeria abbia scritto qualcosa di falso. Il fatto che lei abbia dormito e mangiato per terra in Senegal nell’ambito di un viaggio organizzato con altre 10 persone non toglie nulla alla cosa. Dormire e mangiare per terra non è meno scomodo se è è fatto nell’ambito di un viaggio organizzato.

  • loreto

    Valeria, sei grande!

  • fabiana casolino

    Mi hai emozionata!!!Brava!!!

  • SardiniaLove

    da sarda una sola parola: GRAZIE.

  • kate

    ECCO DOVE STA L’ORGOGLIO SARDO, TI STIMO. PS. SIGNOR BUGANI…LE PAROLE DI VALERIA SONO STATE SEMPLICEMENTE QUESTE: Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal SE SONO VERE, CHE BISOGNO HA DI MOSTRARE LA SUA IRA? PER CASO, QUESTO LE TOGLIE QUALCOSA? LEI NON E’ SARDO VERO? IMMAGINO SIA DIFFICILE APPREZZARE LA NOSTRA GENTE! LASCI STARE!

  • Alfiero

    Ho lavorato tre anni in Sardegna (Casteddu i Sardi sanno dov’è) ed il complimento più bello che ho ricevuto è stato: “Tu sei più Sardo di noi Sardi”. Brava Valentina, questi dei luxory resort (ma che vuol dire ?!?), children city (noo !!! questo è troppo), leisure land (ma come parlate? le parole sono importanti), sport accademy (ma fateci il piacere !!!), non ti meritano come non meritano di trarre degli enermi guadagni dallo sfruttamento di una Terra unica come la Sardegna (Ichnusa).

  • laura

    valeria dovresti dire il nome del resort,sarebbe la miglior moneta con cui ripagare la loro “offerta di lavoro”

  • alex

    complimenti Valeria, continua così, anche io sono sarda anche se ora a milano da qualche anno, anche io vorrei tornare nella nostra meravigliosa isola, tu l’hai fatto, ti auguro di riuscire a restarci, perchè c’è bisogno di persone come te, ma so che son scelte difficili!

  • fabrizio

    l’Ichnusa ha gli uffici amministrativi a Milano. Senza quei ‘sfruttatori'(c’è anche Soru tra di loro), molti di voi non lavorerebbe, e comunque qualcuno ha preso dei bei soldoni per far costruire e ci sono pure le tasse comunali. 700 euro con vitto e alloggio, sono 3000 euro al mese, cicci, e non accettare un lavoro così anche se a progetto, che poi magari sarebbe stato prolungato, non è da Sardo, è da incompetente. ti sei fatta il ‘mazzo’ girando mezzo mondo e facendo foto, (fischia.. ha dormito per terra, e ha scalto la muraglia cinese, ma per favore)grazie ai tuoi o con varie collaborazioni…(quelle gli andavano bene). la prossima volta pensaci su e non tirare in ballo l’orgoglio sardo, quello lascialo ai cassa integrati dell’asinara e di porto torres che dopo 30 anni di lavoro si ritrovano con nulla (e quelli il mazzo se lo sono fatto e di brutto). adesso mettiti in coda agli altri regionali autonomi…Ajò. i signori saranno anc he tristi ma, hanno le tasche piene e non hanno certo perso il contatto con la realtà, anzi…Tashi Delek!

  • bruno

    bravo…..sardo competente , siamo nella merda perche quache anno fa …..qualche sardo competente e anche coglione la pensava esattamente come te ……….schiavo…servo…depresso…

  • bruno

    valeria sei grande………..ti ho fissato per un po in piazza italia…….cuffietta a strisce se non sbaglio

  • fabrizio

    1° non sono sardo
    2° non ho offeso nessuno
    3° non sono schiavo perchè io ho avuto il coraggio di lasciare il mio lavoro monotono da 1700 euro al mese + ticket e caffè gratis e sono a casa da più di un anno
    4° non sono affatto depresso…

  • max

    mi sorge solo una domanda che non penso avrà mai risposta: ma se la paga fosse stata di 2.000 euro al mese e/o il contratto a tempo indeterminato Valeria avrebbe
    rinunciato al lavoro?

    Non credo centri molto essere sardi o meno, coraggiosi o no, per trovare un motivo per rinuinciare ad un impiego sottopagato e a progetto… il motivo è che
    l’impiego è sottopagato e a progetto come ha fatto notare la stessa Valeria che comunque ha accettato di fare i vari colloqui consapevole fin da subito in quale azienda avrebbe lavorato
    (ma evidentemente non ancora di quale paga e contratto per poter decidere).

    A mio parere questa storia non è molto convincente per queste ragioni.
    Poi non ho capito l’astio verso il resort di lusso da cosa dipende:
    che non è stato aperto da sardi ma da milanesi? che è abusivo perchè in un parco di 25 ettari (chi gliele ha date le autorizzazioni allora?:S)? che è uno schiaffo alla povertà (giudizio personale)?
    o cosa altro?

  • max

    mi sorge solo una domanda che non penso avrà mai risposta: ma se la paga fosse stata di 2.000 euro al mese e/o il contratto a tempo indeterminato Valeria avrebbe
    rinunciato al lavoro?

    Non credo centri molto essere sardi o meno, coraggiosi o no, per trovare un motivo per rinuinciare ad un impiego sottopagato e a progetto… il motivo è che
    l’impiego è sottopagato e a progetto come ha fatto notare la stessa Valeria che comunque ha accettato di fare i vari colloqui consapevole fin da subito in quale azienda avrebbe lavorato
    (ma evidentemente non ancora di quale paga e contratto per poter decidere).

    A mio parere questa storia non è molto convincente per queste ragioni.
    Poi non ho capito l’astio verso il resort di lusso da cosa dipende:
    che non è stato aperto da sardi ma da milanesi? che è abusivo perchè in un parco di 25 ettari (chi gliele ha date le autorizzazioni allora?:S)? che è uno schiaffo alla povertà (giudizio personale)?
    o cosa altro?

  • bruno

    1 sono sardo 2 sono incazzato 3 mi stanno sul cazzo i continentali che tentano di farmi ragionare come loro 4 hai offeso valeria……

  • Beppaccio

    Non sono sardo. Sono un piemontese che da buon bugianen mi sono girato anch’io un po’ di mondo. Conosco un poco la Sardegna e anche qualche sardo. Sarà perchè la mia compagna è di Laerru. In questa vicenda, al di là della simpatia nei confronti di Valeria, prevale in me un senso di rabbia per la cultura che si intravvede un pò in tutto il mondo del lavor non solo per la Sardignità del fatto. Una mega società che costruisce e/o gestisce un resort delle dimensioni descritte già mi fa venire in mente l’intrallazzo Maddalena/Marcegaglia,e non mi piace, inoltre rifletto:una società cn una Media Relations & Events Manager, un il Sales & Marketing Executive Manager,un General Director cercano un professionista che gestisca la comunicazione online e offline di tutto il loro ambaradan offrendogli un contratto semestrale per ben 700 euro mensili? Investono 4.200 euro? Hai fatto bene a mandarli a scopare il mare, a prescindere dal tuo orgoglio di sarda, ma per un senso di giustizia professionale. A prescindere dai titoli anglofoni e altisonanti di cui amano fregiarsi (ci sono dei termini italiani altrettanto validi e riconosciuti), sono dei barboni profumati e risparmino 700 euro al mese facendoselo da soli quel lavoro. Hai fatto bene amandarli a stendere, qualsiasi motivo ti abbia indotto.

  • fabrizio

    Bruno io non ho offeso nessuno, la Valeria il mazzo non se l’è fatto e basta. Mi spiace per la vostra bella Ichnusa ma a 26 anni,700 euro + vitto e alloggio non si butta via, vieni qua a MILANO a fare gli stage a 500 euro al mese senza vitto e alloggio..

  • bruno

    non hai capito il senso….se qui qualcuno non si ribella..continueremo a regalare le nostre ricchezze per rimanere servi. io non voglio piu essere figlio di una serva di roma. la Sardegna non ha niente a che vedere con l’ italia…..per me è gia uno sforzo scrivere con la vostra lingua che mi hanno imposto a scuola………a 26 anni fa bene a non essere la serva di nessuno ,perche a casa sua dovrebbe essere lei la padrona .

  • Doctore

    Caro Fabrizio, leggi bene il testo e fai bene i conti. Non so se tu abbia mai lavorato in posti del genere ma ti assicuro che il fatto di vivere e mangiare li non è casuale poiché devi essere li dentro a disposizione, non per 8 ore al giorno, come in un lavoro normale, ma bensì per quasi tutta la giornata. 700 euro, per un impegno cosi grosso sono assai pochi, vogliamo sommarci l’alloggio? Aggiungiamo 350€ al mese (anche se in Sardegna il massimo prezzo per una stanza è 250 ma teniamoci larghi). Aggiungiamo il vitto per una persona per un mese e, sempre tenendoci larghi, facciamo che siano 250€. Sommiamo tutto e otteniamo un totale di 1300€ per lavorare almeno 13 ore al giorno (come minimo) senza considerare che i costi reali per la struttura per il mantenimento del dipendente non si avvicinano minimamente alle quote da me indicate ma sono molto più basse. Io ho lavorato come cameriere in un villaggio dell’isola, prendevo 1600€ al mese, lavoravo 13 ore al giorno e avevo vitto e alloggio pagati. 700 euro sono uno sfruttamento, una schiavitù e quell’offerta è ridicola e la cosa peggiore è che arriva da un luxury resort…

  • Anastasia

    Brava Valeria il lavoro e’ un diritto nn un ricatto …nn svenderti mai..un sincero in bocca al lupo

  • fabrizio

    Valeria, il mio consiglio è quello di continuare a girare il mondo con la tua macchina fotografica, che adesso va di moda in TV: Globe Trotter, Cool Tour, Posso venire a dormire, National geographic, Lonely Planet ecc. Per Bruno, mettiti insieme ad altri tuoi amici e aprite un resort, perchè come ricchezza, vi è rimasto solo il turismo, che grazie a noi continentali italiani, è ancora fiorente anche se l’anno scorso non sono venuto a spendere i soliti 3000 euro, che do da 10 anni a questa parte. Ciao e buona fortuna.

  • Doctore

    i tuoi 3000 euro non rimangono qui nell’isola ma tornano da dove sono venuti, perché le proprietà sono tutte fuori dall’isola. Qui rimangono solo briciole. E per dirla alla sarda, l’anno prossimo i 3000€ aguantariddusu.

  • bruno

    o si nono,dos ammorottilas bene bene e poi ti dos crafas in ogros o in ue prus ti anna bene……..

  • bruno

    o si nono,dos ammorottilas bene bene e poi ti dos crafas in ogros o in ue prus ti anna bene……..

  • Eros

    .. Questa della Sardegna non e’ una situazione nuova.
    Sono anni che va avanti cosi’. Personalmente, ho visggiato a lungo in Europa, alternando stagioni in Sardegna e stagioni all’estero .. sempre spinto a tornare alle mie radici, vittima del richiamo della nostra bella isola.
    Anche io ho detto BASTA e mi sono trasferito dall’altra parte del globo.
    Dammi retta e torna all’estero, che non si vive di solo mare

  • emma

    Ha ragione Beppaccio, sono “barboni profumati”: non sanno fare il loro lavoro se investono due soldi, proponendo un contratto simile, per così poco tempo, per un lavoro così impegnativo e che certo non si esaurisce in pochi mesi (comunicazione online e offline). E Valeria ha forse intuito che titoli professionali altisonanti non bastano a convincere qualcuno che possiede una professionalità vera (data da studi e/o da esperienza) ad accettare una proposta simile. E credo che questa sua scelta sia stata fatta grazie all’apertura mentale che le hanno dato i viaggi che ha fatto. A prescindere dalla sua provenienza territoriale o dalla sua età.

  • Padre padrone

    Valeria,, il solo fatto che troppi sostenitori stanno osannando al tuo sfogo di sarda dura e pura, ti dovrebbe far riflettere che forse stai sbagliando.. e non poco .. ma alla grande. Scendi dal pioppo un po’.. Pensa solo che i 700 euro iniziali se veramenti valevi avrebbero potuto salire in breve tempo a 1000, 2000 e via discorrendo

  • arianna

    Ma se non si dice NO a 26 anni a una roba del genere quando si dirà mai più? Bravissima Vale, bravissima!

  • Claudio

    x Fabrizio e Padre Padrone

    Avete detto una barca di cazzate, e mi sembra che le vostre parole siano dettate dall’invidia. Premesso che io non sono sardo ma che ammiro visceralmente il coraggio del popolo sardo e il coraggio di Valeria vi dico solo due cose:
    1) Quello che i datori di lavoro si devono mettere in testa è che il LAVORO SI PAGA! Si paga con i soldi, non con le promesse di realizzazione future (campa cavallo…), con le promesse di futuri guadagni o con altre belle favole.

    2) In quel tipo di strutture turistiche si lavora di media per 12 ore al giorno, si deve essere disponibili praticamente 24 ore su 24. E voi mi venite a dire che vitto a alloggio “ripagano” una vita del genere?

    3) A Valeria è stato offerto un lavoro di alta responsabilità, e la responsabilità deve essere pagata adeguatamente!

  • cristina

    Che donna meravigliosa!

  • Giuliana

    Boh, io sono milanese, vivo in continente, e ho visto la gente accettare la merda pagata uno sputo, e per quanto mi riguarda con un curriculum vitae come quello di Valeria 700 euro al mese per uno stage (o co.co.pro. o come cazzo volete chiamarlo) dovendo passare tutta la propria esistenza, tutto il giorno, incluso vitto e alloggio, a pulire il culo del resort sono uno schiaffo alla dignità della persona che vuoi assumere. Che poi Valeria rifiuta ma ci sarà gente che non lo fa perché ha paura e perché ha sicuramente intorno individuo pronti ad accuse di schiaffi alla miseria, eh, ma intanto ci vuole una che lo fa e che dice che non stai al mondo per lavorare ma il tuo scopo è avere un lavoro che ti permette di vivere. E quezto di sicuro non lo è. Garantisce, a dire tanto, la mera sopravvivenza. Quindi brava Valeria.

  • TRS

    vabbè se invece di 700 te ne avessero offerto 1700 forse sarebbe andata diversamente…

  • fabrizio

    credo che, chi più chi meno, abbiamo ragione tutti quanti, e forse è vero anche che sono invidioso per non essere orgoglioso di appartenere ad una regione specifica(sono nato a Sesto da genitori di origine pugliese, non parlo nè milanese nè pugliese), non credo di essere orgoglioso nemmeno di essere italiano. Comunque, come diceva Vasco, l’orgoglio rovina più che il petrolio, ed è meglio che cominciamo a studiare il cinese, sperando che non arrivino a sfruttarci per 200 euro al mese senza vitto e alloggio.

  • Giampaolo

    E se il contratto, per sei mesi, fosse stato di 5.000 Euro al mese?

  • Gonario Manca

    Valeria ha solo difeso la sua dignità e la sua professionalità, tutto il resto non c’entra niente. I sardi non vogliono essere servi, ma purtroppo neanche padroni. Provate a lanciare un’idea che contenga aggregazione e messa in comune di beni per lanciare un’iniziativa. Otterrete zero risultati.

  • tiziana frongia

    carissima
    ho letto con orgoglio il tuo curriculum mi ricorda quello di mia figlia partita prima a perugia poi a roma per prendere la sua laurea quinquennale, i due master il suo lavoro di due mesi cameriera quando depressa per non aver passato il concorso diplomatico
    dice lei che voleva soffrire come soffre una persona che lavora sopportando la maleducazione degli altri…lei ama la sardegna il mare la lingua ma non ha mai pensato che uscendone l’avrebbe tradita..lei si sente prima cittadina del mondo e poi rappresentante di un isola meravigliosa che si può portare con se in qualunque parte del mondo vada…nella sua terra ha la madre ( io! ) la cosa che ama di più ma avendole insegnato che si può essere sempre orfani di qualcosa senza soffrire lei è orgogliosa del suo cammino e dei sardi che sono sparsi nel mondo con qualcosa nel cuore che fa grande la terra anche se non ci abiti.
    lei quest’anno rifarà il concorso diplomatico per la terza volta…senza accozzi, vuole farcela perchè sente che è il suo lavoro!
    lei sa già il cinese
    ama la loro cultura ma anche il loro coraggio come ama tutti i popoli che non hanno compreso che distruggere i valori è distruggere se stesso !
    io sono dentro il movimento ecologista e civico quello di bonelli per intenderci…apprezzo chi vorrebbe l’indipendentismo ma apprezzo anche chi compie ogni sforzo ogni giorno per modificare la testa degli ottusi e dei ciechi….sardi di origine ma schiavi di fatto…lavoriamo alla libertà degli altri, insegnamoli come hai fatto tu e faccio io ogni giorno che ogni processo culturale inizia sempre col la libertà della mente e del cuore
    con affetto un abbraccio
    che

  • lakost

    Brava Valeria, mi sono commossa leggendo questo pezzetto di cruda realtà, fatta di compromessi che vanno contro la nostra concezione del mondo e di teste basse. Brava per aver tenuto la testa alta

  • Erica

    Secondo me è una bella testimonianza, come giovane, come donna, come aspirante giornalista. Vedo coraggio nella sua scelta, proprio perchè dovendo scegliere tra una situazione difficile (ma dignitosa) e un sollievo momentaneo (sei mesi sottopagati, ma pur sempre pagati), scegliere la prima opzione non è facile. dimostra dignità. Capisco un po’ di me il continuo e reiterato riferimento alle origini sarde, come se l’essere sardo o meno renda una persona migliore o peggiore, più coraggiosa o meno. Secondo me non c’entra nulla, ho visto ragazzi bergamaschi fare le stesse scelte in emrito ai resot per villeggianti costruiti nelle stazioni sciistiche, e credo che lo stesso si possa dire di ogni regione d’italia. il corgagio di valeria sta nella scelta fatta, non nelle sue origini…

  • Achille

    condivido la scelta,se un’azienda non è nemmeno disposta a pagare la professionalità già dimostrata e scoraggia con un misero contratto a progetto,che cosa riserverà da un punto di vista umano a chi entra in azienda? come potrebbe arricchire il lavoratore di esperienza?…..è retorica la domanda ma lo dico lo stesso! lo svuota di entusiasmo! altro che collaborazione costruttiva!…. certe aziende che sfruttano invece di valorizzare le risorse umane andrebbero evitate accuratamente…..

  • Doctore

    per quelli che commentano che se avessero offerto di più sarebbe andata diversamente… ma è ovvio che sarebbe andata diversamente, è proprio quello il punto!

  • -max-

    Io ne conosco una (donna, giovane, bella e intelligente) che ha rinunciato, dopo 3 anni, a un posto a tempo indeterminato…
    Ora rincomincia, a respirare e vivere, da freelance

  • -max-

    ecco senza volere ho risposto e contraddetto il post sopra il mio, anche perché a professionista di cui parlo prendeva di piú…
    Quindi a volte non si parla solo di cifre ma anche di orgoglio e vita

  • paola

    brava. rilancia tu. gratis x un mese (sistemata in bell’alloggio, ca va sans dire) se vi piacere e funziona pagata la cifra che meriti. decidi prima e provaci, hai rischiato tanto, fallo per la cifra che meriti. in bocca al lupo!

  • alfio

    ma io dico come freelance guadagna così tanto da potersi permettere di viaggiare così tanto? E poi quando le viene offerto un lavoro lo rifiuta… A me sembra che questa ragazza faccia viaggi così costosi (Tokyo, Cina, etc.), senza aver mai “lavorato troppo” ed evidentemente non aveva BISOGNO DI LAVORARE… Io non posso permettermi di rifiutare un LAVORO, esattamente come non possono permetterselo le sue amiche…

  • Un sardo

    La cosa che mi disgusta è che il futuro che volevi ti sia sovvenuto solo quando ti hanno prospettato una paga da fame.
    Quanto vale il futuro? 1000, 2000 euro al mese?
    Certo, con quel brillante curriculum, vuoi mettere? Tu hai girato il mondo, e immagino che te lo sia potuto permettere, mica ci andavi a lavare i piatti (magari anche per 1000 euro) nel resort.
    A che livello di capacità d’analisi e di comprensione del reale ti poni, col tuo bel curriculum e la tua aria saputa di donna vissuta che ha visto il mondo?
    Hai 26 anni, non sei nessuno, e già ti atteggi a diva? Pensi alle povere donne che fanno lo sciopero della fame come pensi ai poveri bimbi del Senegal, con quella stessa pulciosa partecipazione che titilla il tuo ego, quel paternalismo d’accatto da intellettuale di successo che non puoi nemmeno permetterti.
    Non sei coraggiosa o sarda, sei solo piena di te.
    Fammi un favore, torna indietro e accetta quel lavoro, perchè lì devi stare; tranquilla che nessuno avrebbe caldeggiato una mia candidatura a quel posto, perchè ho una storia differente dalla tua, e un atteggiamento conseguente, e non avrei mai nemmeno ambito a difendere certa gentaglia e il bel sistema di speculazione e cementificazione che la sostiene.

  • giuseppe

    mi piacerebbe sapere per quale giornale scrivi, Valeria.

  • Eleonora

    Cara Valentina, sei stata molto fortunata, hai girato il mondo hai scelto di fare tutto quello che ti piaceva, hai provato sensazioni forti che in qualche modo ti hanno forgiata e messa nelle condizioni di decidere cosa è meglio per te. Tu la guerra hai deciso di combatterla così! Purtroppo però i sacrifici non sono “servilismo” nei confronti di chi ti offre un lavoro, anche se sottopagato. Io credo che la grandezza sta nel cercare di cambiare quel sistema!Bisogna entrarci e da dentro rivoluzionarlo!! Bisogna trarre beneficio dalla pillola anche se spesso lo zucchero non c’è…

  • Padre padrone

    Cara Valeria, vedo tra i tuoi sostenitori un mucchio di gente che non ha voglia di lavorare, piucchealtro.. li dovresti tenere lontani .. chi ti loda a scatola chiusa ti imbroglia..inoltre credo che con tutte le tue esperienze di vita descritte non sei matura a sufficienza.. chi ti doveva dare quei 700 euro al mese non se li trovava per strada.. nessuno si trova i soldi per strada. “Padre padrone” è un nick che onora un tuo compaesano che ha combattuto contro la vita con le unghie e i denti. Egli è un grande…

  • Claudio

    X “un sardo” e “alfio”

    Ma la volete smettere di continuare a sminuire Valeria? Se ci sono persone disperate che quel posto a 700 euro se lo sognano nulla toglie al fatto che lei abbia tutte le ragioni per rifiutarlo, perché con un curriculum del genere a quelle condizioni non è un lavoro: è un’elemosina!

    I lavori sottopagati e precari dovrebbero smettere tutti di accettarli, sono certo che il precvariato finirebbe. Ma i datori di lavoro sfruttatori sanno bene che c’è sempre qualcuno (non è certo una colpa) che è sempre più disperato e più bisognoso di altri, c’è qualcuno disposto a lavorare per meno soldi, per più ore e con meno diritti. Prendete esempio da Valeria, che lei sia ricca o povera non c’entra nulla, sta di fatto che con un ottimo curriculum, ottime capacità dimostrate, le è stato offerto un lavoro di responsabilità per una miseria e con orari di lavoro da schiava. Prendete tutti esempio da lei, ribellatevi agli sfruttatori!

  • marcello

    hahahaha… penso di sapere quel’è il “resort numero uno…” di cui parla l’articolo di Valeria… si trova vicino a Cagliari… verso Pula… penso però che quando “dormiva per terra con i bambini in Senegal” non guadagnasse di più di quanto offerto nel resort… è la solita snob sarda… quando vai fuori ti accontenti di tutto poi qua a casa tua pretendi che al primo impiego ti paghino 5000 euro senza nemmeno sapere se sai lavorare… tornatene pure in Senegal a dormire per terra…

  • Un sardo parte 2

    Tutti devono smettere di accettare non solo i lavori sottopagati e precari, ma anche, e soprattutto, i lavori spregevoli, il cui succo consiste nel mentire a salvaguardia del profitto altrui; o quelli che mettono in pericolo l’ambiente e la salute altrui; o quelli che perpetuano un sistema di sfruttamento e degradazione di ogni aspetto dell’essere uomini. Questo, in questo articolo, così come nella maggior parte dei commenti, è totalmente assente. Alla domanda: siamo uomini o caporali? La maggior parte risponde, senza manco accorgersene, caporali. Più di tutti lo fa Valeria, troppo calata nel suo ruolo di giornalista di successo per rendersene conto. Aboliamo i ruoli, torniamo umani, e mandiamo al cesso il paternalismo altrui.

  • Un sardo parte 3

    Personalmente, sciacquai piatti. Meglio stare all’ultima ruota di certi carri, se proprio si deve, e si deve, sopravvivere.

  • Carlo Mallone

    Quante supidaggini in questo articolo. Si salva solamente lo spunto di discussione che viene dall’offerta di lavoro, che era ridicola e a 700€ si può definire offensiva. Se volete parlare di come dovremmo tutti dire no a questo mercato del lavoro precario e sottopagato allora siamo d’accordo.

    Se invece volete cogliere l’occasione per incensare una ragazza che ha rifiutato un lavoro di merda che aveva una paga di merda allora fate pure.
    Sarebbe stato più interessante che dopo il cappello introduttivo – riassumibile con un “mi piace girare il mondo e ho fatto un lavoro sottopagato finché ne è valsa la pena dal punto di vista dell’esperienza emotiva” – fosse seguita la semplice considerazione “ora che sono a casa il lavoro può anche fare cagare ma voglio almeno 1500€ altrimenti niente”.

    E’ tutto giusto, però non c’è niente di poetico né eroico in questo eh. Tantomeno tirare fuori l’argomento delle amiche laureate che lavano scale a 50 euro alla settimana.

  • Eleonora

    Accettare un lavoro sottopagato è sbagliato. Rifiutare un lavoro è sbagliato. Ma se le alternative non esistono qual’è la cosa giusta da fare? Dire solo “NO” non serve a niente!

  • lory

    Ma che palle,tutti a giudicare una scelta di pancia…sono sarda e non nego che mi riempie di orgoglio che sia una conterranea a denunciare ed andare controcorrente,ma a parte ciò,sono felice che ci siano persone che,anche se,per il momento storico che stiamo vivendo,riescano a non piegarsi ad un sistema che ci sta portando alla deriva..ti invidio Valeria,sarà che dall’alto dei tuoi 26 anni l’inconscenza la fà da padrona..cazzate..tutte cazzate,e che a me manca il coraggio..Mai dire mai comunque..un abbraccio..

  • Stefania

    Scusa dov’e’ il coraggio? Aver rifiutato un lavoro? Orgoglio sardo o presunzione sarda? Leggendo l’articolo mi sono incuriosita e ho cercato le tue foto su internet, speravo che fossero del capolavori. Solo questo avrebbe giustificato tanta presunzione. Invece mi sono ritrovata davanti a un book con delle immagini altamente mediocri, una produzione discutibile e una composizione… beh lasciamo stare. Forse ti sarebbe convenuto un lavoro al resort o forse un po’ di piu’ autocritica.

  • Un sardo parte 4 (in fondo vi vuole bene)

    e poi mi spiegate dov’è la ribellione? Nel dire un no? Perchè il primo frischio che manda un pigolio su internet diventa un faro della resistenza? A questi livelli, siamo? In questo articolo non c’è verità, non c’è analisi, non c’è vera denuncia, c’è solo l’ego del frischio di turno pigolante. E chi lo difende dimostra solo l’entità della voragine dentro cui siamo, altro che ribellione. La ribellione è un’altra cosa, lasciamola a chi la fa.

    Ecco un’analisi a scazzo, contestabile assai, ma suscettibile di aprire un pò di occhi a gente davvero troppo poco addentro a un discorso analitico: http://www.krisis.org/1999/manifesto-contro-il-lavoro

  • Fabrizio T

    Aldila’ dell’articolo un po’ romanzato e’ assolutamente giusto e doveroso non svendersi.
    Per quelli che le stanno dando contro supponendo che poi la paga sarebbe aumentata etc: 1 Il CV e l’esperienza di valeria sono abbastanza per meritarsi una paga al di sopra del minimo sindacale; 2 a quanto pensate avrebbero aumentato lo stipendio dopo la fine del contratto? 1000 euro? Ammazza quanti soldi per stare chiuso 24 ore su 24 in un villaggio artificiale su un isola bellissima… E permettetemi anche di dire che chi vive sperando muore cagando :)

    Brava valeria
    Un saluto dalla Cina

    Fabrizio

  • Jacopo

    700 euro, lordi o netti?

  • Maria

    @TRS Capitan Ovvio. Certo che con 1700 sarebbe stato diverso, perchè avrebbe voluto dire fare una vita dignitosa, stare bene in casa proprio, far girare l’economia, non fare la vita della disperata in casa propria, senza prospettive. 700 euro al mese significano mortificare una persona e la sua preparazione, scandaloso. Grande Valeria!

  • Andrea

    Nulla è dovuto, mai…

  • gaspar

    Se al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula offrono 700€ al responsabile della comunicazione online/offline, quanto danno al personale di pulizia? 100€?

  • marco

    mi sembra ci sia tanta presunzione in quest’articolo. Il mondo l’hanno girato in molti in questo modo che mi pare piu turistico che altro… 700 euro si rifiutano se ne si ha la possibilità. Io laureato in ingegneria gestionale ho accettato stage da 500 euro perche non mi è neanche passato per la testa che essermi fatto il mazzo per anni mi ponesse al di sopra di chi quei 500 euro li deve chiedere in prestito agli amici perche un lavoro per mantenersi non lo ha.

  • salvatore

    Ma come siete belli critici..mio dio..le foto non sono belle..la produzione etc etc etc…non è difficile da capire il messaggio…un azienda italiana che che offre un lavoro malpagato e quindi mortificante a una sarda…il NO di valeria non è solo il suo..e anche il no della sardegna…quella vera…a parer mio…ce così tanta gente in giro che critica sempre,tanto, e a sproposito…se foste così critici con voi stessi e con chi governa forse sarebbe un mondo migliore..o una regione(popolo) migliore!! R.I.P.

  • fabrizio

    @Marco, sei tu che ha preso il posto di mia moglie, dopo che è stata messa in CIS, mentre era a casa al capezzale di sua madre?

  • ecovip

    UN PAESE DI PECORE,NON PUO’CHE AVERE UN GOVERNO DI LUPI…..
    n.b.
    non mi si fraintenda,pecore=italia e non solo sardegna

  • fabrizio
  • pinco

    Ah Vale’ , ho letto il tuo curriculum. Datte pace, dici di aver fatto tu in 26 anni più di quello che altri potrebbero fare in una vita ! Abbassa il tiro!

  • Lanfranco

    …pur non essendo sardo, ma italiano ho fatto più o meno la stessa scelta più di 35 anni fà e non mi sono mai pentito, anzi…

  • giorgio

    how mouch retorica. Poi, cos’è, una questione di soldi? La più giovane reporter super yeah del mondo che fà l’ufficio stampa di un villaggio turistico, se ti pagavano di più, andava bene? tutto sto casino perché hai rifiutato un contratto di merda per un lavoro di merda? Anche meno, dai.

  • gelsomina

    Hai fatto tre colloqui e poi hai rifiutato un lavoro. Punto. Non ne farei tanto una questione territoriale. Perchè hai sostenuto due/tre colloqui per il megaresort se ti faceva tanto schifo?
    Beata te che puoi permetterti di dire no.
    Scusa eh, ma per “collaborare con festival, riviste e agenzie di comunicazione” serve una cosa sola: i soldi di mamma e papà. Gli stessi che ti hanno permesso di andare a studiare altrove. Magari prima di fare della tua situazione un tutt’uno con quella di minatori, operai o allevatori in crisi ci vorrebbe un filino di cautela. Di umiltà.
    C’è tanta gente, nella tua terra ma anche nel resto del Paese, che questa scelta semplicemente non l’ha.
    Anche nella bruttaecattiva Milano, pensa.

  • giorgio de gioannis

    articolo molto retorico. se non vuoi lavorare x un resort di lusso perché sei andata a fare il colloquio? se invece il problema è che ti hanno offerto una paga bassa e un contratto non soddisfacente potevi chiederlo dall’inizio, ma si vede che hai preferito tenere la testa bassa. effettivamente non sei coraggiosa e sì, sei sarda, moltissima gente che conosco non osa chiedere riguardo al contratto e alla retribuzione né prima né durante un colloquio di lavoro. però son tutti bravissimi a lamentarsi delle ingiustizie, basta scrivere su un blog, su fb, ecc. …l’importante è non fare mai qualcosa di concreto a parte lamentarsi, questo è davvero tipico della nostra cultura, anche se per fortuna non è l’unico…

  • BRU

    SU SARDU NO EST SCIMPRU…..EST MALI PAGAU! ( IL SARDO NON E STUPIDO…E’ MAL PAGATO!!!)

  • Carlo G
  • Carlo G

    Mi piace tutta questa storia tranne quando parli di “milanesi e italiani”. Mai come in urbanistica si esercita l’autodeterminazione dei popoli, infatti il governo del territorio si attua attraverso la pianificazione regionale e comunale, diretta espressione dei cittadini di quella terra.

  • vittoria

    cara valeria e’ il destino di noi sardi andare a lavorare al servizio di questi ricconi che con i loro soldi pensano di comprarsi terra e abitanti compresi.io quando tudiavo ogni estate andavo a fare la stagione.ti giuro che oggi non lo rifarei,sfruttati e’ dire poco noi del nuorese per poter lavorare da schiavi dovevamo nascondere la nostra vera identita’ nel senso che non dovevamo dire che eravamo del nuorese ,altrimenti addio al lavoro,comunque viva i sardi e la loro dignita’

  • sparaus

    Cara , virtualmente e poeticamente hai fatto la scelta giusta , ma ti rimprovero solo di impostare la scelta come deriva della tua isolanita’ .
    Hai 26 anni e un sacco di esperienza “sul campo” , ma il mondo del lavoro e’ un campo che non hai ancora afferrato bene .
    Innanzitutto occorre specificare il contratto che t proponevano,perche’ con 700 € ma con vitto e alloggio pagati non e’ una cosa da far schifo . Secondo occorre ricordarsi che un lavoro “non e’ per sempre” , se dopo 2 mesi ti accorgi che ti fa’ schifo quel posto/lavoro , puoi salutare tutti. In compenso ,un opportunita’ del genere farebbe molto curriculum e ti aprirebbe porte che non sai nemmeno.
    E’molto bella l’immagine che dai di te,ma ,fidati e’ sbagliatissima . E ,tra parentesi , qua non centra la sardegna o milano o l’italia . Saluti

  • Sergio

    A tutte quelle teste di cazzo che stanno denigrando Valeria. Siete solo delle zucche vuote che sanno ragionare solo in termini di ghine’, soldi, sporco denaro. Ammettendo pure che il racconto sia un po’ arricchito, nessuno che abbia saputo cogliere il vero senso di quanto scritto. Ha voluto semplicemente dire che e’ ora per noi Sardi di riappropriarci della ns. Terra di cui siamo orgogliosi. E’ rivolto a tutti quei milanesi, veneti, etc, pieni di soldi rubati che sbarcano sulla ns. Terra, se ne appropriano e poi, a noi Sardi ci trattano da schiavetti. E’ solo ora di ridiventare padroni nella ns. Terra e mandare ai vari Fabrizio che i suoi 3000 euro se li sbatta nel culo e li spenda non nel ns mare ma nella bella aria fresca di casa sua, buon pro gli faccia; ed a quella stronza di Sara , visto che e’ disposta a tutto, ci sono un sacco di marciapiedi con cui valorizzare e mettere a profitto i suoi (quelli si veri) studi che ha fatto. Tanto cara Sara, il denaro non ha odore….

  • Luca

    Valigiablu.it dovrebbe innanzitutto rispettare i veri giornalisti e ridare la dignità ai cittadini.

    Questa è una storia?
    Mi spiego, si fa un riferimento continuo alla regione Sardegna quando non ha assolutamente senso.
    La ragazza ha fatto bene a rinunciare, avrebbe fatto meglio prima di fare i colloqui (visto che dice di essere sarda e questo a tutti voi sembra chissà perché un valore aggiunto) considerato che il resort probabilmente profana quella terra dove è nata (è in regola? non mi stupirei del contrario).
    Ma con ciò? Non mi sembra la prima, purtroppo per come è messa la mentalità di questo paese non sarà nemmeno l’ultima e soprattutto la questione non cambia da regione a regione.

    E allora scrivere (o riportare) un articolo così suona come pura retorica, fastidiosa e priva di senso.

  • Luca

    per “è in regola?” mi riferisco al resort, ovviamente.

  • Willem

    Mi spiace leggere tanti commenti contro La mia “Oriana” basati sui se e i ma, mettendo in mezzo elementi che nulla hanno a che vedere con lei e l’articolo.
    Spesso non la penso come lei, ma la rispetto.
    Ed é il rispetto alla base di persone educate ed intelligenti.

  • Marco

    @fabrizio, no però sono io che dopo quegli stage sono partito con ingegneri senza frontiere.

  • erica

    Secondo me sbaglia a farne una questione di regione di provenienza. E che cambia che è sarda? il fatto di essere sarda la rende migliore, più o meno in gamba, di tanti altri suoi coetanei lombardi, romani, siciliani o quello che è? Il mondo del lavoro offerto ai giovani è, oggi come oggi, decisamente pessimo: non conosco Valeria, la sua storia, se i suoi genitori l’abbiano o meno mantenuta, ecce. Ammiro le esperienze che ha fatto (sono aspirante giornalista anche io) e ammiro la decisione di rifiutare un lavoro a condizioni svantaggiate. Ma nell’articolo mi lasciano un po’ con l’amaro in bocca il ‘valore aggiunto’ dell’essere sarda (mi pare fuori luogo e aumenta divisioni tra chi discute, una guerra tra poveri insomma…) e il fatto che pare non accorgersi che non tutti possono permettersi di rifiutare un lavoro, nonostante l’idealismo. Io so che per studiare all’università ho dovuto lavorare tutte le estati delle scuole superiori e ancora mentre studiavo, so che ho dovuto rinunciare a fare viaggi e reportage in giro perchè non ne ho avuto la possibilità. Tu, cara Valeria, l’hai avuta: ma non dimenticare che è stato un privilegio. Questo non ti mette sopra gli altri, come non lo fa il tuo essere sarda. Semmai, la tua determinazione possono dare un esempio di ‘ribellione’ a tutti i giovani, sardi e non.

  • Grazia

    Fabrizio e tutti quelli che cercano di sminuire la scelta di Valeria sono solo dei servi dentro. Anche io qualche anno fa ho rifiutato un lavoro di merda a paga di merda e non me ne sono mai pentita. Vai Valeria che hai ragione, se tutti quelli che ora lavorano per delle noccioline avessero fatto come te e si fossero ribellati a questo vergognoso sfruttamento ora forse la situazione sarebbe diveersa.

  • m

    ah,sono sarda,sardissima.

  • Grazia

    Fabrizio e tutti quelli che cercano di sminuire la scelta di Valeria (tutti parenti ?) sono solo dei servi dentro. Anche io anni fa ho rifiutato un lavoro di merda per una paga di merda.Valeria hai ragione, se tutti quelli che oggi lavorano per noccioline si fossero ribellati come tu hai fatto a questo sfruttamento indegno forse ora non saremmo a questo punto. Sono orgogliosa di te ragazza sarda. Una sarda come te.

  • Momottina

    Io invece penso a chi, sardo come me, si sia dovuto allontanare dalla propria terra per mancanza di posti di lavoro e quando leggo questo articolo penso solo che è inutile fare una statua alla nostra cara Valeria perchè non ha fatto niente di così esaltante, rinunciare a un lavoro??? bèh potessi farlo io!!! e se quel lavoro alle stesse identiche condizioni gliel’ho avrebbero proposto dei sardi cosa avrebbe fatto Valeria??? e poi se vogliamo dirla tutta il resort di cui si parla e famosissimo per la sua bassa retribuzione e le tante ora di lavoro quindi cosa si aspettava questa che vedendo il suo curriculum da crocerossina per il mondo avrebbero fatto un’eccezione?? ahahah… il viaggio prima o poi finirà e ti ritroverai a rimpiangere i famosi 700 euro al mese!!!

  • Antonino

    Brava ! La dignità e orgoglio fanno onore. Avere Le bricciole nella propria terra è una sconfitta e umiliante esito di continuare a cedere x quattro soldi I valori più grandi: bellezza della propria terra e libertà . Onore non e essere Sardi o Toscani .., ma avere dignità e orgoglio di essere liberi nella bellezza che era dei nostri Padri. Perdere la bellezza è fare da personale di servizio per 700 €, quando va bene !!!

  • sardo=italiano

    Io sono Sardo e da sardo posso tranquillamente affermare che quest’articolo non mi esalta per niente…anzi è proprio banale…primo perchè ho conosciuto una marea di ITALIANI all’estero che si fanno il culo dalla mattina alla sera e rifiutano questo sistema, quindi non è una novità…secondo perchè ho probabilmente un CV molto migliore di Valeria e non sto a piangere vado avanti senza fare l’eroe…a prescindere dall’essere sardo finlandese americano cinese…Saluti…

  • Io

    “Ho dormito con i bambini senegalesi, capito? Ho anche un sacco di foto insieme a loro, scattate con la mia Reflex da 1800 euro, comprata durante quel week-end a Tokio in cui mi sono dovuta girare tutta la città in metro per trovare il negozio giusto. Un mazzo così ragazzi! E ora, questi qua, dopo che mi sono sputtanata l’impossibile in giro per il mondo, vogliono offrirmi solo 700 euro? Ma siamo pazzi?”

  • alessandra arru

    troppo bello il commento di tiziana frongia! una studentessa “emigrata”

  • alessandra arru

    mi è piaciuto molto il commento di tiziana frongia!

  • oliviero

    essere sardi è certamente motivo d’orgoglio; ma soli non s’arriva a nulla: voi donne sarde dovete essere più unite, più solidali, meno isolate; soprattutto quelle con la stessa pasta; come si può non apprezzare la pasta delle sarde? dunque è ora di dire basta, sarde, basta! – arde in voi un cuore speciale, fatelo battere per i vostri ideali;
    tutti insieme, dunque: “basta, sarde, basta: arde!”

  • valigiablu

    Per tutti: i commenti offensivi non sono tollerati – leggere il nostro manifesto dove è spiegato come ci comportiamo con insulti, volgarità e offese – quindi chi non sa confrontarsi e fare leva sulle proprie capacità argomentative o evita di postare commenti o se lo fa usando appunto la scorciatoia infelice e triste delle offese deve sapere che il suo commento non sarà ospitato su questo blog. grazie

  • citino

    Ha fatto bene Valeria e non perchè sia “Sarda”,semplicemente perchè il lavoro deve essere “dignitosamente retribuito”,questo a prescindere al CV.Certo che se gli avessero dato 3000 o 5000 euro,avrebbe accettato,ed avrebbe fatto bene,perchè deve essere chiaro che solo in questo paese il lavoro temporaneo anzichè meglio viene male e poco retribuito.I giovani hanno il diritto di “accedere alle opportunità”,poi dipender da ognuno di loro il livello di risultato.ma non possono per questo sottostare a pretiche umilianti e di sfruttamento fine a se stesso.Mio figlio,21 anni l’estate scorsa tre mesi e mezzo in un villaggio a fare il DJ.Contratto a progetto,1000 euro per tutto il periodo,meno di 300 euro al mese e nei compiti “aggiunti” completa “occupazione”,dalle 8 alle 24.altro che DJ.E’chiaro che se non ci si ribella,niente cambierà mai ed i “ragazzi” diventeranno “donne” od “uomini”portandosi dietro questo terribbile marchio della precarietà sottopagata.La terribbile condanna di una generazione cui a queste condizioni è negato il futuro.

  • cvp

    “Passo il primo colloquio telefonico
    Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa
    Primo e secondo colloquio ai vertici, poi test individuale…

    Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio”

    Ahahaha! Non male per una che ha accettato a testa bassa l’intero iter di selezione atteggiarsi a diva con l’ultima affermazione. Se non hanno passato il tuo di colloquio, perché hai impiegato così tanto tempo a liquidarli?
    La verità è che finché non hanno sparato la cifra hai continuato a sperare a testa bassa, ti sei sottoposta, da brava e diligente candidata, a tutte le prove del caso.
    Poi hai scoperto cosa ti proponevano e hai preferito dire di no, scagliandoti contro “un’industria dello svago di lusso che è una gabbia d’oro finto” di cui però, fino a qualche minuto prima, eri disposta a valutare l’offerta. La volpe e l’uva.
    Non c’è nulla di eroico nel rifiutare un’offerta bassa, nè di rivoluzionario. Menatela di meno, solo in un Paese di cialtroni come l’Italia puoi permetterti di vestire i panni di icona generazionale.

  • m

    quoto cvp,io credo che se ne avessi avuto realmente bisogno l’avresti accettato quel lavoro…ah,alle amiche laureate che puliscono le scale non ci crede nessuno!!!

  • Elisa

    Sei davvero forte. E’ bellissimo leggere quello che hai fatto e pure il tuo curriculum che fa impallidire il mio di 50enne. Penso però, come altri, che se avessi avuto bisogno davvero non avresti detto no. E’ triste ma è un dato di fatto. Saluti.

  • Carlotta

    Io ho un contratto a progetto. Quando l’ho firmato ero contenta e sono contenta ancora oggi di averlo. Onestamente mi viene da pensare che sia una presa di posizione che si può permettere solo chi non ha davvero bisogno di lavorare. Penso che 6 mesi, con vitto e alloggio pagato e 700 euro in fondo non sarebbero così male con i tempi che corrono, sia a livello economico sia lavorativo (un impiego in un resort di lusso, per quanto si possa essere contro questa formula, non credo sia da sottovalutare in un curriculum).. non so, da una parte complimenti per il coraggio…dall’altra non so se forse è più incoscienza che altro..

  • gaw

    Ci sono eccome, i laureati e le laureate che si piegano anche alle pulizie condominiali, cosi come c’è chi fa lo struzzo ed evita di guardare la realtà, vendendosi poi, “per necessità” che è sempre un’ottima scusa, la dignità e la sua persona stessa per quattro spiccioli. Dignità che in troppi sardi purtroppo, barattano col primo potentino di turno elargendo voti e devozione a personaggi di dubbia moralità e di dubbio gusto. Persone cosi esistono, e pagano questa loro integrità ogni giorno, scegliendo di andare a lavare le scale o a servire in un infimo bar locale, invece che farsi schiavizzare da una multinazionale, e queste persone ne valgono ognuna cento, di quelli che fanno tanto gli scettici, giusto per giustificare le proprie ed altrui bassezze. Non c’è più schiavo di aspetta che vengano gli altri a liberarlo.

  • Luigi

    Ciao Valeria, sono sardo e fiero di esserlo,ho molti più anni di te, e a parte il tuo rifiuto
    ad un impiego che giustamente ritieni sottopagato, tutto il discorso legato allo sfruttamento dell’isola ad opera di coloro che finanziariamente possono creare strutture per un mix di clienti ben al disopra delle tue e mie possibilità economiche, faccio fatica a comprenderlo, se estrapoli l’attività e la porti in un qualsiasi posto di elite, non cambia il trattamento ne economico ne la richiesta della tua totale disponibilità.Questa forma di sfruttamento è stratificata, non è peggio di quella che le tue amiche laureate, debbono sopportare andando a lavare le scale sicuramente in nero, per pochi € , purtroppo tutto trama contro chi cerca un occupazione, oggi ipotizzare un impiego degnamente retribuito, ed addirittura CTI, sembra un assurdità un tabu.Però ti dico che è meglio vivere male con 700 € al mese, che peggio senza un centesimo.Alla fine non è che rifiutando un impiego ,ritenuto sottopagato si riesce a cambiare le offerte, quelle seguono altre logiche, e nessuno si batterà mai affinché ci sia un contratto nazionale per categorie che garantisca a tutti un equo salario a fronte di una determinata prestazione lavorativa.

  • francesco rossi

    Vabbè. Il riassunto è che questa gente (stronza, aliena, cinica, onnipotente, quel che ti pare) ti ha contattata regolarmente ed offerto un regolare lavoro, in un periodo in cui son tutti col culo a terra. Un lavoro peraltro nemmeno deprecabile o sottostimato, nel dirigenziale o comunque amministrativo. Tu li ripaghi infamandoli come “capitalisti cementificatori e costruttori di illusioni ecc”.

    E come spesso nelle parole dei sardi, si parla di “milanesi e altri italiani”: sembra sempre che gli “altri italiani” siano stranieri colonizzatori della bella sardegna spensierata, crudeli e bari, e non imprenditori CONNAZIONALI che decidono di investire denaro vicino casa tua creando lavoro, occupazione, una catena di turismo e quindi lavoro anche per ristoranti, zone limitrofe eccetera.

    Detto ci sono affari tuoi; se nel 2012 sei nella posizione di fare la schizzinosa così tanto sui lavori che ti propongono perché “sei sarda”, fai pure. Io sono emiliano e questa libertà non me la posso prendere. Ma non siamo tutti uguali, ovviamente.

  • Francesca Mulas

    bravissima, bel post. Ci vuole coraggio soprattutto a dire di no, oggi. In bocca al lupo per tutto. Francesca

  • Francesca Mulas

    bravissima, bel post. Ci vuole coraggio non per tutte le cose che hai fatto finora, ma soprattutto per dire no a un lavoro, oggi. In bocca al lupo per tutto, Francesca

  • manuela pinna

    Forse chi non è sardo fa fatica a capire… andare via dalla propria terra per lavoro e tornarci da turista un mese all’anno con intatto tutto l’amore, e la nostalgia moltiplicata per mille. Ma poi arriva la rabbia, solo dopo qualche chilometro da Porto Torres, per l’incuria, la superficialità e la poca dedizione di chi ha avuto l’onore di amministrare e per chi la fortuna di viverci ma non riesce a tenere in equilibrio necessità e bellezza. Arriva l’odio per chi ha comprato a poco, sfruttato, distrutto, modificato la morfologia del territorio perché comunque l’economia moderna ha bisogno di vittime sacrificali. Sapete cosa vuol dire guardarsi attorno e percorrere con lo sguardo il paesaggio e sentire se stessi mare , roccia, vento, odori, e sopratutto carattere indomabile dentro, sardo e orgoglioso di esserlo per sempre e nonostante tutto.

  • Mauro

    Non trovo nulla di sensazionale nel rifiutare un lavoro che si ritiene mal pagato (se ci si può concedere il lusso di farlo).

    Io l’ho fatto e continuo a farlo (sono libero professionista e lavoro nell’informatica) senza essere sardo, senza pensare che i miei viaggi possano essere un plus (perché li ritengo cultura personale, non un motivo per cui mi paghino di più), senza lamentarmi e urlare allo scandalo.

    Secondo me dovresti fare un po’ di sana autocritica e chiederti il perché di questo odio per il brutto e cattivo resort, quando in realtà eri intenzionata ad andarci a lavorare (visto che ti sei sorbita tutto l’iter di colloqui).

    Consiglio per il prossimo colloquio, chiedi subito quanto è lo stipendio, io odio perdere tempo e immagino che lo stesso valga per gli altri quindi chiedo subito e se non corrisponde alle mie aspettative lo faccio presente, ringrazio e me ne vado

  • carlotta

    @manuela: io ho origini sarde e condivido il tuo pensiero ma in questo caso onestamente non penso sia stata quella la molla. IO, arrabbiata con chi distrugge la MIA terra, sapendo CHI mi ha contattato, non vado nemmeno al primo colloquio, o comunque non faccio tutto l’iter di selezione. Mi sembra piuttosto una ragazza che ha fatto tante esperienze, e tanto di cappello, un po’ snob perchè non le hanno offerto quello che voleva.Perchè se togliamo il discorso della terra deturpata che, ripeto, non credo sia il vero motivo per cui non ha accettato, tutti e in tutta Italia abbiamo problemi di lavoro. Vivo a Torino, ho un contratto a progetto, prendo qualcosa in più di quello che le han offerto, anche se calcolando che lei avrebbe avuto vitto e alloggio prendo sicuramente meno. Non conosco nessuno che avrebbe sputato su un lavoro così. Comunque, non parliamo di coraggio o di “sardità”, perchè qui non c entrano proprio nulla.

  • Simona

    Io ho quasi 33 anni, vivo da sola da quasi 9 (volevo l’indipendenza), e quando sono andata via da casa, ero in nero, e prendevo 600 euro, SENZA VITTO E ALLOGGIO, e non mi mancava niente! Sono sarda, fiera di esserlo. Fiera però non vuol dire calpestare uno stipendio, che molti padri di famiglia non hanno per mettere il pane a tavola per i propri figli. Adesso ho un contratto a tempo indeterminato (sono ricca!), 950 euro al mese (sono ricca!), per circa 9 ore fuori casa, e a conti fatti, SENZA VITTO E ALLOGGIO, mi vivo con circa 500 euro al mese, e ancora non mi manca niente: mangio tutti i giorni, mi tolgo i miei vizi se ho voglia, e sono vestita tutti i giorni. Anche io sono sarda, e sono fiera di esserlo, ma sarei fiera di essere lombarda, di essere campana, siciliana o pugliese. Non sono coraggiosa, sono normale. Sono umile, non pretendo niente, cosa che Valeria non ha dimostrato: se hai rifiutato un lavoro probabilmente non avevi bisogno, se hai rifiutato un lavoro perchè saresti stata sfruttata, hai fatto bene, se hai rifiutato un lavoro perchè sottopagato, hai fatto bene: ma se hai rifiutato un lavoro perchè sei sarda, per insegnare a questi “continentali” che la tua terra non si sfrutta, per insegnargli che tu non hai bisogno di loro, per insegnargli che sa Sardegna non si tocca, mi dispiace hai sbagliato… Probabilmente non hai tenuto conto che nessuno è insostituibile: ricordati che siamo in Sardegna, abbiamo bisogno di lavorare, e una delle tue amiche che lava le scale a 50 euro la settimana, avrebbe dato un braccio per avere 700 euro al mese, con vitto e alloggio.

  • Veronica

    Bellissimo articolo Valeria. Signor Fabrizio che lei non è sardo ci avrei giurato! Lo smog milanese le ha affumicato il cervello?! 700€ le sembra un buon stipendio?! E cmq il nocciolo del discorso è un altro che lei naturalmente non puó capire: la Sardegna non si compra, è nostra. Il nostro paradiso terrestre non deve essere trasformato in una distesa di cemento per gli sporchi affari di chi come lei ragiona solo in termini economici. Non siamo ricchi di soldi ma lo siamo immensamente nell’anima. Lei non capirà mai. Se vuole venire in Sardegna è ben accetto ma si deve innamorare della nostra terra. Sono sarda plurilaureata, ho 25 anni e lavoro in un bar da 6 anni per mantenermi gli studi. Amo la mia terra e ne apprezzo la magia che mi regala quotidianamente.

  • Veronica

    Ah dimenticavo… Ci sono cose che non si possono comprare con i soldi. Insegni questo ai suoi figli.

  • gabriele

    Se la Sardegna non si compra, a me sembra che chi ha scritto quest’articolo fosse ben disposta a farsi “comprare”. Solo che il prezzo era troppo basso e ha rifiutato.

    Legittimo, ma messo in questi termini non era materiale per scriverci questa storiella dal tono vagamente melodrammatico.

    Valeria, se volevi più soldi potevi tirare sul prezzo. Se non volevi andarci a lavorare perché sono dei colonizzatori, non si capisce perché tu abbia fatto tutti quei colloqui.

  • Luca

    @ Manuela Pinna: forse chi non è romano fa fatica a capire… crescere in una città dove per oltre 30 anni sindaci di sinistra (prima) e di destra (poi) sono in combutta con costruttori edili poco onesti che hanno distrutto praticamente tutto. L’agro romano è scomparso, ci costringono a prendere casa sempre più lontano, sempre più a ridosso del GRA (dove i mezzi sono poco efficienti e paventano di farci pagare il raccordo). Beh? Differenze con la Sardegna? Non ce ne sono cara mia, smettiamola di dire che i sardi qua e i sardi là, primo siete italiani come me e secondo non significa proprio nulla. Qui se vogliamo parlare seriamente abbiamo una ragazza giovane che scrive di aver fatto la reporter in mezzo mondo salvo poi essere smentita nei commenti (tra fare il reporter e fare un viaggio organizzato c’è differenza, e questo me lo concedete spero). Allora il quadro che ne esce fuori è deprimente, perché a conti fatti c’è una persona che si sente un po’ snob e un po’ “arrivata” che monta tutto questo articolo per dire “i cattivi offrono solo 700 euro al mese” quando magari c’era solamente da dire che questi resort sono costruiti dove non si dovrebbe, punto e basta. E perplime anche vedere tanta gente lodare questo atteggiamento senza leggere con attenzione, senza porsi alcune domande. Mi dispiace, per me non è coraggiosa, non ha fatto niente di eccezionale, poi voi vedetela come volete.

  • igor

    Grazie….beni fattu !

  • Simone

    Io da sardo avrei rifiutato quel lavoro a 700 euro perchè: non ho urgenza di lavorare, se ad esempio appena laureato (allo stesso tempo sarebe anche potuto essere un inizio), oppure perchè odio questo sistema. ovvero quello di ricchi investitori (sardi o non sardi) che deturpano l’ambiente e in cambio ti offrono un lavoro mal pagato e ti sfruttano 13 ore al giorno.
    Ognuno di noi avrebbe avuto i propri motivi per rifiutare o accettare quel posto di lavoro. Ma è pur vero che ormai trovare un posto di lavoro ideale è ormai un utopia e spesso si è costretti ad accontentarsi di ciò che si trova, magari fra 5 anni non rifiuterebbe la stessa offerta… Ad ognuno la libertà di vivere la propria vita e prendere le proprie decisioni tenendo presente che se tutte le persone che lavorano in queste strutture ricettive avessero rifiutato e denunciato le pessime condizioni di lavoro in cui spesso ci si trova, forse avrebbero pagato il giusto anche il suo lavoro…

  • antonella

    Ciao Valeria!
    complimenti per la scelta, in questi tempi ci vuole coraggio. Ho fatto lo stesso anche io, non per la sardegna ma pur sempre per motivi etici, rifiutando una barca di soldi da un’azienda di giochi online che mi corteggia continuamente per un colloquio. Forza e coraggio! E viva la Sardegna! Un abbraccio da Dublino!

  • rudi

    Brava Valeria etc etc!ti hanno fatto troppi complimenti che ormai manca anche l’ioriginalitá per farne dei nuovi :) Quello che detono é che molti sardi non tornano nella loro bellissima terra e molti di coloro che rimangono sono purtroppo poco educati o semplicemtente non curiosi di scoprire nuovi orizzonti nella propria mente. Purtroppo c’é da dire una cosa e lo dico con molta tristezza: la vostra bontá e gentilezza é stata fraintesa diventando ingenuitá e debolezza e la vostra stupenda isola é stata VENDUTA!prendete esempio dalla Corsica forse, ma RIPRENDETEVI ATLANTIDE!!!!

  • Paolo Carlo

    Il problema che non è solo sardo, ma dell’italia intera, è non capire che questo paese deve fondare la sua economia sulla proposta turistica e che tale proposta non deve deturpare e snaturare la meraviglia naturale che è.
    Il vero schifo in Sardegna è il polo petrolchimico, le basi navali, l’urbanizzazione selvaggia delle coste.. ecco
    Per quanto riguarda invece le scelte professionali di ciascuno di noi io credo che nessuno abbia titolo per giudicarle in quanto motivate da esperienze personali

  • patrizia lai

    Sei una grande! Io sono di origini sarde, non ci sono nata ma è come se lo fossi…. un abbraccio e buona fortuna!

  • matilde cesaro

    Napoli è la mia città! Sono trascorsi anni di lotta interiore prima di affermare con forza l’amore che sembrava un oltaggio verso la mia città… Mi inchino di fronte a tanto coraggio giovane, autentico e vivace… Stai mettendo le fondamenta per una vita bellissima….

  • Stefano

    Io sono Italiano, e vengo dalla Sardegna, l´italiano non me lo ha imposto nessuno, é la mia lingua. Questo tipo di guerra interiore non porta da nessuna parte. Lei ha fatto benissimo a rifiutare quel posto di lavoro, e non perché i padroni del resort non siano sardi, bensì perché con le leggi alle spalle volevano sfruttarla. É una vergogna per una persona che a 26 anni ha racimolato cosí tanta esperienza ricevere un offerta di tale tipo e per la quale sono stati necessari piú di un colloquio.
    E per cortesia finiamola con questa storia di siamo sardi, siamo padani siamo quì siamo li. L´Italia é una e comprende tutti noi. Se non ci pensano i Sardi a far le cose é chiaro che ci pensi qualcun altro per loro. L´Italia ha un forte bisogno di cambiare mentalità, senza prima fare questo passo é inutile mettersi a cambiare leggi. Queste ultime con la mentalità vigente in Italia non vanno ad ammodernare il paese e la situazione lavorativa, bensì vanno solo ad aumentare lo sfruttamento. È bello rimanere a casina a lamentarsi, ma ricordiamoci di una cosa, se uno vuole le cose deve muoversi per ottenerle, e se a casina non c´e´il lavoro bisogna vedere di trovarlo altrove. Concetto astruso dalle nostre parti, normalissimo in altri paesi della comunità..

  • Enza

    Quindi se la paga fosse stata più alta avresti accettato? Ma tu, dalla vita, spiega, cosa vorresti? Noi sardi prima ci lamentiamo che i continentali ci invadono l’isola e pretendiamo di vivere cavalcando il bel mare sardo e la buona cucina. Quando si tratta di fare, invece, siamo solo capaci di criticare e rifiutare, come hai fatto tu, che a quanto pare dimostri di non conoscere il significato di gavetta. Pensi di avere un cucrriculum sublime, forse? Mah, vabbè, contenta tu… (sai il dispetto che hai fatto a quelli? Ih, guà, non ci dormiranno la notte). 700 euro NETI al mese, tutto spesato e tu li rifuuti? Lo sai che co sono famiglie che ci vivono con quella somma?

  • Enza

    (e scusa gli errori, ma post come questi mi fanno davvere indignare. vivete pure dei sogni appesi ai palloncini e vedrete come arriverete lontano, seguensdo le parole di chi si ostina a indossare vellutini e cicie, pensando di risolvere i problemi).

  • pippi

    io non sono sarda sono solo una mamma di figli giovani…e penso che con la fame di lavoro che c’è oggi 700 euro al mese proprio perchè in fondo era solo per sei mesi, non era un impegno a vita,non rappresentava chissà che condivisione di valori, e proprio perchè a casa tua e non in capo al mondo…fossi stata mia figlia ti avrei detto, prendili ragazza mia. Non saranno la muraglia cinese ma sono molto più di quanto hanno tanti ragazzi di oggi. Se hai bisogno di lavorare.Per un impegno più definitivo se ne può riparlare.

  • La disperazione di Penelope
  • La disperazione di Penelope
  • Leonardo

    Dare alla vicenda questo taglio “rivoluzionario” a me non sembra il caso. Ha rifiutato un posto da 700 euro al mese perché probabilmente poteva farlo e sa che può ambire ad altro. Ma non è diverso da chi, con meno disponibilità economiche, rifiuterebbe un posto al call center per 250 euro… Senza peraltro farsi questa pubblicità! Se è intraprendente lo dimostri nei fatti, costruendo qualcosa, sono sicuro che ne sarà capace. A lei è stato offerto un posto magari sottopagato per la sua posizione e per il suo background e curriculum, ma non vedo il nesso con il fatto di capeggiare una protesta in chiave “orgoglio sardo”. Che ha fatto per essere meglio di un altro laureato sardo che rifiuta un posto malpagato?
    Poi finalmente… l’orgoglio sardo! Ogni volta che dobbiamo opporci a qualcosa viene tirato in ballo. Mi sembra una difesa di una sterilità imbarazzante. Non abbiamo bisogno nè di inorgoglirci, nè di offenderci, in Sardegna abbiamo bisogno di “SE” realizzabili e credibili, abbiamo bisogno di fare domande aperte e non di dare risposte chiuse. Se bisogna ammirare qualcosa, io ammiro l’iniziativa.
    Ripeto lei sarà sicuramente una persona in gamba, specie se ha saputo metabolizzare le sue innumerevoli esperienze all’estero, ma a mio parere con questo gesto non fa nulla per attirare su di sè tutta questa ammirazione. L’ammirazione preferisco aveRla per chi costruisce qualcosa, non per chi la smonta.

  • mah

    Quando noi sardi decideremo cosa fare della nostra isola e ci sporcheremo le mani per un obiettivo comune, allora forse i “continentali” smetteranno di fare il bello e cattivo tempo in casa nostra. Lo “sfruttamento”sul posto di lavoro è un altro discorso e purtroppo anche tra i sardi ci sono dirigenti tristi come questi!

  • luciano

    Esattamente il tuo orgoglio Sardo da quale cifra non si sentirebbe offeso? più che coraggiosa e sarda mi sembra cara Valeria che tu sia disoccupata…

  • Alessia

    Forse ho capito le tue motivazioni ma non ho ben capito Valeria, nel rifiutare questo lavoro, che cosa farai invece e come ti manterrai. Spero non grazie a mamma e papà.

  • fabrizio

    @veronica 115: hai perfettamente ragione, ho il cervello affumicato(non sei la prima che me lo dice). Non avevo il diritto di intervenire, io ho la 3a media, ho vissuto sulle spalle di mio padre, fino ai 21 anni e ho trovato(sempre grazie a lui) un lavoro e soprattutto uno stipendio che non mi spettava. Riprendetevi la vostra terra, e cercate di sfruttarla al meglio, non vendetela ai russi, ai bergamschi e ai pulentun milanesi, non fatela vendere dai vostri amministratori e dai vostri contadini, ribellatevi. Ajò.

  • Jessica

    Al di là di tutti i giudizi sulla situazione personale di Valeria, credo che sia giusto rifiutare un lavoro che non viene retribuito come si deve. Se si continuano ad accettare retribuzioni a ribasso, non ci sarà mai fine. Allora potremmo arrivare a dire che lo schiavismo è meglio della disoccupazione perchè almeno ti danno vitto e alloggio? Se tutti rifiutassero queste paghe, i datori di lavoro dovrebbero offrire di più per trovare un lavoratore. Ma forse siamo troppo vili e schiavi

  • Fede

    se da un mese fossi rimasta con appena 35 euro per campare, se avessi bollette da pagare, se avessi affitto da pagare, se ti fossi ritrovata da 3 settimana a contare le ultime scatolette di lenticchie percè per adesso non puoi permetterti altro, col cazzo che gli dicevi no, e fanculo l’amore per la propria patria. Mi dispiace ma con la pancia troppo piena è troppo facile dire no. Buffoni!

  • vanessa

    Non occorre essere sarde per rifiutare un contratto da 700 euro al mese e sperare in qualcosa di più, basta essere giovani e non avere mutui da pagare e famiglia da sfamare… fidati che se avessi avuto a ceh fare col mondo reale, quello in cui la gente deve continuare a sostentarsi avresti accettato i compromessi coi signorotti milanesi… troppo facile davvero questo sensazionalismo: anche io sono sarda e fiera di esserlo, ma contrariamente a te non ho il privilegio di poter scegliere un lavoro piuttosto che un altro.

  • Lucia

    Vediamo di capire: hai una laurea triennale in media e giornalismo (quindi niente specializzazione),solamente 2 anni di attività varie come collaboratrice con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici pertanto nessuna esperienza consolidata e che dimostri una crescita professionale: per giunta in questi anni hai trovato il tempo (ed i soldi) per girare il mondo (ma non si capisce dove tu abbia trovato il tempo per le collaborazioni suddette)
    Ti viene offerto un lavoro di gestione della comunicazione per il quale hai esperienza pari a zero (visto che finora sei stata a spasso per tokio ed hai visitato la grande muraglia col maglione) ma che rifiuti perché il contratto non è a tempo indeterminato (un periodo di prova ad una persona promettente ma senza esperienza mi sembra il minimo del buon senso per un datore di lavoro) e 700€ al mese sono un insulto al tuo ego sardo. Cosa dovrebbero offrire ad una persona col tuo scarno CV? 3000€ netti al mese ed un contratto da dirigente? Sarai bravissima a guidare una zattera ma in un resort al massimo puoi trovare un materassino in piscina…

  • Grace

    Scusa ma a 26 anni cosa speravi?????Tanta grazia,almeno entravi nel giro…ma per favore,forse non avevi bisogno di lavorare….

  • teodora

    Non ti conosco ed è la prima volta che mi capita di leggerti…
    Ho la tua stessa età, sto prendendo la seconda laurea con non poche difficoltà e lavoro in nero da quando ho 18 anni facendo pulizie, babysitter, animatrice, ecc… mi occupo di un ambito abbastanza diverso dal tuo… da poco ho finito il servizio civile e ti assicuro che essere “sfruttata” per 433 euro al mese era una figata… ;)
    la mia personale opinione? non è questione di essere sarda o di essere orgogliosa o altro… è questione di averne necessità o meno: se mi offrissero 6 mesi di contratto anche solo a 400 euro ci andrei correndo, perchè ne ho bisogno. quando una persona, per quanto sia bello il suo curriculum, rifiuta un posto, lo fa perchè in realtà può permettersi di farlo… e nella situazione in cui siamo, ed in particolar modo in cui siamo noi sardi e la sardegna, scusa ma non mi pare una bella cosa di cui vantarsi. probabilmente le tue tasche non sono vuote, ed hai un tetto sicuro sulla testa, e sei libera di fare foto, viaggiare e dedicarti a cose che ti piacciono e che hanno a che fare con ciò che hai studiato… sei decisamente fortunata, a mio parere, ma che bisogno c’è di ostentarlo così?
    mi dispiace, ma ciò che manca a noi giovani è l’umiltà di accettare anche paghe basse per farsi un nome… perchè a 26 anni, mi spiace, ma ci sono tantissimi altri lavoratori molto più preparati di me e di te, che ci fanno 4 a zero senza problemi. perciò se ti capita un’opportunità, scelta tua rifiutarla… ma poi non lamentarti, e non farla passare come un qualcosa di “figo”… semplicemente, non sei col culo a terra cara. Altrimenti fidati che avresti chinato la testa, e accettato.

  • franco

    La verità è che probabilmente Valeria sta già bene economicamente…altrimenti non rinunci al lavoro….e non fai master ecc.. uno che ha fatto quella carriera

  • ANGELINO

    Bravissima VALERIA NOI SARDI siamo abituati a guardare negli occhi chi ci sta di fronte indipendentemente dalla loro posizione economica,rientra nella nostra cultura .Sono sicuro che quei soldi ti avrebbero fatto comodo visto i tempi che corrono,ma l’importante è non ABBASSARE MAI LA TESTA,purtroppo molti lo hanno dimenticato,sopratutto i nostri politici sardi che sono abituati a camminare col capello in mano.

  • Giorgio

    Brava Valeria! Condivido il tuo coraggio dei 26 anni, forse anche perché nonostante i miei “…anta e passa” mi sono ritrovato spesso a fare la stessa cosa. Ti auguro di cuore, così come lo auguro a tutte le ragazze e i ragazzi che come te tengono duro e non si svendono al peggiore offerente, sardi e non, di riuscire a trovare presto un lavoro all’altezza delle vostre aspettative.

  • Matteo

    Valeria è ricca Valeria è povera. Valeria dovrebbe accettare qualiasi lavoro per 700€ e ringraziare pure della possibilità. Ca77ate! valeria ha fatto bene, non perchè è sarda ma perchè ha buon senso. Ha viaggiato, vuol dire che è ricca? Si tratta di scelte, di sacrifici. Se avesse avuto tanti soldi al posto di andare in libano a fare reportage poteva comprarsi una bella macchina cabrio, no? Accettare un lavoro così trcnico e specializzato per 700€ vuol dire ammettere che non si vale niente di più. Io se fossi Valeria e avessi bisogno di soldi laverei le scale piuttosto che accettare questo lavoro. Messaggio per Valeria: facciamo i nomi di questo resort di lusso che paga 700€ in modo che la gente so sappia. Perchè aver paura di dire chi sono?

  • marta

    Ti stimo.

  • fede

    @ matteo
    a pari prezzo per 700 € saresti andato a lavare le scale??? ma le hai mai lavate le scale per mestiere???? prima fallo..e poi mi racconti…si sta perdendo il senso della realtà.

  • sturrundeddu

    Carissima, ti hanno detto già tutto tutti quanti prima di me. fai tu i conti, la maggioranza ti stima, o meglio, ti da il contentino perché è quello che molto probabilmente accetti.
    quelli sinceri invece ti dicono di ‘ripigliarti’. te lo dico pure io, ripigliati. hai 26 anni, e devi ancora capirne di cose. inoltre hai viaggiato solo per sport, dato che non cogli il senso di essere umile. per me ti sei solamente esposta, e anche male, in uno dei peggiori modi dato che la rete non dimentica. mi stupisce solamente constatare che molti ti danno ragione. col clacson che usciamo dalla crisi con questa bella gente.
    ma non ti conosco, potresti aver avuto un momento di scoraggiamento. nel qual caso puoi benissimo rettificare tutto.
    ma per quello che hai scritto sembra che tutto ti è dovuto.
    allora che metro dovrebbero usare per prendere a lavorare le persone? il fatto che hanno viaggiato? e chi non ha avuto tale fortuna?
    umiltà, prima di tutto. e poi basta con questo sbandierare la sardità ovunque, pure io sono sardo ma non me ne vanto mica. poi cosa ci vai a fare in quei posti di lavoro la? cosa ti aspettavi? 10000 euro al mese con bonus per quale qualifica?
    come al solito, la volpe critica l’uva dicendo che è acerba perché non ci arriva.
    se poi vuoi criticare che occupano territorio sardo, mettendo in mezzo un po di indipendentismo a caso, ricordati che il tuo vicino di casa magari è il primo ad andare da Briatore o compagnia cantante. quindi il mercato c’è e non ti devi lamentare molto. ma questo è un altro discorso.

    questo è quanto ti voglio dire, per quanto tu hai scritto e fatto capire con questa lettera.
    sei sempre in tempo per cambiare idea perché lascia il tempo che trova.

  • sturrundeddu

    preciso: il tuo discorso (che io critico ) è altisonante nella società attuale. ovvero le regole di questo gioco malato sono chiare, inutile protestare come hai fatto.

    Siccome potresti essere anche particolarmente sveglia, ma temporaneamente stordita dalla rabbia, ricontrolla il film che tu stessa hai pubblicizzato su twitter, il pianeta verde, e finisci di disconnetterti, che magari sei sveglia davvero.

    in bocca al lupo.

  • sparaus

    Leggo commenti di gente che forse non ha lavorato due minuti in vita sua. Leggo di visioni del mondo del lavoro sbagliatissime.
    Metterei anche in dubbio il lavoro offerto, perche’ mi chiedo se una societa’ che gestisce un resort di lusso , per curare la propria immagine si affidi a una “novellina” del mestiere offrendo un a cifra da cassaintegrato. Se vuoi spendere poco avrai in cambio poco…
    comunque visto che c’e’ l’hai tanto con questi resort creati da milanesi e che deturpano il territorio,ma che comunque generano un’insotto (un amico ci campa con “quel” resort) sarebbe coerente se mostrassi lo stesso contro i nostri conterranei che costruiscono villette ,magari abusive, in barba a ogni piano regolatore , ma che poi affittano in nero durante l’estate .

  • Claudio

    Ciao, io sono Claudio ho 27 anni e sono sardo. Vivo in Sardegna. Sono uno studente fuori corso di qualche anno ormai, non ho scalato grattacieli, ne girovagato per metropolitane di grandi città asiatiche. Sono uscito fuori corso perchè qualche anno fa mio padre è finito su una carrozzina, mio fratello finisce in prigione e le mie certezze crollano. Devo andare a lavorare, la mia è una famiglia numerosa e incasinata come tante, un altro mio fratello è sposato, perde il lavoro e si ritrova disoccupato a 50 anni. Ha due figli, miei nipoti. I nostri genitori hanno fatto un’ipoteca sulla casa per permettergli di offrire un tetto ai loro nipoti. Per andare a lavorare mi alzo la mattina alle 5 per andare a prendere due autobus e iniziare a lavorare in hotel alle 7. Altre volte, quando devo fare la notte, l’ultimo autobus è alle 21 e ci mette 20 minuti a compiere il tragitto..il turno la notte inizia alle 23 e finisce alle 7, ma non riesco mai a prendere l’autobus delle 7:30 e quindi sto alla fermata al freddo fino alle 9. Lavoro, metto i soldi da parte e torno a studiare, e non credo di aver fatto nulla di speciale. So di andare contro il pensiero di molti tra voi, ma non capisco il bisogno di appuntarsi delle medaglie per raccontare la propria esperienza, per dire che 700 € al mese non vanno bene. Questa è una semplice verità, ma non credo che aver guidato una zattera nel fiume Li (elemento ridondante in quanto pochi tra noi sanno dove si trovi, ma il nome esotico fa effetto) sia un motivo più valido di avere una vita normale in un qualsiasi paese di provincia, per desiderare uno stipendio dignitoso. Vi ho raccontato la mia storia solo per contraltare a una vita tanto avventurosa come quella di Valeria, ma non meno meritevole di dignità. Come le vita di chiunque altro. Io ci spero in un futuro migliore, e faccio di tutto per cercare di averlo; ma so bene che in quest’isola così martoriata, avere una laurea non può essere una scusa per non usare l’aratro. Alla mia generazione, alla mia gente dico: arriviamo a sostituirci a chi ci commanda e creiamo un futuro migliore.

  • Mila

    Secondo me più che sarda o coraggiosa semplicemente versi in una condizione economica che ti consente di rifiutare. Trovo il tuo articolo artificiale ed arrogante.

  • bellicapelli

    Claudio! Ben detto….. tanto arrosto e zero fumo…. questo è l’articolo che dovevano scrivere, anche se quasi quasi, se avessi guidato anche tu la zattera sul fiume Li sarebbe stato più romantico……

  • Mila

    Se questo è giornalismo.

  • elchoto

    Bella oda al Ego!

  • silvia

    Sei stata davvero coraggiosa non c’è dubbio… anche perchè con i tempi che corrono è da veri coraggiosi rifiutare un qualsiasi posto di lavoro anche se per soli 6 mesi…c’è davvero chi questo coraggio non ce l ha e solo per un semplice motivo: non se lo può permettere!!!! Baci

  • marina

    Valeria..il tuo posto lo prenderà un’altra persona che si farà molti meno scrupoli di te, che avrà forse piu’ fame di te e che si ritroverà a dover archiviare l ‘utopia per qualcosa di molto piu’ concreto come il brontolio dello stomaco..A livello ideale, come darti torto..la parte piu’ convincente di questa tua testimonianza è “non avere mai un giorno o un’ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un’industria dello svago di lusso che è una gabbia d’oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.”…allora…lascia perdere l’amore che hai nei confronti della nostra terra, lascia stare l’essere campanilista…e di’ semplicemente che ti sei fatta 2 conti e che la cosa non ti conveniva…il tuo coraggio non è in discussione, visti ” i lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, e l’aver guidato una zattera di bambù sul fiume Li”..ma il coraggio è quello di dover purtroppo andar contro anche al proprio credo per un tozzo di pane..da sarda ti dico..non sporchiamoci la bocca con parole che non conosciamo..”il coraggio” va ben oltre il rifiutare un lavoro..il coraggio è avere l’umiltà di fare il proprio dovere e camminare a testa bassa.

  • Valeria

    uhm sembra una questione di sodli, se ti avessero offerto di più avresti accettao? Ti consideri più coraggiosa tu, o più Sarda tu, che rinuci ad un lavoro nella tua terra o gli altri Sardi che pur di non abbndonare la patria “si fanno il mazzo” per 12 ore al giorno per 700 euro al mese? Ah dimenticavo…son Sarda e son tra quelle fifone che hanno accettato 700 euro al mese in Sardegna….meglio morta di fame qui che ricca in esilio!

  • ricky

    e la sera il buffet? dovevi farlo?

  • belinda

    che tu sia sarda o meno…alla fine poco importa..il fatto che hai fatto bene a rifiutare un lavoro a progetto per miseri 700 euro in un posto, dove si paga la stessa cifra per una sola notte… e che ai rangi alti ti abbiano trattata come una merce gia’ in loro possesso… ecco per questo ti dico brava… io preferirei pascolare le pecore o fare un’altro lavoro…ma almeno si resta liberi e dignitosi… altro che luxury resort
    brava

  • belinda

    brava per aver rifiutato misere 700 euro in un posto dove una sola notte costa la stessa cifra… brava a non esserti venduta a quei signori del “lusso” dispensatori di schiavismo moderno!! Che si vergognino… io al tuo posto avrei fatto uguale… e preferirei mille volte pascolare pecore o raccogliere carciofi… piuttosto che piegarmi a questo vergognoso sistema del precariato…tu poi che hai viaggiato …sai le lingue e conosci il mondo, credo che meriti di piu…

  • CASPER

    Quanto vale l’ anima di una sarda ? 700 no. 1200 si ? Già così hai denigrato il popolo che dici di amare tanto. Mi spiegherai poi come una scelta lavorativa personale possa essere interrelata a macchinazioni regionaliste. Basta con la storia del colonialismo ai danni della sardegna. I siciliani odiano per caso gli arabi o le popolazioni del nord o si lamentano di essere sia scuri alcuni che con gli occhi azzurri altri ? Ma chi se ne fotte, guardate avanti sardi (non tutti grazie al cielo). Sassari o Cagliari hanno più identità di Roma, Venezia, Milano, Palermo o Bari? Allora perchè se gli uni non stracciano i maroni con la propria terra voi dovete invece farlo con la vostra? Avete più valore o la vostra identità è più forte ? NO. Putroppo come in ogni propaganda sfrenata di se stessi è malcelato un complesso di inferiorità latente. Non è una mia opinione si chiama psicologia. Liberatevi dal fardello della “terra” e pensate che le persone sofferenti non hanno confini geografici. Siete stati programmati così: sprogrammatevi. Se un comico rincoglionito come villaggio vi dice di “amare” le pecore subito scatta il putiferio, però siete voi i primi a sputare mer°° su milanesi, torinesi, napoletani con pregiudizi ancora più gravi e radicati in voi stessi. Guardatevi allo specchio e pensate che il resto d’ italia è stato flagellato dall’ abuso edilizio (tutto il sud) ma non tira fuori ad ogni cazz°°a personale la propria appartenenza regionale. Dialogo immaginario “Ciao, tutto bene oggi a lavoro, passo al market e prendo il dentifricio, sai io sono sarda” MA CHE C’ ENTRAAAA???? QUesto siete voi.

  • Nenna

    ti avrei applaudita se avessi avuto il coraggio di rifiutare uno stipendio ben più alto per difendere la tua esperienza in solo 7 anni dal diploma. rifiutarne 700 non è difficile, ma per qualcuno (laureato, con figli a carico, mutuo da pagare, bollette salate, rata macchina, MANGIARE) sarebbero stati una manna: che arrivino da milano o da tokio, cosa cambia? da lì sarebbe potuta iniziare una collaborazione più lunga, più duratura, e tu dimostrare di non essere diventata tra 10 anni come loro, assumendo con altre condizioni… se in 7 anni hai avuto modo di vivere tutte queste esperienze, ti sei trovata al posto giusto al momento giusto, proveniendo dalla situazione giusta: che questo sia per te un onore e non un vanto…

  • ginger

    signora, per quale cifra lei avrebbe messo da parte il suo onore e sarebbe andata a lavorare per il resort di lusso? 1700 euro al mese le sarebbero sembrati congrui con la sua vasta esperienza di guidatrice di canoe di bambù?

  • luca

    incantevole

  • alessandro

    chi ha conosciuto la liberta’ e il nomadismo….non accetta ne i ricatti ne la staticita’…semplicemente girera’ pagina, scrivera’ un libro e avro’ un gran piacere nel comprarlo e divulgarlo,grazie valeria

  • denise

    Che dire… dopo aver letto la tua storia posso solo dire che sei straordinaria e di non arrenderti mai… io sono sarda e orgogliosa di esserlo… sono stata a Milano e ora sono a Firenze, ma un giorno spero di riuscire a tornare in Sardegna, che è una terra stupenda ma che ha bisogno di dire BASTA! In bocca al lupo!

  • Franca Sanna

    Per quello che può valere la mia opinione, almeno in questo contesto, credo che l’essere sarda non abbia nulla a che vedere con l’aver rifiutato questo lavoro..che senso ha millantare molteplici esperienze in giro per il mondo per poi dire che è rientrata in patria, la “sua” terra..etc etc? Chi ama la propria terra, a mio avviso, non la lascia per tentare fortuna altrove!!! O almeno nel caso si tenti questa strada, non si torna a casetta per fare manbassa di occasioni di lavoro.. sono stanca di sentir parlare di colonizzatori, di industriali del nord..sono stanca di sentire la cantilena del non piegarsi, non abbassare la testa, perchè tutti quelli che hanno una certa responsabilità hanno iniziato dal basso! Hanno piegato la schiena e fatto fax e fotocopie per i superiori, purtroppo l’umiltà non è una virtù di Valeria a quanto pare..non ha accettato il contratto? Che senso ha dire che è sarda e dice “no” a questi “signori tristi”, (?) del resto non gliel’hanno mica imposto o non retribuito! Hanno esposto le loro credenziali, le loro condizioni..tutti noi andiamo a fare colloqui e valutiamo quanto offerto..ma nessuno di noi ha mai fatto un articolo esponendo un rifiuto ad un lavoro, come fosse un trofeo! Di che medaglia si vuole forgiare? Sono sicura che la sua istruzione meriti un livello più alto, ben retribuito, ma ricordiamoci che non c’è scuola che insegni a vivere, a essere umili..io avrei testato questa Azienda, allora si che avrebbe avuto senso un articolo di denuncia..ma così..a scatola chiusa…mi vien da pensare che se le avessero proposto tutte le stesse condizioni, (partendo dal contatto virtuale di Linkedin) offrendole 1800€\2000€ a quest’ora avremmo letto un suo articolo di marketing, di quelli che… “venite nel Ns splendido Hotel 5s lusso situato nel cuore della magnifica Sardegna, a soli 900,00€ per notte colazione esclusa” …ed ecco che magicamente sarebbe stato il lavoro della sua vita, l’Azienda, la multinazionale ben organizzata di cui la sardegna aveva tanto bisogno!!!!!!! E chi se ne frega di abbassare la testa, delle dormite sui pavimenti in Senegal, di certo non è rimasta li a costruire una scuola quei bambini..( a cui sicuramente ha fatto un bel report fotografico, grande tocco di classe E DI POCA UMANITA’)perchè…adesso ha la suite e vede il mondo con un occhio diverso, ha il tailleur e tanta voglia di vendere la sua struttura!

  • Mario

    Ho letto il tuo articolo ed ho pensato: “…a volte bastano poche parole per tornare ad avere fiducia che in questo paese qualcosa possa cambiare…”. Poi ho letto alcuni commenti allo stesso e…

  • Franca Sanna

    bravi ginger, Fabrizio e Nenna.. che prezzo ha la sua dignità? E non dica “nessuno” perchè allora non avrebbe dovuto valutare i 700€………eh eh… a che gioco si sta giocando??? Ma per favore! Ma vada a lavare le scale per 50€ con le sue amiche laureate, che forse se ho ben capito, adesso se sei laureato devi pretendere chissà che cosa..però per lavare le scale a 50€ va sempre bene….mah.. mi sa tanto che una così può solo che lamentarsi, tipico dei giornalisti..guadagno sulle malefatte altrui.. magari guadagna anche da questi commenti…se non per altro le daranno molta visibilità! Santo Cielo dove siamo arrivati….

  • Michele

    Grande, grandissima. E, aggiungo sommessamente: rispetto a quello che hai fatto e a quello che farai, non hai perso nulla.

  • Liz

    ho letto Repubblica stamani, e appena tornata a casa ho acceso il pc per leggere il tuo articolo. Ho trovato tanta retorica, poca umiltà, una malcelata supponenza. Sarai sarda, e forse anche coraggiosa (girare da sola per Tokyo, paura!), ma sei giovane ed hai tanto da imparare. Un saluto dalla Toscana

  • alessandro
  • Liz

    Ho letto repubblica stamattina, e appena tornata a casa dall’Università ho acceso il pc per leggere il tuo articolo. Ho trovato tanta retorica, poca umiltà e un pizzico di malcelata supponenza. Sarai pure coraggiosa (ce ne vuole per andare da sola a Tokyo eh..), ma credo sia riduttivo collegare il rifiuto ad un lavoro sottopagato (?) ad una rivendicazione di orgoglio sardo.
    In ogni caso auguri per il tuo futuro, da una studentessa fiorentina più giovane di te

  • celeste

    vorrei solo dire una cosa…Io ho un eccellent e curriculum, numerossisime esperienze all’estero si da bambina… ho iniziato con uno stage non pagato all’estero mentre ero ancora in università, poi 500 euro al mese per uno stage a milano dopo la laurea,che mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere, di mettermi alla prova e di ottenere il mio primo contratto, poi un nuovo lavoro con promozione e tante soddisfazioni. Anche se ero sottopagata (e ti ricordo che a milano l’affitto mensile è di circa 500 euro per una stanza)e ho rinunciato a tutti i miei weekend e nottate passati in ufficio, è stato un’investimento per la mia carriera che mi ha aperto tante porte. Non bisogna correre il rischio di dire no a prescindere, perchè (senza distorsioni e limitatamente a questo ambito)fa parte delle esperienze che uno deve fare per poter andare sempre più in la. Hai 26 anni, sei giovane, e hai l’immensa fortuna ti poter trovare un lavoro nella tua terra senza, come dici tu, andare a lavare le scale… se viaggiare ti ha insegnato qualcosa, guarda le opportunità e non gli apetti negativi, e rimboccati le maniche per lavorare nella tua terra…

  • Sandro

    ho letto quest’articolo e 2 terzi dei commenti perchè ho trovato un riferimento esplicito sulla Repubblica di oggi, nell’Amaca di Serra. Lo stesso Serra mi è sceso due punti nella scala di gradimento. In tutta sincertià non mi pare una storia di chissà quale coraggio. Valeria ha rifiutato un lavoro per questioni di dignità ed etica del lavoro, nulla di coraggioso o anormale. Oltretutto la speculazione e lo sfruttamento, come l’emigrazione e soffrire il distacco dalle origini, non mi pare sia una questione solo sarda. Inoltre oggi come oggi difendere la propria dignità di fronte al lavoro non è una cosa che riguarda solo chi è dotato di CV folti e lauree. Una sola cosa si: il lavoro va pagato. quella cifra andrebbe bene per un part-time di reception, al massimo. Rifiutare è un gesto di dignità, non di coraggio. Ci sono molte e più valide storie in relazione a quest’argomento, con molti meno fronzoli. Brava per la tua scelta, ti fa onore per i principi, ma per il resto…

  • Roberto Marongiu

    Grande SARDA

  • Gerardo

    Valeria ci porti per mano lungo un periodo temporale di sette anni. Parti piano, dall’università, e poi di corsa acceleri fino a concentrare tutto in fasi via via più ravvicinate: un colloquio, il secondo, la presentazione coi vertici aziendali, in un crescendo continuo e quasi frenetico. Ma quando tutti ci aspettiamo il botto… puff, tutto lo scintillìo si rivela una miseria mascherata. Settecento euro. Non è solo la somma offerta che fa schifo. E’ tutto quello che ti hanno fatto vedere, tutte le lusinghe e i sogni prospettati che non corrispondono a una proposta dignitosa. Un contratto di collaborazione, a tempo, con una retribuzione bassissima (la metà di uno stipendio che si vorrebbe normale) ma per una dedizione a tempo pieno, con responsabilità e difficoltà. Sarebbe stato più dignitoso, per loro, se ti avessero offerto uno stage con solamente il rimborso spese.
    Se per quel posto sono necessari almeno tre o quattro colloqui vuol dire che lo ritengono importante per la loro comunicazione e immagine, e allora si capisce il perché dell’offerta così inadeguata: perché si avvantaggiano della crisi e della mancanza di opportunità per una giovane, donna, sarda. Questa volta gli è andata male: tutta Italia ne sta parlando, e non è un bel ritorno di immagine. Hanno bisogno di un consulente per la comunicazione.

  • giorgio bramante donini

    Cara Valeria, capisco la tua passione per la terra dei Sard, ma la conosciamo io e te e pochi altri. Mi dispiace ormai siamo spacciati, siamo in ritardo su tutto. Il popolo Sardo ha votato Cappellacci e ha mandato a casa Soru. Ogni cosa ha un prezzo!!giorgio donini

  • Su cooperadori

    Ma dimmi che stai scehrzando!
    Dimmi che vuoi fare uno scherzo!
    Ma tu hai mai parlato ad una madre o ad un padre di famiglia con tre figli che hanno necessità di fare almeno un pasto in un giorno?
    Ma credi che rifiuterebbero il lavoro che ti hanno offerto?
    Si?
    Allora tu non conosci la necessità hai sicuramente una alternativa che ti permette di sciegliere.
    Ti riponderanno che tutti i lavori hanno pari dignità, sta nella persona esercitare il lavoro con onestà ed eticità

  • Leo

    Ma quante sciocchezze…tra l’articolo e i commenti mi sono venute le vertigini! Commento (molto) sommario:l’unico messaggio degno di nota della nostra amica reporter dall’ego smisurato è “in italia i giovani sono un po sottopagati”…capirai che scoperta…ci sei arrivata all’alba del 2012, brava, complimenti. Molto triste il tentativo di incensarti descrivendo in maniera ovviamente enfatizzata e totalmente autoreferenziale le tue competenze ed esperienze (ma sei sei un piccolo fenomeno in erba com’è che non ti mandano più a tokyo o in senegal?)…Giudizio finale: la ragazza non mi farebbe ne caldo ne freddo..sarebbe una giovane sfortunata come tantissimi altri in italia…ma se posso darti un consiglio torta tra noi mortali, fatti un bel bagno di umiltà, e smetti di atteggiarti a novella Che Guevara. un saluto da un tuo conterraneo

  • Paolo

    Penso che sei stata molto ma molto più fortunata di altri e lo sei anche perchè hai la fortuna di non accettare un lavoro.Di questi tempi ci sono persone che per 500 euro con un TFO finanziato dalla regione va a lavorare sapendo che in tasca non gli rimarrà nulla anzi ci rimetterà…solo scrivere altre 2 cosucce nel curriculum.Noto spesso che il sardo dev’essere associato al ribelle,a quello che non ci sta.Tutto balle.Il sardo è come tutte le altre persone e fa parte di una realtà chiamata Europa che sta subendo una crisi senza precedenti.Quindi se io avessi accettato sarei stato un perfetto idiota? conforme all’agire da pecora come la massa? Non avrei dato un contributo con il mio gesto?
    Io credo che tu sia solo l’ennesima figlia di papà che non si accontenta mai di nulla…

  • X

    Completamente d’accordo con quanto detto da Leo. E se per sbaglio qualcuno ha voglia di pensare che sono un berlusconiano, o che so io, chiarisco: sono sardo, indipendentista (area Progress) con ideali di sinistra, ma questo millantare autoreferenziale è offensivo per chi si fa un culo così tutti i giorni, in silenzio, per cambiare questa terra. Lascia che a incensarti siano gli altri, non fare da te la prossima volta!

  • Claudia

    Ecco, mi chied, tu cosa fai per migliorare la tua terra, visto che ti vanti di avere costruito un curriculum di tutto rispetto fuori dall’ISOLA. E poi, in definitiva, ci spieghi quale sarebbe il tuo mondo ideale?

  • Jacob Vahr, Danimarca

    Corragioso e quello che fa una cosa di qui ha paura.

    Mandami tuoi contatti Vale, stiamo facendo dei belli cosi qua su, appena ho da fare in Italia o interanzionale prego consigli da te. Non ti do un soldo, tu lo devi creare da se.

    Hai ovuto l´intelligenza di sapere il tuo valore, non solo di principio, ma piu che altro di potenza. Deve essere dato a un projetto che fa il bene. Tu lo devi prendere anche se non ti paga altro che il mangiare.

    Sto con te.

    Jacob Vahr Svenningsen, Entrepreneur & Social Innovator, Copenhagen :) Skype: svende_jacob

  • gianni garau

    tutte le tue pompose premesse sono propedeutiche a…..nulla. In qualsiasi lavoro, soprattutto in quelli connessi al turismo, esiste la gavetta. Chi vale sfonda, chi non vale resta nell’anonimato. Non misurarsi nel e col mercato non è positivo, ne foriero di futuri successi- E’ semplicemente frutto di scarsa propensione al lavoro e inutile vanagloria. A prescindere dallo stipendio. Charles Forte cominciò da lavapiatti in cambio di vitto e alloggio. Riflettete bamboccioni isolani!

  • VALY 78

    Valeria ci ha voluto mandare un messaggio….si ha sofferto, ha girato il mondo, ha visto tante realtà..Rientrata nella sua terra aveva bisogno di lavorare..Con tanto di curriculum si è sottoposta a colloquio..Dentro di lei sperava di trovarsi di fronte a persone oneste… Ma… alla fine ha capito che ,più sei
    ricco dentro e povero fuori, più lepersone,economicamente potenti, si credono di poterci comprare,sapendo che realtà stiamo vivendo e del bisogno che cè qui in “SARDEGNA”… Valeria ha voluto mandare questo messaggio col suo “No”- povera si ma tonta no!!-
    é cosi che si lotta per avere un mondo migliore …sapendo dire -“NO”.Io non mi Accontento….
    “BRAVA VALERIA”

  • Maria

    Dopo tutto, dovresti ringraziare questi “signori tristi” perchè con la loro proposta non adatta alle tue esigenze, sei riuscita a farti una grande pubblicità.Ti auguro che dopo questo articolo ti arrivino delle offerte di lavoro ottime,anche se hai 26 anni e molta strada ancora da fare.

  • gioia

    ho 50 anni, qualche anno fa ho preso la stessa difficile decisione di dire no a un sistema corrotto e volto al guadagno sulle spalle dei lavoratori, mi pagavano poco (assunta come store manager e pagata da operaia) e sempre in ritardo, lavoravo anche la domenica e ad orario continuato (requisito essenziale per l’assunzione era “dotata di spirito di sacrificio”) mentre i padroni dell’azienda si facevano le vacanze in Costa Smeralda. Separata, affitto da pagare, una figlia da mantenere agli studi, ecc. Dopo ho fatto la badante e non me ne vergogno; dire no non significa disprezzare il lavoro ma non accettare l’arricchimento altrui sulle mie spalle. I “grandi” non si rendono conto che la loro fortuna e basata proprio sul lavoro dei dipendenti e che le sorti dell’azienda stanno proprio nelle loro mani. Allora signori titolari potreste anche riconoscere il valore del lavoro dei vostri dipendenti con una retribuzione adeguata

  • Saverio

    Valeria, semplicemente grazie…

  • babette

    sei fantastica, perche’ sei sarda!

  • sandro

    brava! complimenti per la tua scelta dignitosa, penso che dobbiamo decolonizzarci nella testa, solo così ci sentiremo meno poveri e qundi la smetteremo di regalare le nostre meraviglie a chi vuole solo speculare. grazie!

  • Arse verse

    Il pezzo – gonfio a mio parere di retorica “non fine e non di buon gusto” – suggerisce che si è trattato solo di una (giusta) questione di soldi; sennonché l’autrice insiste nel sottolineare la sua sardità (quasi che lo stereotipo positivo fosse un valore aggiunto… “io sono sarda e quindi ho dei valori”: e i lombardi son tutti debosciati?), suggerendo, al contrario, che si sia trattato di una valorosa resistenza alle malvagie logiche del mercato e alle lusinghe dei cafoni arricchiti tutti magnum di Cristal e coca tirata arrotolando i 500 euro.

    Per me, tutta la bella e indignata tiritera si sarebbe potuta riassumere così: ho fatto un colloquio per fare l’addetta stampa di un resort per ricchi sfondati; l’ho passato; mi hanno offerto troppo poco per i miei standard; ho rifiutato. Il resto, mi spiace, è retorica radical chic e il tentativo di ergersi a paladina dei precari è, per me, maldestro e compiaciuto.

    Non vedo in che modo rifiutare un lavoro solo perché il settore è quello del lusso possa far piacere agli operai sardi in cassa integrazione o alle amiche donne delle pulizie per 50 euro alla settimana. Oltretutto, non credo che le suddette amiche a 50 euro la settimana – di fronte a 700 euro al mese, vitto e alloggio pagati – avrebbero meditato il beau geste, che evidentemente l’autrice si può benissimo permettere.

    Non capisco poi in che modo l’avversione preconcetta verso la ricchezza – un’avversione che, del resto, fa guadagnare facili plausi – possa rappresentare una nota di merito, un distintivo di eroismo. Io qui vedo solo, tra le coltri della retorica, la delusione (legittima) per un salario inferiore alle aspettative.

  • enrico

    cara valeria, in linea teorica sono d’accordo. unica obiezione quei 700 euro rifiutati probabilmente hanno portato ad altri x euro di paghetta di mamma.. purtroppo la fame spesso supera le idee.. qualcun altro con la famiglia meno danarosa alle spalle probabilmente avrà accettato per 600. purtroppo la sardegna rimarra sempre una terra di schiavi come me e borghesotti come te senza l’afflusso di un minimo di capitale esterno ( da imprenditori o turisti o trovando petrolio sotto terra o producendo servizi vendibili online)

  • enrico

    ti chiedo solo quale delle tre sia stata la soluzione al problema: 1 mangiare aria?? 2 vivere come parassita di mamma? 3 scegliere un lavoro migliore ? mi sembra che in ogni caso tu abbia fatto la scelta piu furba e ovvia ma chi si vede sbattuto le prime 3 porte nel frattempo puó usare solo la 4 : piga su piccu e bai!! x ki non capisce si tratta di un canto popolare con cui i parenti festeggiano gli sposi novelli che appunto necessitano di fare cassa

  • Katia

    Mamma mia, quanto la fai lunga! anch’io sonon sarda, ho vissuto in 5 città italiane e 3 straniere x lavoro (a proposito sono una giornalista come te) e ancora adesso sono una precaria giramondo: questa vita mi piace – sono una giornalista, in fondo – e non do la colpa alla Sardegna per questo. Tutta Italia se la passa così, e rifiutare un lavoro non è da orgogliosi sardi, ma da persone che hanno la pancia piena! se non trovi nulla, rifatti i bagagli e parti, e piantale di lamentarti: girare il mondo non ti ha insegnato niente?

  • antony

    Io in quel resort ci ho lavorato… sono leader nel settore dell’ospitalità tanto da capire che una senza esperienza come te non merita più di 700 euro per entrare nel vero mondo del lavoro. posso anke aggiungerti che so bene che tipo di figura avresti ricoperto e di sicuro non è manageriale. avresti fatto fotocopie sempre che tu le sappia fare! ho un cv che forse vale 1000000 volte il tuo visto e considerato che non hai mai fatto nulla di concreto e facendo 15 ore al giorno in quel resort, a Grattisi, ora mi vanto di avere offerte di lavoro serie e concrete in giro per il mondo. Devi farne di strada bimba.. per capire come è fatto il mondo.. con le tue scarpine chicco corri nel sole…..

  • Tore

    Questa storia mi pare dettata più da una lecita (mancata) convenienza economica ad accettare l’incarico che a questioni legate alle origini. Non scherziamo si lavora per i soldi non per la gloria! Ma vogliamo parlare dei ricercatori universitari senza borsa? Gente che ha speso anni di sacrifici sui libri e che dopo aver conseguito la laurea vanno a mettere a disposizione della ricerca e della comunità le loro conoscenze e competenze acquisite GRATIS! ripeto GRATIS! Forse è ora di smetterla di svenderci! Est ora de nos ischidare dae su sonnu zente!

  • Gerardo

    @#198 da antony: ti hanno fatto il lavaggio del cervello. non solo a te, ma a tutti gli zio Tom di questi commenti. settecento euro al mese per 15 12 o 8 ore al giorno non sono dignitose. se sono leader nell’ospitalità in tutto il mondo da cosa si capisce? se uno accetta 700 euro, al prossimo ne offriranno 600

  • desi

    Complimenti per il coraggio, se così vogliamo chiamarlo. Gli ideali si difendono sempre, soprattutto a 26 anni. Ma io, venticinquenne, con due sorelle minori, padre disoccupato e madre che lavora 10 ore al giorno per tirare avanti, non credo mi sarei potuta permettere di rinunciare. Se tu puoi, buon per te!

  • Massimo

    Ti ho scoperta e aggiunta tra i miei preferiti su Twitter! BRAVA! ;-)))

  • antony
  • antony

    ecco cosa lo dice…

  • Grazia

    Leggendo i commenti, viene fuori che la maggioranza delle persone è più disturbata dal fatto che una giovane abbia osato rifiutare un’offerta di lavoro sconcia, piuttosto che dal fatto che oggi in Italia non ci si vergogna di pretendere lavoro e dedizione in cambio di noccioline. Per molti di voi è insopportabile che qualcuno alzi la testa. Forse perché fa risaltare con maggiore evidenza che troppi le noccioline le accettano e ringraziano pure. Potrei parlare di Quirra, Portovesme, Porto Torres, Ottana, delle imposte della Sardegna trattenute indebitamente dallo stato, ma sarebbe inutile. Vi indicano la luna e vedete il dito.

  • Carlo

    Complimenti! Veramente complimenti per la scelta. Vado che hai toccato i nervi scoperti di molte persone che non hanno avuto il tuo stesso coraggio e coerenza, ed ora sono qui a riversare tutta la loro frustrazione su di te: anche questa è beneficenza.

  • Luca

    Da Piemontese, che una vacanza in Sardegna non se la può permettere, ti dico che hai fatto benissimo: il turismo in Sardegna è oramai fatto da ricchi che escludono noi salariati medi dalla possibilità di venirci e sfruttano i sardi salariati medi (ahinoi, oramai 700 euro è la media). Brava Valeria, riprendetevi la vostra Terra, date a tutti la possibilità di venire a visitare (rispettandola e non usandola) la vostra bella Terra, fanculo ai bauscia che si stupiscono per il fatto che non ti vendi per un piatto di lenticchie!

  • Vincent Schwager

    Sales Manager, Children City, Leisure, Media Relation, Event Manager…e poi ti danno 700 euro al mese! Del mondo Anglosassone del lavoro questi pezzenti hanno preso solo la parte che gli faceva comodo. 700 euro al mese li guadagnavo il nel 1982 in America per fare il cameriere! Hai fatto bene a manadarli a cagare. Questo paese disgraziato non uscirà mai dalla miseria in cui pseudo-aziende come questa lo stanno cacciando. Questa non è impresa, è colonialismo. Non si dovrebbe permettere a questi mascalazoni di colonizzare la Sardegna o l’Italia per poi offrire lavori retribuiti in maniera così indegna! Dov’è la politica? Di cosa si sta occupando adesso? Grazie per avere puntato i piedi.

  • Vincent Schwager

    Sales Manager, Children City, Leisure, Media Relation, Event Manager…e poi ti danno 700 euro al mese! Del mondo Anglosassone del lavoro questi pezzenti hanno preso solo la parte che gli faceva comodo. 700 euro al mese li guadagnavo il nel 1982 in America per fare il cameriere! Hai fatto bene a manadarli a cagare. Questo paese disgraziato non uscirà mai dalla miseria in cui pseudo-aziende come questa lo stanno cacciando. Questa non è impresa, è colonialismo. Non si dovrebbe permettere a questi mascalazoni di colonizzare la Sardegna o l’Italia per poi offrire lavori retribuiti in maniera così indegna! Dov’è la politica? Di cosa si sta occupando adesso? Grazie per avere puntato i piedi e detto di no. Hai di meglio sa fare…meglio dormire con i bambini in Senegal che darla vinta a questi pezzenti.

  • Stefano Ortolani

    Ho letto il bellissimo articolo di Valeria Gentile, segnalatomi dalla rubrica di Michele Serra su Relubblica.
    Sono romano, ed amo così tanto la Sardegna ed i Sardi, da ritenermi sardo d’adozione. Le cose che scrive Valeria sono assolutamente condivisibili, sia in merito allo schifo di quel lusso posticcio che neanche sa guardare la bellezza di una terra così magnifica ed ha bisogno, sempre più di inutili orpelli, sia in merito al suo rifiuto di quel lavoro(?). Brava Valeria dimostri di essere una professionista. Segnalerò il tuo esempio ai miei figli.
    Stefano Ortolani
    Roma

  • rita damila

    Buffo che si trovi scandaloso rifiutare un lavoro solo dopo che si è saputo lo stipendio … mi risulta che ” si lavora per vivere e non si viva per lavorare “; mi pare che questi censori hanno perso il senso della misura.
    Un lavoro deve dare la possibilità di avere una esistenza decorosa. Se è h24 deve dare un ritorno economico pesante. I commenti sull’ appartenenza alla Sardegna piuttosto che a Milano li trovo come una chiamata alle truppe d’ assalto per validare un’ idea debole: lasciamo queste motivazioni alla lega.

  • Silvio

    Ho girato la Sardegna in lungo e in largo, a piedi, 30 anni fa… Non ho il coraggio di tornarci per timore degli scempi degli speculatori. Il turismo è uno dei cancri del mondo moderno, corrompe tutto. Evviva i viaggiatori!

  • Giusy

    Siete tutti matti? Io non ho letto in questa storia nessun discorso legato solo ai soldi e al salario. Io mi sto vergognando dell’Italia!!! Proprio perchè qui in mezzo ci sono discorsi vergognosi…. Cara Valeria avrei voluto tanto fare nella vita un percorso simile al tuo e ti auguro che continui così!!! Non si parla di orgoglio ne di coraggio ne di dignità… Basta essere liberi nel cuore… Io ne ho 30 di anni e ho vissuto a torino, bologna e milano e ho mangiato a stento ma ho sempre avuto contratti a tempo indeterminato, che ho sempre abbandonato quando la coscienza mi diceva che dovevo andarmene. Fatto sta che dopo un anno a casa è arrivato un lavoro che si avvicina al mio sogno…. E non si tratta di nuovo di soldi…. Ma di cosa fai e come lo fai…Valeria arriverà fidati :)

  • Vincent Schwager

    Mi piacciono i commenti di quelli che dicono:”Ma se avessero offerto 2000 euro al mese?” con fare polemico…Non li hanno offerti. E non li offriranno. E basta. E per quello che non gli si dovrebbe permettere di venire in Sardegna, o dovunque, sfruttare la gente, e poi portare gli utili chissà dove. Il mare della Sardegna, la bellezza dell’Italia sono la vera miniera di questo paese. E la stiamo dando ai porci. I nostri ragazzi scappano, e qui ci vengono i finti Billionaires con le pezze al culo. Che sfruttano le aste al ribasso per pagare i giovani quattro soldi. Questo è il punto della questione. E’ proprio la stagionalità del lavoro che dovrebbe richiedere salari più alti e dignitosi. La Sardegna non ha nulla da guadagnare a permettere cose del genere. Nulla.

  • JennyG

    Ti stimo tanto…e chissà come chissà perché mi ricordi tanto qualcuno… ;) keep it up!

  • Carletto

    Non è stata una gran rinuncia. Paga misera e lavoro banale.

  • Silvia

    Mi sono commossa. Con le lacrime. Sei una persona eccezionale, vai avanti così con la testa alta e l’orgoglio che ci portiamo dentro. :)

  • Pietro

    Ho letto tanti commenti, da quelli della stima profonda a prescindere a quelli polemici ed inutili, scritti per il semplice fatto di voler in qualche modo cercare il marcio in qualsiasi cosa. Io personalmente dal racconti di Valeria ho tratto una sola morale, che altro non è che la realtà della nostra Sardegna : ” Siamo schiavi in una terra che è nostra”. Chi è sardo e vive la Sardegna capisce sicuramente cosa voglia dire sentirsi schiavi in casa propria. Quando i sardi capiranno che non sono i grandi Resort che fanno grande la Sardegna, ma è decisamente l’opposto, quando i sardi si ribelleranno alle tante e troppe invasioni speculative d’oltre mare e d’oltre Italia, forse allora riusciremo a capire che siamo in grado di essere padroni delle nostre ricchezze, della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Solo il turista che viene da fuori e guarda tutto questo come fosse un prodotto solo da vendere non è in grado di capire cosa significa essere sardo e cosa si provi nel solo indossare un costume tradizionale durante una qualsiasi manifestazione isolana. Dobbiamo essere noi sardi a poter vendere la bellezza della Sardegna agli altri e non altri a venderla a chi a questa isola appartiene.

  • andrea

    Continua a viaggiare, è la tua natura (non chiuderti dentro quattro mura)

  • Autotelesos

    UOMO E DONNA. Come alle origini
    Lo sfaldamento del matrimonio, tra uomo e donna, è arrivato anche da noi

    Questo è ciò che sta accadendo nel nostro Paese: il frantumarsi dell’unione matrimoniale delle coppie incominciò dalla metà del secolo scorso, con l’istituzione dei cosiddetti divorzi, che permettevano il venire meno del legame nuziale, qualunque fosse stato il tipo di matrimonio celebrato, civile o religioso. In altri Paesi occidentali, erano in atto già da tempo. In seguito a tale situazione, iniziarono ad aumentare i matrimoni che erano celebrati solo civilmente in comune. Ma non finisce qui: prese pian piano piede pure la convivenza, anche se quest’ultima non dava molte certezze circa la sua durata nel tempo. Tutto questo ha portato ad un cambiamento; iniziarono così le separazioni, che portarono problemi che prima non si pensava minimamente potessero sorgere e che determinarono complicanze anche psicologiche, sociali, economiche e morale senza limiti. Se poi vi sono di mezzo dei bambini, avuti dalla presente coppia o frutto di unioni passate, la cosa diventa così complicata al punto che, se non vi sono sostanziali quantità di denaro, si può perfino perdere il senso della vita in quanto si verificano una serie di situazioni spiacevoli; bisogna rivolgersi ad un legale, mantenere i bambini e persino uno dei due della coppia. Se poi non si ha nemmeno lavoro, non avendo un guadagno, la situazione diventa sempre più drammatica. A questo punto si potrebbe finire con il chiedere assistenza a quelle strutture sociali e religiose che, di solito, danno, ai più disperati della società, l’aiuto necessario per affrontare tali tipi di disagi. Insomma ha così inizio una odissea che non si sa quando avrà fine.

    Tornado alle difficoltà che si vengono a creare a causa del venir meno della coppia, va detto che questo accade in Italia, in maniera massiccia, contemporaneamente con l’avvento del terzo millennio, che, a dispetto di quello che si pensa, non ha portato l’uomo a raggiungere quel benessere tanto desiderato, ma lo sta spingendo indietro, quasi alla preistoria, distruggendo tutti i progressi del vivere civile. Una cosa certamente va ricordata: l’uomo primitivo come quello d’oggi, come pure gran parte degli animali possiede, nel proprio DNA per natura, un istinto per cui tende ad utilizzare la donna per il solo accoppiamento, dando nel contempo a quest’ultima il compito di controllarsi e gestirsi fino al parto e di occuparsi, poi, dell’allevamento dei propri figli. Perciò, il concetto legato all’unione maschio femmina, che sfocia nel matrimonio, era stata una importante e bella conquista per la donna, che otteneva maggiore sicurezza per lei e per i bambini ed anche per l’uomo. Quest’ultimo, per natura, ha sempre preso le decisioni, circa l’accoppiamento, guidato anche dall’istinto nel trovare quella donna che avrebbe potuto dargli, nel modo migliore, la sicurezza di una buona prole. In parole povere, l’attrazione, la gelosia si manifestano nei momenti e nelle situazioni riguardanti l’accoppiamento, e sono importanti per procreazione e per la determinazione del futuro DNA. Come tutti sappiamo, una brutta donna non ci attrae e nemmeno si è gelosi di lei; oggi lo stesso avviene in quella che non accetta di unirsi a un uomo che non sia piacente. Il senso della conquista è andato perso, perché è venuto meno l’amore per la vita umana con tutti i suoi valori, frutto di un cammino durato secoli. Allora, credo che, per recuperare quei valori perduti, bisogna in primo luogo che la donna ritorni a fare la mamma e la moglie, come avveniva nelle famiglie di un tempo; infatti, nonostante abbia tralasciato tali comportamenti, l’istinto materno è presente nel suo DNA. Spesso osservo l’attaccamento che hanno le donne nei confronti degli animali e soprattutto verso i cagnolini che tengono in braccio, facendo un torto alla natura, perché non si comportano così con i loro bambini, e altrettanto all’animale, poiché per incoscienza li sottraggono alle povere bestiole. Il DNA del maschio, invece, rimane quello improntato alla gelosia, non per ignoranza, ma per istinto naturale, proveniente da meccanismi cellulari ancora sconosciuti all’uomo moderno, pronti ad insediarsi in luoghi sicuri per poi manifestarsi. Insomma un po’ come dire: ci sono cose che piacciono e altre no; allora si scelgono le prime. Spero che le persone sensibili non me ne vogliano se ho toccato sentimenti umani e giovanili, ma purtroppo è la realtà della vita attuale; è per colpa dello sviluppo sociale errato che si è venuta a creare una confusione di vita sociale e famigliare. Comunque voglio dare un segnale ai giovani ben pensanti: spero possiate ritornare a pensare alla vita coniugale come un tempo, perché se ciò non avvenisse, non pensiate minimamente ad unirvi; mancherebbe la consapevolezza del vero amore e sarebbe meglio non fare passi dannosi per un prossimo futuro. Se poi amici e parenti vi daranno dei consigli, prendeteli, ma senza trascurare le vostre idee. Questo è il suggerimento che vi posso dare.

    Santino Scuderi

  • alberto

    Ciao Valeria, ho pubblicato questo tuo articolo sul mio blog
    http://albertocane.blogspot.com/2012/02/non-sono-coraggiosa-sono-sarda-e-dico.html

  • Giulia

    700 euro per un lavoro a tempo pieno sono sicuramente troppo pochi. Ma un CONTRATTO A PROGETTO non prevede orari, presenza, subordinazione. Valeria avrebbe soltanto dovuto realizzare un lavoro preacordato in termini generali, fantomatico “progetto”, in un arco di tempo prestabilito di 6 mesi. Per il resto, la sua presenza o meno non sarebbe stata assolutamente un obbligo. Questo implica, chiaramente,la possibilità di combinare questo lavoro con altre attività, nei limiti delle clausole di non concorrenza, con altre, accumulando solfini in più. Partiamo dal primo problema: le aziende che ti offrono questi contratti non te lo permettono . “Il contratto? si è di quel tipo per metterti in regola perchè npon potevo fartene un altro, ma facciamo che….” che? che i tuoi doveri sono i medesimi di un contratto da dipendente: orari, subordinazione, presenza, guai se non ti presenti, se non chiedi il permesso, se hai da combinare altri lavori che richiedono (ma non sulla carta) altrettanta presenza. Quanto ai diritti di un contratto di dipendenza (malattie, maternità, tfr), chiaramente neanche l’ombra. IL PROBLEMA NON SONO I CONTRATTI IN Sè MA L’USO CHE NE VIENE FATTO.
    Secondo problema: le aziende potranno permettersi di offrire contratti simili abbinati a ricatti finchè ci saranno persone che li accettano. Molte persone, purtroppo, firmano contratti senza neanche sapere diritti e doveri annessi. Se li conoscono, non li fanno valere per convenienza o paura di restare senza lavoro. Se invece rivendicano i loro diritti, finiscono mobbizzati, se non cacciati. Per uno che se ne va, 100 ne trovi che tanto accettano. Solo quando tutti e 100 saranno Valerie, il resort si troverà a a corto di dipendenti che svolgano quella mansione così importante, e saranno costretti a scendere a compromessi più umani.
    Terzo problema: per Valeria avrebbe dovuto essere un punto di partenza?Troppo spesso questo non succede, i contratti a progetto vengono rinnovati per anni di fila, senza alcun passaggio a qualche fase beta fatta di retribuzione più alta, contratto più stabile e addirittura limitando la crescita personale del collaboratore che, diventando troppo competente, potrebbe chiedere troppo. Certo, avviene anche questo purtroppo: una formazione pratica non completa per evitare che tu pretenda o che tu te ne vada altrove. Rimani un pezzo che ha bisogno dei suoi complementari per funzionare, bello incastrato in un puzzle. Naturalmente, non accettando, Valeria ha perso un’opportunità di crescita comunque. Non è solo un suo danno personale, ma anche un danno che si è procurata l’azienda medesima, perdendo l’opportunità di formarsi una collaboratrice valida che avrebe potuto portare ricchezza all’azienda. In troppi casi, troppe realtà I GIOVANI NON VENGONO VALORIZZATI MA SFRUTTATI, demotivandoli, facendoli ritrovare a certi punti della loro vita senza aver sviluppato tutte le potenzialità che i premessa avrebbeo potuto avere. La generazione che ora comanda dovrà mollare il testimone prima o poi, ma chi fra i giovani è realmente formato e competente per svolgere una mansione? chi saprà governare questa realtà? L’Italia si sta bruciando il futuro.
    Per finire, Valeria sarà sicuramente brava ma quella di esaltarla prima dell’assunzione è una tecnica subdola delle aziende, per farti sperare, farti credere migliore di tante altre persone e in qualche modo”già scelta” così accetti più facilmente le condizioni imposte. Peccato, perchè sviluppando le abilità di questa ragazza, permettendole di viverci (senza arrabattarsi con lavoretti del cacchio per pagare l’affitto, perdendo tempo ed energie), ne avremmo guadagnato tutti: lei, il resort, l’italia, noi stessi. Sarebbe stata una persona migliore, in più. Che spreco.

    Signori, svegliamoci, ritorciamo contro ai datori di lavoro i contratti,se lo facciamo tutti i datori di lavoro sono impotenti, sono loro che hanno bisogno dei lavoratori.
    Naturalmente, ci sono anche aziende oneste, impresari che rispettano le persone,fermo restando la fatica che si fa in Italia per portare avanti un’impresa tra le tesse che ci sono. MA MOLTE ALTRE VOLTE, PURTROPPO, LADDOVE UN IMPRESARIO SI COMPRA LA PORCHES, UN GIOVANE SI BRUCIA IL FUTURO.

  • Giulia

  • Rosalba

    Ho letto i vari commenti. Per fortuna vi sono anche quelli dettati dall’astio-invidia. o dalla polemica fine a se stessa.Scrivo “per fortuna” perché, come sosteneva Neruda, è preferibile non piacere a tutti perché si correrrebbe il rischio di…piacere anche agli asini. Valeria non ha bisogno delle mie parole per dimostrare chi è. Le persone speciali come lei le incontri ogni tanto, spesso per caso.E hanno la forza di riconciliarti con la vita. Si vede e si sente che in ogni cosa che pensa e realizza, c’è passione. Innamoramento.Testardaggine e, all’occorrenza, sana indignazione. Percorre un sentiero che conduce alla solidarietà e alla condivisione. E, come me, è pazzamente innamorata della sua terra e di Nuoro in particolare. E’ forse un limite? Forse.Ma ciò non ci impedisce di vedere oltre e di fare…per il piacere di dare.

  • Rosalba

    Chiedo scusa per qualche errore di battitura.

  • Roberta

    Cara Valeria, quel Resort ha dato la grande opportunita’ai sardi di avere la garanzia di un lavoro stagionale. hanno potuto costruirsi una carriera, formare una famiglia e garantire un futuro ai loro figli. Hai girato il mondo per dieci anni. hai fatto delle bellissime esperienze di vita. Hai detto no a rinchiuderti in un mondo irreale. Non condivido la motivazione che ti ha fatto fare questa scelta. Ho detto no perche’sono sarda. Hai detto no Valeria perche’ non era cio’ che tu desideravi. hai girato il mondo e speravo che tu avessi ancora voglia di vedere quel mondo. Invece hai scelto di vivere nella tua isola protetta da quel mare. Quel mare che qunado vedi la linea dell’inifnito dallos stesso punto perde l’idea dell’infinito per diventare limitato. C’e’ un mondo fuori dalla sardegna e va respirato.

  • Roberta

    …e quel Resort porta turismo di lusso in Sardegna. Porta la sardegna ad essere conosciuta nel mondo. In sardegna non c’e’ lavoro ma non volete neanche i turisti. A volte fate sentire gli italiani stranieri.

  • roberta

    …e quel Resort da’ anche l’opportunita’ nel periodo invernale di fare esperienze all’estero. Ma alcuni hanno risposto “Sono stanca, devo riposarmi e non posso stare lontana dalla Sardegna perche’ sono sarda”.

  • Grazia

    Ciao Valeria, dopo aver letto il tuo post vorrei esprimerti la mia solidarietà. Anche io ho un bel cv, sebbene il un altro settore, ma ora sono a casa senza lavoro. Per un po’ ho fatto la cameriera, scelta di cui non mi pento, perchè i soldi sono sempre soldi. Le condizioni comunque erano oro rispetto a quelle che sono state offerte a te. Credo che la tua delusione derivi dal fatto che sei laureata da poco e hai ancora molte speranze nel futuro. Purtroppo il mondo del lavoro in Italia non offre molto per le persone specializzate, specie in particolari campi. L’idea di chi ti offre lavoro è di non spendere oltre una certa cifra, poi guardano alle competenze. Le vie sono due oggi, ma credo lo sappia da te: rimanere in Italia, piegarsi e non aspettarsi nulla di buono (io ci ho fatto il callo ormai) oppure andare all’estero come hanno fatto molti miei amici. Non so dirti quale strada sia la migliore, per ora ti faccio un grosso “in bocca al lupo” e ti auguro con tutto il cuore di riuscire a realizzare i tuoi sogni.

  • Vincent Schwager

    Cara Roberta, quel presunto resort di lusso non porta assolutamente nulla alla Sardegna e ai Sardi. Una paga da 700 al mese è indecente! Punto. La Sardegna e i Sardi meritano di meglio di questi pezzenti. In America la paga minima sindacale era di 585 dollari al mese: nel 1982! Questi sono salari da fame, indegni, e offensivi. Se lei è disposta a svendersi per 700 Euro al mese è affare suo, ma è bene che si sappia in giro che razza di mascalzoni va in Sardegna a sfruttare la debolezza occupazionale che vive, aprendo Resort di lusso con paghe per che ci lavora da fame: come fanno con gli operai indiani in Arabia Saudita. Spero che i Sardi e i politici Sardi si sveglino, ma sopratutto che il Parlamento cominci ad occuparsi di questo schifo – e presto.

  • MARIANGELA SCALAS

    Bravissima Valeria. Mi ricordo di te. In bocca al lupo!!!

  • roberta

    Ci sono persone che lavorano in quel Resort da 30 anni ed oltre. Hanno potuto comprarsi una casa, sposarsi e mantenere i propri figli. Anche a Milano accade che vengono offerti posti di lavoro a 500 euro. Poi sta alla persona decidere se accettare o no. Cio’ che mi lascia stupita e’ che purtroppo c’e’ ancora una grande distinzione tra Italia e Sardegna. per me la Sardegna e’ un’isola dell’Italia. Dovete far sentire la vostra voce non come popolo sardo ma come popolo italiano..le vostre lotte le avete sempre fatte da soli per la distinzione che fate voi tra sardi ed italiani.

  • sturrundeddu

    Sinceramente avevo perso fiducia nel genere umano. Per fortuna scopro, seguendo questi interessanti commenti, che esiste ancora un minimo di persone(sarde e non) in grado di saper leggere ciò che la cara donna-avventura ha scritto. e sopratutto non escono fuori tema! roba rara. a voi dico un sincero grazie, come grazie anche a Carlo di 27 anni che ha condiviso la sua storia.
    Altri invece si limitano a dire ‘brava’, ‘ti stimo’, ecc, evidentemente a sentimento senza ragionarci troppo su, solo perché la massa dice così e fare una critica ragionata non sta bene, ma sei fuori?
    Addirittura chi critica lo fa per sfogarsi, dicono, che sono quelli frustrati. Che pochezza mentale, in chi pensa questo. Sarà mica che noi si vuole un mondo migliore e per volerlo dobbiamo lottare in un certo senso contro le vostre idiozie? o no giusto, siete troppo avanti e quindi siamo noi i frustrati. non siamo mica quelli che vogliono ridimensionarvi questa inutile bufera e mostrarla per quello che è realmente, ovvero un capriccio.
    Non accetti il lavoro? bene, ma non condirlo con il fatto che hai girato qui e la, come se è un bonus. come dice andrea del link sul ‘non sono coraggioso, sono sordo’ (grazie andrea, bellissimo contributo), è solo fuffa.

    se voleva dire un’altra cosa, tipo che c’è problema nel trovare lavoro per i giovani, per lo sfruttamento ecc, poteva usare altre parole. come se non bastassero le cose scritte da altri, come se questo fosse un problema appena nato. eppure è reporter, scrive, poesia, prosa, articoli. si ma a sto punto se hai esperienza nello scrivere, son sicuro che hai voluto scrivere l’articolo così come è. se prima avevo dubbi sul fatto che fossi arrabbiata nell’aver scritto di getto, questo dubbio svanisce. che peccato.

    speriamo che questi commenti e questa vicenda possano essere di esempio sì, su come non essere umili.
    un grazie sentito a chi commenta con lucidità.

  • Elisa

    Perché non firmare l’articolo come Giovanna D’Arco, e aggiungerci anche qualche file .midi di cori angelici festanti e fanfare in sottofondo?

    Ti allego un applauso, perché questo articolo è quello che gli inglesi definiscono un “claptrap”, una trappola per accalappiare consensi.

    Ha bisogno il giornalismo di un pezzo simile? Hanno bisogno i disoccupati (bella trovata, mettere la tag “disoccupazione”) che saltuariamente salutano con gioia anche il lavaggio delle scale di questa grancassa di populismo?

    Andate a leggere il curriculum di Valeria Gentile. Diciamo pure che qualche entratina ce l’ha. Diciamo pure che chi lava le scale con la propria laurea – non avendo sicuramente la possibilità di sputarci sopra – dopo questo illuminante articolo continuerà a lavare le scale per pagarsi vitto e alloggio. Cosa ha cambiato? Cosa ha denunciato?

    Niente. Ha declamato il suo curriculum e spacciato un’azione economica comune per un atto rivoluzionario. Se avessimo alternative saremmo tutti rivoluzionari.

  • Uno come tanti

    Signore e signori, riprendo la domanda di “un sardo”, 150 commenti fa circa: a quale livello di consapevolezza del reale si pone questo articolo?

    Ci dice qualcosa che non sapessimo già? Ci offre uno spunto di riflessione inatteso? Porta avanti la discussione sul lavoro precario e la devastazione sociale portata dal sistema economico ora vigente?

    No.

    Quello che qui si mette in discussione è la legittimità di questa Valeria a farsi portatrice di un’istanza generazionale e culturale (giovane e sarda), non è una questione da poco, non è questione d’invidia, ma questione politica.

    Questa legittimità, non potendo poggiarsi sulla originalità dei fatti raccontati, l’autrice, cerca di ottenerla esibendo i propri viaggi e il proprio curriculum vitae, proprio come se si stesse proponendo per un lavoro come quello che si vanta di aver rifiutato.

    In definitiva, Valeria si legittima soprattutto in quanto giovane e sarda, ma questa legittimità a parlare a nome dei giovani e dei sardi non ce l’ha, non ci rappresenta in nessun modo, e lo esprimono chiaramente i commenti che sono giunti qui e in altri luoghi, checchè ne voglia pensare un Michele Serra.
    Questa legittimità non ce l’ha, perchè l’unico messaggio di questo articolo riguarda la sua autrice, è solo un altro passo nella costruzione di quell’immenso curriculum vitae che sembra essere la sua esistenza.

    Personalmente, ritengo che il privilegio e la responsabilità dell’evidenza pubblica si dovrebbero meritare grazie alla propria capacità di esprimere ciò che altri non hanno ancora espresso, o non sono in grado di esprimere, ma non è questo il caso.
    Non c’è alcun motivo per cui l’opinione di Valeria debba valere di più e avere più spazio di quella della gran parte dei commentatori, ma è un fatto che il suo articolo, e con esso il suo nome, stia girando vorticosamente per internet, conducendomi qua, tra l’altro.

    A me fa paura la gente come Valeria, gente che ha talmente interiorizzato le logiche del capitalismo da trasformare in lavoro, produttività e arrivismo anche la denuncia delle storture del capitalismo.

    Non abbiamo bisogno di rappresentanti, di pulpiti e megafoni, valutiamo la gente solo per quello che dice e che fa; ecco che, per quello che dice, Valeria si rivela valere poco, costruendo un articolo autocontraddittorio, denso di dati imprecisi su sè e sulla situazione che espone, incapace di offrire una lettura minimamente interessante, originale, utile, sulla situazione del mondo del lavoro contemporaneo.

    Sono sicuro che Valeria farà fortuna, nel mondo del giornalismo, perchè purtroppo, nell’odierno mondo del lavoro, conta molto di più l’assertività e l’autopromozione della reale qualità.

    Un’ultima cosa: andatevi a leggere i reportages di Valeria, vedrete che questo stile di porre le questioni, tutto puntato sul proprio io lirico, a scapito della precisione e dell’interesse delle informazioni, è un modus operandi.
    Forse lo è anche quello di presentare come propri (echeggiando una vecchia e sorpassata mistica di stampo primo novecentesco) viaggi quelli che in verità sono viaggi organizzati (sappiamo del Senegal, e dei rifiuti a Napoli, chissà il resto).
    Se questo per qualcuno è spaccare il pelo nell’uovo ed essere brutte persone incapaci di vedere la bellezza e la bontà, per me è un semplice vaglio critico delle fonti, quello che ogni buon giornalista dovrebbe saper fare. Vaglio che mi permette di dubitare dell’attendibilità di Valeria nel presentare le questioni e nel presentare sè stessa (la vita non è un colloquio di lavoro).

    Personalmente non so che farmene di una laureata in scienze umanistiche che non sa distinguere il genere della cronaca da quello della lirica, ma questo temo sia più problema dei cattivi maestri che le avranno inculcato la triste invenzione del reportage lirico, più che sua, d’altronde le facoltà umanistiche sono piene di gente che andrebbe mandata a zappare i campi, e invece forma questi piccoli mostri.
    Amen.

    PS: So di essere cascato nel più banale meccanismo della comunicazione contemporanea, quello del “non importa come se ne parli, purchè se ne parli”, purtroppo a volte capita, non c’è rimedio, e la piccola voracità capitalista del marchio ValeriaGentile(tm) ne guadagnerà.
    Amen.

  • vanni

    anch’io arrivo qui dalla segnalazione di Serra, e anch’io -tra parecchi, vedo- sono perplesso per più motivi. il primo è l’elevata retorica del tuo discorso: retorica del viaggio, della libertà, delle origini, del coraggio. non credo che tu abbia voluto usare tecniche discorsive allo scopo espresso di persuadere, ma questa buona fede tradisce in te l’esistenza di una retorica come forma mentis. da quanto scrivi capisco che un’azienda intendeva scommettere su di te senza la garanzia della tua professionalità specifica (“innamorati” di te dopo un colloquio telefonico, addirittura: lo trovo poco realistico, ma forse hai grandi capacità seduttive), e per questo ti avrebbe dato una somma che inclusiva di vitto e alloggio si può monetizzare in 1500 euro mensiili netti: non una manna, ma un salario ben dignitoso per cominciare un’attività quasi da zero. scrivi di aver vissuto per un paio d’anni di generiche collaborazioni giornalistiche, che ho controllato sul tuo curriculum: si tratta perlopiù di testate e di enti minori, che certo non pagano lautamente i propri collaboratori. sinceramente, ti fruttavano più di 1500 euro al mese, cifra questa che andrebbe adeguata al tuo potere d’acquisto in una città cara ammazzata come Roma? una valutazione serena e antiretorica della proposta che hai ricevuto non credo di allontanerebbe molto da queste considerazioni. il resto, dal tuo coraggio di viaggiatrice al tuo orgoglio sardo, dal grigiume dei resort all’antipatica colonizzazione isolana perpetrata dai bauscia, appartiene al dominio della retorica. è legittimo che siano questi i tuoi sentimenti, ma di per sé non denotano un caso di sfruttamento e di alienazione, un ritratto da lost generation al quale sia giusto opporsi con fermo coraggio e istintivo senso di libertà. è anche probabile che il tuo rifiuto sia derivato da una fattiva possibilità di rinunciare a quella entratura. non fa onore a nessuno negare che non tutti hanno lo stesso grado di libertà di fronte agli stessi fenomeni: mi stupisce che questa suggestione romantica abbia incantato Michele Serra, e non capisco come possa non avere pensato che le condizioni materiali oppongono un muro che se non è assoluto è certamente altissimo a molti, e che quindi è superficiale definire costoro come una massa di rassegnati. detto questo non voglio demolirti, anche perché scrivi piuttosto bene e la tua biografia rivela una personalità attiva e tenace, e se queste qualità si affermano nel mondo del lavoro è senz’altro una bella cosa: ma proprio queste considerazioni mi spingono a comunicarti i limiti che vedo nele tuo discorso, limiti critici e in parte autocritici.

  • Uno come tanti

    errata corridge: …presentare come propri viaggi (echeggiando una vecchia e sorpassata mistica di stampo primo novecentesco) viaggi…

    PPS grazie di cuore ai tanti in grado di usare ancora il proprio cervello e i propri sensi, siamo tanti, e la claque degli entusiasti al seguito del primo megafono cianciante non ci disperderà.

  • Luca

    “Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda.”

    Ti senti coraggiosa per aver rifiutato un contratto a progetto da 700 euro?

    Ti senti sarda per aver accettato un colloquio con un “continentale”?

    Ti “sei fatta il mazzo” ma hai imparato poco …

  • Marco

    ritengo che siano molto più coraggiosi coloro che riescono a vivere con 700 euro al mese di chi si fa mantenere da mamma e papà. chiudo perchè ho gia perso troppo tempo su questa questione

  • per la verità

    Il commento #19 è quello che dice la verità. Vi invito a riflettere prima di scrivere le solite superficialità.

  • Vincent Schwager

    Si, ci vuole coraggio a rifiutare 700 miserevoli Euro al mese per farsi sfruttare a casa propria. Hai fatto bene Valeria a mandarli a cagare. Se uno vuole farsi sfruttare sono affari suoi, ma lavorare dovrebbe dare diritto ad un salario dignitoso. La gente che lavora in questi posti, o sulle nave crociera, guadagna una media di 3 euro l’ora. Una cifra che vergognosa. E’ un salario in linea con i salari più bassi pagati negli anni 80. Brava Valeria.

  • gioia

    non è bello esprimere giudizi sulle persone e tanto più se non si conoscono. Conosco Valeria e non è certo snob ne mantenuta da mamma e papà. Ha fatto i lavori più umili, si è sporcata le mani e non lo va a dire a nessuno. Prendete esempio da lei: aprite gli occhi e pretendete per ciò che vale il vostro lavoro, solo così possiamo migliorare la nostra società.
    Auguri a tutti quelli che chinano il capo e grande stima per chi il capo lo tiene alto

  • Lina Panaro

    Io nn sono Sarda,ma napoletana e amo la Sardegna…tanto di cappello a te Valeri a e alle persone ” VERE ” come te…I sardi hanno una dignità fuori dal comune e sono persone “SANE” …un abbraccio grande…

  • Lina Panaro

    Io nn sono sarda ma napoletana,ma amo la Sardegna e la sua gente…persone “SANE” e con una dignità fuori dal comune…Tanto di cappello a te Valeria e alle persone come te ..”VERE”…un grande abbraccio!!!

  • Biancamaria

    al commento #242, cara Gioia, tu e la tua amica dovete VERGOGNARVI perchè avete offeso tanta gente plurilaureata che lavora precariamente non per scelta loro nè perchè è meno dignitosa di voi! io se potessi vi prenderei a ceffoni entrambe come ti permetti a dire “c’è chi tiene il chino il capo e chi alto”? cosa vuol dire? che tutti i lavori precari probabilmente anche più preparati di voi non sono degli di onore e rispetto??? ma andate a fanc…! questa è una questione delicata e degna di rispetto che no può essere affrontata con termini così indelicati come i vostri! abbiate più rispetto e atteggiatevi meno da donne vissute che siete solo delle filosofe del ca..o

  • Biancamaria

    CORREGGO GLI ERRORI: al commento #242, cara Gioia, tu e la tua amica dovete VERGOGNARVI perchè avete offeso tanta gente plurilaureata che lavora precariamente non per scelta loro nè perchè è meno dignitosa di voi! io se potessi vi prenderei a ceffoni entrambe, come ti permetti a dire “c’è chi tiene chino il capo e chi alto”? cosa vuoI dire? che tutti i lavoratori precari probabilmente anche più preparati di voi non sono degni di onore e rispetto??? ma andate a fanc…! questa è una questione delicata e degna di rispetto che non può essere affrontata con termini così indelicati come i vostri! abbiate più rispetto e atteggiatevi meno da donne vissute che siete solo delle filosofe del ca..o

  • edoardo

    Non fermatevi davanti a niente. Difendete quel territorio con coraggio. Chi vi osteggia lo fa perchè non regge il confronto con la vostra difesa della dignità e rispetto di voi stesse. E dura, ma non cedete.

  • Biancamaria

    edoà ma per piacere… la dignità e il rispetto che dici tu e loro significa DISOCCUPAZIONE evidentemente possono permettersi di essere disoccupate.. (non mi sembra tra l’altro che 700 euro + vitto e alloggio, nella propria regione tra l’altro.. sia prostituzione..)

  • Mask

    La verità è che quel posto lo avrà accettato un altro sardo. Per cui bando al finto eroismo, per quanto colmo di buonsenso e di buoni propositi. Se il lavoro fosse stato davvero per soli sei mesi sarebbe stata un’altra voce sul proprio curriculum (quel curriculum che a voi giornalisti piace tanto sbandierare, come del resto si è visto nell’articolo…).
    Ce l’ho con i giornalisti? Si… Si nota troppo?

  • arianna

    SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON BIANCAMARIA

  • arianna

    SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON BIANCAMARIA COMMENTO #246 E #248

  • Gabriele

    Certo che ne hai di coraggio ad andare contro corrente……non so in quanti lo farebbero.Ma ogni giorno ci vuole del coraggio a tirare avanti.Tanto più quando in una famiglia con figli c’è un solo reddito o ti dicono che da domani sei casa senza un lavoro.
    Se te la senti continua nelle tue scelte…..tanto più che io odio i giornalisti che appaiono in tivu,quasi tutti,ne salvo pochi…….
    Perchè?
    Perchè non hanno le palle di trattare certi argomenti di attualità.Quegli argomenti di denuncia che metterebbero in difficoltà la nostra nomenclatura politica ed economica.Ormai ognuno pensa a se……..siamo diventati tutti un branco di pecore governato da dei lupi…..quei lupi che faranno quello che vogliono delle pecore……..che rancore e tristezza….
    Buon lavoro Valeria

  • Vincent Schwager

    Cara Biancamaria, se ti fa di farti sfruttare per 700 euro al mese sono affari tuoi. Ma se qualcuno pensa che quel tempo sia meglio speso a fare altro, sono sempre affari suoi. Tu non puoi pontificare sulle scelte di nessuno. Ma ripeto, se a te sembra equo farsi pagare uno stipendio da fame, fai pure. Sono fondamentalmente cazzi tuoi. Cosa pensate? Che il diritto alle ferie, alla malattia, a una mensa aziendale, alla previdenza sociale, a salari dignitosi siano state conquiste fatte senza violenza, lotte sindacali, cariche della polizia scioperi? Se ora vi sta bene farvi portare via decenni di conquiste, fate pure. Ma se qualcuno dice no a un lavoro precario con una remunerazione da terzo mondo, abbiate almeno la decenza di stare zitti e votare Berlusconi.

  • fabrizio

    @ Gioia, commento #242 “Ha fatto i lavori più umili, si è sporcata le mani e non lo va a dire a nessuno.”
    Ne ho viste di cose al mondo che possono definirsi lavori umili, e dove UMILI soprattutto vuol dire: fatti per se, per la propria famiglia, per i propri figli, fatti in silenzio e fatti al meglio anche se “UMILIANTI”…. Vorrei sapere quali lavori “PIU” umili ha fatto Valeria, e soprattutto vorrei capire perché non ce lo viene a dire, così come ci è venuta a dire che lei l’umiltà la conosce perché ha mangiato e dormito in terra con i bambini del Senegal!!!! Ma cos’è la pubblicità della Coca Cola?! Dov’è la tua umiltà Valeria, mangi in terra con i bambini del Senegal per fartene un vanto o per fartene pubblicità?!?!?!? No perché se lo facessi per umiltà non verresti a dircelo, così come per i tuoi lavori….

  • fabrizio

    Lui si che meriterebbe più di 700e: http://www.youtube.com/watch?v=b3WiHB7RGO0

  • Biancamaria

    Carissimo Vincent Shwager… io porto rispetto ai precari e non voto nè destra nè Belrusca. Qui gli unici berlusconiani della situazione, in altri termini i soliti radical chic finti con le mutande di Kalvin Klain siete voi dato che 700 euro netti più vitto e alloggio = circa 1300 euro mensili o più (a secondo di quanto uno magna)non mi sembra uno stipendio da fame. Ma cosa volete dimostrare??? a parte sbandierare un curriculm per farsi pubblicità e sputare fango verso un’azienda che però si è presa in considerazione prima.. ma vivete nella realtà! e i ricercatori che devono dire? e altri e altri ancora?? ma rientrate nel mondo reale. Poi che cacchio volete fare fate.. dite pure di no ai vostri offerenti tanto non cambierà nulla perchè ci sarà sempre gente che ha più bisogno di voi a prendere il posto libero che avete lasciato.
    Ah, un’altra cosa, la filosofa in questione vuol fare la giornalista: forse no sa che la maggior parte dei giornalisti sono i primi precari? cosa farà NON LAVORERà MAI???? ps: per cortesia Vincent firmati per chi sei veramente… :D

  • Biancamaria

    Fabrizio #254 ahahaha perchè non gli ha fatti! e in senegal c’è andata solo per fare la figa poi con le foto scattate con la reflez da 2000 euro…. la berlusconiana!

  • Biancamaria

    *reflex scusate (quella della foto :D)

  • Alessandro

    Si vede che questa signorina ha chi gli mette davanti un piatto di pasta anche senza lavorare… QUESTA è MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DI CHI è COSTRETTO AD ACCETTARE PER MANGIARE… COSA SIGNIFICA CHE NON HANNO DIGNITA???? MA VAI…

  • Alessandro

    CHI è COSTRETTO AD ACCETTARE PER SFAMARE UN FIGLIO NON HA DIGNITA’ SIGNORINA????

  • Alessandro

    CHI è COSTRETTO AD ACCETTARE PER SFAMARE UN FIGLIO NON HA DIGNITA’ SIGNORINA????

  • Biancamaria

    Alessandro hai ragione! come si dice a roma “E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA”

  • Andrea

    è vero… hai rifiutato ok brava ma non mancare di rispetto a chi è più sfortunato di te… perché un giorno… potresti trovarti anche tu ad essere costretta ad accettare… ricordatelo!!!!

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Biancamaria

    E’ FACILE FARE I FILOSOFI COI SOLDI IN SACCOCCIA

  • Fabrizio

    @Biancamaria: No, guarda che per umiltà Valeria si è lavata nei bagni delle palestre insieme alle donne terremotate dell’Abruzzo, e mica è venuta a dircelo…….. Oooooops, che distratta, anche questo per sbaglio è venuta a dircelo! Ma mica perché è coraggiosa, solo per naturale umiltà, solo per lottare contro il pregiudizio (quale?)…… mica l’ha fatto e ci è sfuggito di dircelo per farsi bella con le tragedie altrui…….

  • KabulVerona

    Superficialità all’ingrosso, arroganza… e la gente che applaude questa signorina – che la dignità non sa nemmeno cosa sia – mi fa più schifo di lei.

  • T0P0GiGi0

    CARA FIGLIA DI PAPI… SE MIA MOGLIE NON LAVORASSE CON IL CONTRATTO SU CUI TU PUOI PERMETTERTI DI SPUTARE NOSTRO FIGLIO NON MANGEREBBE VISTO CHE IO SONO IN CASSA INTEGRAZIONE DA OLTRE 1 ANNO!!! SEI UNA MERDA NON SAI COS’è IL RISPETTO SPERIAMO CHE UN GIORNO TI MANCHI I SOLDI COSI CAPISCI COME SI VIVE… QUESTO è DIRE CHE LA GENTE COME MIA MOGLIE NON HA DIGNITA… EBBENE NE HA MOLTA PIU DI TE, PERCHE’ PER MANTENERE I SUOI FIGLI SI ABBASSA A CIO’… RICORDATI FURBETTA… TUTTO DIPENDE DA QUANTO BISOGNO HAI… GLI EXTRACOMUNITARI PENSI LAVORINO A MENO SFRUTTATI PER SPORT O COSA???? VERGOGNAAAAAAA VERGOGNAAAAAAAA VERGOGNAAAAAAAA SEI UNA MERDAAAAAAAAA

  • T0P0GiGi0

    MI FAI SCHIFO SEI UNA MERDA

  • T0P0GiGi0

    MI FAI SCHIFO SEI UNA MERDA

  • T0P0GiGi0

    MI FAI SCHIFO SEI UNA MERDA

  • T0P0GiGi0

    “@Biancamaria: No, guarda che per umiltà Valeria si è lavata nei bagni delle palestre insieme alle donne terremotate dell’Abruzzo, e mica è venuta a dircelo…….. Oooooops, che distratta, anche questo per sbaglio è venuta a dircelo! Ma mica perché è coraggiosa, solo per naturale umiltà, solo per lottare contro il pregiudizio (quale?)…… mica l’ha fatto e ci è sfuggito di dircelo per farsi bella con le tragedie altrui…….”

    BELLO SPOT..BRAVI… VANTATEVI… OK VI DICIAMO CHE è UN EROINA BRAVI BRAVI IO MI CANCELLO DALLA VOSTRA PAGINA FACEBOOK SIETE INDEGNI IRRISPETTOSI E CERTO LA DIGNITA’ NON L’AVETE

  • Biancamaria

    Fabrizio #271 ahahahaha qant’è spocchiosa!!! prrrrrr

  • Tonino

    Questo cercare di vittimizzare e mitigare la ragazza vergognoso… squallido.. davvero PATETICO… mi avete deluso tantissimo.. ragazzi iscrivetevi a informarexresistere, a nocensura, lasciate perdere questi patetici… patetici…patetici!!!!

    un po’ di umiltà non guasterebbe.

  • Tonino

    hai detto bene… SPOCCHIOSISSIMA… SEGNALIAMO LA LORO PAGINA FACEBOOK IN MASSA!!!!

  • Tonino

    Biancamaria for president… finalmente una persona sensata

  • Biancamaria

    @tonino ma qual’è la pag facebook?

  • Ciro Auriemma

    Su questo sito non ho mai letto 1 articolo degno. Frasi fatte, scontate, populismo, cose che puoi leggere ovunque e tante scemità. questo articolo appartiene a questa ultima categoria. uno che scrive dovrebbe non urtare la sensibilità e voi non vi siete posti il problema di valutare come avrebbe reagito coloro che certe situazioni le vivono. se gli italiani rinunciassero a certi lavori al giorno d’oggi morirebbero di fame e loro assumerebbero qualche straniero in più disposto a lavorare per uno stipendio da fame… siete davvero patetici come ha detto qualcuno, e pure spocchiosi. non voglio insultarvi ma hanno detto giusto dare a cesare cio che è di cesare. addios

  • Ciro Auriemma

    e segnalo anche io la pagina facebook anche se non ero manco iscritto. bianca si chiama valigia blu. segnaliamola tutti questo è SPAM

  • Biancamaria

    si potrebbe anche creare una pagina…

  • Uno, nessuno e centomila

    Parlando di difesa del territorio sardo, da parte di sardi, la nostra giovane giornalista in erba avrebbe potuto parlarci della titanica resistenza di un uomo solo (e pure anziano) contro la costruzione di un mega resort a Tuerredda, magnifica spiaggia di Teulada; della disperata lotta di pochi, spesso contro i loro stessi paesani, tra pesanti intimidazioni, combattuta da anni contro il Poligono Interforze del Salto di Quirra; la dignitosa lotta di intere comunità contro l’installazione di 15 Radar in alcuni tra i punti più belli della Sardegna, o quella contro la costruzione di un mega inceneritore nei pressi di Macomer; poteva darci notizie sul Galsi, il gasdotto che si vorrebbe tagliasse in due la Sardegna, o delucidazioni sulla chimica “verde”, un affare poco chiaro che puzza di disastro ecologico prossimo venturo, nonostante tutta la propaganda propinata; poteva parlarci della verdura di PortoScuso, che l’ASL invita a non mangiare perchè inquinata dai veleni del polo chimico; oppure di quell’altra bomba ambientale che è la Saras; ancora, poteva parlarci dei poligoni di capo Frasca e capo Teulada, o della base militare di Decimomannu, dei giochi di guerra che si svolgono sulle nostre teste e nei nostri mari, magari per far addestrare l’aereonautica di un paese come Israele (va bene andare in Palestina, ma, visto che sei sarda, vai a Decimo, cara Valeria); poteva anche parlarci delle condizioni semi servili del lavoro stagionale in certi locali sulle coste, ricordandosi che i ristoratori sardi non sono migliori di quelli continentali, e comunque evitando di far di tutta l’erba un fascio; poteva fare informazione, insomma, invece ha preferito parlarci di sè stessa (come se stesse affrontando un colloquio di lavoro, con quel misto di millanteria e ostentata sicurezza di sè che ci hanno insegnato essere il contegno giusto per farsi assumere) e fare retorica a buon mercato, questo è quanto, senza nemmeno riuscirci bene, tra l’altro. Per l’amica che la conosce come persona umile: non è per male che si critica questo articolo; se la tua amica non è snob, come dici, saprà farsi un bell’esame di coscienza, non potrà che uscirne migliorata; ma temo che preferirà le sirene degli adulatori e dei morti viventi come Michele Serra (mi si spezza il Cuore se penso al titolo di un settimanale verde, diretto dal nostro, che recitava: “1992, saremo più poveri, ma stronzi uguale), ormai troppo compromessi nel viluppo dei propri compromessi per accettare la visione di persone veramente oneste, in grado di esercitarsi nella nobile arte della parresia. Citando sempre Gioia #242, che dice: “aprite gli occhi e pretendete per ciò che vale il vostro lavoro”, spero che Valeria non abbia preteso nulla per questo articolo, perchè il suo valore qualitativo è 0, ma a voler essere sincero, inviterei tutti a tener presente che l’andazzo generale è quello che tende verso una spinta a 0 del valore di qualunque lavoro, indipendentemente dalla sua qualità, e qui bisognerebbe rispolverare il buon Marx (o forse, meglio, l’articolo linkato dall’intervento #63, leggitelo, Gioia), ma prima che inizi a tremare la terra, e che troppa gente inizi a pronunciare anatemi, mi ritiro, che devo mandare curriculum a resort e ristoranti per la prossima stagione estiva, che (per far tremare un altro poco la terra, citando il buon vecchio Brecht) “sol chi ha la borsa piena vive piacevolmente”.
    PS. a tutti quelli che pensano che 700 euro più alloggio siano uno stipendio onorevole: non ho mai accettato meno di mille euro, e non perchè sia un fighetto, semplicemente perchè, lavorando in cucina, i soldi che in teoria mi avrebbero dovuto detrarre per l’alloggio (senza parlare delle condizioni di certi alloggi) non erano minimamente compensati dai soldi che in teoria mi avrebbero dovuto versare per straordinari, festivi, notturne (fan**** a voi, insomma, nonostante prendessi più di mille euro al mese mi è capitato di calcolare una paga orario di poco più di due euro all’ora); ma ovviamente tutto questo esula dal discorso di Valeria.
    PPS personalmente trovo molto più dignitoso spaccarmi il culo in una cucina per dodici ore al giorno, o dietro una catena di montaggio per almeno 8 ore al giorno, o nei campi per x ore al giorno, indipendentemente dalla paga, che prostrarmi all’avvilente spettacolo della prostituzione intellettuale cui mi è capitato di assistere in certi ambienti come quello giornalistico, o quello accademico. —–Ne avverto la gravità gravità
    e lascio che sia la gravità a portarmi sempre più giù
    non rivoluzioni se non ti rivoluzioni no–kiave, gravità–
    http://www.youtube.com/watch?v=5zkn5jJaSto

  • Daniele

    Dovete vergognarvi… se avete dignità dovete cancellare subito questo articolo e chiedere scusa. Ma forse è stata una mossa di marketing per spingere la gente a parlare di voi vero? pur di farvi parlare anche se ne parlano male va bene come quelle veline che si mostrano anche a costo di passare da prostitute: ma però parlano di loro!!!

  • Biancamaria
  • beatnicola

    Ma tu concretamente cosa fai ? E lei risponde: «Giro…, vedo gente…, mi muovo…, conosco…, faccio cose…». Ecce Bombo 1978. Nanni Moretti ha fotografato Valeria Gentile più di 30 anni fa.

  • Alessio

    Io sono contro i resort lusso, ma piú che altro sono contro a chi mette l’orgoglio regionale davanti alla nazione.

    Se ti senti piú SARDA che ITALIANA, hanno ragione quelli che dicono che in fondo l’ITALIA non esiste, non é mai esistita…

    Lo scorso anno non ho festeggiato i 150 anni perché non c’é un cazzo da festeggiare…

  • Filippo

    Coraggiosa si ma forse neanche troppo..
    Nel senso date le condizioni offerte, tantopiù in considerazione del tipo di struttura (molto ricca a quanto pare), rifiutare un “offerta” del genere è più che legittimo, quasi scontato direi dato il potenziale a disposizione di Valeria (nel senso di ciò che può fare della sua vita).
    Ovvio che in condizione di disoccupazione e senza alternative sarebbe stato stupido, ma lei non mi sembra in queste condizione, anzi.
    Credo quindi sia più una scelta scontata ed ovvia il suo rifiuto.
    Per quanto concerne il velato odio misto a grande orgoglio non lo condivido, ok per il non amare il modo di fare business dell’Azienda che da per scontata tante cose e offre una paga ridicola, ma il far intendere un odio non giustificato non lo condivido. Al di là del fatto che sia un denaturare forse il territorio, è vero, però questo porterà un sacco di posti di lavoro in una terra dove forse questo manca, non mi pare un poi tanto negativo. Che lo abbiano fatto degli “stranieri” forse è perché, 1 gli è stato concesso di farlo (come giusto credo), 2 perché nessun Sardo l’ha fatto prima (ma non credo che gli sia stato neanche impedito), con questo non dico che sia una cosa “bella” o “brutta”, solo che così gira il mondo ora.
    Quello di brutto che traspare dalla lettera è che si sente violato il territorio come se fosse solo dei Sardi, la Sardegna appartiene all’Italia che a sua volta appartiene al Mondo che a sua volta appartiene a chi lo abita, trovo in questo caso che il sentirsi invasi è un modo di pensare un pelino chiuso, retrogado e forse anche razzista nei confronti dei cosiddetti “continentali”.

  • per la verità

    Minzolini è finito e Valigiablu non sta molto meglio. La Ciccone si appoggia a questi “articoli” per riprendere quota. Tranquilla, con le amicizie che hai, presto sarai nella redazione di Repubblica. Insieme al tuo amico Serra e la sua barbetta che fa tanto figo “De sinistra”.

  • Roby

    Piu’ la rileggo piu’ non capisco la connessione tra l’essere sardo ed aver detto no al lavoro. E tu vuoi fard la gironalista dalla Sardegna, tu che hai viaggiato per anno? Come fai a rinchiudere i tuoi oensieri in quell’isola che e’ la prigione di voi sardi. Mi chiedo c’e’ qualche sardo che si sente italiano? In questa lettera c’ e’ una forma estrema di gelosia nei confronti degli imorenditori italiami che investono in sardegna. Il turismo porta ricchezza culturale ed interazione.

  • Roby

    Piu’ la rileggo piu’ non capisco la connessione tra l’essere sardo ed aver detto no al lavoro. E tu vuoi fard la gironalista dalla Sardegna, tu che hai viaggiato per anno? Come fai a rinchiudere i tuoi oensieri in quell’isola che e’ la prigione di voi sardi. Mi chiedo c’e’ qualche sardo che si sente italiano? In questa lettera c’ e’ una forma estrema di gelosia nei confronti degli imorenditori italiami che investono in sardegna. Il turismo porta ricchezza culturale ed interazione.

  • Adriana

    Concordo con Roby, io neanche ho trovato la connessione tra il fatto di aver rifiutato il lavoro e il tuo essere sarda. Ma forse son stata poco attenta. Ieri poi, girando un po’ tra i vari blog, ho trovato questa “simpatica” risposta al tuo post http://www.frankezze.it/nanni-nostri/non-sono-coraggioso-sono-sordo/
    Fa riflettere. Ma neanche tanto.

  • Palma

    Cara Valeria, hai 26 anni: un paio di stagioni in quel Resort ti avrebbero fatto solo bene, ma diciamo la verità… stare “chiusa” dentro in ufficio per 12 ore al giorno fa meno “figo” di guidare una zattera di bambù sul fiume Li! Le tue amiche laureate che lavano le scale forse sono più coraggiose di te che invece vai avanti a testa alta…. ci racconterai poi dove sei arrivata…in bocca al lupo comunque!

  • Mauro

    Io avevo 26 anni a metà degli novanta ed ero disperato. Lavoravo gratis in uno studio legale collegato alla CGIL di Bari. L’anno dopo ho accettato l’offerta di un mega studio a Milano che difendeva solo le imprese contro i lavoratori, per 2.500.000 lire fatturati al mese. Io mi sono venduto perché non potevo continuare a farmi mantenere da mio papà cassintegrato Fiat. Della mia vita a Milano non ho nessun bel ricordo, solo ferite. Più tardi mi sono messo in proprio in una piccola città a 200 km da Milano ed oggi, se devo comprare qualcosa, non mi chiedo per primo quanto costa. Oggi io mi sento realizzato e felice solo ed esclusivamente quando posso godere dell’affetto delle persone che mi conoscono, tutto il resto, ho capito negli anni, non ha nessuna importanza, nonostante tutti continuino a ripetere il contrario. Lo posso dire oggi però, 15 anni fa non me lo potevo permettere. Se tu Valeria senti di potertelo permettere già oggi, brava (il fatto di essere Sarda non c’entra niente, sei una bella persona e basta. Se poi hai anche la fortuna di avere qualcuno che ti consente di poterteti permettere di non insozzarti come è successo a me, non è certo una colpa. Molti, purtroppo, non hanno alternative e quando decidono che è arrivato il momento di vivere la propria vita gli tocca infangarsi. E’ dolore, è la vita.

  • gloria

    quanta cattiveria e maleducazione gratuite! Troviamo sempre il motivo per sfogare le nostre frustrazioni sul prossimo!!

  • pia

    Cara Valeria,penso che dopo aver “guardato il mondo” come hai potuto,saputo fare ,non ti rimane che lottare..ormai conosci ,sai da che parte stare.Capisco e non giudico chi si”accontenta”può esserci,anzi sicuramente c’è dignita anche in quella sopportazione,ma occorre che si dica anche basta e si alzi la testa e si tenga dritta la schiena.perciò molto umilmente ti dico grazie e ti abbraccio forte,forte,

  • Valentina

    Sconcertata da alcuni commenti credo che questi si possano riassumere in una famosa canzone di Celentano e anche in una dei Dirotta Su Cuba. Sconcerto a parte, cara Valeria, con le tue parole mi trasmetti un sacco (pieno zeppo) di energia positiva, tanta voglia di fare, tanta voglia di non fermarmi con pensieri negativi e scoraggianti. Chi si lamenta e non agisce non cambierà mai il mondo. Chi agisce ha diverse probabilità di cambiarlo. Se tutti fossimo attivi e non distruttivi il mondo sarebbe migliore. Non ti conosco ma ti ammiro moltissimo. Io sono con te:-). Buona vita :-)

  • Valentina

    Sconcertata da alcuni commenti credo che questi si possano riassumere in una famosa canzone di Celentano e anche in una dei Dirotta Su Cuba. Sconcerto a parte, cara Valeria, con le tue parole mi trasmetti un sacco (pieno zeppo) di energia positiva, tanta voglia di fare, tanta voglia di non fermarmi con pensieri negativi e scoraggianti. Chi si lamenta e non agisce non cambierà mai il mondo. Chi agisce ha diverse probabilità di cambiarlo. Se tutti fossimo attivi e non distruttivi il mondo sarebbe migliore. Non ti conosco ma ti ammiro moltissimo. Io sono con te:-). Buona vita :-)

  • Biancamaria

    Veramente il suo articolo non ha nemmeno una frase che dimostra coerenza, nemmeno una! a cominciare dal fatto di essersi presentata al colloquio di un’azienda su cui sputa veleno.. poi che significa rifiutare un lavoro in nome e in onore della gente povera che bla bla…? dovrebbe essere il contrario, o almeno.. a me mi hanno insegnato che pe rispetto dei bambini che muoiono di fame IL PIATTO LO DEVO MANGIARE e non rifiutare, non ha alcun senso logico quello che dice… per me lei è una cretina come poche.. perchè un conto è presentarsi come una ragazza ambiziosa e basta che aspira a un lavoro di più “alto livello” o più retribuito(nel frattempo che mammina e papà la imboccano)un altro è presentarsi come quella che in onore della povera gente fa quello e quell alrto.. dovrebbe essere più chiara..

  • sturrundeddu

    ringrazio “il sardo” per i commenti #63 e precedenti, ma sopratutto per il link

    http://www.krisis.org/1999/manifesto-contro-il-lavoro

    che queste carissime ‘amiche di maria de filippi’ in versione ‘donna avventura’
    dovrebbero leggersi prima di pensare di dare del frustrato/represso/ecc agli altri. Ma che ve lo si dice a fare, non sapete ne leggere l’articolo, ne leggere i commenti, quindi anzi correggo il tiro, non leggetele certe cose, sarebbero solamente perle ai porci.
    Ringrazio anche, ancora, chi continua a scrivere senza uscire fuori tema e com lucidità.
    Ringrazio anche beatnicola per il commento su ecce bombo che mi ha fatto spanciare :)

    Adesso vado che devo fare volontariato, sai com’è, lo faccio gratis, sono umile, ma intanto me lo segno nel curriculum…ma mica per interesse.. nah.
    Giusto per dire che faccio cose…
    fuffa.

  • gigi

    Ma non potevi semplicemente chiedere che ti riconoscessero le condizioni (non solo economiche) che ritieni adeguate alla tua preparazione ed al tuo CV ? si chiama negoziazione ed è quasi sempre parte di una selezione di lavoro: il datore di lavoro ha un suo punto di vista (a volte in malafede) ma proprio perchè tu hai il tuo, devi cercare di farlo valere (spiegandolo, motivandolo, . . ) prima di sbattere la porta . . . se non lo fai, se non ci provi nemmeno, vincerà sempre il datore di lavoro (sardo, milanese, cinese, . . ) che magari, senza dirtelo, era disposto anche a spendere 1500 euro e che adesso proprio un’altra a 700 euro l’avrà già trovata

  • federico patteri

    brava ti rispetto, non mollare! :)

  • marco

    la tua lettera è bella, soltanto un appunto, per fare tutti quei viaggi,significa che sei ricca di famiglia,e 700 euro al mese per te è una facile rinuncia

  • manuela

    signori, qui che valeria si sia potuta permettere di rifiutare o meno non ci interessa. ha fatto sicuramente bene, oramai dobbiamo tenerci almeno un briciolo di orgoglio (situazione permettendo), è ovvio che la società sta mangiando sulla disperazione della gente che non sa più come andare avanti.con la mia modesta esperienza posso dire che ho dovuto accettare 3 mesi dove ho chiesto di lavorare gratis (questo perchè non ti vogliono senza esperienza) dove mi pagavo 230 euro di asilo nido (lo pensi come un investimento) per poi accettare un PIP(piano di inserimento professionale a 3,75 euro l’ora circa). dopo anni di università ne esci pieno di speranze e invece ti trovi a dover elemosinare il lavoro e il bello è che dovresti sentirti anche fortunato per 309 euro al mese!!ora, capisco che bisogna fare la gavetta, che bisogna farsi conoscere…ma qui sta andando tutto male, nessuno assume, la regione continua a stanziare questi contrattini che non son di lavoro, ma solo di inserimento(sfruttamento). qui deve cambiare la situazione, la gente disperata che accetta ci sarà sempre. il lavoro rifiutato da valeria è stato accettato minuti dopo da un altra persona.e tutti continuano ad esser sfruttati. Se si può è meglio opporsi…

  • milena

    Complimenti,per non aver ceduto alle lusinghe schiavistiche dell’imprenditoria milanese!!!cercate pero´ di non lasciarvi sopraffare quasi sempre dal profumo dei soldi facili di chi vuole comprare la vostra terra ed anche un po´ di voi!!!!

  • Lorenzo

    Mi sento più coraggioso io che ho appena aperto la partita Iva…

  • Giulia

    sei stata grande, brava! non è solo perché sei sarda, siamo tutti in questa situazione, e tutti nel mondo dovrebbero fare così

  • nicolaj

    scusa, valeria, ma che cos’è questo: http://www.youtube.com/watch?v=mV3M7tdX1kk ? sembra un book fotografico personale messo su youtube e sponsorizzato dalla Nivea. correggimi pure se sbaglio, ma se non sbaglio spiegami, per favore, che c’azzecca coi tuoi discorsi sul coraggio, l’orgoglio sardo, il non piegare la testa davanti ai signori tristi, la libertà.

  • chiara

    Ma di cosa stiamo parlando???Ho 28 anni e “volevo” fare la giornalista; dico volevo perchè dopo tantissimi anni di gavetta su giornali locali ed emittenti radio non ho ancora la tessera da pubblicista; dico volevo perchè faccio la commessa e la hostess per le promozioni fino alle 3 di notte nel week-end per arrivare a 700€; il mio curriculum è di tutto rispetto, ho viaggiato tanto grazie ai MIEI sacrifici e non posso fare ciò che sogno da quando ero bambina perchè non mi permetterebbe di mangiare.SONO CAMPANA E NON STO PARLANDO DI ORGOGLIO CAMPANO perchè ci sono 10, 100, 1000 ragazzi di tutta Italia che fanno la mia stessa vita…è semplice SOPRAVVIVENZA…quindi mia cara Valeria evidentemente non hai bisogno dei 700 euro di quei signori e perdonami, sei tu che mi fai un pò di tristezza!

  • Kilometro

    Il messaggio di Valeria ha diverse chiavi di lettura, a ciò sono dovute le diverse interpretazioni nei vari commenti. Tuttavia penso che il suo pensiero sia stato frainteso e non dipende dalla dalla sua (ottima) dialettica, bensì dal fatto che solo i sardi e ancor più i sardi in giro per il mondo possono capire. Ogni popolo ha delle caratteristiche oggettive che lo distinguono a prescindere dalla soggettività, dai buoni e dai cattivi, dai generosi e dagli avari, dai calorosi e dai freddi. Questi sono riscontrabili nei comportamenti, ancor di più nella storia e negli atteggiamenti. In questo senso si può ragionevolmente dire che i sardi sono caratterizzati da valori del tutto singolari, lontani dal pensiero consumista e capitalista, valori che mirano al valore dell’uomo, all’anteporre lo stesso al denaro. Valeria con questo post non voleva che si discutesse sull’offerta di lavoro (da un punto di vista economico), tantomeno è compito nostro farle i conti in tasca, piuttosto rimanda all’atto di sottomissione al sistema capitalistico. Purtroppo o per fortuna i sardi hanno una mentalità che non permette loro di identificarsi con questo sistema. Sta quì la radice della scarsa propensione degli stessi al commercio e all’investimento, alla base dell’amplificata crisi che viviamo. Questo testo è espressione dell’eterna lotta tra tradizione e cambiamento, figlio dell’opposizione al mondo moderno e alla globalizzazione. Se dobbiamo rinunciare alla nostra sardità in nome di una civiltà che ci rende unicamente burattini, tra le grinfie di potenti, preferiamo arrangiarci alla meno peggio, sbattere la porta in faccia a chi pensa che il riconoscimento alla persona umana sia direttamente proporzionale alla dimensione del conto in banca. Questo penso fosse il suo messaggio.

  • Kilometro

    Il messaggio di Valeria ha diverse chiavi di lettura, a ciò sono dovute le diverse interpretazioni nei vari commenti. Tuttavia penso che il suo pensiero sia stato frainteso e non dipende dalla dalla sua (ottima) dialettica, bensì dal fatto che solo i sardi e ancor più i sardi in giro per il mondo possono capire. Ogni popolo ha delle caratteristiche oggettive che lo distinguono a prescindere dalla soggettività, dai buoni e dai cattivi, dai generosi e dagli avari, dai calorosi e dai freddi. Questi sono riscontrabili nei comportamenti, ancor di più nella storia e negli atteggiamenti. In questo senso si può ragionevolmente dire che i sardi sono caratterizzati da valori del tutto singolari, lontani dal pensiero consumista e capitalista, valori che mirano al valore dell’uomo, all’anteporre lo stesso al denaro. Valeria con questo post non voleva che si discutesse sull’offerta di lavoro (da un punto di vista economico), tantomeno è compito nostro farle i conti in tasca, piuttosto rimanda all’atto di sottomissione al sistema capitalistico. Purtroppo o per fortuna i sardi hanno una mentalità che non permette loro di identificarsi con questo sistema. Sta quì la radice della scarsa propensione degli stessi al commercio e all’investimento, alla base dell’amplificata crisi che viviamo. Questo testo è espressione dell’eterna lotta tra tradizione e cambiamento, figlio dell’opposizione al mondo moderno e alla globalizzazione. Se dobbiamo rinunciare alla nostra sardità in nome di una civiltà che ci rende unicamente burattini, tra le grinfie di potenti, preferiamo arrangiarci alla meno peggio, sbattere la porta in faccia a chi pensa che il riconoscimento alla persona umana sia direttamente proporzionale alla dimensione del conto in banca. Questo penso fosse il suo messaggio.

  • stefano

    L a strada che hai scelto è l’unica dignitosa…il resto lascialo a chi se ne ciba….l’unica cosa che non capisco è il perchè hai fatto la trafila per essere assunta…per poi rinunciare….spero che la tua scelta non sia stata dettata solo dai pochi soldi… personalmente trovo più interessante la critica al sistema delle cose….all’amore per la sardegna , e concordo su come dovrebbe essere….spero che se ti avessero offerto di più non avresti accettato lo stesso….questo, perchè sei in gamba…e qualcuno offrirà sicuramente di più…..e dio sà per fare cosa….fai la scelta giusta che la vita è un mozzico….ti abbraccio…e …. buona vita

  • chiara

    anche lavare le scale è dignitoso…anzi dignitosissimo!

  • michele

    E basta con questo sbandierare l’aggettivo “sardo” come se fosse sinonimo di qualche virtu’ particolare.
    Sono sardo anche io, amo la mia terra ma non sento di avere qualcosa di diverso o di piu’ rispetto ai non sardi. Soprattutto da “chi viaggia” mi aspetto che capisca che siamo tutti cittadini del mondo, e che il posto in cui si nasce non e’ ne’ un merito ne’ un valore aggiunto.

    Il coraggio e’ qualcosa di molto diverso dal rinunciare a un’offerta di lavoro, ed essere sardi non vuol dire volersi dstinguere e/o disprezzare l’Italia e gli italiani. A mio avviso semplicemente questo post non ha senso; e’ una scelta banalissima di quelle che molti fanno tutti i giorni e ciascuno valuta in base ai propri bisogni e possibilita’, senza condire il tutto di retoriche e di questioni troppo grandi per essere tirate in ballo in questi termini.

  • Federica

    Sono sarda anche io e ci sono alcune cose che non capisco dell’articolo di questa ragazza. Le questioni di principio, o morali potevano essere due e la signorina in questione fa un bel mischione per non dire assolutamente niente se non trincerarsi dietro questa “sardità” che non ho ancora capito bene in cosa consista e per tirare in ballo gli operai dell’Alcoa che credo ne abbiano le palle piene di essere usati come manifesto per dire qualsiasi stronzata.
    A parte la supercazzola iniziale del “ho fatto questo e quest’altro” per cui i miei più sinceri complimenti, ma anche “sticazzi”, se mi si permette, si arriva al colloquio.
    Punto primo: chiunque lavori in Italia sa benissimo che le aziende NON ti chiamano se prima non hai mandato un cv. Allora se uno sa di non voler lavorare per “gli ingrati nordici” o per una struttura che propone il lusso alla faccia degli operai mi informo PRIMA di mandare un cv o (nella irreale ipotesi succedesse) prima di sostenere il primo colloquio con un’azienda di cui ignoravo l’esistenza ma che mi ha “trovato”. Seconda cosa se reputo immorale quell’azienda non faccio tutta l’escalation di colloqui ma se la mia ideologia, morale, supercazzola è così sentita li sfanculo al primo colloquio. Ma che dico? Alla prima telefonata, appena mi si presentano! Esempio pratico: io sono contro la vivisezione, se mi dovesse telefonare un’azienda che so che la pratica primo mi chiedo da dove diavolo abbiano preso il mio nominativo, secondo non voglio neanche sentire cos’hanno da proporre. Li schifo, punto. Perché se arrivo a fare millemila colloqui e mi salta fuori l’ideologia solo quano mi rendono noto il rapporto lavoro/compenso, beh son sarda anche io, e la prima cosa che penso è: ma baccacai! (vai a cagare!).
    Oppure la signorina in questione poteva fare un semplice discorso di sfruttamento del lavoro, per cui se mi si chiede di lavorare non stop per 700 euro capisco l’indignazione del lavoratore che sa di avere competenze e una vita da vivere e non reputa necessario sacrificare tutto per un compenso che permette a mala pena di sopravvivere.
    Allora però non doveva indignarsi contro i nordici, o le strutture di lusso, o mettere in mezzo l’Alcoa e i suoi uomini, tantomento c’entra qualcosa la supercazzola di quello che ha fatto in passato, dato che mi pare nessuna delle attività riportate ha attinenza con il ruolo proposto dai nordici.
    Da sarda quale sono ne ho le palle piene di sentire gente che usa meschinamente la nostra terra e la nostra identità per cercare di “fare bella figura con poco” che si schiera dalla parte dei poveri solo quando le fanno capire che la sedia fra i ricchi per lei non c’è.
    Questo articolo mi pare paragonabile al far vedere le tette per ottenere attenzione. Cioè non ho un beneamato cazzo da dire ma ti fo vedere le poppe, sbavi e mi sale l’autostima. Qui al posto delle tette si è preteso di mettere il cv e le esperienze di vita, per attirare l’attenzione esattamente sul vuoto cosmico. Forse voleva essere un raccontino strappalacrime o un articoletto da indignados. Facciamo così, mia cara sarda, cerca di dare maggior spessore al personaggio, perché il protagonista è veramente irritante e studia meglio la trama perché c’è troppo e mal collegato.
    Una sarda. Qualsiasi cosa voglia dire.

  • Nel Bloom dipinto di Bloom

    Pubblico qua i commenti che dal sito personale di ValeriaGentile la nostra giovane madre coraggio ha cancellato, dimostrando coraggio e capacità dialettiche davvero non comuni (ahahahahah):
    in primis le avevo girato il commento #51 di “un sardo”, mi risponde una tale Serena, con argomenti simili a quelli di Gioia #242; allora rispondo così: ———–Ripeto la domanda, e mi piacerebbe che rispondessi tu, Valeria, visto che sono risalito fin qui per parlare con te:
    a che livello di comprensione del reale ti poni?
    Questo esula completamente dal discorso di Serena sul fatto che tu abbia o meno fatto lavori umili (anche Rupert Murdoch li ha fatti, ciò lo rende meno squalo?), riguarda il punto di vista che assume il tuo sguardo nei confronti di quei lavori. E’ il punto di vista superiore di qualcuno che è andato oltre e vale di più. Ecco, veniamo a questo punto: vali di più? Per quel che mi riguarda, dalla lettura di questo articolo, e di altri nelle tue mille attività, posso dirti di no, perchè il valore non è un concetto quantitativo, ma qualitativo, ovvero: non è facendo mille reportages inutili e privi di reale interesse che diventi una brava giornalista, per me, almeno, che resto umano. Per il sistema del lavoro, così come è organizzato, conta invece solo la quantità di esperienze, la lunghezza del curriculum, la rete relazionale delle referenze, conta in maniera puramente quantitativa, sempre, non qualitativa. Questo articolo reca su di sè la peggiore impronta della pedagogia ultraliberista, quella della valorizzazione di sè in quanto “capitale umano”, dove il capitale ingoia l’umano, trasformandoci in agenzie d’immagine di noi stessi deambulanti.
    Ecco, Serena, il sistema corrotto non porta a sottovalutarci, per tenerci in pugno, punta a far sì che noi si interiorizzi i suoi criteri di valutazione. La cosa è ben diversa. In soldoni: tu dici che dovremmo tutti rifiutare 700 euro al mese per servire un sistema economico malsano e corrotto, io dico che nemmeno per duemila accetterei di farlo, perchè la dignità e i valori ideali di cui vi vorreste portatrici non hanno prezzo, quindi NON MI SOVVERREBBERO MAI AL TERZO COLLOQUIO, PERCHE’ NON SAREI MAI ANDATO NEMMENO AL PRIMO.
    Io ho un’opinione troppo elevata di me stesso, per mettermi al servizio di certa gente; preferisco di gran lunga vendere le mie braccia (anche a costo di prendere meno soldi spaccandomi di più il culo) che la mia mente, perchè le braccia sono lontane dall’anima, nel mentre che lavi i piatti puoi cantare, puoi permetterti di essere un corpo estraneo, puoi ancora disprezzare senza problemi il sistema in cui sei immerso; nel mentre che spremi le tue meningi per trovare parole che rendano bello ciò che fa schifo, no. E’ la differenza che passa tra il sistema fordista e il sistema post-fordista, tra il dispositivo della fabbrica e il dispositivo del mercato del lavoro, tra la separazione tempo di lavoro e tempo libero e il suo superamento in senso repressivo, tra la morte del sistema del lavoro e il mantenimento in vita del suo zombie operata da chi detiene il potere politico-finanziario nell’epoca dell’ultraliberismo (definizione spuria, ma tant’è), tra la possibilità di opporsi in senso dialettico al sistema dominante e l’impossibilità dettata dall’appartenenza stessa a quel sistema che si vorrebbe combattere. E’una questione di dignità, e non basta averla fotografata, la dignità, per possederla. E’ una questione che riguarda la qualità del tuo lavoro, Valeria, sei laureata, quindi dovresti poter capire i risvolti teorici del ragionamento che ti espongo, sto dicendoti che il tuo articolo vale poco in quanto tremendamente superficiale, così superficiale da essere offensivo. Ti consiglio di leggere il materiale che è linkato sul mio nome, se vuoi approfondire un pò il ragionamento sulla fogna in cui tu, Valeria e tu, Serena, e io, e tutti gli altri, plaudenti o indignati su ValigiaBlu, siamo immersi.—(il link messo sul mio nome era questo http://bloom0101.org/page1.html, ma potrei aggiungere almeno questo http://labattagliasoda.wordpress.com/insurrezione-che-viene/——————–la risposta di Valeria è questo link, unico commento rimasto al suo articolo nel suo sito personale: http://www.gruppoabele.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2648 link ad un’intervista da lei rilasciata sul sito del Gruppo Abele, in cui ignora bellamente qualsiasi critica le sia giunta——————–al che, per farla finita, le rispondo così: “Io ho avuto la fortuna di avere una madre che nella sua vita ha sempre detto no ai compromessi umilianti”

    http://www.youtube.com/watch?v=mV3M7tdX1kk

    questo E’ un compromesso umiliante.

    (giova ripeterti di quanto siano schifosamente spocchiose certe frasi, indipendentemente da chi tu sia?)

    In ogni caso, prendo questo link anonimo come una risposta? Come risposta dice: sono troppo toga perchè pure il gruppo Abele mi intervista. Se eri una persona, saresti dovuta restare chiusa in camera tua per due settimane a chiederti cosa hai sbagliato nella vita. Ma tu sei positiva e guardi avanti. Infatti nell’intervista parli d’altro, non chiarisci nessuno dei punti che abbiamo sollevato.
    Quindi: o non capisci, il che vuol dire che la tua laurea e i tuoi viaggi e le tue esperienze a ben poco ti servono (io, francamente, credo sia proprio così), e che dovresti stare bene in basso (perchè non vali), o fai finta di niente (sì, sì, è anche così, lo so, non capisci e fai finta di niente), il che dimostra la tua onestà intellettuale e il tuo spessore umano (proprio non vali).
    D’altronde, è un bel incensarsi a vicenda, in certi ambienti, si entra così nel giornalismo, nell’accademia, nell’arte, ci vuole schiena dritta per non cedere alla tentazione di farsi curvi a quel livello, ma forse tu ti stai mettendo in punta di piedi.
    Bon, non sei la prima quaquaraqua che becco, non sarai l’ultima, un giorno ci beccheremo faccia a faccia: io riderò a crepapelle, tu ti offenderai. Ah, per me non c’è niente di personale, sia chiaro, tutto ciò rientra in un mio personale ambito di studi sociologici e antropologici sulla degenerazione berlusconizzante di ciò che un tempo era la sinistra italiana.
    In fondo ti stavo intervistando anch’io, però a me non hai voluto rispondere, d’altronde, in Italia, l’intervista su domande scomode o difficili è proprio fuori moda, e guai a mettersi in discussione, che mica le assumono le persone che coltivano il dubbio.
    Comunque, anche se non hai voluto farlo, mi hai risposto. La domanda era: “ci è o ci fa?” la risposta è: “ci è e ci fa”. E’ la risposta più comune.
    —————————————-
    Chiudo dicendo che, essendo io ottimista per natura, ho buttato all’incirca un’ora della mia vita, in questi giorni, per cercare di aprire gli occhi e all’autrice, su sè stessa, e alla claque degli entusiasti suoi sostenitori, su di lei e su sè stessi. Quanto a me, che sono un Bloom non me lo doveva ricordare nessuno, la via per l’esodo non ce la darà nessun Mosè, perchè a lui non potrà darla alcun Dio.

  • Biancamaria

    michele #317 ti stimo.

  • Biancamaria

    Federica #318 grande

  • francesco

    a me pare proprio un articolo di merda.

  • Laura Barella

    Un articolo semplicemente … patetico. Cosa c’entra il discorso di essere sarda? L’unica “persona triste” sei tu e non te ne rendi conto …

  • stefania

    a mio parere valeria ha rifiutato perche il compenso era una vera offesa per chi ha maturato tanta esperienza. Il suo racconto mette in evidenza come i ns nonni e padri (politici e non)hanno permesso (per svariati motivi) che si impiantassero nel suolo sardo attivita che non creano “buon lavoro” ma continua precarietà e ricatto. Cerchiamo di riprendere il governo delle nostre cose e quando le vogliamo dare lo si deve fare alle ns condizioni.

  • e

    1 milione di persone come te e le “rivoluzioni” diventano possibili. dire NO è la rivoluzione

  • arianna

    per #325 il precariato è ovunque, i ricercatori, i giornalisti etc etc… che facciamo diciamo tutti no e non lavoriamo??

  • roberta

    semplicemente, grazie.

  • girolamo
  • Emma

    Brava Valeria, ti stimo! Anch’io sono sarda e, come te, sento molto forti le radici della nostra terra ma vivo nel continente! Hai fatto bene perché questi ‘continentali’ che vengono nella nostra terra credono di comprarsi tutto coi soldi!

  • Giuseppe Novella

    ho visionato un po’ il suo sito e qualcosa su di lei online. Mi sembra che questa persona stia al giornalismo come la nutella stia alle lasagne alla bolognese. L’ennesima bolla di sapone della rete.

  • Gianni

    Da questo punto di vista non solo le nazioni ma anche i poteri sono pratiche discorsive,
    racconto o, per meglio dire, le “grandi narrazioni” condivise dai subalterni sono
    necessarie ai poteri non meno di quanto gli siano le polizie e gli eserciti (non foss’altro
    perché – come già Gramsci vide lucidamente – anche nella più esclusiva, coercitiva e
    “dominante” delle dittature, almeno le polizie, gli eserciti e i membri degli apparati
    repressivi debbono, in qualche modo, essere “egemonicamente” persuasi dal potere che
    servono, cioè debbono condividere il racconto del mondo proposto/imposto da quel
    potere).
    Per questo le dittature hanno bisogno di eroi.
    (cit.)

  • massimo

    valè ma va a cagare va..

  • gigi

    Valeria, guarda che ti hanno offerto una miseria e con un contratto a progetto. tu pensi che se una multinazionale si innamora di una risorsa umana non sia in grado di convincerla? un professionista della comunicazione costa almeno 50.000 euro lordi annui! bye

  • Pallino

    “E allora ripenso…”

    Ma perché non ci hai pensato prima e non hai direttamente rifiutato il colloquio con i gestori dell’ecomostro? Oppure, perché non ci sei almeno andata a fare polemica?!

  • luciano

    Quanta gente genuflessa a questo marcio sistema che ci vuole tutti schiavi.
    Valeria ha avuto il coraggio di dire di no, ad un sistema, che ci sta’ togliendo la dignità
    di esseri umani.

  • compost
  • luna

    Ho letto TUTTI i commenti , e mi rattristano perché così in Sardegna non cambierà mai nulla: è proprio questa sciocca guerra fra poveri ciò che ci terrà per sempre sfruttati e sfruttabili: alcuni danno addosso a chi al coraggio di dire NO ad un’offerta vergognosa, umiliante, di sfruttamento. Per loro si tratta di pura presunzione, perché chi ha dei bimbi da sfamare l’avrebbe accettata per portar loro un tozzo di pane. Domanda: fin dove sareste disposti ad arrivare per un tozzo di pane? A quale cifra?
    Qualche anno fa a Valeria per un lavoro del genere, avrebbero magari offerto 1200 euro, ma lo vedete bene tutti: man mano che gli anni passano stiamo sempre più scendendo verso il basso, sia come paghe che come condizioni di lavoro; per cui per dar da mangiare ai figli, nei prossimi anni si accetteranno anche 500 al mese, poi l’anno dopo 300, 200 euro l’anno seguente, poi 100, infine anche 50, e mi chiedo: anche 1 euro al mese? E accetteremo tutto questo con questa accondiscendenza, con tanti sorrisi di benvenuto da parte nostra alle orde di turisti, noi, orgogliosi della nostra famosa ‘ospitalità sarda’?
    Si, FORSE. Io so molto bene che anche io potrei arrivare ad accettare questo per sfamare i miei figli.
    Ma forse NO.
    C’è chi mette IN CIMA ai propri valori, lo sfamarsi, lo sfamare. E c’è chi pensa che, sì, sfamarsi è certo indispensabile, ma VIVERE sia qualcosa di più. Comprende anche la necessità di dire NO a chi ci costringe a pensare solo a sfamarci: chi ci sfrutta ci FA CREDERE che dobbiamo pensare solo a sfamarci solo per tenerci buoni e sfruttati, zitti, riconoscenti del ‘lavoro’ che ci offrono, un po’ ebeti.
    I figli certo che hanno bisogno di cibo, di un minimo di benessere, ma hanno un disperato bisogno di nutrire anche la loro anima, hanno bisogno di esempi positivi, di prospettive per il futuro, di una società migliore, vorremmo insegnar loro ad esempio anche a non farsi mettere i piedi in testa, a non farsi sfruttare.
    Oppure vorremmo che essi campino all’insegna della supinità, pronti ad accettare condizioni di lavoro indegne, ANCHE loro, perché devono sfamare i loro figli?
    E quindi forse cercherei un lavoro più dignitoso: correi dar loro un esempio, vi dico, piuttosto che lavorare per degli sfruttatori, preferirei offrire la mia forza lavoro ad un agricoltore o a un pastore, in cambio di cibo per la mia famiglia. E se non trovo questo lavoro dignitoso? Ok, continuerò pure per forza a fare lo schiavo sottopagato, MA NON darò mai il MIO ASSENSO, il MIO CONSENSO a chi ci sfrutta, o a chi sfrutta la gente e il posto dove sono nato, la mia terra. Un conto è essere costretti, ma non essere d’accordo, e un conto è dare pure in nostro convinto succube ‘grazie’, la nostra approvazione, riconoscenza, il nostro leccapiedismo, a chi pensa solo a far soldi a casa nostra, con le nostre risorse.
    Dobbiamo dire NO per tirarci fuori da questa logica assurda della guerra fra poveri, del consenso allo sfruttamento, dove si spremono fino al midollo non solo le persone ma anche i luoghi, sfruttamento che ci sta portando tutti sempre più verso il basso..
    Ci stanno portando ad accontentarci di sempre meno, del sempre peggio.
    Dobbiamo dire NO anche a chi sta cementificando la Sardegna: non lo vedete che sta diventando il villaggio vacanze dei ricchi, TUTTA un resort? La Sardegna così com’è, ciò che la rende unica, non esisterà più se persino noi sardi ci mettiamo a stendere tappeti rossi a questi sfruttatori, continentali o sardi che siano.
    Vogliamo questo tipo di turismo? Esiste anche un ALTRO tipo di turismo, a cui la nostra isola è più adatta per le sue caratteristiche. Perché non promuoviamo quest’altro tipo di turismo? Siamo troppo pigri? Troppo fatalisti? Troppo assoggettati? Troppo ignoranti? No, semplicemente qui ancora qualcuno pensa: per me esiste solo “io e la mia famiglia”, e “il resto del mondo vada al diavolo”.
    Peccato che quando tutto intorno va al diavolo (ambiente, società, salute, cultura) ci finisce anche lui e la sua famiglia.
    Fin dove saremo disposti ad arrivare noi sardi nell’accettazione? Qual è il massimo di tonnellate di cemento sulle coste che siamo disposti a tollerare?
    I nostri figli, li vogliamo vedere fra 15 anni lavorare tutti come lavapiatti o cameriere nei resort? E se qualcuno di loro invece avesse talento di fare il medico? O il pastore?
    No, ma non credo che davvero corriamo questo rischio: ho visto che in numerosi alberghi in Sardegna ormai danno lavoro quasi solo a rumeni e albanesi, piuttosto che sardi, perché accettano turni più pesanti , e li pagano meno. Come volevasi dimostrare, cornuti e mazziati…
    Pensate allora di mandare i figli fuori della Sardegna? Credete che qui in continente trovino qualcosa di meglio? Bene, spedi teli lontano “tanto qui in Sardegna – dite voi – non c’è più niente”.
    Però prima che vostri figli partano, dite loro, per favore, che è bene che sappiano, che qui fuori, beh, i sardi sono ancora considerati da certa gente come dei tonti, degli stupidi, dei duri di comprendonio, degli idioti, forse per il nostro accento, il nostro modo di parlare, che suscita ancora nel 2012 stupide risatine beffarde e battute offensive, anche quando parliamo un italiano più corretto del loro. Dite ai vostri figli che questi simpatici episodi di ‘razzismo’ gli capiteranno più spesso di quanto perfino uno come vostro figlio, nato da chi in fondo è pronto a vendere l’anima della propria terra, sarebbe disposto a sopportare.
    Quindi, ottima scelta, il sardo migliora con l’esilio. Perché impara ad amare di più e meglio la propria terra, come ad esempio Valeria, che avete perso tempo inutilmente a stabilire se è una figlia di papà che se la tira, o una nobile eroina… Non ci interessa se Valeria è o non è vanitosa, ci interessa il suo gesto, è un simbolo, il suo NO ci indica che dobbiamo fare qualcosa, smuoverci, non permettere alla logica dello sfruttamento di governare le nostre esistenze.
    A tutti i disoccupati e i precari, ai sottopagati, chiedo questo: ma vi siete mai veramente contati? siete MILIONI nella sola ITALIA! Dove sta scritto che dobbiamo stare immobili ad aspettare?
    L ‘unione farà sempre la FORZA, il nostro unico futuro è UNIRCI TUTTI in una associazione unica italiana dove ci si aiuta a vicenda, sia economicamente che moralmente, lavorando insieme iniziative di lavoro mirate, e VI ASSICURO CHE QUESTA ASSOCIAZIONE OTTERREBBE VELOCEMENTE IL CONSENSO E L’AIUTO DI TANTISSIMI CONNAZIONALI. Se i disoccupati si uniscono ai precari e a tutte le loro famiglie, a chi è in difficoltà e in stato di indigenza, anche gli extracomunitari, se tutti si aiutano a vicenda, si avrà la forza, sia economica che morale, di dire TUTTI NO alle condizioni di lavoro umilianti, la forza di pretenderne di buone. Perché se TUTTI dicessero di NO, lo capite, questi cosiddetti ‘datori di lavoro’ saranno costretti a offrire condizioni migliori.
    Invece di litigare, datevi da fare! Unitevi!! Ci sono milioni di cose da fare insieme!
    Rileggete SE QUESTO E’ UN UOMO per favore, è il limite estremo, la nostra pietra di paragone per capire chi siamo e chi vogliamo essere: lì gli esseri umani sono ridotti alla loro ultima essenza, disposti a tutto per un tozzo di pane. Chi era più feroce e senza scrupoli degli altri sopravviveva di più ma non era più umano, era una larva: in quell’inferno, ciò che consentiva loro di non perdere la dignità umana era aiutarsi a vicenda. Non era lottare contro gli altri per ottenere un pezzo di patata in più.

  • Mariella

    Cara Valeria,
    la tua lettera più che un risentimento per un lavoro che poi non hai accettato, mi comunica la difficoltà che tu e molti altri Sardi, in questi anni soffrono. La nostra Terra è da almeno tre millenni terra di conquista da parte di soggetti diversi. Gavino Sale non è certo il primo a lamentare il nostro stato di sudditanza e altri, si spera, continueranno a denunciare. La nostra (tua) dignità viene lesa dal fatto che le nostre ragioni non vengono prese in considerazione, anzi, spesso sono stravolte. I nostri “colonizzatori” arrivano con grandi promesse di “Rinascita” e ricchezza e tutti hanno la pretesa di “civilizzarci”, ossia, condurci al pensiero UNICO, il loro! Pochi esempi nel tempo: l’ abbandono della nostra lingua madre, ritenuto dialetto di cui vergognarsi, la scuola vietava il suo uso. La nostra Storia non compare nei libri scolastici, nonostante abbia espresso Civiltà originali. Con i “Piani di Industrializzazione”, (avrai sentito parlare della petrolchimica di Rovelli e altri..), viene incentivato l’abbandono dell’agricoltura e pastorizia. Oggi non abbiamo ne l’una ne l’altra, (non condotte in modo razionale e redditizie, comunque). Le nostre zone industriali sono testimonianze di abbandono,degrado e ladrocinio. Le servitù militari occupano migliaia di ettari di coste e territori, oltre ad inquinarle in modo letale. Le nostre (lo erano) spiagge e coste più belle comprate per due soldi per un uso e consumo di miliardari e le loro corti, (ci sarà qualche sardo tra loro?). Sicuramente ci sono camerieri e lavapiatti.
    Se noi sardi non riusciamo a gestire un 10 stelle, abbiamo imparato, però, a creare una grande rete di Agriturismo. Forse è più consono alla nostra cultura? Perché dobbiamo rincorrere mode e pensieri che non ci appartengono?
    Valeria, credo che la tua “sardità”esprima la voglia di cambiare le cose nella nostra Sardegna. E’ legittimo sperare che, noi sardi, finalmente, decidiamo sul nostro futuro.
    Questa crisi, credo, ci porterà a RIPENSARE il nostro sviluppo (sostenibile, magari) sia economico che politico, lasciando poco spazio alle sirene d’oltre mare.
    Tu e altre migliaia di giovani sardi avete il dovere e il piacere di compiere “il CAMBIAMENTO”. Molti auguri, Mariella Pisci

  • sturrundeddu

    ma la gente è ‘fuori’ o ‘torna subito’? qui si sta parlando di una che prende e si lamenta del compenso, punto.

    come quello che gestiva il blog dei segreti della casta di Montecitorio, che ha deciso di sputtanare tutto perché l’hanno mandato via: cosa è, adesso che ti hanno mandavo via, sputtani tutto? prima invece ti faceva comodo stare zitto assieme al diavoletto, eh?

    qui = stesso discorso.

    è OVVIO che il sistema è marcio, ma non vestirti da paladina di non so cosa solo perché ti davano poco. nemmeno ti dovevi presentare! ma i soldi piacciono! e quale modo migliore di combattere il sistema coi soldi, invece che con le persone si trovano ingabbiati dal sistema e sono costretti consapevolmente o no a subire la crisi.

    io capisco chi dice “brava”, “ti stimo”,”bisogna dire no!” o almeno provo fortemente a interpretare il complimento, a patto che si intenda che tutti devono volere il cambiamento! ma che cambiamento ottieni sbandierando l’ipocrisia? e sopratutto continuando a sostenere il sistema della moneta e della proprietà o più in breve a sostenere il sistema capitalistico? allora non hai capito niente di niente dei viaggi che hai fatto?
    tutto qui. articolo=fuffa, gazzosa!
    però almeno è un’occasione per discutere costruttivamente, o quasi. boh.
    pace e bene a tutti

  • SoloDinamo

    RISPETTO per Valeria…per la sua scelta che ha commosso molte persone. Sei stata grande, hai studiato e hai faticato, la loro elemosina la gettino ai mendicanti. Ben fatto, ci sono cose mille volte più importanti: la dignità di ogni essere umano! La riporto sul mio blog.

  • Bene, bravi, bis

    ciao Valeria, oggi hanno arrestato Alessandro e Nello Schirru, di Narbolia, mentre si opponevano a un bello scempio di megaserra fotovoltaica, nelle campagne del paese, fatto con capitali cinesi allo scopo di rastrellare gli incentivi dello stato italiano fingendo di impiantare una coltivazione intensiva di aloe (per la serie: speriamo fingano davvero) su un terreno splendido, che non ci trovavi una pietra a pagarla oro, laddove ora troverai centinaia di plinti in calcestruzzo e altre bellezze del genere. Aspetto con ansia l’articolo in cui ti vanterai di aver rifiutato, al terzo colloquio, di fare la responsabile comunicazione online e offline della politically correctissima azienda Enervitabio (ma probabilmente accetteresti perchè è trooooppo politically correct, e te di land grabbing, o di come gli incentivi statali alle energie rinnovabili diventino strumento di concentrazione capitalistica, poco ti interessi).

  • ELL

    Care/i tutte/i, saro’ un po’ lunga.. ma volevo anch’io dire la mia… sono capitata qui per caso. Dire di NO non è per tutti e da tutti, questa è la verità. Chi riesce a dirlo perché si sente che puo’ osare di piu’ va incoraggiato. Chi invece non puo’ dire di no, seppur tra lamentele o per mancanza di alternative, non va considerato un pigro o un non lottatore.. queste sono persone che per motivi altri (ad esempio famiglia da mantenere, o all’opposto inattitudine all’amor per il lavoro) non possono dire di no. A loro va detto… spero verrai riscattato.. da chi? Da chi puo’ dire di NO.
    Chi puo’ dire di NO, ha il DOVERE di dire di NO. Soprattutto se si è giovani. L’aiuto della famiglia in questo è essenziale (o dello stato se mai c’è stato per qualcuno), o del vivere con poco facendo i famosi lavori secondari per arrotondare. Se non c’è questo capisco che non si puo’ dire di NO.
    Questa la mia esperienza e del mio “dissi di NO anch’io”. Il mio primo lavoro è stato uno stage non pagato in Milano (in una top agency), avevo solo i buoni pasto di 6euro. Dopo lo stage mi hanno proposto di rimanere per 700euro con possibilità di crescere… ho detto di NO. Se fossi stata innamorata del lavoro che facevo a quei tempi, credo pero’ avrei detto di si. Quindi i soldi vanno di pari passo alla passione per il lavoro. Ora, a 30anni ho una vita internazionale e guadagno piu’ di 3000euro al mese.. mi sono rimboccata le maniche.. fuori Italia. I soldi arrivano quando meno te lo aspetti… se lavori con passione. Ci vuole il supporto della famiglia laddove per il primo impiego non è suff. a colmare le spese. Ci vuole coraggio, strategia, saper dire di NO con dignità, pazienza, determinazione.. bisogna essere positivi e avere l’energia di guardare lontano. I giovani non hanno mai un soldo in tasca.. per questo sognamo molto di piu’ e possiamo cambiare le cose: perché abbiamo TUTTO DA GUADAGNARE! Pero’ non tutti sono fortunati ad avere la carica di energia e la pazzia giusta per dire di NO. E soprattutto non hanno forse una famiglia che aiuta per i primi anni di ricerca… per questo la responsabilità della gestione degli stage non pagati è IL punto dolente: perché qui si inizia già a scremare chi puo’ andare avanti oppure no.
    Se non avevo la mia famiglia (per niente di ricchi) che mi passava 500/600 euro al mese per vivere io non avrei fatto lo stage nell’ambito che mi avrebbe formata per il mio futuro. Molti altri hanno dovuto dire NO allo stage a gratis perché per 6mesi non potevano rimanere senza soldi. Il risultato è che io ho potuto proseguire e altri (sicuramente molto piu’ in gamba) hanno ripiegato su altro. Quindi dire di NO quando sei formato per iniziare a lavorare è un dovere… anche per chi non ha potuto proseguire. Se dici di NO allo stage non pagato in questo momento storico sei già tagliato fuori. È giusto cosi? Ovviamente no. Eppure il tuo piccolo No non serve, serve invece una legge e il governo e giovani che si appassionino di politica per gestire anche queste questioni!
    Questa la richiesta degna che c’è da anni: Stagisti pagati e primo impiego a contratti standard per categorie con un minimo dignitoso garantito per legge!!!

  • ELL

    Care/i tutte/i, saro’ un po’ lunga.. ma volevo anch’io dire la mia… sono capitata qui per caso. Dire di NO non è per tutti e da tutti, questa è la verità. Chi riesce a dirlo perché si sente che puo’ osare di piu’ va incoraggiato. Chi invece non puo’ dire di no, seppur tra lamentele o per mancanza di alternative, non va considerato un pigro o un non lottatore.. queste sono persone che per motivi altri (ad esempio famiglia da mantenere, o all’opposto inattitudine all’amor per il lavoro) non possono dire di no. A loro va detto… spero verrai riscattato.. da chi? Da chi puo’ dire di NO.
    Chi puo’ dire di NO, ha il DOVERE di dire di NO. Soprattutto se si è giovani. L’aiuto della famiglia in questo è essenziale (o dello stato se mai c’è stato per qualcuno), o del vivere con poco facendo i famosi lavori secondari per arrotondare. Se non c’è questo capisco che non si puo’ dire di NO.
    Questa la mia esperienza e del mio “dissi di NO anch’io”. Il mio primo lavoro è stato uno stage non pagato in Milano (in una top agency), avevo solo i buoni pasto di 6euro. Dopo lo stage mi hanno proposto di rimanere per 700euro con possibilità di crescere… ho detto di NO. Se fossi stata innamorata del lavoro che facevo a quei tempi, credo pero’ avrei detto di si. Quindi i soldi vanno di pari passo alla passione per il lavoro. Ora, a 30anni ho una vita internazionale e guadagno piu’ di 3000euro al mese.. mi sono rimboccata le maniche.. fuori Italia. I soldi arrivano quando meno te lo aspetti… se lavori con passione. Ci vuole il supporto della famiglia laddove per il primo impiego non è suff. a colmare le spese. Ci vuole coraggio, strategia, saper dire di NO con dignità, pazienza, determinazione.. bisogna essere positivi e avere l’energia di guardare lontano. I giovani non hanno mai un soldo in tasca.. per questo sognamo molto di piu’ e possiamo cambiare le cose: perché abbiamo TUTTO DA GUADAGNARE! Pero’ non tutti sono fortunati ad avere la carica di energia e la pazzia giusta per dire di NO. E soprattutto non hanno forse una famiglia che aiuta per i primi anni di ricerca… per questo la responsabilità della gestione degli stage non pagati è IL punto dolente: perché qui si inizia già a scremare chi puo’ andare avanti oppure no.
    Se non avevo la mia famiglia (per niente di ricchi) che mi passava 500/600 euro al mese per vivere io non avrei fatto lo stage nell’ambito che mi avrebbe formata per il mio futuro. Molti altri hanno dovuto dire NO allo stage a gratis perché per 6mesi non potevano rimanere senza soldi. Il risultato è che io ho potuto proseguire e altri (sicuramente molto piu’ in gamba) hanno ripiegato su altro. Quindi dire di NO quando sei formato per iniziare a lavorare è un dovere… anche per chi non ha potuto proseguire. Se dici di NO allo stage non pagato in questo momento storico sei già tagliato fuori. È giusto cosi? Ovviamente no. Eppure il tuo piccolo No non serve, serve invece una legge e il governo e giovani che si appassionino di politica per gestire anche queste questioni!
    Questa la richiesta degna che c’è da anni: Stagisti pagati e primo impiego a contratti standard per categorie con un minimo dignitoso garantito per legge!!!

  • angelo

    bella mia, sei hai rifiutato, è solo perchè te lo puoi permettere. girati pure il mondo con i soldi del papi…
    dovresti prendere esempio da quelle amiche che a detta tua “lavano le scale”…

  • Maurizio

    Valeria ho letto qualcosa sul tuo blog, complimenti, scrivi molto bene! Ma riguardo il rifiuto del lavoro, penso abbia fatto un grosso errore!!!! Avresti fatto una bella esperienza che ti sarebbe stata utile per il futuro; a 26 anni 700 euro con vitto e alloggio e con la possibilita’ di incontrare anche gente interessante per il tuo futuro professionale ….. Io ci avrei pensato bene!!!! Io appena laureato ho fatto il tirocinio per   Zero euro…. Tanti sacrifici e tanto stress accumulato… Ma fortunatamente dopo qualche anno mi ritrovo con il mio studio e faccio quello per cui ho studiato nella mia terra, qui’ in Sardegna!!!! In bocca al lupo per il futuro!  

  • Il Griso

    Sono arrivato su questa pagina incuriosito dal corsivo di Serra, su Repubblica. Onestamente sono un po’ spiazzato, per non dire deluso. Premesso che lo sfogo è comprensibile (se a ventisei anni sei incazzata è giusto dirlo) è la dimensione, per così dire, latu sensu “politica” di questo sfogo che mi sembra un po’ minata alla base da alcune contraddizioni fondamentali.
    Sgomberiamo il campo dall’argomento più abusato e onestamente volgare: Valeria Gentile avrebbe fatto il percorso che ha fatto, scriverebbe e agirebbe in questa maniera perché se lo può permettere, perché sotto sotto non ha bisogno di quei soldi. Valeria Gentile è una reporter, ha il coraggio delle sue idee e di esporsi in prima persona e merita che su queste idee ci si confronti, non sul fatto che possa percepire il mensile dal babbo. Mi sento di dire che – come lettori – questo glielo dobbiamo e, come vedremo, è proprio quello il problema.
    Sgomberato questo campo, rimangono a terra questioni secondo me cruciali. Due su tutte. La prima, solo incidentalmente toccata in qualche post, è la seguente: tra fare il reporter free lance e la responsabile di un ufficio stampa di un resort c’è un abisso, un vero e proprio abisso. Sono ambiti professionali simili per chi ignora tutto di entrambi i settori: in realtà sono due professioni che seguono logiche diverse, con specificità tutte loro. Entrambe con una diversa dignità, per carità, ma che non hanno nulla in comune eccetto la condivisione di alcune piattaforme, strategie e canali di comunicazione. Per fare un esempio spiccio è come dire che ogni calciatore può fare l’allenatore: le cose non stanno così. In tal senso, se si rilegge il post, l’autrice ci dice che fino a ventisei anni ha intrapreso una carriera e poi ne ha valutata un’altra in un ambito che si potrebbe definire affine. Legittimo. Tuttavia, in quest’ottica, la girandola tra Senegal, Palestina, Giappone, Cina, Olanda e quant’altro lascia un po’ il tempo che trova, conferisce un po’ l’idea di un compitino lezioso. Sarebbe sprezzante dire che la Muraglia Cinese a gennaio la scalano anche comitive di pensionati veneti se non fosse che, in una maniera o nell’altra, è proprio così che succede.
    E qui inserisco la seconda questione. Girare il mondo non significa capirlo, tantomeno farlo capire e conoscere agli altri, che poi sarebbe il compito di ogni reporter. In tutto il pezzo di Valeria c’è un vulnus terrificante, insanabile per ogni giornalista, un vero e proprio peccato capitale: l’autobiografia. Si dirà: ma non era un articolo, era un post, una nota di un blog, lo sfogo di una professionista. No. Non c’era nulla di professionale in un pezzo del genere, è come ritrovarsi a vedere le diapositive delle vacanze esotiche di una coppia di amici che spera di convincerti che sono gente di mondo. C’era autocompiacimento per la propria biografia, la convinzione che il proprio vissuto e le proprie radici debbano avere un senso anche per gli altri, che siano un ‘exemplum’ per un ragionamento più ampio, trascinando il lettore su un terreno che lo costringe a valutare l’autrice prima delle sue idee. E allora valutiamo l’autrice. Andiamo sul suo sito, guardiamo il suo curriculum, le tante collaborazioni, le tante partecipazioni, le tante case editrici con cui collabora e che ci dicono poco o niente, le tante testate che la ospitano e di cui ne conosciamo a malapena una, le sue tante foto dall’Oriente, il suo libro di poesie che ha pubblicato a 18 anni e tutti feedback su di lei da numerosi estimatori che ci sono totalmente sconosciuti (puntualmente raccolti, finanche la sua insegnante di scienze ad Olbia) e che impressione ci torna? Una ragazza intraprendente, per un verso o per l’altro, che sa scrivere bene, molto compiaciuta di sé, con un curriculum come – lo dico con rispetto – ce ne sono migliaia nel campo dei giovani giornalisti., ragazzi che pagherebbero per lavorare (la fregatura del giornalismo è quella: te ne innamori). L’autocompiacimento è davvero un veleno mortale: Bob Woodward e Carl Bernstein avevano l’età di Valeria quando nel 1972, per il Washington Post, condussero l’inchiesta sullo scandalo Watergate che portò Nixon alle dimissioni; Oriana Fallaci aveva l’età di Valeria quando lavorava al suo primo libro, “I sette peccati di Hollywood” (prefazione di Orson Wells) e già da anni pubblicava per l’Europeo; Roberto Saviano aveva l’età di Valeria quando pubblica “Gomorra”; Peppino Impastato aveva l’età di Valeria quando conduceva le inchieste radiofoniche che lo avrebbero condannato a morire a trent’anni. Per questo penso che giocare sul terreno delle biografie e degli elenchi sia sbagliato: è troppo facile, così si vola basso. E quando dalla produzione di un reporter traspare più amor di sé che amore per il mondo e la professione, semplicemente, sei di fronte a un cattivo reporter. Il curriculum di Valeria ha al centro Valeria.
    Il sistema è marcio? Si, il sistema è marcio. Ma settecento euro, vitto e alloggio per una prima esperienza non mi scandalizzano: se abbiamo di fronte persone corrette e se il nostro lavoro vale qualcosa alla fine del periodo di sei mesi deve esserci il modo per rivedere l’offerta o comunque per cercare una quadra. Mi sembra che siamo in linea con il resto d’Italia, anche se ammetto che non è un granché. La Sardegna, in tutta questa storia, non c’entra veramente niente.
    A costo di sembrare cinico, se devo scandalizzarmi preferisco partire da qualche bracciante di Rosarno costretto a spaccarsi la schiena per un tozzo di pane, stipato in qualche tugurio e braccato da criminali che giocano al tiro al negro come se fossimo nell’Alabama degli anni ’20. Da lì risalgo ma, arrivato alla proposta del resort di lusso per la reporter globetrotter, confesso di trovarmi già nel campo della decenza, pur micragnosa quanto volete.
    Anche l’indignazione ha le sue priorità.

  • Miyu

    Ben Svegliata Valeria, ho l’impressione che tu stia percorrendo la strada che divide una fotografa amatoriale da viaggi organizzati a una fotografa professionista, questa è un offerta come un altra e non c’entra la sardegna o il continente. In Italia oltre la crisi ci sono gli sciacalli che cercano di lucrare su tutte le proffessionalità e non c’è età o cv che tengano. Io di anni ne ho 24 e fotografo per Armani, Cavalli, D&G, Valentino, e tutti i signori della moda e delle sfilate milanesi realizzando i loro cataloghi che trovi nelle boutique, e allora? Guadagno neanche la metà di quello che mi dovrebbero e certo mi rode quando la giacca in pelle costa quanto 3 mesi del mio lavoro. E pensa che mi è pure toccato emigrare dalla mia amata sardegna per sta merda. Ma queste son le vette in Italia e io guardo oltre le alpi perchè in questo stato di cose non si ha la possibilità di metter su casa o crescere dei figli senza scendere a compromessi. Poi in sardegna si può sempre tornare in vacanza appunto.

  • Marta

    Io non sono sarda, ma conosco molto bene i sardi e la sardegna, si potrebbero scrivere libri su questa terra meravigliosa e piena di incoerenze, unica al mondo, che io personalmente amo più della mia d’origine (sono di Roma e amo comunque molto la mia città).

    Detto questo, ho la netta impressione che Valeria non sia proprio una morta di fame, e anche a me, per amor del vero, ha dato la sensazione di essere un po'”vanitosa”; ma il messaggio di base è buono, ovvero: non dobbiamo svenderci!!!

    E questo vale per tutti, in tutto il mondo.

    In più non bisogna assolutamente farsi sottopagare da chi palesemente se ne sta approfittando (come voi per una notte chiedete 600 euro e io devo prendere 700 al mese).

    Sono sicura che se le avessero offerto la stessa situazione in un agriturismo ecologico a gestione cooperativa avrebbe accettato a d occhi chiusi, perchè sapeva che di più non potevano permettersi.

    Io ho una bambina piccola da mantenere e se non ho lavoro non mangio, ma il primo lavoro che capita sottopagato io non lo accetto perché non ha senso lavorare per chi è disonesto, e sottopagare, è disonesto, non pagare gli stagisti è disonesto, esiste una legge che regolamenta i stipendi e se chi vi da lavoro non la rispetta, prima o poi ti mancherà di rispetto in altri modi.

    Io dopo tre colloqui per tre diverse aziende e una prova di un mese, ho accettato il lavoro dalla persona che è stata più onesta e sincera, e adesso ho un contratto a tempo indeterminato, dopo 5 mesi, che dite ho fatto bene a non accettare un lavoro a 800 euro al mese, da uno che non mi piaceva per niente? Io credo proprio di si!!

    Se nessuno accettasse più questi lavori, i datori di lavoro non avrebbero più il coraggio di proporre certi trattamenti.

    Anche a me fa rosicare che una ragazza di 26 abbia girato il mondo facendo foto, ma ognuno a la sua vita, e se la sua è stata questa non può mica negarla, per falsa modestia, anche io ho 28 anni e quando dico che lavoro da 10 anni pochi mi credono, tant’è che per evitare problemi alcune cose le tolgo dal curriculum… Il fatto che la cosa triste è che solo in Italia una cosa del genere è una rarità….

    Sardi riprendetevi la vostra terra, salvatela dallo sfruttamento, solo voi potete!!!

  • Virginia

    Valeria,..io sono andata via da casa quando avevo ancora 18 anni…non c’e bisogno di viaggiare per capire che in Sardegna non c’e piu futuro per noi giovani…la dignita’ viene prima di tutto il resto e non credo alla gente che dice ” i soldi non sono tutto ” perche quando avrai figli da campare e una casa da mantenere i soldi ti serviranno e allora li ti pentirai di essere tornata nel tuo paese e non aver tenuto un dignitevole lavoro all’estero…

  • Antonio

    Niente di più sbagliato dell’ indipendenza sarda. Se la sardegna fosse indipendente sarebbe bella che morta (come qualsiasi altra regione). Vi lamentate dello sfruttamento dei “milanesi”, ma perchè allora non iniziamo a rendere Cagliari un posto decente? Qui c è una chiusura mentale verso ciò che è nuovo che mette angoscia… Non si riesce a introdurre un beach service al Lido perchè “è grezzo annunciarlo” e poi vi lamentate che non ci sono soldi, ma siete ridicoli!! Guarda un po’ a Rimini fanno i soldi, e il posto fa cagare alla grande!! Qui abbiamo delle bellezze naturali incommensurabili e ci vanno 4 gatti nelle spiagge. Arrivano i turisti con le navi da crociera e trovano TUTTO chiuso (IN ESTATEEEEE!!). Sant’ Elia potrebbe essere un posto magnifico e viene ghettizzata. Al poetto si dovrebbero mettere dei casotti per fare attività di mercato etc, invece u cazzu, togliamo anche i chioschi perchè quei quattro burdi di evasori fiscali e sfruttatori non si sono messi in regola anche dopo la sentenza del giudice, e pretendono pure di avere ragione. Facciamoci un bell’ esame di coscienza…

  • giulia

    GRAZIE

  • giulia

    GRAZIE

  • franco

    ma prima di fare il colloquio telefonico e prima di andare negli uffici dove si cammina a testa bassa cara valeria non sapevi che il resort di lusso per milanesi occupava 25 ettari???? se hai fatto i colloqui forse non ti interessavano queste cose inizialmente??? se ti avessero offerto 4mila euro avresti detto cmq di no?? chi deve pagare le bollette a fine mese e accetta un lavoro da 700 euro non ha orgoglio o dignità? io son d’accordissimo sul fatto che i giovani non devono essere sfruttati e non devono accettare lavori sottopagati, ma occhio al ragionamento che fai, andiamo più in profondità alle cose e soprattutto non rivendichiamo il nostro orgoglio di sardi quando non si tratta di questo…

  • andrea

    Valeria, ci sono cose che non mi tornano nel tuo articolo, mi spieghi cosa c’entra fare la PR di un villaggio se sei laureata in giornalismo? e se ti piaceva tanto girare il mondo perchè torni in Sardegna se sai che poi lavoro non ce n’è? sei preparata, conosci le lingue ma poi con la scusa che la terra dove nasciamo è tutto per te, te ne torni a piangere dove non ci sono possibilità. Quel colloquio non dovevi neanche farlo, viste le esperienze che dici di aver fatto, lavorare in un resort di milanesi non c’entra nulla. Per ultimo apprezzo sinceramente l’orgoglio di essere sardo, ma ripeterlo in continuazione come se fosse l’unica cosa importante non funziona, per quanto possa sembrarti duro, nel mondo del lavoro non frega un cazzo a nessuno. Se vuoi girare il mondo lavorando cerca di essere più aperta di quello che pensi di essere.

  • sturrundeddu

    Oh avesse risposto ad uno dei 354 commenti. niente. ma per favore.

  • Isa

    Cara Valeria, cosa centra l’orgoglio sardo cn quello ke hai fatto? Conosco tanti sardi ke si inkinano al padrone leccandole il sedere per avere un avanzamento di carriera non meritato. Lavoro in un azienda dove il leccaculismo e il clientelismo fanno da padroni.Parola magica “dotto'” e via leccata di culo.

  • Isa

    L’orgoglio di dire no e’ una cosa personale al di la della regione o nazione di appartenenza.

  • sandro

    Ma come ci sono finito su questo articolo ? :D c
    Cmq le foto che fai mia cara Valeria mancano del tutto di nozioni di geometria, composizione, colore e soprattutto scelta delle foto, la sequenza fotografica è come un racconto non puoi accozzare foto di bambini e architetture come fosse un cestino, e che senso ha fotografare un pollo con una scala arrugginita sullo sfondo ? oppure le foto dall’alto sull’aereo…e il testo dei tuoi articoli è arricchito da frasi poetiche prive di senso. Sicuramente migliorai, oggi internet permette l’enorme e libera diffusione anche delle prove in corsa, ed è quello che stiamo vedendo in questo caso, fosse stato solo venti anni fa avresti dovuto avere molte più nozioni fotografiche per realizzare il tuo lavoro e difficilmente avresti avuto una pubblicazione cartacea. L’orgoglio schiaccia il talento…

  • ely

    Semplicemente brava!Una boccata d’aria nel’infinito mare delle critiche sui sardi!Una lotta pacifica e civile.Le parole.Grazie davvero.

  • teo

    mi piacerebbe essere tua compagna di viaggio… ma tu non accetteresti una sessantaduenne.. Se passi da Roma ti ospito

  • johnny

    il resort è il Forte Village

  • da mondo

    il vero orgoglio da ammirare è quello di chi in questa terra riesce ancora a resistere con quel che c’è .il legame alla propria terra poi è comune a tanti come amore e odio e sentimenti vari.ne conosco tanti che vogliono tornare e tanti che vogliono andarsene e io che non so che fare non mi sento meno orgoglioso di nessere sardo

  • Rosa Spina

    Carissimi, non si può commentare travisando ciò che Valeria ha scritto: “… arriva un super resort di lusso … mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web … in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese”.
    Valeria ha 26 anni, ha conseguito un diploma al liceo linguistico, ha una laurea in media e giornalismo, non è una giornalista, perché non ha detto di essere iscritta all’albo dei giornalisti.
    Valeria ha rifiutato un compenso di 700 € netti al mese (contratto a progetto), con vitto e alloggio compresi, per un lavoro di collaborazione (non come responsabile della comunicazione, come ho letto in qualche commento).
    Un grande resort di lusso possiede una struttura complessa che si occupa della comunicazione e che nel periodo di maggior lavoro prevede l’assunzione di altre figure: giovani che hanno viaggiato, che conoscono le lingue, che hanno competenze nel campo della comunicazione e dei new media. Giovani che sanno navigare in internet, conoscono Facebook, Twitter, You tube, Photoshop, Flickr … Per questa figura mi sembra che il compenso sia più che proporzionato alla mansione. E peer questo credo che Valeria abbia sbagliato a rifiutare l’offerta, che in ogni caso sarebbe stata un’esperienza di lavoro e avrebbe rappresentato una crescita per la sua formazione e per il suo curriculum. E per sei mesi Valeria non avrebbe certo vissuto in gabbia, ma in un bellissimo villaggio sul mare!
    Chin salude a tottus da una sarda realista e indipendentista.

  • mario

    L’articolo è gradevole e ha colito bene i nervi scoperti della nostra soietà, visti i numerosi commenti. Siamo in una stagione triste per i salari dei giovani, ma siamo sinceri, l’offerta è in linea con il mercato, anche se non con le sue. Il dibattito che poi nasce sulla sardinità è divertente, qui in Veneto i leghisti dicono “paroni a casa nostra”, come dire “tutto il mondo (o meglio l’Italia) è paese. :D

  • manuela

    Stai onorando la nostra terra. Bisogna tener duro e far sacrifici per far grande la nostra anima… tu sei un grande esempio in questi tempi bui :)